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Lukas Levcik: talento ceco classe 2004

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Lukas Levcik: talento ceco classe 2004
Lukas Levcik, talento classe 2004 del Banik (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Lukas Levcik
  • Classe: 2004
  • Ruolo primario: Trequartista - Altri ruoli: Mediano/regista / Mezzala
  • Data di Nascita: 08/05/2004
  • Nazionalità: Repubblica Ceca
  • Altezza: 189 cm.
  • Piede: Entrambi

Lukas Levcik

A cura di Christian Maraniello

Thomas Muller nel 2011, in una ormai celebre intervista rilasciata al “Suddeutsche Zeitung”, ha inventato per sé una nuova funzione calcistica chiamandola raumdeuter, che nell’accezione ristretta significa “trova spazi” o “investigatore di spazi”, e un profilo che si avvicina a questa maieutica di gioco è Lukas Levcik, sotto-punta perimetrale del Banik Ostrava under 17.Per non cadere in facili fraintendimenti, vi anticipo subito che il richiamo al neologismo di Muller non vuole in alcun modo essere un paragone sic et simpliciter, anche perché Levcik – come vedremo – non ha l’intensità di gioco e la cattiveria agonistica del tedesco, semmai ne condivide quella metodica di gioco eversiva, pur in una forma ancora embrionale.

Il mio in sostanza è un trip e così va visto: sebbene infatti Levcik non sembri eccellere in molte delle caratteristiche selettive richieste oggi, la sua praticità e lungimiranza – dentro le molteplici caoticità situazionali – elevano in maniera netta le sue capacità (anche potenziali), raccontando una modernità diversa, direi ambiziosa dentro forme più intuitive del gioco; dovete annusare questi aspetti per entrare dentro la sua ludi artis, forse anche agevolata da questa sua struttura un po’ goffa, esile, slanciata, e dalle sue lunghe leve. Certo, la fisicità lo aiuta, non lo discuto, ma come vedremo a breve la sua chimica influenza i flussi con giocate (anche senza palla) semplici e mai banali, contestualizzate dentro un ecosistema relazionale che grazie a esse prende corpo.

E forse mai come questa volta si può proiettare su un profilo così giovane il tracciante di Leonardo Da Vinci, secondo cui “la semplicità è la massima raffinatezza”; ecco, da questo punto di vista il ragazzo sembra nascere proprio da questa idea, come un laboratorio di liquidità essenziale dentro un set di abilità non speciali, ma ripeto funzionali.

Poi i numeri non mentono, pur riferibili al campionato nazionale di riferimento: in 7 partite Lukas ha realizzato 4 reti, oltre a 2 assist decisivi, rivelando altresì indici di pericolosità molto elevati (come xG), giocando peraltro alcune partite o spezzoni come mediano di una metrica a due.

Lukas – che ha come modello di riferimento il padre (ex nazionale di calcio a 5) – ha iniziato a giocare a soli 5 anni presso l’FC Hlucin, club dell’omonima cittadina che attualmente staziona nella “Druha Liga” (seconda divisione ceca), rimanendovi sino al 2018, anno determinante per la sua crescita professionale per il passaggio al Banik Ostrava, società che gli ha dato l’opportunità di entrare a far parte delle nazionali giovanili ceche.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Lukas Levcik è un trequartista atipico e versatile, in grado di interpretare il gioco con istinto, semplicità e intelligenza decisionale, attraverso movimenti liquidi in zone di campo piuttosto vaste; in realtà la sua catalogazione formale è più complicata di quel che sembri, per cui probabilmente sarebbe davvero opportuno qualificarlo come perimeter raumdeuter (giusto per rimanere sulla fonetica tedesca), vista la sua perimetralità e capacità innata di destrutturarsi in combinazioni differenti a seconda delle situazioni di gioco.

Dal punto di vista fisico è un longilineo sgraziato, ectomorfo esile di elevata statura (1.89 ma ancora suscettibile di ulteriore accrescimento), che rivela una discreta mobilità tibio-tarsica e articolare, a cui combina una buona elasticità muscolare. Rivela una discreta forza fisica, regge e porta il contrasto, e a livello condizionale è un giocatore comunque adeguato, nonostante la mole, con una discreta facilità di corsa in progressione (a falcata).

Per capire a fondo la sua maieutica è però necessario inquadrarlo dentro il 4-2-3-1 disegnato da Mister Marcel Frajt, che ha radicalizzato alcuni principi combinativi tra cui una ricerca possesso-centrica marcata, al cui interno interagiscono verticalmente (scambiandosi spesso funzioni e trasmissioni) Lukas Levcik insieme a Matej Sin (il n. 8): di fatto sono loro due le pedine fondamentali per lo sviluppo gioco complessivo, vuoi per i tempi degli inserimenti, vuoi per le loro capacità di aprire il gioco verso gli esterni, e per la divisione dei vari compiti tattici.
Levick viene impiegato normalmente da sotto-punta, come evidenzio in questo frame contro il Pribram, nella partita del 10.10.2020:

Ma come detto in precedenza, data la sua versatilità e intelligenza tattica, Lukas viene anche impostato come mediano nella metrica a due (con ampia libertà), come vediamo chiaramente in questa diapositiva contro il Meteor Praga del 3.10.2020:

La narrativa del campo è però fortemente caratterizzata dalla sua capacità di leggere il gioco attraverso la ricerca degli spazi e delle altezze, trasformandosi in funzioni differenti, riuscendo cioè a destrutturare un ordine precostituito con il caos che crea autonomamente. La sua azione-manifesto è a mio parere quella contro il Meteor Praga, dove è bene ricordare che il ragazzo giocava come mediano puro, giusto per intenderci:

(l’azione è lunga, ma osservate con il mouse Levcik quante funzioni svolge dentro le molteplici situazioni, sino al momento antecedente il gol, in una chiara posizione di attaccante puro che ha interpretato attraverso la circolarità del gioco)

Questa azione è l’emblema ombelicale del suo gioco: interviene nelle sequenze con la razionalità del centrocampista di lettura, che facilita lo sviluppo con trasmissioni normalmente pulite di prima (anche se sul finale lo scarico è un po’ sporcato), attaccando subito l’area e poi tornando indietro a ricomporre le tracce in una fidelizzazione circolare. Quando poi riceve palla ancora in prossimità della zona di rifinitura, celebra le sue qualità sfondando l’intero reparto avversario con una danza tribale, culminata con il gol di sinistro.

Gli spazi sono dunque i suoi ecosistemi relazionali, all’interno dei quali tutta la sua metodica prende forma. Levcik li esplora e li trova con uno spiccato senso visivo longitudinale, per usarli attraverso i clever movement e la gestione della palla fidelizzandosi con i compagni, creandosi opportunità pericolose sia nell’ultimo terzo che nella golden zone.
Una sequenza che sta masterizzando in questo periodo è proprio quella di servirsi di una combinazione di eventi per entrare con violenza in area, nello spazio lasciato libero dalla punta centrale che attira su di sé i difendenti; se vogliamo è una miscela semplice, ma che se effettuata con dinamiche spazio-tempo corrette diventa esplosiva. Guardate questa gif contro il Pribram:

(osservate la reattività di Levcik con il 10 – segnalato con il mouse – nell’annusare l’errore di passaggio dell’avversario: appena riceve palla, sa già come generare le tracce successive con campo-visivo ben orientato e tempi di gioco fluidi. Lukas infatti si gira e recapita il passaggio sulla punta centrale, Bitta, il quale è bravissimo a proteggere palla attirando su di sé tutta la difesa e a servire alla cieca il nostro n. 10, che arriva a rimorchio e segna di destro)

Qui sono evidenti gli errori di lettura dei difendenti (individuali e di reparto), ma è altrettanto vero che Levcik è molto reattivo nell’intuire le possibili ripercussioni dinamiche di una giocata comunque interiorizzata dalla intesa con il compagno.

In sostanza Levcik, con una chiara anticipazione motoria, dimostra di essere in grado di creare occasioni da rete in seguito a sviluppi complessi, in zone di rifinitura intermedie, e in particolare in quello spazio che si viene a realizzare tra difensore centrale e terzino avversario.
L’altro aspetto che mi ha colpito molto riguarda un work rate subacqueo, poco analizzato nei report, ossia la frequenza con cui riesce a trasformarsi all’interno della singola azione. Per dirne una, in tutte le partite visionate Levcik va a riempire l’area di rigore con costanza quasi maniacale, come se fosse un movimento innato.
E d’altro canto lo abbiamo visto già nel primo video, contro il Meteor Praga, ma guardate questa azione chiarissima contro il Viktoria Plzen, dove anche in tal caso partiva da mediano puro:

(Levcik è segnalato con il mouse: guardate tutta la situazione progressiva, da quando cioè il n. 10 combina a ridosso della propria area, si infiamma in conduzione palla superando tre avversari, scaricando a metà-campo su Onouch, il quale a sua volta apre per Michlik a sinistra.
Lukas si fa tutto il campo e va a finire come punta centrale con Bitta, che poi segnerà)

Tra l’altro Levcik riesce a essere efficace proprio come attaccante riempitivo, segnando gol molto belli come questo contro lo Slovako, di testa, che ha aperto il campionato nazionale del Banik Ostrava:

(Levcik segna un gran gol di testa, su cross perfetto dalla destra di Sudak, palesando un ottimo stacco e tempismo)

Penso sia evidente a tutti l’importanza di avere giocatori così calibrati e flessibili mentalmente nel gioco, anche senza palla, che è poi l’aspetto che potrebbe risaltare maggiormente nella dinamica di un ricercatore degli spazi come Lukas.

Per altro verso, entrando un attimo nelle doti prettamente tecniche, bisogna dire che Levcik non è certamente un visionario dell’ultimo passaggio, per cui lo considero un pò distante da un tradizionale n. 10. Più volte ho infatti celebrato la semplicità per descrivere la sua arte, e io credo che questa forma non sia mai un limite, bensì un punto di forza, che assume a valore assoluto, specie in questa fascia di età.
Al riguardo Vi faccio vedere alcune giocate in tre partite differenti contro lo Slovacko, il Meteor Praga e il Pribram:

(nella prima sequenza contro lo Slovacko, possiamo vedere una bella combinazione Sin-Bitta che poi apre per Levcik posizionato in ampiezza, il quale serve un assist clinico di sinistro per Bitta. Nella seconda contro il Meteor inventa un passante per Michal Malek. Nella terza contro il Pribram danza sulla palla e serve di sinistro Malek che calcia sul palo; l’azione prosegue con Levcik che prende palla, smarmella un difendente con un dribbling cibernetico e spara in porta di sinistro)

Questo video racconta quindi le indubbie possibilità di Levcik di generare potenziali sequenze in zona rifinitura, senza particolari svolazzi cosmetici, ma con assist comunque decisivi (per Bitta), o con third passess essenziali, come il passante (questo si, creativo) della seconda azione per Malek, che ha aperto i presupposti per una potenziale segnatura.

Anche nei flussi di gioco più sobri Levcik mi pare bene orientato, sia che agisca come sotto-punta, che come mediano longitudinale. Al riguardo ho creato due video, contro il Viktoria Plzen e contro il Meteor Praga, evidenziando tracce combinative di buon lignaggio:

(qui vediamo alcuni flussi del n. 10 contro il Plzen. Monitorate sempre il mouse)

(qui invece contro il Meteor notiamo delle combinazioni lineari veloci: nella prima sequenza c’è un possesso alto, con Macej che serve Latal, n. 11: da qui si apre una doppia combinazione a un tocco tra Levcik e Sin, che si servono della punta, Bitta, che fa da parete aprendo sul 15, Frebort. L’azione poi si chiude con un lancio nello spazio.
Nella seconda ancora Levcik e Sin che si relazionano liberando poi Bitta, che entra in area e serve un “cut back” per Lukas, che però non è reattivo.
Osservate come Levcik, oltre a essere funzionale nel gioco, va sempre a riempire l’area)

E allora, se da un lato si evidenziano abilità adeguate al contesto – a partire dal suo ambidestrismo che aiuta a rendere più che discreta la c.d. tecnica applicata, sino ad arrivare a una buona visione panoramica (interessanti i cambi-campo sul lato debole, per esempio) – dall’altro va iniziato un breve pamphlet che riguarda l’intensità di gioco, che non mi pare di alto livello.

Ora, quello dell’intensità è probabilmente il limite maggiore di Levcik, insieme alla cattiveria agonistica, sebbene vada detto che in realtà questi difetti sembrino meno marcati o comunque non del tutto influenzati dal campionato di riferimento, che non è certamente di prima fascia. Però insomma, è chiaro che probabilmente Levcik in contesti maggiormente violenti a livello agonistico e motorio potrebbe fare fatica.
Vi mostro un breve filmato di quanto appena sostenuto:

(è bravo nell’arpionare la palla con il petto, difenderla con il corpo, ma poi esagera nel tenerla, finendo per poi inevitabilmente per perderla)

La figura di Lukas però non ne esce certo sminuita, intanto perché i giocatori perfetti non esistono ma soprattutto perché poi tutto il ragionamento, come è ovvio, si dipana sui margini oltre che sugli scenari di gioco, come a breve cercherò di specificare.

Prima però c’è da ultimare l’anamnesi parlando della fase di non possesso, dove il nostro profilo assicura adeguati principi, pur non essendo certamente un giocatore esplosivo a livello aerobico, e neppure troppo cattivo o aggressivo. Diciamo che la sua struttura fisica lo agevola nei duelli a contrasto, usando le braccia e le lunghe leve specie nei one-to-one.
Sui trigger direi che qualcosa va certamente migliorato, come ad esempio nei counterpress, sebbene questa specifica dinamica sia influenzata, come dicevo, dalle lacune riguardanti l’intensità; per carità, niente di clamorosamente limitante, ma certamente il ragazzo deve lavorare ancora tanto; quando poi la squadra è costretta a giocare sotto palla, Levcik – che non ha quella accelerazione violenta che servirebbe nelle pressioni ordinarie o ultraoffensive – cerca una pressione posizionale, senza rompere le linee e senza eccedere negli interventi scomposti.

La sezione prettamente difensiva chiude così la parte tecnica e apre quella conclusiva, che normalmente riservo a considerazioni prospettiche che, invero, in questo caso saranno maggiormente calibrate, vista la particolarità del n. 10 ceco.

Allora, intanto devo dire che Lukas secondo me è un giocatore interessante per l’idea che suscita nel vederlo giocare, cioè per la semplicità e lungimiranza con cui entra nei flussi, in un certo senso anche interpretandoli, senza però essere troppo labirintico o celebrativo; è appunto la sinapsi del raumdeuter, sicchè si parte da questo concetto che ha aperto la presente relazione, senza troppi panegirici. E quindi avere un giocatore con queste attitudini consente di sbloccare quelle manovre inibite da difese attente e profonde, introducendo così la possibilità di infilare note di imprevedibilità ulteriori rispetto ad altre che magari vengono intercettate con maggior frequenza.

Ecco che dunque, quando alcune forzature non riescono, riuscire a generare spazi dal nulla, nei corridoi o comunque in zone ad alta intensità diventa una risorsa per nulla scontata, non solo per le transizioni attive o per le combinazioni rapide che producono opportunità, ma anche per l’influenza che certe decisioni (scelte, spesso semplici) hanno sui compagni, a livello di movimenti o smarcamenti di rottura.

Sugli scenari e sulle funzioni credo ci sia poco da aggiungere: Levcik secondo me andrebbe inserito in contesti dove siano presenti principi che lascino ampia autonomia – sull’ultimo terzo – ai giocatori di questo livello didattico. Per cui lo vedo essenzialmente come sotto-punta di un 4-2-3-1 oppure come trequartista perimetrale di un 4-3-1-2, o in ongi caso in vestiti orientati in quei sistemi.
In questo momento del suo percorso, però, cioè al di fuori dalla sua nazione, ritengo sia problematico pensarlo come centrocampista puro, come lo abbiamo visto per esempio contro il Meteor, o come mezzala di una metrica a 3; non tanto perché non sappia gestire i vari principi di gioco nelle due fasi, quanto perché in campionati più importanti, strutturati e veloci la sua intensità subirebbe disconnessioni evidenti nelle sequenze.

(Fonte foto: Instagram)

 

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Comprensione del gioco
    - Visione panoramica
    - Attenzione selettiva
    - Capacità balistiche
    - Movimenti e smarcamenti
    - Gioco tra le linee
    - Versatilità
  • Punti di debolezza: Deve irrobustirsi ulteriormente - Migliorare nella fase difensiva - Perfezionare cattiveria agonistica e alzare l'intensità di gioco
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Hans Vanaken

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