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Rayane Bounida: talento belga classe 2006

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Rayane Bounida: talento belga classe 2006
Rayane Bounida, "magic box" dell'Anderlecht. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Rayane Bounida
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Trequartista - Altri ruoli: Mezzala / Seconda punta
  • Data di Nascita: 03/03/2006
  • Nazionalità: Belgio
  • Altezza: 162 cm.
  • Piede: Entrambi

Rayane Bounida

A cura di Christian Maraniello

Creativity is intelligence having fun” (Dr. Albert Einstein): non c’è prologo migliore per iniziare questo nuovo anno, che ci auguriamo diverso dal precedente, ma anche per celebrare Rayane Bounida, trequartista di origine marocchina dell’Anderlecht under 15, che ho iniziato a studiare recentemente proprio grazie al lockdown, che quantomeno mi è servito a qualcosa.

Creatività, intelligenza, divertimento, dunque. Eccolo il vocabolario naturale di questo profilo del 2006 con il n. 10 sulle spalle (giusto per essere chiari), che ti smarmella in faccia da subito una confidenza irreale con la palla, dominandola per scopi spesso funzionali ai flussi di gioco.

Rayane, che purtroppo (per noi) gioca in Belgio, possiede fondamentali tecnici che sembrano il prodotto di un’arte certamente ambiziosa, ma al tempo stesso vorrei dire disillusa se rapportata alla situazione attuale del calcio giovanile, specialmente in Italia dove i talenti faticano (e non certo per colpa loro).

Ma al di là dei problemi nostrani – e comunque restando sempre in attesa che anche da noi il talentismo si ribelli ai pasdaran del risultatismo – ve lo dico senza troppe circonlocuzioni: vederlo giocare mi diverte, soprattutto per il suo riflesso creativo dentro il gioco.

Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di inserirlo nel nostro database, perché in un calcio che continua a diventare sempre più strutturato e controllato, chi possiede capacità di pensare liberamente producendo giocate imprevedibili avrà sempre più valore.

Così, da questo abbrivio la ludi artis di Bounida diventa riconoscibile, forse perché ancora libera di autodeterminarsi fidelizzandola con tracce ambiziose ma efficaci, forzate ma discrezionali. E’ in definitiva un giocatore ambientale, che confeziona onde magnetiche prendendosi la responsabilità eventualmente di sbagliare, senza paura di castighi o sculacciate personali.

Ovvio che l’ecosistema sia fondamentale per la sua crescita, e d’altro canto quando vedi giocare ragazzi in totale armonia con sé stessi e i compagni, intuisci una certa efficacia del progetto formativo; lo testimonia anche l’Osservatorio del CIES che con la sua graduatoria annuale sui vivai più virtuosi, ha inserito proprio l’Anderlecht al 21° posto.

Ad ogni modo, il percorso storico di Bounida non lo conosco. In rete circolano poche notizie, però abbiamo notato, attraverso i suoi profili social, che è un ragazzo molto sensibile: talvolta indossa la maglia n. 34 in onore di Abdelhak Nouri, il calciatore olandese di origine marocchina dell’Ajax, che nel 2017 fu colpito da ictus in campo e che ancora è in degenza.

Tra le altre curiosità abbiamo scoperto che Rayan è amico fraterno di Shane Patrick Kluivert (ora in forza al Barcellona), il fratellino minore di Justin e figlio dell’ex attaccante del Barcellona Patrick.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Rayane Bounida è un trequartista multidimensionale, che agisce in vaste zone di campo garantendo qualità tecniche di livello, lucidità decisionale e buone doti condizionali; questa è la sua reale connotazione stilistica, diciamo anche la sua natura calcistica, sebbene nelle partite visionate abbia giocato in funzioni differenti, soprattutto come interno sinistro di una mediana a 3.

Per inquadrarlo antropologicamente va detto che Bounida è un giocatore molto abile nella fase di possesso, e in particolare nel generare tracce offensive sull’ultimo terzo di campo, mentre in quella difensiva al momento ritengo sia ancora un po’ indietro, ed è bene chiarirlo subito.

L’anamnesi quindi inizia inevitabilmente dalla sua versatilità, pur dentro posizioni mobili inizialmente chiare, perché il n. 10 da intermedio riesce a legare il gioco muovendosi longitudinalmente con istinto e autonomia decisionale.
Vi faccio vedere alcune gif contro il Mechelen, dove Bounida offre sostegno al consolidamento, creando sequenze interessanti:

Come potete osservare, c’è un evidente pensiero relazionale dentro i flussi di gioco, che il ragazzo riesce a calibrare con raffinatezza, dinamismo e visione panoramica (usando entrambi i piedi) su diverse altezze, riuscendo peraltro a combinarsi in funzioni differenti a seconda della situazione; in questo breve filmato, infatti, Rayane diventa terzino di appoggio, mezzala di possesso, regista tradizionale come vertice basso.

Bounida è anche particolarmente abile ad attaccare gli spazi incendiandosi dal nulla, grazie alla rapidità di gambe nel breve, e alla sua tecnica d’avanguardia che lo aiuta nella conduzione palla al piede (spesso “non direzionale”), oltre che nel dribbling o nelle finte di corpo, che utilizza come attività di depistaggio tribale che spesso illude gli avversari innervosendoli:

Resto comunque convinto che Bounida, ad oggi, più si avvicina alla zona rifinitura più accresce la sua miscela esplosiva, sia nell’assistenza che direttamente in finalizzazione.

Parlavo di natura proprio perché il n. 10 è in grado di sovvertire l’ordine del gioco, specie quando è particolarmente ispirato (e non sempre avviene), restituendoci così una istantanea discretamente attendibile su come potrà evolversi in futuro.
Penso che da questo punto di vista si tratta sostanzialmente di capire i margini sintonizzandosi sullo “zeitgeist”, quale spirito calcistico della nuova epoca evolutiva, che come noto è in continua e perpetua ricerca di profili sempre più dinamici, ma al contempo visionari e collaborativi.
Restando comunque in tema di sviluppo in zone pericolose, vi faccio vedere alcune sue giocate creative: contro il Lokeren, per esempio, in una chiara posizione da trequartista spurio dietro la punta centrale (Azaouzi Nassim, che a breve relazioneremo), si è acceso dentro il campo in attesa del movimento in ampiezza del compagno sull’esterno:

 

(Bounida viene servito da Azaouzi nell’half spaces di destra, entra in conduzione orizzontale con rapidi passi e finte di corpo, sino a quando vede il taglio verticale dell’esterno, che viene servito con un passante clinico di sinistro a mezza altezza)

Vorrei far notare una evidenza che non viene praticamente mai analizzata nei report individuali, ossia la direzionalità delle trasmissioni da parte del possessore sulla traccia del ricevente: in definitiva, ciò che risalta in questa giocata di Bounida non è tanto la perfezione del lancio (comunque manifesta), quanto la lettura del movimento del compagno-ricevente e il tempo del passaggio.
L’orientamento della trasmissione non la decide il possidente, bensì il destinatario. Si tratta di capire, cioè, come i ragazzi, anche in questa fascia di età, abbiano chiari i concetti di tempo e spazio, e io credo che Rayane sia già piuttosto evoluto in questo senso.
Ancora contro il Lokeren guadagna un calcio di punizione, che poi batte; osservate la traiettoria che imprime alla palla, perché è talmente architettonica che Nassim Azaouzi non fa neppure fatica a recapitare in rete di testa:

Per quanto riguarda la materia finalizzativa, invece, ritengo che la doppietta contro il Sint-Truiden racconti globalmente la sua maieutica labirintica, fatta di assoli onanistici a cui affianca impervie geometrie di gruppo:

 

(il primo gol parla da solo, perché quando riceve palla inizia una danza lisergica contro l’intera difesa avversaria: il tiro di sinistro poi testimonia un’arte che combina purezza e violenza hardcore.
La seconda segnatura raffigura, invece, un modello omeostatico progressivo, perché ha inizio dal portiere che lancia in ampiezza e dopo tre passaggi arriva il gol di Rayane, che ha strappato per tutto il campo seguendo l’azione)

La tuonata di sinistro nell’angolino (oltre che delle giocate che abbiamo visto nei video precedenti) parla chiaramente del suo ambidestrismo quasi disturbante per l’età, che lo rendono un giocatore totalmente ambiguo per chi deve giocarci contro. Resta un valore assoluto, al pari dell’affascinante rapporto morboso che Rayane possiede con la palla, servendosene liberamente per creare la babilonia nelle golden zone.
Le notevoli doti tecniche di Bounida spesso si intravedono anche in situazioni di gioco diciamo noiose, che riesce quindi ad accendere con switch d’alta scuola, divertendosi e divertendo, ma senza irridere, come contro il Lokeren:

 

(Bounida, posizionato sul cerchio del centrocampo, lancia un compagno in ampiezza, il quale colpisce male la palla di testa consegnandola agli avversari. Il difensore del Lokeren la respinge proprio sul n. 10, il quale la governa con uno stop di petto, saltando poi l’avversario con un sombrero, per poi scaricare in appoggio, aprendo a una sequenza pericolosa)

Ecco, attenzione a non confondere le abilità circensi con quelle funzionali. Qui devo dire che Bounida, rispetto al passato, è migliorato molto soprattutto perché quando era più piccolo tendeva a mostrare – quasi ironicamente – le sue qualità da freestyler contro avversari meno dotati. Quindi, in un certo senso, sto notando una maturazione evidente.

Arriviamo ora alla fase di non possesso, che non è certamente il suo punto di forza come specificato. Intanto, pur essendo comunque discretamente attivo e generoso, deve però ancora interiorizzare i macroprincipi del pressing, visto che al momento è più che altro un giocatore posizionale, non rivelando quei work rate atletici che servono.
Rayane, quindi, deve certamente incrementare la propria struttura muscolare, quantomeno per renderlo performante nei duelli o nei contrasti.
In ogni caso, al di là delle difficoltà fisiche (che in questo momento dipendono soprattutto dalla poca massa), vedo che in ogni caso si impegna fattivamente nella pressione, e spesso riesce anche a ostruire le trame avversarie, con una buona predisposizione al sacrificio. Osservate queste brevi tracce:

Questo video chiude la parte tecnica e introduce quella conclusiva, che vorrei commisurare al prologo di apertura e alla mia percezione sul ragazzo, secondo cui la creatività è intelligenza che si diverte.
Intanto, come tutti i giocatori estrosi ciò che emerge piuttosto chiaramente è la sua capacità di creare sorgenti di gioco progressive, in grado cioè di aprire possibili scenari pericolosi come fossero singole voci di un vocabolario che si aprono sotto forma di giocata o invenzione, in un vortice di spazio e tempo discrezionale.

La sua meccanica è afrodisiaca proprio perchè è caratterizzata – in modo ancora un po’ discontinuo invero – da letture creative che si attivano in dipendenza dei movimenti dei compagni e/o degli avversari, di fatto semplificando le complessità situazionali.

E’ vero, anzi verissimo che il calcio moderno pretende giocatori che abbiano specifiche attitudini nelle due fasi – e Rayane ha lacune in quella di non possesso – ma io credo che in questa fascia di età si possa ancora aspettare una crescita, non solo fisica ma anche soprattutto costitutiva, di onde quantistiche.
Certo, i competitors sono sempre più pronti, ma Rayane può correre il rischio per il momento, sperando che i vari Staff con cui dovrà interagire la pensino come il maestro del calcio moderno, Johan Crujiff: “una delle cose che ho capito da bambino è che quelli che più si divertivano a insegnarti qualcosa erano coloro che meglio dominavano il pallone, mentre quelli capaci solo di entrare sull’avversario, di piazzarsi in campo per fare ostruzione e di tirare pedate, non avevano nulla da insegnare, anche se, temo, avrebbero avuto molto da imparare”.

Quanto agli scenari tattici, ritengo che Bounida possa e debba giocare in qualsiasi tipo di contesto, purchè non lo si imbrigli entro posizioni preconfezionate, ma lo si lasci libero di esprimere le sue qualità tecniche e cognitive secondo il proprio istinto. L’imprinting è quello dell’alto lignaggio, pertanto se la Vostra ricerca è orientata verso giocatori che sappiano governare lo sviluppo allora questo ragazzo è – e dovrà essere – un candidato molto serio.
Poi sugli spazi o le funzioni dipende sempre dal gioco stesso e – ripeto – dalle sue letture. Come abbiamo visto, potrà occupare svariate posizioni, come trequartista sull’ultimo terzo di una metrica 1-2, oppure come sotto-punta di un 4-2-3-1, o ancora come intermedio di possesso ed anche come esterno ibrido (alla David Silva dei tempi del City, per capirci).
Il punto di chiusura, che va visto anche come apertura, è sempre lo stesso: i ragazzi di talento non vanno mortificati, ma lasciati liberi di esprimere le proprie attitudini garantendo loro libertà e divertimento, dentro – certamente – un cluster didattico funzionale, altrimenti vedremmo un calcio comunque anarchico (cosa peraltro neanche troppo negativa, se ci pensate, purchè sull’ultimo terzo di campo).
D’altro canto, non è forse vero che, come scriveva Henri Bergson in “La percezione del mutamento” (nel “Pensiero e movimento”, Bompiani, Milano 2000, p. 127), “a cosa aspira l’arte, se non a mostrarci, nella natura e nello spirito, fuori e dentro di noi, cose che non colpirebbero esplicitamente i sensi e la coscienza?”.

(Fonte foto: Instagram)

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica individuale
    - Visione panoramica
    - Rapidità nel breve
    - Comprensione del gioco
    - Dribbling
    - Assist
    - Intelligenza decisionale
    - Capacità balistiche
  • Punti di debolezza: Deve irrobustirsi - Continuità - Pressing - Gioco aereo - Letture difensive
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: David Silva

2 Commenti

    • Al momento non svolge una buona fase difensiva e non è continuo nell’arco della partita. In fase offensiva è un giocatore di livello assoluto. Lo continueremo a seguire convinti che possa migliorare ancora.

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