Esclusive WFS: i migliori talenti del Mondiale Under 20 2019 in Polonia

Prima vittoria per l’Ucraina al Mondiale Under 20

Si è appena concluso il Mondiale Under 20, con la sorprendente vittoria per 3 a 1 della nazionale ucraina su quella della Corea del Sud. Due selezioni che sulla carta non erano di certo tra le favorite, ma che sono riuscite ad arrivare in finale grazie all’ottima organizzazione difensiva. Decisiva è stata la prestazione del centravanti Vladyslav Supriaha che, dopo un torneo sottotono, ha messo a segno una splendida doppietta nella finalissima.

L’Italia di Mr. Paolo Nicolato si è dovuta accontentare del quarto posto, battuta ai supplementari dell’Ecuador, avendo sprecato un calcio di rigore con Olivieri, che gli avrebbe probabilmente permesso di porsi sul gradino più basso del podio.

La kermesse mondiale è stata ricca di sorprese e colpi di scena, ma in generale non si è visto un bel calcio.

Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una panoramica dei migliori prospetti presenti al torneo, analizzandoli squadra per squadra, realizzando, infine, la classica Top 11 del Mondiale Under 20 (il cui link è presente a piè pagina).

SENEGAL: La nazionale africana guidata dal Mr. Youssouph Dabo ha disputato un ottimo torneo, venendo eliminata solamente ai quarti di finale dalla Corea del Sud dopo i calci di rigore. Tra i talenti da segnare sul taccuino ci sono almeno quattro elementi molto interessanti: il potente e tecnico terzino destro del Manchester City Alpha Dionkou (2001), l’ala destra/sinistra veloce e dal buon senso del gol, Amadou Sagna (1999), del Cayor Foot, il tecnico centrale difensivo di piede mancino Moussa Ndiaye (2002) dell’Excellence Foot e il prestante centrale di centrocampo Dion Lopy (2002) dell’Oslo FA Dakar. Da non sottovalutare sono anche il terzino sinistro di spinta, dotato di notevoli capacità balistiche, Souleymane Aw (1999) dell’Eupen e l’esterno offensivo Ibrahima Niane (1999) del Metz, autore di 3 reti e 2 assist.

COLOMBIA: I “Cafeteros” del C.T. Arturo Reyes si sono fermati ai quarti, battuti dalla forte nazionale ucraina. Nel corso della manifestazione hanno spesso avvertito la mancanza di un vero centravanti, in grado di sfruttare la mole di gioco prodotta. Non a caso i migliori talenti nella rosa colombiana sono stati gli esterni offensivi, l’ala sinistra Luis Sinisterra (1999) del Feyenoord e Iván Angulo (1999) del Palmeiras, entrambi molto veloci e dotati di una notevole abilità nell’uno contro uno. Da segnalare è anche il mondiale giocato dal neo acquisto del Lecce, Brayan Vera (1999), terzino sinistro dotato di una buona struttura fisica e di una spiccata abilità nell’attaccare. Un altro prospetto che ha convinto ogni volta che è stato impiegato, è l’ala destra (ma anche trequartista) Johan Carbonero (1999) dell’Once Caldas.

POLONIA: La nazionale del paese ospitante il mondiale non ha messo in luce né un buon gioco, né straordinari talenti. Gli unici uomini, veramente interessanti, che erano a disposizione del tecnico Jacek Magiera, sono stati inspiegabilmente impiegati poco. In particolare, è molto piaciuto il talentino della Roma Nicola Zalewski (2002), un’ala sinistra dal dribbling facile, tecnica e dalle buone capacità balistiche. Da segnalare anche il centrocampista centrale, con attitudini offensive, Adrian Lyszczarz (1999) del Katowice e l’esterno offensivo di sinistra Michal Skoras (2000) del Bruk-Bet Termalica Nieciecza. In difesa ha deluso il neo acquisto del Cagliari Sebastian Walukiewicz (2000), mentre più convincente è stata la prova del centrale di sinistra Jan Sobocinski (1999) del LKS Lodz. Solo a sprazzi si è vista la classe di Marcel Zylla (2000) trequartista classe 2000 del Bayern Monaco, mentre è sembrato abbastanza solido il versatile terzino sinistro (è anche centrocampista centrale) Adrian Stanilewicz (2000) del Bayer Leverkusen.

TAHITI: La nazionale tahitiana non ha messo in evidenza nessun talento, subendo valanghe di gol in ogni partita.

ITALIA: Gli “Azzurri” di Paolo Nicolato hanno disputato un grande torneo, venendo fermati solamente in semifinale dall’Ucraina. Molti elementi della rosa italiana si sono distinti per impegno, abnegazione e senso del sacrificio, ma alcuni hanno messo in mostra qualcosa in più anche dal punto di vista tecnico. In porta si è dimostrato spesso insuperabile Alessandro Plizzari (2000) del Milan, mentre in difesa il migliore è stato senza dubbio il centrale di sinistra del pacchetto arretrato a tre, Luca Ranieri (1999) della Fiorentina. Sulla linea mediana si è distinto in “cabina di regia” Salvatore Esposito (2000) della Spal, giocatore tecnico e dotato di una visione di gioco periferica. Nel ruolo di interno sono piaciuti Alessandro Frattesi (1999) del Sassuolo, sul quale la Roma vanta un diritto di ricompra e Luca Pellegrini (1999), a tutti gli effetti un giocatore della squadra della capitale dopo il prestito al Cagliari. Molto apprezzabile è stata la prova di quest’ultimo, che si è adattato a giocare da mezzala, lui che di mestiere fa il terzino sinistro. Proprio sulla corsia mancina, al posto di Pellegrini, si è ben disimpegnato Alessandro Tripaldelli (1999) del Sassuolo, un vero moto perpetuo con le sue continue “galoppate”. In attacco ha brillato la stella di Alessandro Pinamonti (1999) dell’Inter, che si è ben integrato con l’altro “attaccante di stazza”, Gianluca Scamacca (1999), mai andato a segno nel torneo, ma preziosissimo per il suo gioco di sponda.

GIAPPONE: I nipponici, guidati dal tecnico Masanaga Kageyama, hanno messo in luce la solita grande organizzazione tattica, evidenziando anche delle individualità interessanti come: il terzino sinistro Yukinari Sugawara (2000) del Nagoya Grampus, il regista brevilineo e tecnico dello Shonan Bellmare Mitsuki Saito (1999), il centrocampista centrale Kanya Fujimoto (1999) del Tokyo Verdy, la veloce seconda punta Kyosuke Tagawa (1999) dell’FC Tokyo, il tecnico difensore centrale Ayumu Seko (2000) del Cerezo Osaka e, infine, il più giovane del gruppo, il centrocampista esterno/ala destra, Jun Nishikawa (2002) della Toko Gakuen High School.

ECUADOR: I campioni del Sudamerica ad un certo punto sembravano essere i favoriti per la vittoria finale, ma poi si sono imbattuti nella solida Corea e, a causa di una leggerezza difensiva, sono stati battuti in semifinale. Tra i giocatori che si sono maggiormente distinti nell’arco del torneo, vanno presi in considerazione il migliore terzino sinistro della manifestazione, Diego Palacios (1999) del Willem II, un elemento velocissimo, resistente e tecnico e il roccioso centrale Jackson Porozo (2000) del Santos. A centrocampo è stata preziosa la fase d’interdizione esercitata dal massiccio Sergio Quintero (1999) dell’Imbabura e da José Cifuentes (1999) dell’América de Quito, abile tiratore dalla distanza. Sulla fascia destra una nota merito va all’ala mancina Gonzalo Plata (2000) dello Sporting Lisbona e, stesso giudizio positivo anche per il collega della corsia opposta, Alexander Alvarado (1999) dell’Aucas. Deludente è stata la prestazione del capocannoniere del Sub20 Leonardo Campana (2000) del Barcelona SC Guayaquil, mai decisivo nelle partite importanti.

MESSICO: Dai messicani ci si aspettava sicuramente qualcosa di più, considerando alcuni importanti elementi della rosa, ma al contrario, hanno chiuso in ultima posizione nel girone. Si è visto solo a sprazzi il talento della “stella” della squadra, Diego Lainez (2000) del Betis Siviglia, troppo spesso impiegato lontano dalla porta. Gli unici elementi che hanno avuto un buon rendimento sono stati la punta di movimento José Macías (1999) del Club León e il propositivo terzino destro Kevin Álvarez (1999) del Pachuca.

URUGUAY: La “Celeste” ha ampiamente deluso le aspettative, in virtù del suo forte organico avrebbe potuto fare un cammino migliore, ma invece si è fermata agli ottavi, perdendo contro l’Ecuador, dopo aver vinto il suo girone. Tra i talenti che si sono messi in maggiore evidenza, ci sono indubbiamente i due centrali di centrocampo, Francisco Ginella (1999) del Montevideo Wanderers (in passato vicino al Pescara) e Nicolás Acevedo (1999) del Liverpool di Montevideo. E’ da monitorare con attenzione nei prossimi anni anche la coppia di difensori centrali, Bruno Méndez (1999) giocatore veloce e tecnico del Corinthians e Ronald Araújo (1999) del Barcellona, un baluardo difensivo molto bravo ad impostare il gioco ed eccellente nel gioco aereo. Indubbiamente, però, il migliore giocatore presente nella rosa del C.T. Gustavo Ferreyra, è stato il veloce, tecnico ed imprevedibile esterno offensivo di sinistra del Peñarol Brian Rodríguez (2000), autore di 2 reti e un assist.

NUOVA ZELANDA: Gli “All Whites” sono stati una delle squadre rivelazione del torneo, mettendo in mostra buoni giocatore e, soprattutto, una notevole organizzazione di gioco. Tra i prospetti che si sono distinti maggiormente, vanno sicuramente citati il terzino sinistro di origini italiane Liberato Cacace (2000) del Wellington Phoenix, il centrocampista esterno sinistro Elijah Just (2000) dell’Eastern Suburbs AFC e, soprattutto, il portiere del Willem II Michael Woud (1999), bravo con i piedi e in possesso di un fisico imponente.

NORVEGIA: La nazionale norvegese ha avuto tra le proprie file il capocannoniere del torneo, il “colosso” del Red Bull Salisburgo Erling Braut Haland (2000) autore di ben 9 reti, tutte messe a segno contro il malcapitato Honduras, nella larga sconfitta per 12 a 0 (record della competizione). La Norvegia non ha superato la fase a gironi, deludendo un po’ le aspettative, ma nonostante lo scarso risultato, altri talenti (oltre a Haland) si sono messi in luce. Un buon giocatore è senza dubbio il regista della squadra, Hugo Vetlesen (2000) dello Stabæk Fotball, così come sono da seguire i progressi del compagno di reparto, Tobias Christensen (2000) dello Start. In difesa va monitorato il terzino destro Christian Dahle Borchgrevink (1999) del Notodden e il centrale del Brighton e capitano Leo Östigard (1999).

HONDURAS: La selezione centroamericana ha giocato un brutto mondiale, venendo sconfitta in ogni partita, subendo anche l’umiliante sconfitta per 12 a 0 dalla Norvegia. L’unico elemento che ha fatto intravedere qualche discreta qualità tecnica e di passo è stato il jolly di fascia sinistra Axel Gómez (1999) dell’Olimpia Tegucigalpa.

UCRAINA: La sorprendente nazionale ucraina ha costantemente palesato una notevole organizzazione tattica, esaltata dalla buona qualità degli interpreti. Tra gli uomini di Mr. Oleksandr Petrakov si è particolarmente distinto il miglior portiere della kermesse intercontinentale, quel Andrii Lunin (1999) che il Real Madrid si è assicurato per una cifra superiore ai 7 milioni. Il pacchetto arretrato si è sempre mostrato solido, evidenziando talenti del calibro di Valerii Bondar (1999) dello Shakhtar Donetsk, una sorta di regista arretrato, che sa farsi valere anche in marcatura. Al suo fianco è piaciuto il difensore goleador Denys Popov (1999), abile nel gioco aereo e valido in fase d’impostazione. A centrocampo, sulla corsia di destra, non ha mai fatto mancare la sua spinta Yukhym Konoplia (1999) dello Shakhtar Donetsk, un giocatore che sa farsi apprezzare anche con i suoi precisi cross. Sulla trequarti la qualità e l’imprevedibilità è stata garantita da Serhii Buletsa (1999) della Dinamo Kiev e dal mancino Heorhii Tsitaishvili (2000) anche lui della Dinamo.
Sulla fascia destra ha ben impressionato il veloce mancino Oleksii Kashchuk (2000) dello Shakhtar Donetsk, mentre al centro dell’attacco si è esaltato il bomber Danylo Sikan (2001) dell’FK Mariupol, che ha lasciato il posto da titolare in finale a Vladyslav Supriaha (2000) della Dinamo Kiev, autore della doppietta in finale.

STATI UNITI: Gli statunitensi hanno confermato la continua crescita del movimento calcistico a stelle e strisce, pur venendo eliminati ai quarti dell’Ecuador. In difesa si è dimostrato sempre affidabile il centrale classe 2000 del Bayern Monaco Chris Richards. Nel ruolo di terzino destro non ha mai fatto mancare la sua spinta continua sulla fascia il “lanciere” Sergino Dest (2000) dell’Ajax. Nel ruolo di ala sinistra ha confermato tutta la sua qualità il figlio d’arte Timothy Weah (2000) del PSG. Imprendibile a campo aperto e dotato di una notevole tecnica di base, Weah ha spesso risolto le partite della sua squadra. Al centro dell’attacco si è dimostrato un cecchino infallibile Sebastian Soto (2000) dell’Hannover 96.

NIGERIA: Il percorso delle “Aquile” si è fermato agli ottavi, dopo che si erano classificati terzi nel proprio girone. I giocatori che si sono messi in mostra durante il torneo non sono stati molti, tra questi figurano il terzino sinistro di spinta e capitano, Ikouwem Utin (1999) dell’Enyimba Aba. Sulla linea mediana ha confermato quanto di buono si diceva sul suo conto, il centrocampista centrale con attitudini offensive, Tom Dele-Bashiru (1999) del Manchester City, mentre, al suo fianco, ha dato sostanza al gioco della squadra Kingsley Michael (1999) del Bologna.

QATAR: Il Qatar ha chiuso il suo girone a 0 punti, ma probabilmente avrebbe meritato qualcosa in più, in virtù del gioco e di alcune discrete individualità. Tra queste vanno citati i centrocampisti Andri Syahputra (1999) dell’Al Gharafa Sports Club, l’incursore Mohammed Jadoua (1999) dell’Al-Sadd e il numero 10 Khaled Mohamed (1999) del Qatar Sports Club.

FRANCIA: La selezione Under 20 transalpina è una delle principali candidate alla vittoria finale, ma gli uomini di Mr. Bernard Diomède, dopo ver vinto il girone a punteggio pieno, si sono arenati agli ottavi, eliminati dagli Stati Uniti. Gran parte della rosa della nazionale francese era formato da giocatori dal sicuro avvenire, ma molti di questi non hanno di certo disputato un gran torneo. Tra i talenti che si sono messi in maggiore evidenza, garantendo un buon rendimento, va sicuramente citato il terzino destro/difensore centrale Thomas Basila (1999) del Nantes, il centrale del Borussia Dortmund Dan-Axel Zagadou (1999), capitano dei “Galletti”e il compagno di reparto dell’OM Boubacar Kamara (1999). Altri giocatori che hanno tenuto alta la bandiera della Francia sono stati l’ala destra del Bayer Leverkusen Moussa Diaby (1999), giocatore imprendibile nell’uno contro uno, con già tante presenze in Ligue 1 e il centravanti dell’OL Amine Gouiri (1999), andato a segno in 3 occasioni. Indubbiamente, però, il prospetto che ha catturato maggiormente l’attenzione, palesando la sua sopraffina tecnica di base, è stata la mezzala offensiva del Borussia Mönchengladbach Michaël Cuisance (1999), autore di 2 reti e un assist.

MALI: I Campioni d’Africa hanno disputato un buon torneo, venendo eliminati solamente ai quarti di finale dall’Italia di Paolo Nicolato. La “stella” della squadra ed anche uno dei migliori giocatori del mondiale, è stata la veloce e tecnica ala destra di piede mancino Sekou Koita (1999) del Red Bull Salisburgo. Altri talenti maliani da seguire con attenzione nei prossimi anni sono il centrocampista offensivo Mohamed Camara (2000) e il mediano Ousmane Diakité (2000), entrambi del RB Salisburgo. Subito dietro a questi prospetti appena citati, vanno presi in considerazione anche il potente e prestante centravanti Ibrahima Koné (1999) dei norvegesi dell’FK Haugesund, il longilineo centrocampista offensivo Boubacar Traore (2001) dell’AS Bamako e l’ala sinistra Aboubacar Konté (2001) del Sarpsborg.

PANAMA: Arrivando agli ottavi di finale, la selezione panamense è andata ben oltre le aspettative. L’organico a disposizione del tecnico Jorge Dely Valdés non era di certo di prima qualità, inoltre, i giocatori migliori, Eduardo Guerrero (2000) e Ángel Orelien (2001), erano in cattive condizioni atletiche. L’unico elemento della rosa della repubblica del centroamerica che si è fatto apprezzare per il suo buon rendimento è stato il poderoso mediano Ernesto Walker (1999) dei Los Angeles Galaxy.

ARABIA SAUDITA: La selezione saudita, come spesso capita nelle competizioni internazionali, è stata eliminata nella fase a gironi, non lasciando segni tangibili della sua presenza. Al massimo un paio di elementi sono sembrati al di sopra della media, il versatile e generoso attaccante Firas Al-Buraikan (2000) dell’Al-Nasr Riyad e l’ala sinistra Khalid Al-Ghannam (2000) dell’Al Qadisiyah.

COREA DEL SUD: In questa nazionale ha brillato il miglior giocatore del mondiale, il talento che più addetti ai lavori hanno definito il “Messi di Corea”, il “gioiello” del Valencia Kang-in Lee (2001). Un trequartista straordinario, dotato di una tecnica sublime e in grado di incantare le platee con numerosi numeri d’alta scuola. Kang-in Lee ha trascinato la Corea in finale, coadiuvato da altri giocatori molto interessanti come il duttile intermedio/esterno offensivo Jun Choi (1999) dello Yonsei University e, soprattutto, l’altro centrocampista offensivo (ma valido anche in copertura) Yeong-uk Jo (1999) dell’FC Seoul. Altri giocatori da monitorare con attenzione sono anche il centrale della Dinamo Zagabria Hyeon-uh Kim (1999), ottimo marcatore e discreto in fase d’impostazione, il “geometrico” centrocampista centrale Jung-min Kim (1999) del Red Bull Salisburgo e la veloce ala destra, abile nel dribbling, Won-sang Eom (1999) del Gwangju FC .

ARGENTINA: L’Albiceleste è stata una delle grandi delusioni della kermesse mondiale: pieni di talento, avrebbero dovuto spazzare via gli avversari, ma la poca organizzazione e alcune gravi ingenuità hanno favorito l’eliminazione della selezione guidata dal C.T. di Fernando Batista. Vanno sicuramente segnalati alcuni prospetti molto interessanti come il difensore centrale dell’Atletico Madrid Nehuén Pérez (2000), un giocatore veramente completo, il mediano Fausto Vera (2000) dell’Argentinos Juniors, il coriaceo terzino sinistro del Vélez Francisco Ortega (1999) e l’altro centrocampista difensivo Santiago Sosa (1999) del River Plate. Nel reparto avanzato ha impressionato tutti per la sua straordinaria tecnica di base applicata alla velocità, il brevilineo Ezequiel Barco (1999) dell’Atlanta United, una sorta di “Papu Gomez” giovane.
Altri elementi della rosa della nazionale sudamericana da tenere in grande considerazione sono anche l’ala sinistra del Banfield Agustín Urzi (2000), il versatile e tecnico attaccante del River Plate Julián Álvarez (2000) e il prestante centravanti (ancora un po’ grezzo) Adolfo Gaich (1999) del San Lorenzo de Almagro.

PORTOGALLO: Altro “flop” del mondiale, i lusitani guidati dal C.T. Hélio Sousa non sono riusciti neanche a superare la fase a gironi. Una grande delusione, considerano che i campioni d’Europa erano i grandi favoriti per la vittoria finale. Considerando che gran parte degli elementi della rosa portoghese avrebbe potuto far parte di una Top 11 ideale, noi di WFS abbiamo dovuto prendere in considerazione quei pochi che hanno disputato il mondiale su livelli almeno più che sufficienti. Tra questi va sicuramente citato il mediano/regista Florentino Luis (1999) del Benfica, come anche il forte centrale del Porto Diogo Queirós (1999) e l’intermedio del Benfica Gedson Fernandes (1999), un giocatore dal potenziale enorme, che può sicuramente garantire una maggiore continuità di rendimento. In attacco si è vista solo a sprazzi l’indiscutibile classe dei due esterni, Trincão (1999) del Braga e Jota (1999) del Benfica, un artista del dribbling in velocità. Ci si apsettava molto di più dai due fortissimi terzini Diogo Dalot (1999) del Manchester United e Rúben Vinagre (1999) del Wolverhampton.

SUDAFRICA: I “Bafana Bafana” non hanno palesato grandi progressi, pochi sono stati i giocatori in grado di mettersi in luce, tra questi possono essere citati il centravanti del Monaco Lyle Foster (2000) e l’ala destra dell’Ajax Leo Thethani (1999).

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