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Milton Delgado: talento argentino classe 2005

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Milton Delgado: talento argentino classe 2005
Milton Delgado, "volante" classe 2005 del Boca Juniors. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Milton Delgado
  • Classe: 2005
  • Ruolo primario: Mediano/regista - Altri ruoli: Centrocampista centrale
  • Nazionalità: Argentina
  • Altezza: 168 cm.
  • Piede: Destro

Milton Delgado

A cura di Christian Maraniello

Quello che ho vissuto negli anni passati come un sospetto sempre più solido ora è ormai una (mini) certezza: il calcio non evolve nel senso tecnico del termine, semmai si arricchisce di generi e di filosofie costruendo al suo interno – questo si, ex novo – giocatori sempre più funzionali, aggressivi e veloci (di gamba e di testa), che sappiano cioè stare dentro il gioco influenzandolo a seconda delle richieste; e il focus di oggi è dedicato al leader caratteriale del centrocampo della categoria 2005 del Boca Juniors, Milton Delgado, il quale assicura proprio una miscela di energia ed efficacia nelle due fasi.

Non sto parlando di un tradizionale regista ma di un mediano carismatico il quale, pur non possedendo quei cluster strutturali richiesti ancora oggi (che io comunque non condivido), legittima la sua autorità come un jefecito (piccolo capo), proprio grazie alla notevole personalità, al dinamismo e quell’irruenza di fondo che restituisce un’idea di bellezza meno sofisticata ma più aggressiva dentro il gioco.

In definitiva è la forte declinazione carismatica a contraddistinguere la ludi artis di Delgado, certamente innata ma anche sviluppata all’interno dello storico club Xenezies.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Milton Delgado è un mediano con attitudine difensiva, che nel club gioca come vertice basso di una mediana a tre, all’interno del quale è chiamato a svolgere funzioni elementari nella costruzione del gioco e al contempo a garantire una solida fase di non possesso, che governa in virtù di adeguata intelligenza posizionale, elettricità motoria e grinta (tipicamente argentina).

Fisicamente Delgado è un brevitipo tendente al normotipo, di bassa statura (misura circa 1.67-1.70 mt.), che possiede una buona mobilità tibio-tarsica/articolare, a cui combina una pari elasticità muscolare; dal punto di vista condizionale disvela una più che discreta esplosività, sia nel breve che nel lungo.

Tatticamente si posiziona come perno centrale con due interni molto bravi a dare sostegno, creatività e inserimenti, che di solito sono Diego Santander e Thiago Rolon. In questo frame contro l’Estudiantes si nota il possesso in una metrica 3-1-3 (con Rolon più alto, quasi da enganche di posizione):

Dunque Milton Delgado da schermo garantisce il doppio lavoro: credo sia una scelta ponderata quella di avere un mediano intelligente piuttosto che tecnicamente visionario, anche perchè il gioco viene svolto in uno scenario fluido, attraverso cioè correlazioni continue tra intermedi, esterni bassi e offensivi, e dove  il n. 5 e la punta Fabricio Ventresca (n. 9) fungono da pivot di raccordo su altezze verticali: osservate queste due gif che ho raccolto contro il River Plate e l’Argentinos Jrs (il mouse identifica Delgado):

Come vedete, Milton garantisce solide letture e un’apprezzabile tecnica selettiva, che gli permettono di poter rompere le trame avversarie per ripartire rapidamente. Sotto questo aspetto la sua intelligenza posizionale (con e senza palla) è molto sviluppata e ritengo sia questo il suo punto di forza all’interno del contesto Xenezies. Ho visto molte partite della categoria 2005, per cui ho estrapolato un breve video riepilogativo di questa sua attitudine:

Da queste brevi gif si intuisce la sensibilità di Milton nel percepire le traiettorie e lo svolgimento dell’azione o del passaggio avversario, posizionandosi in modo tale da poter reagire di conseguenza. Tra l’altro, come detto, utilizza spesso trasmissioni elementari quando la palla viene riconquistata, come pure nel consolidamento o nella costruzione bassa:

Anche se la razionalità dentro il gioco appare evidente, bisogna però anche dire che Delgado non disdegna la giocata forzata tra le linee a superare la linea di pressione. E’ vero che non si celebra spesso in queste dinamiche, ma è un peccato perchè nella realtà le scelte verticali sono nelle sue corde, come si evince da queste situazioni di gioco contro il River Plate e il Racing:

Credo che comunque, al di là di tutto, Milton stia migliorando nella ricerca delle verticalizzazioni, quantomeno rispetto al passato. Per esempio, contro il Velez l’azione del gol di Alejandro Medina inizia da una sua determinazione esecutiva che di fatto ha aperto lo sviluppo combinativo di prima, prodromico al gol:

(il rinvio del difensore viene raccolto da T. Rodriguez che appoggia a Delgado: il n. 5 con una finta scoordina l’avversario e immediatamente verticalizza su Ventresca, il quale di prima apre su T. Rolon che stoppa di petto e serve un passante a media altezza su Medina) 

L’azione del gol è significativa per due ragioni: la prima per la correlazione relazionale che si svolge a uno o due tocchi su altezze differenti (palla avanti-palla indietro e imbucata), mentre la seconda racconta in maniera diretta quanto sia importante la qualità del passaggio, inteso come comunicazione condivisa “non verbale” che i giocatori devono saper governare per attaccare in maniera incisiva.

E allora, se è vero che le trasmissioni sono il linguaggio della squadra allora ognuna di esse contiene sempre un un’input o comunque un suggerimento di aprire a una combinazione, andare nello spazio, di calciare, o di creare altri flussi. E in tal senso Delgado – anche se invero non sembra abbia trasformazioni esecutive per l’invasione – alle volte riesce a raccogliere gli inviti proprio attraverso i feedback di gioco, come per esempio in questa azione contro il River Plate, che mi pare emblematica:

(la ripartenza del Boca è guidata nel lungo dal n. 9, Ventresca, il quale si allarga e sterza, servendo un cut-back a ridosso dell’area: da qui si apre una fitta rete di passaggi orizzontali tra Medina, Rolon e Santander sino a quando compare Delgado il quale riceve, esegue una finta di corpo che manda a spasso l’avversario, e calcia in porta)

Per quanto riguarda la fase di non possesso, abbiamo già visto diverse sequenze che dimostrano come Delgado conosca i principi della pressione diretta, nonché quelli posizionali, possedendo quindi le letture necessarie per garantire livelli prestazionali decisamente adeguati. 

Vorrei però soffermarmi sulla sua riconosciuta aggressività, che tuttavia sovente lo fanno andare fuori tempo, esagerando nell’intervento. La cattiveria agonistica è certamente un’attitudine importante, però a mio avviso l’esuberanza va incanalata meglio; ho creato al riguardo una breve tracklist in diverse partite:

Delgado non ha paura di niente e di nessuno. Ci mette la faccia, anche contro gente che gli dà 10 o 15 cm., senza arretrare di un passo; questa è la sua natura torrenziale, quasi primitiva, pertanto ritengo sbagliato modificarla di netto, semmai adeguarla al contesto del gioco, per esempio migliorando il timing dell’intervento che permetterebbe di evitare che il fallo sistematico complichi l’andamento di una partita.

Ciò detto, la grinta di questo jefecito è un’arte da celebrare sempre, senza grosse riserve. E tra l’altro Delgado porta la sua cattiveria anche nel gioco aereo, configurandola attraverso un tempismo sorprendente per la sua struttura (e statura) fisica, come in queste brevi gif che ho elaborato contro l’Argentinos Jrs. e Racing:

Volendo tirare le fila della relazione, direi che Milton Delgado è un volante aggressivo certamente proiettato in una dimensione piuttosto definita, ma che potrebbe svilupparsi anche fuori dai confini argentini.

Chiaramente il suo processo di crescita deve necessariamente passare attraverso il delineamento della sua struttura fisica (che già oggi è comunque elastica e tonica), nonché di alcune meccaniche ad oggi poco masterizzate, come la ricerca della verticalizzazione nella rifinitura, oppure della conclusione diretta.

Ma resta il dato di fondo che mi ha permesso di inserirlo nel nostri filtri: la prospettiva. E quando arrivo qui mi devo esporre un po’, perché Milton, per come l’ho interpretato, potrà evolvere in scenari polivalenti, che siano offensivi o più pragmatici, conservativi: il suo stile di gioco è chiaro, per cui potrà agire come schermo davanti alla difesa in una metrica a 3, oppure anche come doppio pivot in un 4-4-2, con compiti di rottura e costruzione razionale.

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Personalità
    - Intelligenza posizionale
    - Visione di gioco
    - Cattiveria agonistica
    - Tecnica selettiva
    - Fase di non possesso
    - Letture difensive
    - Gioco aereo
  • Punti di debolezza: Esuberanza dell'intervento - Deve provare maggiormente la verticalizzazione - Deve cercare con più frequenza la conclusione - Irrobustirsi
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Javier Mascherano

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