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Mario Pejazic: talento austriaco classe 2005

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Mario Pejazic: talento austriaco classe 2005
Mario Pejazic, terzino sinistro del Red Bull Salisburgo. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Mario Pejazic
  • Classe: 2005
  • Ruolo primario: Terzino sinistro - Altri ruoli: Centrocampista fascia sinistra
  • Data di Nascita: 21/01/2005
  • Nazionalità: Austria
  • Altezza: 173 cm.
  • Piede: Sinistro

Mario Pejazic

A cura di Christian Maraniello

I cambiamenti funzionali fanno parte di un percorso di apprendimento fondamentale per gli aspiranti calciatori, o quantomeno per chi aspiri a entrare in una dimensione elitaria, e proprio recentemente ho appurato come Mario Pejazic, interessante profilo della prestigiosa accademy della Red Bull Salisburgo (FC Liefering), stia imponendosi come terzino sinistro d’assalto.
Ho infatti visionato una delle partite disputate del campionato austriaco Under 16, precisamente contro l’Aka RZ Pellets (quarta giornata), dove appunto Mario ha giocato esterno basso, tra l’altro confermando le doti offensive già piuttosto impattanti (facilità di corsa, qualità tecniche, balistica), a cui però è riuscito a miscelare anche attitudini di discreto livello nella fase difensiva pura.
Quindi io che lo conoscevo come terzo d’attacco un po’ mi ha sorpreso, non lo nascondo, ma evidentemente Pejazic possiede conoscenze del gioco che gli consentono di poter maneggiare funzioni differenti senza troppe disconnessioni; tra l’altro devo anche dire che il ragazzo – abituato ad avere statistiche offensive di un certo rilievo (per esempio l’anno scorso marcò ben 11 segnature in 19 presenze, secondo i dati reperiti su www.oefb.com) – non pare aver perso lucidità pur partendo da dietro: quest’anno ha refertizzato 2 reti in 10 partite, entrando altresì prepotentemente nei rating di pericolosità globale.
Naturalmente Mario Pejazic, avendo da poco modificato il raggio d’azione e le coordinate sistemiche, va costruito radicalmente sulle frequenze e sull’attenzione, specialmente nella fase di non possesso, dove è ancora troppo acerbo; ma al di là di questo credo che il trade-off complessivo valga il rischio, anche perché è il calcio moderno a richiedere maggior flessibilità e violenza nella profondità (transizioni positive o negative).
Mario ha iniziato a giocare nel “SK Vowarts Steyr”, dal 2011 sino al 2018, quando nel marzo di quell’anno passa al Lask dove vi resta solo 4 mesi, perché poi il Liefering lo preleva a luglio. Le sue doti non sono passate inosservate neppure a livello federale, atteso che ha fatto parte della nazionale austriaca Under 15 disputando diverse partite, tra cui il prestigioso Uefa Development Tournament, in Croazia, ad ottobre 2019.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mario Pejazic è un esterno basso sinistro versatile, di struttura elastica, dotato di capacità condizionali impattanti, buona padronanza dei fondamentali tecnici, ed adeguata comprensione del gioco.
E’ un terzino multidimensionale e flessibile, che pensa sostanzialmente ad attaccare, ma senza perdere di vista l’attenzione nelle coperture e in generale nella fase difensiva, che comunque – va detto – sta cominciando a meccanizzare, senza essere ancora di livello, come vedremo.
Fisicamente Pejazic è un giocatore esplosivo: da video mi pare un normotipo dal baricentro mediano, con statura in evidente accrescimento (al momento è intorno a 1.73-1.75 mt.), e che rivela una buona mobilità articolare/muscolare; dal punto di vista condizionale è potente nella corsa, allungando reiteratamente oltre i 30 mt, per cui è veloce in progressione e rapido nel breve (con cambio-ritmo notevole), disvelando altresì una buona forza resistente.
Partiamo allora dalla narrativa del campo: pongo subito l’accento sulla sua interpretazione delle funzioni svolte, che è di base declinata sull’elettricità motoria che garantisce in ampiezza, specie nel possesso; a questo riguardo vi mostro alcune brevi sequenze dove Pejazic utilizza le sue doti atletiche e tecniche per assicurare flussi di gioco dal basso per la progressione alta (seguite il mouse che identifica il ragazzo in maglia scura):

In queste due gif sono piuttosto chiare alcune metodiche: la prima riguarda la capacità di Mario di generare vantaggi funzionali con la collaborazione dei compagni, mentre la seconda, certamente collegata, pertiene ai principi di gioco del gruppo guidato da Mister Marek Rzepecki: essi infatti si rivelano in tutta la loro evidenza nelle combinazioni di prima sui corridoi per liberare il terzo uomo in ampiezza, che nei due casi visionati era Moritz Neumann (con il n. 25), la punta centrale il quale spesso si allarga per scoordinare la linea avversaria, proprio per fidelizzarsi con il collettivo.
E direi che proprio quando il n. 11 riesce ad arrivare da dietro diventa un terremoto, anche perché il n. 11 possiede una balistica notevole: guardate queste due situazioni diverse:

(Il Liefering in maglia blu e gialla è in area avversaria a seguito di un corner: la palla arriva a destra con Luca Graf che crossa immediatamente arrivando a Benjamin Sammer. Il n. 17 vede Pejazic al suo fianco sinistro e lo serve: Mario si celebra in uno step-back, ossia fa un passo indietro, riceve e in una frazione di secondo detona una sberla all’incrocio, fuori di niente)

(azione offensiva del Liefering con la ricerca del vertice a destra che in questo caso è il n. 8 Tim Paumgartner: come riceve palla la crossa in mezzo, ma viene ribattuta. Da questo momento entra in gioco Mario Pejazic, che annusa la ribattuta e attacca il pallone, scaricandolo in porta, anche se verrà fermato.  L’azione prosegue con Mario che apre al n. 10, Zetenj Jano, per un nuovo flusso in area)

Da queste brevi immagini possiamo cominciare a intuire, in una certa misura, l’importanza della presenza costante di Pejazic in ampiezza e sugli isolamenti, specialmente per le possibilità di creare superiorità, attaccare la profondità o generare opportunità di tiro.

Ma è chiaro che è tutto l’ecosistema a recepire i vantaggi di queste giocate e d’altro canto possedere un target elevato sulle altezze e sui carrileros determinano interazioni sulle singole complessità della partita, semplificandole. In definitiva, da queste brevi premesse si ricava che Pejazic non sia un giocatore conservativo, bensì verticale e con visione panoramica del campo, oltre che un orientamento spazio-tempo discretamente sviluppato.
Proprio in questo senso, sebbene per la verità vorrei vederlo utilizzato maggiormente, il n. 11 sta masterizzando alcuni work-rate interessanti, come per esempio il cambio-campo sul lato debole, come in questo caso specifico:

(vi faccio vedere tutta l’azione del Liefering sino al gol di Jano: si parte da un cross da sinistra ribattuto che viene arpionato da Dario Bijelic, il quale apre subito su Pjazic. Il nostro n. 11 esegue un cambio-gioco clinico a mezza altezza per Tim Paumgartner a destra, che a sua volta serve Marco Modritsch in area; il n. 19 torna indietro scaricando sul terzino Mark Gevorgyan, il quale la rimette in area sul lato ancora opposto: la palla poi arriva a Jano che segna un gran gol)

Mi pare evidente che metabolizzare i cambi-gioco sul lato debole porti certamente benefici, in primo luogo perché si allargano le maglie disordinando la linea avversaria, ma poi anche perché si creano evidenti situazioni di superiorità dove c’è poca densità (produco a sinistra per attaccare a destra, e viceversa).
Qui peraltro potremmo aprire un dibattito filosofico su chi crede si debba partire da un ordine strutturale che va poi disorganizzato a seconda dell’imprevedibilità, però al di là dei dogmi mi piaceva mettere in risalto questa sorta di agevolazione tecnica nello sviluppo che offre Mario, sempre però in una semiotica omeostatica diretta e chiara.
Per il vero, però, non sempre assicura attenzione selettiva massima e ritengo sia corretto darne conto: ho infatti notato che in alcune dinamiche sbaglia la scelta di gioco, e alle volte anche in zone potenzialmente pericolose, come in questi due casi specifici:

Per cui Pejazic deve lavorare proprio sulle scelte, anche in relazione alla complessità della partita e ai fattori non prevedibili, che in questo caso risiedono nella pesantezza del campo, causata da un violento acquazzone che ha modificato tutta la situazione dinamica.
E allora, in questi casi specifici bisogna attivare le sinapsi elettriche e progredire mentalmente dentro la partita, cercando di modificare alla svelta i pattern iniziali, creandone di nuovi.

Con riferimento alla fase difensiva, Mario incontra difficoltà soprattutto nel marcamento diretto, probabilmente perché non è abituato a giocare partendo da dietro o bloccato, proprio perché sino a poco tempo fa agiva su altezze differenti; ad ogni modo, andiamo con ordine, perché per prima cosa vorrei segnalare alti parametri nelle coperture in profondità:

(violenta transizione avversaria, che si apre con una buona verticalizzazione da parte del n. 19 Dominion Otito Obidimmo che serve Thomas Wagner in profondità: Pejazic riesce a recuperarlo con una facilità di corsa impressionante in allungo, intervenendo sulla palla in modo pulito, costringendo l’avversario ad allargarsi. L’azione poi avanti e Wagner è molto bravo a sterzare, disorientando il nostro n. 11).

Mi pare lampante il punto di forza che è certamente la potenza motoria in allungo reiterato, così come – pur rischiando e non poco – la pulizia del timing della scivolata. Ho però voluto far vedere tutta l’azione perché poi Mario sbaglia il secondo intervento, quando non valuta bene la sterzata di Wagner, facendosi superare troppo facilmente.
Sono quindi le letture difensive quelle sulle quali ho riscontrato i maggiori problemi, perché poi di fatto nelle azioni di pressioni sull’uomo il ragazzo è discretamente prestativo, come risulta in questa breve gif dove ho ritenuto opportuno mettere dentro un po’ tutto (tenete sempre d’occhio il mouse):

Come vedete, Mario Pejazic ha una meccanica difensiva vivace specie sulle offensive marking, anche se disvela in ogni caso discrete coordinate nel marcamento in generale.
Terminata l’anamnesi tecnica, arrivo alle conclusioni, partendo da una breve premessa caratteriale, che ritengo utile per poi amalgamare tutta la prospettiva generale, specie a livello di scenari futuri.
Dunque, dall’analisi video mi pare che il ragazzo sia un giocatore equilibrato e corretto. Mi piace la sua vivacità nei vari momenti della partita e il suo coinvolgimento emotivo nella squadra, che si percepisce proprio dal fatto che i compagni lo cercano spesso, mostrando una chiara matrice animica nel gioco.
Quanto agli scenari tattici, pur non amando i numeri dei moduli, devo dire senza grossi problemi che Pejazic può giostrare in ogni vestito, che sia conservativo o verticale: partendo basso in una linea a 4, oppure a tutta fascia come wing-back nel 3-5-2 (e sue varianti), oppure anche come esterno più avanzato (sia come ala di un 4-4-2 e sia come attaccante esterno in un 4-3-3 o 4-2-3-1).
Chiaro che il racconto di oggi, rapportato alle sue capacità condizionali e tecniche, forse ne suggerirebbe un impiego in contesti con metriche più alte e aggressive, così da poter sfruttare appieno il suo attacco della profondità, la superiorità numerica in ampiezza e la potenza in zona di rifinitura.
Però, al di là di questi aspetti, il ragazzo deve senza dubbio crescere nelle frequenze soprattutto difensive, e avere maggior cattiveria nell’ultimo terzo, dove abbiamo visto che può incidere anche arrivando da dietro.
Resta il fatto che i margini di miglioramento secondo me sono più che buoni; d’altro canto, è anche vero che sta cercando di masterizzare una delle capacità più importanti nel calcio che è la decision making, ossia quella forma di libertà discrezionale nel scegliere la giocata opportuna, anche prendendosi la responsabilità di sbagliare.

 

 

Analisi finale

  • Punti di forza: capacità condizionali
    - tecnica selettiva
    - controllo palla in conduzione
    - capacità di garantire ampiezza e isolamenti
    - balistica
    - intensità di gioco
    - tempi del pressing
    - coperture difensive
    - marcamento preventivo
  • Punti di debolezza: migliorare nelle letture difensive - marcamento diretto - gioco aereo - resistenza
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Daley Sinkgraven

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