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Raf van de Riet: talento olandese classe 2006

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Raf van de Riet: talento olandese classe 2006
Raf van de Riet, esterno di qualità del PSV.  (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Raf van de Riet
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Terzino sinistro - Altri ruoli: Centrocampista fascia sinistra
  • Data di Nascita: 11/08/2006
  • Nazionalità: Olanda
  • Altezza: 173 cm.
  • Piede: Sinistro

Raf van de Riet

A cura di Christian Maraniello

Non mi stancherò mai di evidenziare l’importanza eversiva dell’ampiezza e della profondità nei cluster tattici moderni, così come di proseguire nella ricerca di profili che dentro quei roster assicurano alti livelli prestativi, come Raf van de Riet, classe 2006, esterno basso di sinistra del PSV under 15.

E’ vero che a causa del covid non ho potuto studiarlo come avrei dovuto, ma le poche partite a cui ho assistito hanno confermato le significative attitudini che avevo già intuito in passato, convincendomi a presentarvelo oggi, quantomeno attraverso le peculiarità che maggiormente risaltano nella sua maieutica, che sono le doti condizionali impattanti e le notevoli abilità tecniche.

Queste due combo costituiscono l’anello di congiunzione di una semiotica lampante, a un punto tale che Raf van de Riet sembra più un attaccante esterno, non solo per le modalità imponenti con cui sposta gli equilibri sulla corsia, ma soprattutto per gli indici di pericolosità effettiva che garantisce in partita; il talento olandese (che porta sempre il n. 5 sulle spalle) è infatti molto coinvolto in ampiezza, diventando devastante sull’ultimo terzo di campo, dove esegue giocate di alta didattica espressiva sia nell’assistenza che soprattutto – ed è questo che impressiona – nella finalizzazione.

Quest’anno, infatti, Raf ha realizzato diverse segnature, tra campionato nazionale e tornei (sebbene i dati reperibili sul sito istituzionale non siano aggiornati), oltre a diversi assist come vedremo, che raccontano di un giocatore che va ben oltre il ruolo di riferimento.

Purtroppo non abbiamo molte notizie sul percorso storico di van de Riet, però sappiamo che è approdato al PSV nel 2014, e che nel club gioca anche suo fratello Milan, attaccante del 2003, ora in under 18.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Raf van de Riet è un esterno basso sinistro che nell’ecosistema proposto da mister Vincent Heilmann (compattezza difensiva, ampiezza e verticalità) garantisce massima profondità sulla corsia, forza atletica, e sequenze offensive esplosive.

E’ un terzino multidimensionale e flessibile che quindi pensa sostanzialmente ad attaccare, per cui dobbiamo porre subito l’accento sui parametri nelle due fasi che sono invero svasati; se dunque in quella offensiva è un profilo elettrico e direi determinante, in quella difensiva rivela ancora delle carenze strutturali, che secondo me vanno costruite ancora tanto.

Fisicamente van de Riet è un giocatore esplosivo ed elastico: da video sembra un normotipo dal baricentro medio-alto, con statura in evidente accrescimento (al momento è intorno a 1.73-1.75), e che rivela una notevole mobilità articolare/muscolare; dal punto di vista condizionale è potente nella corsa, allungando reiteratamente oltre i 30 mt, per cui è molto veloce in progressione e rapido nel breve (con cambio-ritmo notevole), disvelando altresì una buona forza resistente.

Iniziamo l’anamnesi di Raf partendo dalla struttura sistemica del PSV, così per introdurre e capire come il ragazzo si relaziona ad essa. E dunque, mister Heilmann alterna una fase difensiva a 4 a una metrica a 3, direi anche nella costruzione; ovvio che i compiti, specialmente difensivi, cambiano notevolmente in uno scenario piuttosto che nell’altro, perché van de Riet avrà certamente più copertura quando giostrerà nel sistema a 3, liberandolo offensivamente.
Vi faccio vedere le due situazioni di gioco statiche. Qui la linea a 4 in un frame:

E qui la linea a 3 in un altro frame piuttosto eloquente, ma stavolta in una situazione dinamica di riaggressione in mediana, con Raf che va in pressione immediata sul portatore avversario:

Nell’azione che segue, l’interpretazione del talento olandese, quindi dalla riconquista alla transizione (chiaro rovesciamento di fronte), è assolutamente moderna perché in soli 10 secondi si produce in uno smarcamento selvaggio allungando reiteratamente oltre i 40 mt, sino a quando viene premiato sulla corsa da un bel lancio del difendente:

(il n. 5 attacca in pressione con timing corretto il possessore, rubando palla e scappando immediatamente sulla corsia sinistra. Il Psv riconsolida il possesso dalla difesa e sul lancio del difensore, il nostro n. 5 riceve sulla corsa fronte porta e fa partire un fendente teso per Onesime Zimuangana)

Nella maieutica del PSV, quindi, indipendentemente dai numerini, assumono una grande rilevanza l’ampiezza e gli esterni, usati non solo per dilatare il campo, ma soprattutto per creare superiorità numerica, 1 vs 1, ed evidenti vantaggi nella zona di rifinitura, oltre che in quella finalizzativa.
In questo scenario, soprattutto quando agisce da full back van de Riet è altamente performante in specie nell’attacco della profondità frontale, perché spesso sollecitato con lanci clinici, oppure anche con semplici trasmissioni che il ragazzo elabora in one-to-one selvaggi, dove spesso esce vincente dando sfoggio di abilità tecniche cosmetiche a cui associa cambi-passo notevoli.
Ho elaborato tre azioni dove evidenzio siffatti work rate:

In queste brevi sequenze si nota anche una certa pulizia nell’assistenza dal fondo, come peraltro vedremo anche nei video successivi, che è un po’, se vogliamo, la specialità del ragazzo, essendo una chiave di volta delle azioni d’attacco dei ragazzi di Mister Heilmann.
Dicevo poc’anzi della ferocia con cui Raf assicura sostegno e profondità offensiva, e questa meccanica eversiva la si nota specialmente quando, appunto, la squadra costruisce con una metrica 3-3-4, dove i due esterni di fatto si aprono sulla stessa altezza degli attaccanti. Anche in tal caso ho elaborato una brevissima tracklist:

E quindi, in un certo senso, il riferimento dinamico che garantisce van de Riet sul binario agevola il possessore, dandogli appunto una opzione di passaggio (soprattutto lunga) sulla corsa; poi sulla ricezione non c’è molto da discutere, perché non ha problemi posturali, riuscendo a ricevere sui piedi o nello spazio, grazie a fondamentali tecnici evidenti.
Queste attribuzioni restituiscono quindi formalmente parametri molto elevati negli IPO generali, nel throwing, nel counter attacking (come abbiamo visto) e appunto nelle zone pericolose.
In tal senso ho anche anticipato che Raf realizza molti gol, ed alcuni di essi davvero di alto lignaggio, come questi due realizzati quest’anno:

(Zimuangana protegge bene la palla spalle alla porta e serve Sami Bouhoudane, classe 2008, il quale combina con il mediano attraverso una “palla-avanti palla-dietro”, sino al passante verticale per Raf, il quale ha eseguito uno smarcamento con i tempi corretti. Il nostro n. 5 smarmella il diretto avversario con due palleggi psichedelici e calcia di precisione nell’angolino opposto)

(siamo contro l’OH Leuven, e il Psv ha creato densità a destra, sino a quando c’è un cambio-campo goniometrico sul lato debole per van de Riet, il quale riceve e immediatamente si produce in un pallonetto enigmatico che finisce in rete)

Al di là però dei riferimenti, dell’assistenza in sé, o della finalizzazione, pur determinanti nei rating, nella meccanica di van de Riet ci sono anche le relazioni ambientali e una certa disinvoltura nella ricerca, soprattutto, delle combinazioni rapide sempre nei corridoi.
C’è insomma una plastica volontà di emergere dentro la caoticità del gioco, attraverso forme collaborative intenzionali, come in questo breve filmato che dimostrano un primo approccio preliminare:

Certo, sono flussi ancora in una fase diciamo embrionale ma che, in ogni caso, il ragazzo sta cercando di interiorizzare sempre di più; d’altro canto queste giocate di prima favoriscono l’organizzazione del collettivo, che in tal modo fidelizza i vantaggi evidenti nel determinare interazioni sulle singole complessità della partita, sovente semplificandole.
Qui potremmo aprire un dibattito filosofico su chi crede che si debba partire da un ordine strutturale che va poi disorganizzato a seconda dell’imprevedibilità (e viceversa), però al di là dei dogmi concettuali mi piaceva mettere in risalto questa sorta di agevolazione tecnica nello sviluppo che offre Raf, sempre però in una semiotica omeostatica elettrica.

In buona sostanza, pur nella sua relazionalità van de Riet non è un giocatore razionale, e neppure borghese o conservativo, bensì verticale e con il pensiero fisso frontale del campo, oltre che un orientamento spazio-tempo sviluppato.

L’ho detto più volte che è un esterno basso che ragiona da attaccante e proprio per questo la fase difensiva va senza dubbio curata maggiormente, anzi secondo me proprio costruita dalle fondamenta.
Al momento, infatti, Raf incontra difficoltà soprattutto nel marcamento diretto, probabilmente perché non è abituato a giocare bloccato, oppure – ma questa è solo una mia ipotesi – perché sino a poco tempo fa agiva da ala offensiva pura; ad ogni modo, il campo racconta di lacune soprattutto nel timing dell’intervento, come in questo caso:

(gli avversari combinando bene di prima sul corridoio con la ricerca del vertice: Raf decide di provare l’anticipo, sbagliando il tempo dell’esecuzione)

In situazioni di palle lunghe, invece, mi sembra che van de Riet abbia il controllo della linea, del presidio e delle distanze, riuscendo a capire quando scappare dietro e subito aggredire avanti, mandando fuori l’avversario dalla zona pericolosa, come in questa traccia:

(c’è un lancio lungo che la linea a 4 assorbe indietreggiando con i tempi corretti, aiutati dal portiere, che esce e rinvia un po’ sporco in zona laterale. Raf è proattivo a leggere l’errore tecnico e immediatamente attaccare l’avversario allontanandolo dalla zona di pericolo)

Eccoci quindi alla parte conclusiva della relazione, che giocoforza porta opinioni prospettiche sul profilo di Raf van de Riet.
Intanto partirei da una breve premessa caratteriale, che ritengo utile per poi amalgamare i suoi margini complessivi, specie a livello di contesti futuri.
Dunque, dall’analisi video ritengo che il ragazzo sia un giocatore particolarmente equilibrato e corretto. Personalmente ho apprezzato la sua positività tagliente e il suo coinvolgimento emotivo nella squadra (globalmente intesa), che si percepisce proprio dal fatto che i compagni lo cercano spesso, mostrando una chiara matrice animica nel gioco.
Non ci sono prerogative provocatorie nella sua meccanica di gioco, perché è vero che ha ben chiari i suoi punti di forza, ma se ne serve non per irridere quanto per la ricerca ostinata della parte offensiva della partita, con il fine ultimo di segnare per vincere.

Quanto agli scenari tattici, pur non amando i numeri dei moduli, devo dire senza grossi problemi che van de Riet può giostrare in ogni vestito, che sia conservativo o verticale: partendo basso in una linea a 4, oppure a tutta fascia come wing-back nel 3-5-2 (e sue varianti), oppure anche, all’occorrenza, come esterno più avanzato (sia come ala di un 4-4-2 e sia come attaccante esterno in un 4-3-3 o 4-2-3-1).

Chiaro che il racconto di oggi, rapportato alle sue capacità condizionali e abilità tecniche, forse ne suggerirebbe un impiego in contesti con metriche alte ed aggressive, così da poter sfruttare appieno il suo attacco della profondità, la superiorità numerica e la potenza in zona di rifinitura/finalizzativa.
Ovviamente il ragazzo deve crescere nelle onde, soprattutto difensive, e calibrarsi maggiormente nelle dinamiche razionali del gioco, però i margini di miglioramento secondo me sono più che buoni; d’altro canto, Raf sta masterizzando una delle capacità più importanti nel calcio che è la decision making, ossia quella forma di libertà discrezionale nel scegliere la giocata opportuna, disvelando una particolare lucidità nei momenti caldi.

 (Fonte foto: Instagram)

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Capacità condizionali
    - Assist
    - Controllo palla in conduzione
    - Ampiezza
    - Capacità balistiche
    - Intensità di gioco
    - movimenti e smarcamenti
    - 1 vs 1
  • Punti di debolezza: Migliorare il piede debole - Può migliorare le letture difensive - Deve perfezionare il marcamento diretto e indiretto - Pressing - Gioco aereo
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Rayan Ait Nouri

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