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Ilyas Bouazzaoui: talento belga classe 2007

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Ilyas Bouazzaoui: talento belga classe 2007
Ilyas Bouazzaoui, grande talento del Genk. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Ilyas Bouazzaoui
  • Classe: 2007
  • Ruolo: Centrocampista centrale
  • Nazionalità: Belgio
  • Altezza: 173 cm.
  • Piede: Destro

Ilyas Bouazzaoui

A cura di Christian Maraniello

Ilyas Bouazzaoui è il nuovo germoglio del florido vivaio del K.R.C. Genk, messosi in mostra nei pochi tornei internazionali disputati quest’anno, riservati alla categoria 2007, che sono potuti terminare in tempo utile prima dello scisma pandemico.

Per l’esattezza, gli Under 14 del Genk hanno partecipato dapprima al torneo “Eurocup Delfzijl”, vinto proprio dai ragazzi di Mister Tim Thielen, dopo una finale stupenda disputata il 12.1.2020 contro il Chelsea (e che vedeva tra le altre partecipanti l’Ajax e il Bayern Monaco), con assoluti protagonisti Ilyas e Lino Decresson (capocannoniere del torneo con ben 15 reti):


(fonte https://www.eurocupdelfzijl.nl/2020/01/krc-genk-wint-eurocup-delfzijl-2020/)

Nel successivo “Carnaval Cup”, del febbraio 2020, pur non essendo arrivata la vittoria di gruppo, Bouazzaoui ha potuto festeggiare un importante trofeo personale, aggiudicandosi il titolo di miglior giocatore dell’intera kermesse:

(fonte instagram)

Ho così iniziato a vivisezionarne le singole caratteristiche anche nel campionato nazionale belga Under 14, dove Ilyas ha giocato diverse partite di altissimo livello prestativo, convincendo così il club a promuoverlo recentemente in Under 15, da sottoetà; passaggio che, evidentemente, rappresenta un turning point di un percorso didattico in continua evoluzione.

E d’altro canto giocare sottoleva in Belgio è certamente un valore assoluto, specie in un ruolo così delicato e nebuloso come quello del mediano longitudinale. Ma al di là di questo, ciò che mi ha colpito profondamente della meccanica di Bouazzaoui è la lucida architettura dentro il contesto di squadra, risultando di fatto l’enzima razionale che esalta il calcio heavy metal dei compagni.

Come dire, non esattamente un centrocampista visionario nella fase costruttiva, ma assolutamente autonomo nelle scelte di gioco, che già di per sé costituisce una base solida su cui lavorare specie in questa fascia di età.

C’è chiaramente molto altro nella sua ludi artis, però devo dire che Ilyas – che peraltro pare aver aver già sottoscritto un contratto con lo sponsor tecnico Adidas – in campo non passa inosservato solo per la postura elegante, ma altresì per la folta capigliatura che ricorda molto quella di Matteo Guendouzi, cui somiglia anche nella metodica di gioco.

Per il vero conosco poco del suo percorso formativo: le unica notizie certe è che Ilyas ha origini marocchine ed è arrivato al K.R.C. Genk nel 2019 dal Club Brugge.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Per gli amanti della nomenclatura formale, Ilyas Bouazzaoui (che lui stesso si definisce genericamente “middenveld”) va identificato come un mediano di costruzione ed equilibrio, con buone attitudini nelle due fasi, che sa governare con personalità e intelligenza decisionale/tattica.

Sono chiaramente le letture del gioco ad essere la sua base di partenza, che gli permettono di poter giostrare in ruoli differenti, come per esempio contro il Cercle Brugge dove è stato impiegato come difensore centrale, dimostrando una certa flessibilità sostanziale.

Prima di analizzare le sue peculiarità, fatemi un attimo refertizzarlo fisicamente perché il ragazzo è classificabile al momento come normotipo tendente al longitipo, rivelando una buona forza complessiva, struttura già elastica e tonica (pur essendo comunque un po’ esile), nonché una intelaiatura aerobica discretamente sviluppata.

Arriviamo ora alla narrativa del campo: come accennato in apertura, Bouazzaoui influenza il calcio elettrico del Genk, con tracce normalmente pulite all’interno di spazi liquidi. E’ perciò fondamentale capire le sue molteplici funzioni svolte, talora di mera costruzione e talaltra di pura invasione; fasi, queste, che Bouazzaoui spesso orienta in azioni dinamiche e destrutturate insieme.
Osservate questa gif che ho estrapolato contro lo Standard Liegi, dove Ilyas (da capitano) ha comandato i flussi di gioco generando sequenze offensive pericolose:

 

(fase di costruzione bassa del Genk: guardate Bouazzaoui che galleggia da vertice basso. Riceve palla dal difendente e di sinistro apre in ampiezza per l’esterno che, tuttavia, non avendo sbocchi ritorna dal n. 6. Ilyas, dopo una breve conduzione “non direttiva”, serve un filtrante clinico nello spazio aperto per la punta esterna, che di prima serve in mezzo per il tiro ravvicinato)

In questa breve azione si sono generati almeno due vantaggi funzionali grazie alla consapevolezza posizionale di Ilyas, che inoltre ha saputo leggere e interpretare lo smarcamento dell’attaccante esterno servendogli un third-pass architettonico, aggredendo tempi di gioco e spazi.

Ecco la sua maieutica: autonomia che si eleva a decision making attraverso la conoscenza dei tempi, che attacca con conduzioni “non direttive”. Mi pare siano sintomi piuttosto evidenti della sua libertà mentale senza essere, in ogni caso, troppo celebrativo o accademico, ma più prosaicamente efficace.
Come infatti già rilevato, la sua intelaiatura sistemica è sobria e permeata mediante trasmissioni graduali con i quali guadagna metri silenziosi dentro – attenti bene – a una sinottica associativa.
E’ importante capiate quest’ultimo aspetto, che potrei anche definire “relazionale”. Analizzate questa breve traccia estrapolata contro il Lille:

 

(Ilyas da vertice offre e garantisce sempre linee di passaggio sicure, anche sotto pressione. In questa sequenza tocca la palla con raffinatezza disegnando un labirinto sequenziale da destra a sinistra, sino a quando decide di incendiarsi – subendo l’aggressione avversaria – inventando così un filtrante nello spazio che ha aperto una voragine, spaccando il Lille in due tronconi. Il conseguente rigore verrà poi realizzato)

Anche in tal caso Ilyas Bouazzaoui ha consolidato il possesso tessendo un mosaico funzionale allo sviluppo-gioco, che poi ha infiammato (cadendo) con un flash verticale che – di fatto – ha aperto una transizione attiva 3 vs 4 (nel finale di azione il Genk otterrà un penalty poi realizzato).
Come vedete la sua lucidità risalta all’interno del collettivo mediante un approccio strutturale olistico, che sa fidelizzare con l’ambiente circostante basculando con i movimenti avversari.

E d’altro canto, quando in apertura parlavo di Ilyas come di un enzima in grado di esaltare le trame chimiche dei compagni, mi riferivo proprio a questa interfaccia complessiva.
Il n. 6 poi è anche discretamente abile nei cambi-gioco, con ciò palesando una più che discreta visione panoramica. Per esempio, contro l’OH Leuven ha dato un assaggio di quanto sa fare in totale autonomia discrezionale; qui di seguito due traccianti diversi nella medesima partita:

In realtà Ilyas dovrebbe forse cercare maggiormente questi cambi-campo sul lato debole, intanto perché come detto è un giocatore che possiede iniziativa personale in situazioni di gioco dinamiche, ma poi – e soprattutto – perché ha tecnica funzionale di buon livello senza essere troppo cosmetico.

D’altro canto, non importa dove si sviluppa il gioco, ma come. Ecco perché vorrei sfruttasse meglio questa indubbia capacità generativa.
Devo peraltro anche dire che Bouazzaoui è ancora troppo timido nella zona rifinitura o in quella finalizzativa, nel senso che arriva troppo poco nelle “golden zone”, risultando un po’ improduttivo a livello conclusivo.

Arriviamo adesso alla fase di non possesso, che Ilyas a mio giudizio garantisce ad alti livelli performanti, che gli consentono peraltro di concepire posizionamenti e coperture importanti. In tal senso è un giocatore moderno, generoso, dinamico, e che sa usare la propria forza nei duelli uomo vs uomo, reggendo e portando il contrasto.
Un work rate che però mi ha particolarmente colpito è la sua cattiveria nell’andare in pressione alta, con timing di norma corretti. Osservate questa tracklist sulla nemesi elettrica del n. 6, che ho fatto durante la partita contro l’OH Leuven:

Bouazzaoui è un’autentica scossa sismica quando parte nel pressing offensivo, compare improvvisamente come un mostriciattolo radioattivo che assedia gli interstizi avversari, disorientandoli e riuscendo anche a generare tracce pericolose in avanti; ogni sua azione aggressiva sembra una ballata dall’incedere lunatica, dolciastra e d’un tratto focosa che ruggisce con bruschezza valvolare.
Purtroppo non posseggo dati di rating sui chilometri percorsi e sulle palle recuperate, ma son certo che i numeri sarebbero decisamente significativi.
Il fatto è che Ilyas riesce ad accendersi anche quando la partita diventa sporca, trasformandosi e modellandosi nella situazione di gioco quasi a comando, come l’acqua nel proprio contenitore: utilizza la forza per cercare di vincere i duelli uomo su uomo, con posture sempre adeguate, grande intensità e correttezza di gioco; aspetto, quest’ultimo, che peraltro non sottovaluterei troppo perché fa parte, secondo me, del carattere particolarmente equilibrato del ragazzo.
Ad ogni modo, in questa breve clip ho messo alcune situazioni di 1 vs 1 dove Buoazzaoui è uscito vincitore:

 

(nella prima traccia Ilyas è con la seconda maglia del Genk, bianca, segnalato con il mouse, mentre nelle successive è con la casacca ordinaria blu)

Detto quindi della pressione alta passiamo un attimo al presidio posizionale e alle schermature. Anche in questi casi Ilyas ha interiorizzato metodiche certamente interessanti; ho estrapolato alcune sequenze durante le partite contro il Gent, Standard Liedi e OH Leuven:

 

(anche in tal caso, nella prima traccia, contro il Gent, Ilyas ha la casacca bianca, mentre nelle successive è con la casacca ordinaria blu. State sempre attenti alle segnalazioni con il mouse)

In queste situazioni Bouazzaoui assicura le giuste distanze e capacità concentrativa massimale, perché quando scherma e parte in conduzione è subito proattivo nel passaggio dalla fase di non possesso a quella di transizione, scegliendo poi sua sponte se consolidare o verticalizzare.

Bisogna anche dire che il talentino belga commette ovviamente anche errori tecnici come quello, secondo me grossolano, che ha causato il gol del momentaneo 1-2 contro lo Standard Liegi (fuori casa). In quel caso non posso mostrarvelo perché la telecamera non ha inquadrato il momento esatto dello sbaglio di Ilyas, che aveva palla e se l’è fatta rubare dall’avversario che poi ha servito il compagno in profondità nel corto.
Ma sono chiaramente errori fisiologici, data anche l’età, pertanto non me ne preoccuperei più di tanto.

Volendo tirare le fila della relazione, direi che l’impostazione di Bouazzaoui è piuttosto chiara, così come le doti di costruttore/invasore razionale e autonomo. E’ chiaro che il suo processo di crescita deve passare attraverso il completamento della sua struttura fisica (che già è comunque elastica e ben proporzionata), nonché di alcune metodiche ad oggi poco masterizzate, come la ricerca della conclusione diretta, che a mio giudizio (come detto) manca ancora nella sua anamnesi.
Ma resta il dato di fondo che mi ha permesso di inserirlo nel nostri filtri, ossia la prospettiva e le buone basi su cui lavorare.

Dal punto di vista degli scenari ritengo che Ilyas evolverà sulla base di modelli tattici sia definiti e sia più liquidi. Non lo vedo, cioè, un giocatore consuetudinario, ma più specificamente camaleontico, grazie soprattutto alla autonomia decisionale che – ribadisco con forza – in questa fascia di età e soprattutto in questo ruolo diventa un fattore essenziale.
Come sempre alla fine torniamo sempre lì, al tema delle scelte che vengono decise dal gioco, secondo un modello creativo del singolo, associato all’ambiente circostante. E sotto questo aspetto Bouazzaoui abbiamo visto essere un giocatore proiettato nell’avanguardismo, perché libero dalle costruzioni mentali plastificate.
Ecco dove il calcio deve evolvere a livello giovanile, ossia nella produzione di giocatori aperti all’autodeterminazione dentro torrenti di gioco, altrimenti ci immergiamo sempre nelle stesse acque bestemmiando se vediamo, nei fondali, piccoli robot che arricchiscono cataloghi tutti uguali.

Tornando a noi, e scusandomi dello svolazzo, chiudo con due considerazioni rapide sugli scenari: intanto, per come l’ho inquadrato, Ilyas potrà agire in contesti potenzialmente indefiniti, flessibili, e quindi sia dentro il possesso ricercato e posizionale (all’interno del quale potrà toccare molti palloni per la ricerca di spazi e linee da invadere), sia in vestiti più marcatamente verticali.
In secondo luogo, parlando di metriche non credo ci siano grossi problemi. Bouazzaoui l’ho visto giocare come centrocampista centrale nel 4-2-3-1, così come da vertice basso di una mediana a 3; penso anche che un domani potrà svilupparsi come intermedio di possesso o d’assalto.
Per quanto riguarda infine le possibilità di svilupparsi in altri ruoli, ho già anticipato che Ilyas ha giocato come difensore centrale e devo dire che lo ha fatto con la consueta attenzione, specie contro il Cercle Brugge (da capitano). E’ chiaro che per dominare le diverse funzioni gli mancano alcune attitudini, specialmente relative al marcamento diretto, mentre al contrario mi pare già discretamente inquadrato in quelle indirette (e in particolare nelle marcature preventive), nonché nella costruzione bassa.

(Fonte foto: Instagram)

Analisi finale

  • Punti di forza: Forza atletica
    - Autonomia decisionale
    - Intelligenza tattica
    - Tecnica funzionale
    - Visione in medio-corto
    - Conduzione palla al piede “non direzionale”
    - Timing del pressing offensivo
    - Personalità
  • Punti di debolezza: Deve rafforzarsi a livello muscolare - Gioco aereo - Può rischiare la giocata, provare maggiormente la conclusione
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Mattéo Guendouzi

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