Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Home Schede Giocatore Lion Beqiri: talento albanese classe 2006

Lion Beqiri: talento albanese classe 2006

0
Lion Beqiri: talento albanese classe 2006
Lion Beqiri, talento classe 2006 del Goteborg. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Lion Beqiri
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Ala - Altri ruoli: Mezzala / Trequartista
  • Data di Nascita: 26/05/2006
  • Nazionalità: Albania
  • Altezza: 178 cm.
  • Piede: Entrambi

Lion Beqiri

A cura di Christian Maraniello

Ho scoperto Lion Beqiri, dell’IFK Goteborg, durante una partita degli Under 14 di pochi mesi fa, contro il Gais, dove giocava come intermedio destro, con il 10 sulle spalle. Per il vero il ragazzo non mi colpì immediatamente, anche perchè nei primi minuti notai una certa difficoltà a trovare la posizione e le giuste distanze in quel 4-3-3, ma quando poi entrò nelle metriche del gioco ho intuito potenzialità di livello, che andavano ben oltre la semplice semiotica del numero di maglia.

Ovviamente non mi bastò quel match, sicchè reperii altre partite rinvenendo ulteriori metodiche di Lion, che mi hanno poi convinto ad inserirlo nei nostri database; il nativo di Goteborg non è, infatti, una mezzala naturale bensì un esterno sinistro offensivo che, all’occorrenza, appunto, può giocare in posizioni differenti, grazie ad una adeguata intelligenza decisionale e funzionale.

E ve lo dico senza troppe circonlocuzioni: all’interno di questa multidimensionalità evidente, ciò che mi mandò in fissa fu la sua raffinatezza del tocco di palla, associata – probabilmente in via del tutto inconscia – ad una percezione visiva sensoriale; capacità che identifico nella “pre-visione” tra immagine e giocata, come cercherò di spiegare più avanti.

L’impressione che ho avuto vedendolo giocare è che la sua abilità estetica/didattica non è finalizzata ad architettare chissà cosa; il suo sound calcistico sembra, cioè, premere per contestualizzarsi all’interno dei flussi di gioco, diventare organico rispetto ad un codice espressivo che ne possa amplificare le sue caratteristiche.

In tal senso, data anche l’età, sta ancora costruendo una propria identità individuale e relazionale, ma – pur non essendoci lacune gravissime nella sua meccanica – ci sono alcuni work rate non ancora interiorizzati, che necessitano di miglioramenti comunque decisi, come avrò modo di analizzare a breve.

Lion Beqiri è un ragazzo nato in Svezia ma di origini albanesi, che ha iniziato a giocare a calcio a soli 5 anni nel “Gunnilse”, per poi passare al “Larje Angered” ed al “Gais”, sino all’approdo definitivo nel IFK Goteborg, dove è il perno tecnico dei 2006. La sua fonte di prima ispirazione, come ci ha raccontato direttamente il ragazzo, è Luis Nazario de Lima Ronaldo.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Lion Beqiri è un giocatore flessibile, dalla postura elegante, che di norma gioca attaccante esterno sinistro a piede invertito (sebbene il piede debole sia comunque di buonissimo livello), dotato di una padronanza tecnica di alto lignaggio, a cui unisce capacità condizionali impattanti, quantomeno in potenza.

Dal punto di vista fisico Lion è piuttosto tonico: è alto 1.78 e da video appare classificabile come normotipo, con muscolatura elastica, discretamente definita negli arti superiori e trofica in quelli inferiori. Possiede una più che buona mobilità tibio-tarsica ed articolare, a cui unisce una ottima elasticità muscolare, specie se parametrata all’età di riferimento. Rivela inoltre una discreta forza esplosiva, mentre non è particolarmente performante nel portare e reggere il contrasto, tant’è che ritengo debba crescere in massa e cattiveria agonistica. Quanto alla corsa, come anticipato, è potente, con un rilevamento in allungo reiterato sino ai 20/25 mt.: è veloce nel lungo ed in progressione, oltre che rapido nel breve, dimostrando altresì una buona forza resistente.

Ciò premesso, passo alla narrativa del campo che mi servirà per raccontare la sua fluidità sistemica all’interno dei singoli flussi situazionali. Dicevo, quindi, che di fatto Beqiri è un’ala, pur versatile, in grado di coprire vaste zone di campo, trasformandosi appunto in funzioni differenti a seconda dello sviluppo-gioco.
Sotto questo punto di vista partirei da un frame identificativo, a cui seguirà una traccia-video significativa della sua anamnesi, perché partendo da una posizione di intermedio a tre, in una sweeper position liquida, si è riconvertito a trequartista ibrido, sino a diventare un esterno offensivo. Tre funzioni in una singola sequenza dinamica.
La qualità video non è altissima, ma purtroppo è la norma nelle partite di settori giovanili.


(Beqiri è appena entrato in possesso palla, spalle alla porta, in una chiara metrica a 3, orientato sulla zona di centro-destra)

(Beqiri, posizionato sull’ultimo terzo, pulisce una respinta del compagno, e si incendia in ampiezza con eleganza. Arrivato sul fondo, salta il primo avversario sulla riga, con un dribbling enigmatico destro-sinistro, ed un secondo con un con un doppio passo elettrico)

Qui mi blocco una attimo, perché so già che i pasdaran del risultatismo (della giocata) criticheranno l’ultimo dribbling non riuscito, guardando solo l’esito finale. Ora, al di là del fatto che ci sono anche gli avversari, io credo che comunque in questa azione di Lion ci sia l’autonoma rappresentazione (mentale e motoria) di una scelta.
Che sia giusto o sbagliato il terzo dribbling non ha importanza in questa fascia di età, perché la determinazione assunta in piena libertà discrezionale va sempre stimolata nei ragazzi, affinchè crescano anche attraverso la conoscenza dell’errore, quale percorso di apprendimento necessario per la maturazione di una propria coscienza, interiore ed esteriore insieme.
Negarlo significa essere corresponsabili della stortura più grave del sistema, che è la perdita empatica dei ragazzi, che condurrà al loro allontanamento da questo sport straordinario (come peraltro rilevano alcuni studi drammatici in Italia, che sto leggendo in questi giorni).

Ad ogni modo, da questa breve gif ne esce un’ulteriore corollario, ossia la destrezza tecnica di Beqiri, il modo (o meglio, la semplicità) con cui supera gli avversari in un lembo sottilissimo, così come la sua capacità di mantenere il controllo della palla e del corpo in spazi ridotti.
Vediamo adesso quelle che sono le principali peculiarità di Lion nel suo ruolo diciamo naturale, ossia di esterno offensivo.
Partirei dunque dalla sua connotazione formale, e cioè che di fatto è un inverted-wing, ossia esterno a piede invertito; nello specifico gioca a sinistra, per sfruttare il piede forte che è il destro, specie in zona rifinitura e finalizzativa pura.
Contro l’Orgryte, all’Hammarviken Arena, ha realizzato un gol partendo largo ed entrando dentro il campo:

(Oliver Thoreson apre il gioco con un passante che taglia orizzontalmente il campo per Beqiri, il quale riceve in ampiezza e sfrutta la sovrapposizione di Melvin Koliqi per accentrarsi, chiamare una combinazione 1-2 con la punta centrale, e scaricare poi in porta)

In questa breve azione, che ai più dirà poco, vi sono due aspetti subacquei che vorrei analizzare: la prima riguarda quella che chiamo “creatività progressiva pre-visiva”, che pertiene essenzialmente nella capacità, probabilmente inconscia, di Lion, di sincronizzare due facoltà cognitive, ossia la percezione predittiva visiva associata alle scelte delle giocate concrete sequenziali.
Osservate infatti il momento in cui Beqiri riceve palla ad inizio flusso: annusa la sovrapposizione di M. Koliqi e, prima ancora di vederla la utilizza per immaginare (ed immediatamente) generare quelle (e solo quelle) tre tracce successive: la conduzione al centro, la trasmissione ‘chiamata’ sul vertice per la combinazione di prima, ed il tiro; sono flussi verticali che Beqiri aveva idealizzato, o previsto, prima di compierli e grazie al movimento del compagno, che invero ha peraltro ingenerato il dubbio al difendente in una situazione di 2 vs 1 (guardate il movimento posturale).

Beqiri è, insomma, già proiettato mentalmente più avanti rispetto al difensore ed alle relazioni circostanti; mentre l’avversario prende una decisione, Beqiri l’ha già presa. Ovviamente parlo di micromillesimi di secondo, probabilmente, ma che fanno tutta la differenza del mondo in quel ciclo. Non ho competenze tali da poter qualificare o comprendere questa azione dal punto di vista scientifico (neuroscienze, metapensiero, sinestesia), però la consapevolezza percettiva di Lion mi pare ben riconoscibile.

La seconda, strettamente collegata alla prima, è la fiducia nei compagni, che genera quel rapporto collaborativo che è considerato ormai l’essenza del gioco del calcio a tutti i livelli. Dell’argomento ne parla en passant Eric Cantona, quando nel film autobiografico diretto da Ken Loach (“il mio amico Eric”) ha affermato che “devi sempre fidarti dei tuoi compagni di squadra”, ma anche più dettagliatamente Claudio Albertini, in uno studio molto interessante dal titolo “Calcio, Neuroscienze e Complessità” (pubblicato sul sito della F.I.G.C. dove discute dell’argomento da pag. 14).
Tornando al profilo, sottolineo (poi) come Beqiri sia molto abile a generare azioni offensive anche dal nulla, ad esempio infiammandosi in conduzione in zone di campo liquide: in questa traccia, contro il Brondby, vi è un chiaro esempio della sue potenzialità eversive:

(Lion è posizionato largo, poco sopra la propria area di rigore, quando riceve in densità palla. Lo stop orientato gli serve per incendiarsi in campo aperto. Con una sterzata supera un avversario e parte in obliquo, tagliando il campo a fette, ed arrivando in zona rifinitura: il conseguente filtrante è opera di alto lignaggio cosmetico)

Inoltre il nativo di Goteborg garantisce anche sviluppi mediante cambi-campo clinici, che permettono ai compagni di entrare in zone pericolose.
Guardate questa breve gif:

(costruzione bassa con possesso fluido e razionale governato dal n. 8, Oliver Thoreson. La palla gira a sinistra e viene recapitata sui piedi di Beqiri il quale controlla, conduce dentro il campo e scarica un filtrante alto sul lato debole per il conseguente 1 vs 1)

La sua visione di gioco mi pare discretamente adeguata al contesto di riferimento, che oltretutto garantisce anche quando giostra in porzioni differenti, quindi come interno di centrocampo, sebbene la sua meccanica in tali casi sia più sobria e razionale.
Io credo però che in quest’ultimo specifico ruolo debba ancora crescere, soprattutto nelle frequenze (che io amo definire “onde”) e nell’intensità, perché alle volte ho percepito una certa indolenza di fondo, che probabilmente riguarda un eccesso di fiducia nelle proprie qualità. Essa, difatti, secondo me, può portare ad un abbassamento della soglia attenzionale, che determina poi errori anche gravi.

Resta comunque il dato di fondo complessivo che riguarda la sua potenzialità elevata sui corridoi e negli spazi da occupare: Lion è un esterno altamente performante nell’attacco della profondità, in corto, medio e lungo.
Voglio mostrarVi un breve filmato contenente due azioni, non dissimili fra loro, che ho creato durante la partita contro l’Orgryte:

(al minuto 10.40 del primo tempo, Lion viene servito con un perfetto lancio in media gittata, controlla la palla, cambia direzione saltando l’uomo e spara in porta. Nella seconda, ho volutamente salvato la bella combinazione a tre in mezzo al campo, a vertice, con la ricerca del terzo uomo, che così può lanciare a memoria Beqiri, il quale controlla orientando, salta ancora l’uomo e scarica in porta di sinistro)

Queste clip mi riportano al discorso di prima sulla fiducia e di quanto sia importante avere un collettivo relazionale, a cui va sempre dato risalto perché ogni squadra deve interagire secondo un sistema che mi piace definire ‘omeostatico’, che permetta cioè ai giocatori di essere parte di un sistema dinamico.
Quella combinazione a vertice che ha liberato il terzo uomo, ha infatti consentito di fidelizzare una sequenza offensiva pericolosa, grazie alla forte correlazione fra giocatori posti su metriche differenti.
Beqiri, quindi, garantisce isolamenti, ampiezza e gamba, oltre che notevoli capacità nell’1 vs 1, dove la fisicità, progressione e destrezza tecnica lo portano a guadagnare spesso la superiorità numerica.

A dire il vero ho notato che in alcune situazioni di gioco Lion prova dribbling obiettivamente troppo forzati, che rendono la giocata in sé priva di senso. Ma non confondete l’autonomia di cui parlavo prima con l’egocentrismo tipico dell’età, che appunto in alcuni momenti viene fuori in maniera netta, e sul quale il ragazzo deve necessariamente lavorare.
Il dribbling deve essere funzionale all’azione dinamica, tenendo conto dello spazio, del tempo, e degli avversari. Un esempio di 1 vs 1 attivo e propedeutico lo troviamo contro l’BK Hacken:

(gran palla nello spazio del n. 6, Melvin Koliqi, altro profilo molto interessante, per Beqiri, che controlla in corsa con il piede forte, allunga reiteratamente fissando l’avversario, che verrà saltato con un trick enigmatico, sino al calcio di sinistro che trafigge il portiere)

Al di là della bellezza stilistica del gol osservate il contorno, sin dalla chiamata di Lion, per passare alla trasmissione d’esterno nello spazio di Koliqi, il controllo in corsa del 10, sempre di esterno piede, il doppio passo elettrico che mortifica il difendente, ed il tiro di sinistro ad incrociare nell’angolino.
Ecco dunque l’ambidestrismo che qualifica ulteriormente il ragazzo, rendendolo di difficile comprensione per gli avversari. L’utilizzo di entrambi i piedi gli consente appunto di entrare dentro ai flussi di gioco con maggior elasticità, in stretta palingenesi emotiva e fisica con tutto ciò che lo circonda.

Per quanto riguarda la fase di non possesso, il profilo albanese è senza dubbio un giocatore generoso e che ha interiorizzato buona parte dei principi del pressing, soprattutto nel timing. Mi sembra che, comunque, il suo sia più un apporto di tipo posizionale, anche se in diverse situazioni assicura una discreta aggressività agonistica.

Allora, Beqiri – come anticipato – sta costruendo, attraverso alcuni parametri di gioco, una propria impronta calcistica, un timbro che è abbrivio di un codice espressivo che vuole (o vorrebbe) essere originale; le fondamenta sono secondo me già piantate, mentre si intravedono le prime strutture della sua maieutica, non solo tecniche, ma in qualche misura anche cognitive.

Invero, non conoscendolo personalmente ho qualche difficoltà a dare un giudizio caratteriale, potendo semmai solamente ipotizzarlo dall’analisi video: mi sembra un giocatore piuttosto equilibrato in campo, corretto e determinato in quello che fa. E’ vero che ho percepito una certa indolenza in alcuni momenti singoli della partita, ma come detto sono tutti aspetti legati all’età.

Penso che tutto il ragionamento sia sui margini di crescita e miglioramento, che al momento ritengo elevati, anche se molto della prospettiva futura si giocherà sulla bravura del ragazzo (e dei vari staff con cui entrerà in contatto) ad intervenire sulle lacune evidenziate.

Per quanto concerne gli scenari ed i vestiti funzionali e quindi diciamo gli spazi da occupare, dipende sempre dal gioco stesso e dalle sue letture. Personalmente, ad oggi, lo preferisco in ampiezza, perché in tal modo si possono sfruttare efficacemente le sue principali peculiarità (che ho analizzato sopra).

Tuttavia, di là della mia preferenza, penso che possa essere parte integrante di qualsivoglia scenario, che sia conservativo o moderno, verticale o posizionale.
Nello specifico, può quindi giocare come esterno offensivo a piede invertito (e non) in tutti i moduli marcatamente offensivi (ad eccezione, secondo me, dei sistemi con costruzione e metriche a 3+4), oppure come trequartista incursore o di regia tra le linee, od ancora come intermedio in una mediana a tre.

Sarà in ogni caso importante incoraggiare il suo istinto primitivo, evitando – per quanto possibile – eccessivi dettami o sovraccarichi tattici, garantendogli ampi spazi di discrezionalità creativa e decisionale, che sappiamo possedere in alta quantità.

(Fonte foto: Instagram)

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica applicata
    - Accelerazione in conduzione
    - Attacco della profondità
    - Visione di gioco
    - Comprensione del gioco (anche predittiva)
    - Movimenti tra le linee
    - Capacità balistiche
    - Dribbling
  • Punti di debolezza: Cattiveria agonistica - Pressing - Smarcamenti (tagli) - Intensità di gioco - Gioco aereo
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Mikel Oyarzabal

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui