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Salvatore Ribaudo: talento italiano classe 2004

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Salvatore Ribaudo: talento italiano classe 2004
Salvatore Ribaudo ala prolifica classe 2004 del Parma. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Salvatore Ribaudo
  • Classe: 2004
  • Ruolo: Ala
  • Data di Nascita: 07/07/2004
  • Nazionalità: Italia
  • Altezza: 172 cm.
  • Piede: Sinistro

Salvatore Ribaudo

A cura di Christian Maraniello

Il nome di Salvatore Ribaudo comincia a circolare in rete grazie ad un gol da centrocampo, realizzato  l’11.10.2019, su punizione, contro i pari età della Sampdoria.

Non tutti sanno, però, che il lanky palermitano, il cui cartellino è di proprietà del Parma, non è nuovo a queste giocate metafisiche: un gol simile la segnò infatti contro la Cremonese, ed un altro direttamente da calcio d’angolo.

Questi traccianti certamente colpiscono l’occhio, ma per non limitarne la bellezza se ne devono analizzare i relativi contesti. Per cui, come dire, è giusto celebrarne la meraviglia tecnica, ma al contempo si deve anche spiegare il contorno.

E quindi riteniamo non basti un gol realizzato dal parcheggio per decretare la bravura di Salvatore Ribaudo, perché se ne limiterebbe la descrizione, ed ecco perché è arrivato il momento di proiettare il suo screening completo, così da farlo conoscere in tutte le sue qualità prestative, ivi compresi i difetti.

Salvatore, per il vero, lo seguiamo da inizio stagione, sicchè ne conosciamo anche la sua evoluzione tecnica, che va ricordata riprendendo dati anche pregressi, come siamo soliti fare.

Tanto per cominciare, bisogna dire che Salvatore Ribaudo ha iniziato a giocare molto presto, grazie al padre ed al nonno, suoi punti di riferimento, che gli hanno trasmesso la passione del calcio.

La prima squadra di Salvo è il Borgo Nuovo, nel suo quartiere a Palermo, dove resta 6 anni. Viene poi notato dalla U.S. Città di Palermo, che lo cresce innalzandone il livello. Con i rosanero inizia come centrocampista puro, ed in particolare da mezzala, sebbene venga anche impiegato, in partite importanti, come esterno offensivo, che è poi il suo compito naturale.

Dopo 6 anni, gli scout del Parma Calcio, sono riusciti ad assicurarsi le prestazioni sportive dell’attuale n.  7 crociato, “strappandolo” ai rosanero l’anno prima del fallimento del club siciliano.

Aggiungo poi un aneddoto pertinente: il suo attuale Mister, Di Benedetto (anch’egli ex formatore delle giovanili del Palermo), che conosce Ribaudo molto bene, avendolo spesso chiamato con i 2003 rosanero, dopo quella famosa rete su punizione ha dichiarato: lui è abituato a queste prodezze (…); è indubbiamente un ragazzo molto interessante (…) ed ha dato risalto alle sue qualità (…). Anche nello stile e nel modo di calciare ricorda un po’ Recoba, che era un grande mancino (…)” (www.sportparma.it, del 11.10.2019).

Caratteristiche tecniche e tattiche

Salvatore Ribaudo, di primo acchito, lo possiamo definire come un esterno offensivo brevilineo, rapido, che di norma agisce a piede invertito, e dotato di dribbling e giocate affascinanti.

Questa è la sua anamnesi concettuale, che peraltro racconta una certa similitudine con il suo modello di riferimento, che è Arjen Robben.

Se però ci addentriamo nelle sue attitudini specifiche, allora dobbiamo allargarne i confini, per tre ragioni: la prima pertiene alle porzioni di campo calpestate dal talento palermitano, che non sono predefinite; la seconda  riguarda la sua specialità che è il calcio da fermo; ed infine la terza che concerne il suo essere un giocatore diretto e “scegliente”.

Quanto alla prima vi dico questo: l’ho visionato attentamente sia contro la Juventus e sia contro la Fiorentina (disintegrata con una sua tripletta), entrambe in trasferta, e Salvo – pur partendo come esterno destro nel tridente – ha però giostrato spesso come trequartista, sovraccaricando per vie centrali l’ultimo terzo di campo.

Questa meccanica interpretativa consente al collettivo di ampliare lo sviluppo gioco, dando quindi imprevedibilità, soluzioni, e creando disordine alle letture difensive avversarie.

A livello tattico, quindi, direi che Salvatore Ribaudo è collocabile in ogni moderno contesto, purchè siano previste transizioni radioattive, e si lasci libero spazio al suo istinto. Quindi, lo ritengo utile come esterno offensivo in un 4-3-3 selvaggio, così come trequartista puro o periferico nel 4-2-3-1, o ancora come enganche di un 4-3-1-2.

Circa invece la liquidità e cognitività di Salvatore Ribaudo – che poi in realtà sono la specificazione di quanto appena detto sulle porzioni di campo – va detto che sembra essere proiettato verso quella evoluzione moderna che ormai ricerchiamo nei talenti nostrani.

Le capacità, cioè, di saper scegliere e pensare (rapidamente) le giocate, anche quelle elementari, in situazioni di gioco pericolose, ne fanno certamente un giocatore interessante e – lo dico senza troppi problemi – con ampi margini di crescita.

Dicevamo poi della balistica, che peraltro anche Mister Di Benedetto ha posto in risalto paragonandola a quella di Recoba. Ora, al di là delle simmetrie, Salvatore Ribaudo quando calcia crea una babilonia impattante. La grazia coreografica con la quale calcia il pallone, inarcando il busto e roteando il mancino, mi fanno andare fuori di testa.

Poi è chiaro, ciò che balza all’occhio sono i suoi gol accecanti, peraltro addirittura 14 in campionato (è capocannoniere del Girone A) e molto diversi  l’uno dall’altro (come poi vedrete nei video sotto), ma le statistiche individuali raccontano che c’è dell’altro. Gli indici di pericolosità offensiva sono elevati, così come i numeri afferenti sia agli assist e sia ai third passes, sebbene non ne possediamo le percentuali esatte.

Chiudo questa relazione con la parte che piace poco ai ragazzi, e che riguarda i difetti: il primo, più marcato,  riguarda la fase difensiva, ed in particolare i tempi del pressing. Non voglio certo addentrarmi sull’analisi delle varie metodiche (aggressione e ri-aggressione), ma sto notando che sono moltissimi i ragazzi che devono migliorare questo fondamentale, che ritengo molto importante.

Un’altra lacuna di Ribaudo, a mio parere, è che debba irrobustirsi per poter vincere i contrasti, ed usare maggiormente le braccia nei duelli anche in velocità, per distanziare il difendente diretto (come faceva ad esempio il suo modello, Arjen Robben).

Anche la continuità in partita deve essere curata. Un giocatore moderno deve essere sempre acceso, localizzarsi sulla palla – pur se lontana – e sugli spazi, così da poter incendiarsi immediatamente. Non è mancanza di personalità, attenzione: alle volte basta anche una piccola disattenzione che ti fa perdere quella frazione di secondo necessaria, per lasciare sul posto l’avversario.

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica
    - Dribbling
    - Velocità
    - Capacità balistiche
    - Calci da fermo
    - Cambio di ritmo
    - Senso del gol
  • Punti di debolezza: Piede destro - Continuità - Gioco aereo - Scontri fisici
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Cengiz Ünder

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