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Jan Buryàn: talento ceco classe 2005

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Jan Buryàn: talento ceco classe 2005
Jan Buryan, attaccante della nazionale ceca U16. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Jan Buryàn
  • Classe: 2005
  • Ruolo primario: Punta centrale - Altri ruoli: Ala
  • Data di Nascita: 11/10/2005
  • Nazionalità: Repubblica Ceca
  • Altezza: 175 cm.
  • Piede: Sinistro

Jan Buryàn

A cura di Christian Maraniello

Il focus di oggi è mirato su un attaccante torrenziale che ha appena compiuto 15 anni e che sta mostrando attitudini importanti da sottoetà: si chiama Jan Buryàn e gioca nell’Under 17 del FK Mlada Boleslav.

Il ragazzo l’ho studiato attentamente in diverse partite del campionato nazionale e Vi anticipo, senza troppi panegirici, che lo si riconosce subito dalle capacità condizionali impressionanti.

La sua meccanica è proiettata per aprire varchi improvvisi in profondità, incendiandosi dal nulla come il vento gelido che sembra originare dal suo stesso cognome (il Burian, caratteristico delle steppe della pianura sarmatica, ad ovest degli Urali).

Chiaro che poi per sorreggere transizioni violente occorre un cluster tecnico e cognitivo ambizioso, variegato, oltre che un collettivo di matrice omeostatica, ma non è tanto questo il punto, quanto piuttosto la sua fotografia che è molto simile a quella del primo Timo Werner, anche se il suo modello è Cristiano Ronaldo.

Al di là però dei paragoni, che nel resoconto complessivo hanno ben poca utilità, è bene rivelare il suo background: Jan Buryàn nasce a Mlada Boleslav, una cittadina di neanche 50.000 abitanti e capoluogo dell’omonimo distretto in Boemia centrale; qui inizia a giocare a pallone a soli tre anni nel MFK Karvinà, quando poi, al compimento dell’ottavo anno, viene preso dal suo attuale club, l’FK Mlada Boleslav, che lo forma sino a farlo diventare uno dei gioielli principali dell’accademy.

Già nello scorso campionato nazionale Under 15, terminato anzitempo, Buryàn ha dominato la classifica cannonieri (con uno score di 15 reti in sole 14 presenze), che gli hanno permesso di saltare la categoria Under 16, per passare con i 2004, dove ha proseguito la sua maieutica senza disconnessioni: segnare, dominare gli spazi e creare la babilonia nelle zone di rifinitura e terminali.

Jan è anche membro fisso della nazionale giovanile della Repubblica Ceca, e quest’anno in Under 16 ha uno score di 5 presenze e 2 reti, condite da svariati assist.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Jan Buryàn è un attaccante versatile e profondo, che nel club gioca come punta ibrida in un sistema tradizionale 4-4-2; in siffatto scenario di regola si interfaccia sul campo muovendosi verso lo spazio destro, di fatto svolgendo una funzione elastica, quasi di raccordo tra spazi centrali e corridoi, lasciando il riferimento a J. Strnad.
La sua heat map, elaborata dopo la partita contro lo Slovacko del 3.10.2020, ci consegna una chiara indicazione dei suoi movimenti in campo:

Ed è proprio partendo da questa location spuria che riesce a sfruttare il suo vasto repertorio, fatto di allunghi devastanti ed attacchi spazio-tempo, che lasciano atterriti e disarmati gli avversari.
Non voglio dirVi di più, perché come sempre lascio che sia il campo a parlare. Il manifesto della sua maieutica lo trovate al minuto 41.22 del primo tempo, contro lo Slovacko:

(punizione avversaria defilata: osservate con il mouse la posizione di Buryàn. Il tiro è ribattuto ed arriva vicino al nostro n. 10 che allarga gli alettoni e parte come un ghepardo, facendosi tutto il campo in conduzione, sino all’area avversaria, e senza che nessuno riesca a buttarlo giù)

Quel che succede alla fine di questa sequenza infernale (dove non segna) mi interessa il giusto, cioè poco, perché nel calcio giovanile – o almeno quello che vorrei diventasse – non conta il risultato in sé (della partita o della giocata), ma l’idea, l’intenzionalità, la rappresentazione mentale e fisica, il libero arbitrio.

Certo, vorrei anche sottolineare la sua capacità di mantenere il controllo della palla e del corpo a ritmi così assurdi, su metriche di campo oggettivamente esagerate per tutti, ma – ripeto – è la potenzialità che viene in rilievo nella meccanica di Jan Buryàn; l’essere così selvaggio e totalmente proiettato nelle richieste del calcio moderno.

Sarebbe anche interessante misurare la velocità raggiunta da Buryàn (senza dubbio incredibile), e tuttavia disturba vedere la deriva degli avversari e la loro rinuncia a qualsiasi tentativo di gareggiarci contro; l’unico che prova un recupero disperato è il n. 4, S. Gabrys, il terzino destro che nello schema su palla inattiva si è accentrato per ostacolare le ripartenze, che peraltro non riesce neppure a stenderlo.

Dunque, in campo aperto Jan è immarcabile. Nella stessa partita, ma al minuto 92.00 – quindi dopo una serie impressionanti di scatti e controscatti – il n. 10 riattiva la falcata e conclude la transizione con una rete che unisce, in un solo frame, i concetti di spazio, tempo, cattiveria e tecnica funzionale:

(punizione battuta dal portiere, L. Machachek, quando manca un minuto alla fine, con il risultato di 0-1: batti e ribatti, fino al rilancio di P. Sterba, che imbecca Buryàn in campo aperto. Il n. 10 non è da solo, ma perquisito dal n. 6 avversario, S. Kolar, il quale viene bullizzato con uno snatch limpido che lo libera. Davanti a sé c’è solo Machachek, che nel frattempo è riuscito a rientrare, ma viene trafitto con un tunnel enigmatico)

Penso non ci sia nulla da aggiungere, ma anzi approfitto di questi due traccianti per introdurre la parte più squisitamente fisico-atletica dello screening, che serve per una identificazione più fotografica del nostro profilo.
Allora, Jan Buryàn è alto 1.75, con peso forma di 64 kg; da video appare classificabile con la scala BN, ossia brevitipo che tende al normotipo, con baricentro basso-mediano, nonchè muscolatura elastica, discretamente definita negli arti superiori e trofica in quelli inferiori.
Jan poi ha una notevole mobilità tibio-tarsica ed articolare, a cui unisce una elasticità muscolare impressionante per l’età. Inoltre possiede forza esplosiva e massimale, è performante nel portare e reggere il contrasto, ed è – come detto – potente nella corsa, allungando reiteratamente ben oltre i 50 mt. In tal senso direi che è molto veloce nel lungo, oltre che significativamente rapido nel breve, rivelando altresì una notevole forza resistente.

Torniamo alla narrativa, che è poi la parte più interessante. Come accennato, Buryàn è un offendente flessibile e mobile, ma la sua metodica non è solo la ricerca sistematica della profondità, ma anche un collegamento fra i reparti, attraverso giocate progressive.
Ad esempio, nella partita contro il Ceske Budejovice (del 30.9.2020) Jan esegue questa sequenza associativa:

(riconquistata palla dal Mlada, J.Strnad scarica sul mediano, Filip. Osservate il movimento di Buryàn, che esce dalla zona centrale per offrire l’opzione di passaggio fra le linee. Filip trasmette al n. 10, il quale controlla e si gira, agevolato anche dalla scelta opinabile del difendente Novak, che preferisce indietreggiare. Jan conduce in avanti e scarica per Strnad aprendo ad una combinazione che vede coinvolti anche Sergio Filho e ancora Buryàn che nel frattempo ha attaccato nel corto)

Buryàn, quindi, non solo crea spazi dai semispazi, ma genera flussi offensivi attraverso i tagli che scompensano le linee avversarie.
Non voglio che fraintendiate però: questa metodica collaborativa non è ancora del tutto interiorizzata da Jan, perché è vero che in alcuni momenti riesce a saldare le sequenze di gioco, ma per quanto questo pensiero tecnico stia prendendo forma, continuo a credere che egli si scateni solo quando il contesto diventa frenetico, senza appunto livellarlo con la raffinatezza. Se osservate bene il frame, infatti, Buryàn serve Strnad con una trasmissione poco morbida e precisa, il che non lo qualifica certo come un attaccante sofisticato.
Vi faccio vedere un’altra breve gif, dove viene evidenziata la poca lucidità nello scarico, che però in un certo senso viene superata grazie al contributo dei compagni:

 

(pressione perfetta nei tempi da parte del n.13, T. Randa, che ruba palla agli avversari e la lascia a Buryàn, il quale conduce veloce nel corridoio, salvo poi arrestarsi, in attesa della sovrapposizione. Quando arriva T. Randa, Jan lo serve con un mezzo loob di sinistro un po’ strampalato, che però viene pulito dallo stesso n. 13, il quale poi è bravo a riservirlo nello spazio)

Queste prime attribuzioni contribuiscono dunque alla identificazione del suo stile di gioco, che si basa essenzialmente sul movimento verticale mediante “el perfil”, ossia l’orientamento del corpo per il gioco in profondità, ed il collegamento (seppur ancora primordiale) che può portare a crearsi un’opportunità di tiro o giocare nei corridoi per posizionarsi nelle assist zone.
In questo campionato Under 17, Jan Buryàn è stato decisivo in moltissime partite. Già contro lo Slavacko, vinta 0-2, ha realizzato una doppietta (ed un gol lo avete visto sopra), poi contro il Ceske Budejovic (terminata 1-1) ha realizzato il gol del pareggio nei minuti finali, dimostrando forza mentale e lucidità:

 

(manca un minuto alla fine della partita ed il Mlada sta assediando il fortino del Ceske. C’è una punizione defilata, battuta da Simek in area. Osservate, con il mouse, il movimento di Buryàn che parte da fuori ed attacca la porta con un tempismo perfetto: spizzata del compagno, che Jan deve solo recapitare in porta, per l’esplosione definitiva)

Jan è stato determinante anche contro l’Opava, vinta 1-3 fuori casa, dove di fatto è entrato in ogni azione offensiva. Ho elaborato un filmato con alcune situazioni pericolose generate, oltre che i due gol segnati. Buryàn è il n. 10 ed ha le scarpette rosse.

(come notate Jan segna su rigore e poi immediatamente dopo realizza un gran gol dopo una transizione potente. Ho messo anche alcuni falli subìti dal ragazzo, che mi serviranno poi per la parte conclusiva)

Jan conosce i suoi punti di forza e gioca con loro, cercando di nascondere i limiti. Abbiamo visto in precedenza l’abilità del gioco spalle alla porta, e quindi ora va approfondito meglio il discorso sulla presa di posizione, che è di buonissimo livello.
Buryàn infatti ha forza fisica e un baricentro particolare che, come dicevo prima, gli permette di tenere palla e resistere alle perquisizioni violente. E’ vero che nei flussi comuni preferisce ricevere sui piedi, ma quando gli arrivano giocate (anche) sporche, o quando viene servito a mezza altezza, è in grado di trattenere il pallone efficacemente e scaricare con sobrietà.
Vi mostro alcuni frame in un unico video:

(come vedete ho sezionato alcune giocate di Jan. Si nota chiaramente l’idea del gioco collaborativo, che alle volte però non ricerca, fidandosi delle sue enormi capacità atletiche e tecniche)

Quanto invece ai flick-on Buryàn non è adeguatamente prestativo. Il gioco aereo non è certamente il suo punto forte, però secondo me dovrebbe cercare di migliorarlo, visto che ha una esplosività comunque impattante, che andrebbe sfruttata decisamente meglio.
A livello squisitamente tecnico Jan è un giocatore a cui non manca nulla. Il primo controllo e la conduzione sono di norma corretti, così come le trasmissioni, anche se alle volte non sono sempre pulite, come abbiamo visto sopra.
Ha destrezza per assaltare l’uomo nell’ 1 vs 1, guadagnando vantaggi funzionali, che tuttavia alle volte disperde per eccessiva fiducia. In alcune situazioni ha infatti dimostrato di non saper gestire gli isolamenti, come in queste due brevi sequenze, contro lo Slovacko:

(Il dato comune è il movimento in ampiezza, che produce l’ 1 vs 1, che però Jan non sfrutta per eccessivo egocentrismo)

I vecchi soloni direbbero che da queste scelte si manifesta l’immaturità dei suoi quindici anni, e per certi versi sembrerebbe così: d’altra parte, il campo racconta che quando Jan non vede soluzioni istantanee, in situazioni dinamiche, preferisce incurvarsi ed insistere in un secondo dribbling, quando invece potrebbe rallentare e generare un flusso diversificato.
Io però questa drasticità razionale non la condivido in pieno. Certo, ha perso palla, ma è dagli errori che si costruisce un percorso che contempla esperienza, ma soprattutto apprendimento.

Dunque, Buryàn deve ovviamente migliorare in certi momenti della partita, ma proprio per non disperdere il suo talento l’invito è quello di proseguire sulla strada dell’autonomia decisionale; in quei dribbling forzati ci vedo una rappresentazione pittorica del creativismo che – come ormai sapete – ricerco con grande sforzo nei ragazzi.

Chiudiamo con la fase di non possesso, che nell’anamnesi di Jan rappresenta un altro work rate molto positivo. Intanto devo dire che è un giocatore particolarmente generoso nella pressione alta; è lui infatti che attacca il portatore come una belva preistorica, isolandolo e costringendolo a forzare la giocata, oppure a tornare indietro.
Ho creato alcuni brevi filmati su partite diversificate, in cui metto dentro tutto, dalla pressione sino alla riaggressione:

(Come vedete, Jan riesce ad essere prestativo nel pressing, anche abbassandosi nella propria metà campo, aiutando il collettivo)

Il lavoro di Buryàn, quindi, è significativo per la squadra. D’altro canto, come noto, il recupero palla assume un valore dirimente nello svolgimento poi della partita stessa, perché limita il coraggio degli avversari, che in diverse circostanze sono costretti poi a modificare anche la fase di costruzione bassa.
La fase di non possesso chiude l’anamnesi tecnica e introduce a quella conclusiva della presente relazione.

Dunque, Jan Buryàn è un profilo molto giovane, che sta dimostrando attitudini di alto lignaggio giocando da sotto leva. Anche a livello mentale e caratteriale è già formato: avendolo vivisezionato posso dire che è molto equilibrato, concentrato e corretto in campo, perché non perde mai il controllo, pur subendo diversi falli, pure cattivi.

Colpisce invero la determinazione, la positività e la forte personalità che si manifesta chiaramente nella sua interpretazione dei momenti; Jan vuole incidere, divertendosi, e proprio da questo punto di vista l’impressione che ho avuto, anche dalle stesse esultanze schizofreniche, è che sembra essere nato giocando in strada, imparando flussi e metriche attraverso le linee in gesso, disegnate dai contorni cartesiani di quella poetica res extensa che tutti quelli della mia generazione hanno vissuto.

Quanto infine ai contesti tattici, come abbiamo visto Jan è flessibile e multidimensionale: può giostrare su tutto il versante offensivo, e quindi come esterno alto (su entrambe le catene) o punta centrale nel tridente, come attaccante totale nel modulo a due punte, oppure come terminale e sotto-punta di movimento nel 4-2-3-1.

Nello specifico i suoi vestiti funzionali sono poliedrici: sulla base delle situazioni del momento o della partita, Buryàn potrà legare il gioco orientando la meccanica offensiva, isolarsi in ampiezza – sia a sinistra che a destra – ricercando l’1 vs 1, oppure potrà violentare la profondità assecondando il suo istinto primitivo.

E sappiamo bene quanto sia faticoso mentalmente, per i difendenti, avere davanti un attaccante così torrenziale, soprattutto negli smarcamenti fronte-porta, in lungo ed in medio-corto.
Però attenzione a non distruggere i suoi sogni, sovraccaricandolo di codici, codicilli e schemi precostituiti. Ogni sua giocata infatti – come in quella partita tirata contro il Ceske, ripresa da Jan all’ultimo minuto, con una lucidità estenuante – dimostra come nei momenti tesi e bui l’arte calcistica in ogni sua forma è vivace ed ambiziosa, seppur in qualche misura ancora embrionale.

(Fonte foto: Instagram)

 

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Capacità condizionali
    - Tecnica funzionale
    - Dribbling
    - Personalità
    - Forza
    - Senso del gol
    - Capacità balistiche
    - Intensità di gioco
    - Movimenti e smarcamento
  • Punti di debolezza: Può migliorare nel gioco aereo - Scelte di gioco - Forza le giocate - Deve irrobustirsi
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Timo Werner

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