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Nicolò Cudrig: talento italiano classe 2002

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Nicolò Cudrig: talento italiano classe 2002
Nicolò Cudrig attaccante del Cercle Brugge. (Fonte foto: www.gazzettaregionale.it)

Scheda giocatore

  • Nome: Nicolò Cudrig
  • Classe: 2002
  • Ruolo: Punta centrale
  • Data di Nascita: 07/08/2002
  • Nazionalità: Italia
  • Altezza: 185 cm.
  • Piede: Destro

Nicolò Cudrig

(A cura di Christian Maraniello)

Quante volte abbiamo sentito parlare di fuga dei talenti, anche con riferimento ai nostri ragazzi? Pellegri, ad esempio, recentemente ha fatto notizia per l’enorme giro di denaro che il trasferimento in sé ha avuto tra le due squadre coinvolte.

Al di là, però, delle enormi criticità che si possono muovere per acquisizioni di tal fatta – sul quale richiederei l’apertura di un forte (e doveroso) dibattito – a mio parere si potrebbe anche cogliere un punto di vista diverso da queste “fughe”, parlandone semmai come di un segno di maturità, e appunto vedendole come un semplice viaggio di formazione. Come un Erasmus, calibrato nel mondo del calcio.

E’ notizia freschissima, infatti, quella che vede protagonista Nicolò Cudrig, talento di Cividale, puntero del 2002 che dall’Udinese si è trasferito quest’estate in Belgio, al Cercle Brugge, anche grazie al vuoto burocratico tale per cui in Italia, prima dei 16 anni, come noto, non è possibile far firmare ai ragazzi dei contratti professionistici.

Non conosco i termini del trasferimento, e in tutta onestà neanche mi interessano, ma ho quantomeno capito che Nicolò ha le idee chiare al riguardo, e spiega così la sua scelta: “Sono stato lì sette anni [all’Udinese] poi sono andato via perché puntano poco sui giovani italiani (…)”.Come dare torto a questa realtà, pur cruda nella sua banalità? Io non me la sento.

Nicolò poi prosegue: “All’inizio è stato difficile ambientarmi, ma mi hanno colpito le strutture e l’organizzazione. Quest’ambiente può aiutarmi a crescere. Quando posso chiamo i miei genitori e la mia ragazza (…). Mi alleno già con la prima squadra”.

Ed infine il debutto in prima squadra come obiettivo principale: “Lo sogno tutte le notti”.

Ed a momenti ci riuscì: “Era una partita di Coppa, l’allenatore ha lasciato spazio a tanti giovani ma non mi ha convocato perché non avevo ancora i documenti in regola” (Corriere dello Sport online del 23.11.2018).

Questo Erasmus calcistico, però, non ha frenato, a quanto consta, la sua crescita, e dobbiamo allora ringraziare Carmine Nunziata che, nonostante la fuga del bay talento, non ha smesso di puntarci; difatti il selezionatore tecnico dell’under 17 lo considera un punto fisso della rosa, e Cudrig ringrazia della fiducia: nelle tre partite di qualificazione per gli Europei di categoria, in 3 presenze ha realizzato ben 4 reti, e tutte di fattura pregevolissima.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Innanzitutto partirei dalla descrizione fatta dal responsabile del settore giovanile friulano, Barbato, che tratteggia così Nicolò: “Cudrig è figlio del lavoro di Ametrano, infatti su indicazione del mister partenopeo che lo aveva avuto l’anno scorso nell’Under 15, quest’anno è stato inserito nell’ Under 17 friulana sotto età ed è arrivato a conquistare il posto da titolare in Nazionale Under 16. E’ una prima punta alla Toni, forte fisicamente e bravo a far salire la squadra, ha dei margini di crescita elevatissimi” (www.giovanilinazionali.it, del 30.4.2018).

Ora, che sia paragonabile a Toni, come tipologia, può anche essere accettabile, nel senso che tutto è opinabile nel calcio, ma quello che vorrei aggiungere in questa breve descrizione, è che Cudrig appartiene a quella categoria di centravanti che è andata quasi scomparendo dall’era del guardiolismo, e che – tuttavia – è ricomparsa in tutta la sua forza al recente mondiale in Russia, vinto dalla Francia grazie (anche) al centravanti Giroud.

Curdig è, quindi, anche per struttura fisica, questo tipo di attaccante, cioè rappresenta il collante necessario per creare connessioni con gli esterni ed i trequartisti (eventuali), o per i rimorchi silenziosi dei centrocampisti, allungando quindi la difesa avversaria e liberando spazi.

E’ un gioco associativo, che Curdig può fare grazie anche ad una tecnica di buon livello: fungere da perno intorno a cui far girare il resto dei movimenti offensivi della squadra, come il classico pivot.

Ma non è solo questo. Anzi. Nicolò non sa solo battagliare per i compagni, e aprire spazi, ma vede la porta.

Ha una buona progressione in conduzione (molto bella la prima rete segnata all’Andorra), ed inoltre sa realizzare reti in acrobazia, non solo di testa.

E come annusa il puzzo di zolfo, non pensa e scarica, come un bracconiere con la sua preda: emblematica, a tal riguardo, la seconda rete personale realizzata, sempre contro l’Andorra, quando arpiona fuori area un brutto passaggio di un compagno, e senza pensarci scaraventa in rete al volo, che si insacca nel sette, realizzando così un gol veramente di alto livello stilistico e tecnico.

Pur essendo un 2002, quindi, ha attitudini molto ben sviluppate, anche se a mio parere dovrebbe migliorare nella cattiveria agonistica e nel cercare più spesso la porta, avendone le capacità.

Ma i margini di crescita sono necessariamente notevoli e confidiamo di rivederlo presto in Italia, e non solo con la maglia azzurra.

(Fonte foto: www.gazzettaregionale.it)

Analisi finale

  • Punti di forza: Movimenti
    - Gioco aereo
    - Progressione palla al piede
    - Senso del gol
    - Personalità
    - Associazione
  • Punti di debolezza: Cattiveria agonistica - Rapidità nello stretto
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Olivier Giroud

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