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Tomasz Rojkowski: talento polacco classe 2006

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Tomasz Rojkowski: talento polacco classe 2006
Tomasz Rojkowski, attaccante classe 2006 del Legia Varsavia

Scheda giocatore

  • Nome: Tomasz Rojkowski
  • Classe: 2006
  • Ruolo: Punta centrale
  • Data di Nascita: 13/01/2006
  • Nazionalità: Polonia
  • Altezza: 180 cm.
  • Piede: Destro

Tomasz Rojkowski

A cura di Christian Maraniello

Tomasz Rojkowski è un attaccante centrale del Legia Varsavia under 15, che ho iniziato a seguire in una partita del campionato nazionale polacco, disputata contro i pari età del Widzew Lodz.

Per il vero, la prima impressione che ho avuto – ed ecco perché ho poi voluto vedere altri suoi match – è quella di avere davanti un offendente dallo stile reazionario, con meccanica molto simile a quella di David Trezeguet, cui somiglia davvero molto nella maieutica: Rojkowski non è infatti una punta propriamente partecipativa, bensì terminale.

Analizza il gioco e conclude le azioni con una certa efficacia realizzativa, come se il gol lo liberasse dalle pastoie relazionali a cui non sembra dar troppa importanza.

La sua metodica calcistica è, in sintesi, una fauna che allude ad un esotismo per certi versi immanente, vuoi perché riconoscibile, vuoi perché scevra dalle nuove consuetudini moderne.

C’è un particolare però che voglio sottolineare, giusto per completare la premessa: nell’ultimo periodo il ragazzo sta giocando poco. E’ vero che in questa fascia di età può essere normale, però sarà interessante conoscere la sua capacità reattiva (e mentale) di fronte ad un contesto a cui non è abituato.

Nelle ultime tre partite di campionato, infatti, al suo posto viene impiegato il nuovo arrivo Mateusz Sitek, peraltro anche con buoni risultati complessivi.
Non ho molte notizie sul percorso di Tomasz: sappiamo che le sue precedenti squadre sono state l’UKS Orzel Warszawa, l’UKS Varsavia ed in ultimo il Legia Varsavia, dove è arrivato nel 2019.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Rojkowski è una punta centrale diretta, dotata di struttura ecto-mesomorfa, longilinea, con una fluidità motoria molto particolare (contraddistinta da gambe un po’ arcuate), e con più che discrete doti condizionali.

Fisicamente è un giocatore che rivela una buona forza, che esercita per dominare la presa di posizione spalle alla porta, ma soprattutto nell’attacco della profondità.

Dal punto di vista tattico agisce come riferimento centrale di un 4-2-3-1 fluido, all’interno del quale Mister Dariusz Rolak gli chiede soprattutto appoggi e, appunto, la chiusura delle azioni. Il gioco del Legia è piuttosto razionale e contraddistinto da una costante sollecitazione dei corridoi, per cui Rojkowski non è propriamente parte attiva delle sequenze, o quantomeno non del tutto.

Ciò che al momento contraddistingue Tomasz è quindi la sua letalità sotto porta, che lo qualifica significativamente nella fase finalizzativa pura; come detto in apertura, non è infatti un attaccante associativoe neppure in realtà particolarmente mobile sul fronte offensivo – per cui va capito questo concetto per identificarlo nella giusta dimensione.

Il punto è che segna parecchi gol ed è da qui che bisogna iniziare a raccontarlo.
Partiamo da due attitudini a mio avviso determinanti nella sua metodica: puntualità e smarcamenti. Vi mostro allora due gol che potrei relegare a sua gif-manifesto, realizzati contro il Widzew Lodz e contro il Znicz Pruszkov:

(nel primo gol, contro il Lodz, Tomasz è molto bravo nella presa di posizione sul difendente: osservate come lo tocca per sentirlo e poi per riuscire ad orientarsi sino ad infiammarsi nel lungo, con stoccata finale secca e precisa. Nel secondo invece fissa l’azione, e poi con un perfetto timing attacca nel corto e supera il portiere con un pallonetto clinico)

In entrambe le sequenze, come vedete, c’è il pensiero finalizzato all’attacco della profondità sia in lungo e sia corto, che attua con i giusti tempi nello smarcamento, nonché con un perfil corretto (orientamento del corpo). Sono parametri che assurgono a discriminanti fondamentali per un attaccante, anche e soprattutto in questa fascia di età.
Rojkowski poi è particolarmente abile nello stare sempre all’erta nei momenti opportuni, riuscendo spesso a catalizzare gli errori. Contro l’MKS Polonia Varsavia ha realizzato una doppietta proprio fidelizzandosi con gli avversari:

(nella prima sequenza c’è un chiarissimo errore del portiere, mentre sul secondo gol Tomasz è stato attento nel percepire dove sarebbe andata la palla, fiondandosi rapidamente)

I gol “brutti” non sono da sottovalutare perché essi (o quantomeno alcuni) sottendono a coordinate predittive che vanno assolutamente evidenziate. In questi casi specifici, poi, viene fuori anche la pazienza come work rate subacqueo, perché condiziona i difendenti durante tutta la partita, impaurendoli.
Colpire l’avversario allora diventa un trip maniacale, quasi quanto il come: Tomasz studia le traiettorie della palla, così come il suo portatore, sfidandolo con fredda indulgenza e restando in attesa della mossa, per poi colpire con un violento hovering.
Ed allora la puntualità diventa anche lettura della situazione, specie dentro l’area dove invero Rojkowski domina nella metrica spazio-tempo. Contro il Widzew Lodz realizza un gol di tacco d’alto avanguardismo tecnico:

(azione sull’esterno e cross in area ribattuto. Osservate il linguaggio del corpo di Rojkowski: nonostante la palla non gli sia arrivata non si scompone perché quando rientra nel possesso de Legia è già lì pronto a colpire, con un timing perfetto)

Restare attivo e vedere come si evolve la situazione è anch’essa una scelta, sebbene non si veda; Gerard Moreno, attaccante del Villareal, in una recente intervista sul quotidiano “El Pais” (https://elpais.com/deportes/ 11.10.2019) ha infatti sintetizzato alla perfezione il work rate di un offendente di livello: “devi essere puntuale. Ma questo non significa andare più veloci. Devi aspettare il momento giusto. In ogni momento devi scegliere”.

Al di là dei gol, è importante però sottolineare la chimica arcaica di Rojkowski dentro il collettivo: pur essendo spesso avulso dal gioco, ne diventa un suo collante quando la palla arriva nella golden zone. E’ come se in questa location il n. 9 si alimentasse di vita propria, diventando il padrone dei flussi.
Osservate questa breve gif, durante la partita contro la Escola Varsavia:

(la palla viene riconquistata dal Legia e, dopo un breve scambio, Tomasz viene servito spalle alla porta. Il controllo orientato serve per tenere distante il difendente e dopo una breve conduzione in area scarica in porta)

Ecco che allora dare il riferimento non significa solo sostegno, ma può essere considerato come sequenziale per creare azioni pericolose, peraltro anche attraverso l’attacco della profondità, con allunghi reiterati oltre i 20 metri:

 

(costruzione bassa dei difensori del Legia, che decidono di superare il centrocampo con un lancio per Tomasz, il quale si incendia in campo aperto, resistendo al difendente, e poi scaricando dietro per il rimorchio)

Sui flussi di gioco bisogna però aprire una parentesi decisa. Rojkowski, pur non essendo un attaccante particolarmente raffinato dal punto di vista tecnico, è però adeguatamente perimetrale, ossia abile a saper controllare la palla contro i close-out avversari.

Nel gioco spalle alla porta, quindi, pur non essendo molto coinvolto nelle relazioni dinamiche (come più volte detto), conosce la tecnica funzionale riuscendo a districarsi e creare buone trame.
A tal riguardo voglio mostrarvi tre brevi traccianti, contro il Widzew Lodz, Mks Polonia ed il LKS Chlebnia

Ovviamente la struttura fisica e la forza aiutano in questo specifico lavoro, e devo dire che sto iniziando ad intravedere alcune situazioni in cui Rojkowski riesce ad essere impattante inventandosi da solo azioni pericolose.
Contro il Widzew Lodz, per esempio, riesce ad arpionare una palla complicatissima, ammorbidendola, e guadagnando poi un penalty dal nulla:

(azione offensiva del Legia: la palla viene recapitata su Tomasz che in qualche modo riesce a proteggerla spalle alla porta e poi a servire il compagno, il quale con difficoltà gliela rimanda sbagliando un po’ intensità. Rojkowski riesce a pulire la palla sporca, ed incendiarsi in area in mezzo a due difendenti, che lo stendono. Il seguente penalty è calciato dallo stesso n. 9)

Ciò detto, nel gioco associativo lavora ancora troppo poco.
Essere un attaccante efficace in zona gol certamente aiuta, ma non basta nel calcio moderno; il suo percorso di crescita deve passare anche attraverso l’interiorizzazione di altre dinamiche, appunto più collaborative. Questo, a mio parere, è uno dei grandi limiti di Rojkowski, il quale deve quindi necessariamente entrare in simbiosi dentro la squadra, con la squadra, per la squadra e – last but not least – diventare liquido, muoversi maggiormente (allargandosi in ampiezza, oppure abbassandosi) per attuare quell’armonia posizionale che serve per generare nuove sequenze.
Quando poi Rojkowski viene sollecitato nelle transizioni attive, sa essere efficace anche attraverso assist cosmetici, come ad esempio quello che ha inventato contro lo Jiagellonia Byalystok:

(Tomasz viene servito in profondità, conduce palla e poi disegna un filtrante architettonico, liberando il compagno a tu per tu con il portiere)

Il problema è che questi sono solo dei flash saltuari, ed è un peccato perché sono azioni che raccontano un pensiero comunque evoluto, che va masterizzato con più costanza, se vuole entrare nell’elite.
Peraltro in tutte le partite visionate Rojkowski l’ho visto colpire di testa raramente. So bene che il lancio lungo non fa parte della filosofia di mister Rolak, però la stranezza va rimarcata; devo poi anche dire che sulle palle inattive il ragazzo non mi sembra particolarmente proattivo, nonostante una fisicità comunque impattante.
Quanto alla fase di non possesso, Tomasz è discretamente prestativo. Nulla di trascendentale, o di particolarmente elettrico, però direi che è un attaccante abbastanza generoso nel compito, sebbene più a livello posizionale.
A mio parere deve migliorare nell’intensità, però in ogni caso ho creato due gif che in un certo senso raccontano quello che è il suo approccio alla funzione appena descritta:

(qui il n. 9 è bravo a ostruire la conduzione avversaria, costringendo il portatore a non forzare, ma a scaricare dietro)

(contro il Jagellonia Byalystok, la pressione di Rojkowski sulla costruzione bassa crea ansia al difendente, il quale scarica sul mediano, determinando l’aggressione violenta della mezzala del Legia. La palla arriva a Tomasz il quale controlla e scarica in porta di sinistro, realizzando un gran gol)

Al di là di tutto, io credo che – e mi avvio alla conclusione – nel calcio non esistano i privilegi. Tutti i giocatori devono saper giocare senza palla, pressare, aggredire, riaggredire; non è una faccenda di ruoli o di testa, ma di cuore, di onde.
E dunque, Rojkowski è un attaccante per il momento piuttosto definito. Gioca essenzialmente sui difendenti, galleggiando dentro di essi, aspettando la palla giusta per attaccare la porta.

Deve quindi crescere senza dubbio a livello di intensità di gioco e di frequenze, cercando anche di aumentare i ritmi collaborativi nella squadra, partecipando di più al gioco.

Chiudo con due considerazioni volanti: eviterei, intanto, la ricerca di alchimie tattiche per Rojkowski. Di fatto il ragazzo è funzionale a ogni scenario, che sia in un tridente, in metriche a due, o come unica punta, ma ciò che conta è la reale prospettiva, che a mio parere resta buona sebbene necessiti, ribadisco con forza, di alzarsi di livello.

La seconda, che forse è la più importante (e che mi sta più a cuore) riguarda chi avrà il compito di seguirlo nel suo percorso; Tomasz si sta sviluppando secondo caratteristiche specifiche, di talchè l’augurio è che chi lo allenerà in futuro non ne storpi quelle attitudini che al momento sono importanti per lui.
Voglio dire: capisco il bon ton visionario, e tutte le chiacchere dottrinali sui principi della complessità e della caoticità, ma tutti i ragazzi, ognuno entro proprie coordinate, hanno bisogno di tempi. Tempi di apprendimento, tempi di crescita, tempi di relazioni ambientali.

 

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Attacco della profondità
    - Smarcamenti
    - Predominio palla
    - Tecnica funzionale
    - Senso del gol
    - Gioco spalle alla porta
    - Capacità balistiche
  • Punti di debolezza: Movimenti - Primo controllo palla - Intensità di gioco - Cattiveria agonistica - Continuità - Pressing - Gioco aereo
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: David Trezeguet

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