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Gonzalo Sosa: talento argentino classe 2005

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Gonzalo Sosa: talento argentino classe 2005
Gonzalo Sosa, nuovo "craque" del calcio argentino. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Gonzalo Sebastiàn Sosa
  • Classe: 2005
  • Ruolo primario: Trequartista - Altri ruoli: Ala / Seconda punta
  • Data di Nascita: 05/03/2005
  • Nazionalità: Argentina
  • Altezza: 174 cm.
  • Piede: Destro

Gonzalo Sosa

A cura di Christian Maraniello

Lo spazio e il tempo, così come la creatività e la rapidità, sono direttrici attitudinali che nell’attività selettiva ormai hanno raggiunto una spinta propulsiva dirimente a ogni livello, soprattutto quando la ricerca è orientata verso i profili impattanti dall’ultimo terzo di campo, come Gonzalo Sebastiàn Sosa, trequartista perimetrale del Racing Club de Avellaneda, che ho studiato attentamente in questi giorni.

E’ questo, dunque, il roster di riferimento da tener presente per una prima identificazione formale del nuovo n. 10 de La Academia il quale, ormai, è talmente fuori scala nelle giovanili che il club lo ha – di fatto – aggregato in prima squadra, attivandosi per la sottoscrizione del primo contratto da professionista; da qui parte l’abbrivio di fondo che mi ha convinto ad analizzarlo, pur nelle difficoltà pratiche relative al reperimento di partite visibili.

Dovete perciò capire questo punto essenziale, perchè di Gonzalo Sosa si parla moltissimo in questi mesi, avendo raggiunto da pochi giorni i 16 anni di età, senza che però vi siano report tecnici su cui imbattersi e nemmeno video aperti (se non uno di 44 secondi). Anzi, Vi dirò di più: ho scoperto che alcuni quotidiani internazionali, nel dare notizie in merito alle probabili destinazioni del ragazzo (Real Madrid, Barcellona, PSG, oltre al City, Bayern Monaco e Juventus) hanno addirittura pubblicato articoli con video errati, scambiandolo per un altro Gonzalo (Cordoba, sempre del Racing, ma del 2000).

Comunque sia, al di là di quest’ultima assurdità, vivisezionandolo attentamente dentro il gioco ho avuto l’impressione di avere davanti un giocatore che non solo ti spiattella in faccia una raffinatezza e confidenza irreale con la palla, ma soprattutto una consistenza motoria e funzionale che riesce a modellare dentro le sequenze offensive. E’ un tipo di calcio torrenziale che sembra davvero uscito dal gioco di strada, perchè essenzialmente proiettato a farlo uscire dal proprio interiore santuario estetico.

Attenzione però: è vero che Gonzalo Sosa possiede abilità tecniche non convenzionali (che peraltro associa a doti condizionali impattanti), ma è altrettanto vero – il caveat è doveroso – che si porta dietro ancora tutta l’immaturità dei suoi 16 anni, soprattutto tattica (intendo a livello di processi decisionali, oltre che nella fase difensiva) ed egocentrica, che alle volte disarticola i flussi, facendogli perdere efficacia e tempi di gioco.

Ritengo sia questa la parte maggiormente vulnerabile della sua ludi artis e che pertanto deve imparare a governare per poter ambire a entrare, senza ripercussioni, nella dimensione europea. Cionondimeno, però, il materiale su cui lavorare già oggi è importante, perchè a quello tecnico si aggiunge la parte formativa del Racing, ben riconoscibile soprattutto per l’attenzione che pongono sulla crescita dei ragazzi; affascinante, per esempio, la nuova esercitazione chiamata footbonaut, che ha lo scopo, come spiega Miguel Gomis (Coordinatore Generale del Fútbol Amateur de Racing) di “trabajar sobre la reacción de los chicos, las tomas de decisiones y la velocidad de reacción respecto a la ejecución de un pase y a la búsqueda del perfil correcto para darle la mejor dirección al pase” (Entrenados para el futuro | Racing Club – Sitio Oficial).

Caratteristiche tecniche e tattiche

Gonzalo Sosa è un enganche longitudinale di raccordo, che agisce di norma sull’ultimo terzo di campo ricercando spazi tra le linee, giocate individuali e combinazioni rapide, risultando di fatto l’enzima elettrico che esalta il calcio heavy metal del gruppo; la sua reale natura calcistica è, quindi, orientata a diventare incisiva nei flussi offensivi attraverso abilità tecniche e motorie di alto livello.

Se dunque è vero che Sosa impressiona nella fase di possesso, specie negli ultimi 30 metri in zona di rifinitura, bisogna però del pari anticipare che in quella difensiva è ancora tutto da costruire, ed è bene chiarirlo subito per non cadere in facili fraintendimenti.

Ad ogni modo, dal punto di vista fisico è un normotipo dalla postura coordinata, ectomorfo di media statura (misura 1.74 mt. ma è in via di sviluppo) con peso forma di 65 kg, che rivela una buona mobilità tibio-tarsica/articolare, a cui combina una elevata elasticità muscolare. Gonzalo possiede adeguata forza fisica e a livello condizionale disvela buona potenza nella corsa in progressione, mentre nello stretto è rapido, rivelando forza resistente.

Entriamo quindi nella narrativa, identificando da subito la sua buffer zone di partenza, che come detto è quella del moderno trequartista tra le linee, di scenari comunque piuttosto fluidi, all’interno del quale è libero di muoversi in ampiezza o per vie centrali; in questo senso Sosa è molto abile di farsi trovare in posizioni intermedie per poi celebrarsi secondo il proprio istinto, come Vi mostro in questa breve gif contro il Boca Juniors:

(tenete d’occhio il mouse che lo identifica: il play del Racing è bravo a servire Sosa nello spazio con un key-pass a superare la pressione.  Il n. 10 riceve saltando di netto Anselmino e conduce a testa alta, servendo poi un passaggio verticale per la punta, Alex Almaraz che fa un velo per il rimorchio di Roman Fernandez, il cui tiro è parato benissimo da Nunez)

Ci sono due aspetti da sottolineare in questo video: il primo pertiene alla sua abilità nel galleggiare su altezze in espansione, quasi danzando nell’oscurità, risultando così di difficile lettura per gli avversari che spesso sbagliano l’uscita, permettendogli di guadagnare quei vantaggi funzionali che poi sfrutta adeguatamente.

Il secondo punto – complementare al primo – riguarda le modalità con cui attiva il processo decisionale perchè Sosa è sempre molto rapido nell’annusare la pericolosità di una giocata piuttosto che dell’altra; se osservate bene, infatti, una volta superato Anselmino, aveva due opzioni di gioco, o allargare sulla corsa per il n. 4 (Nicolas Rodriguez, che però era controllato visivamente da Valderrama del Boca, con il 3), oppure appunto verticalizzare sul 9, Almaraz, che prima della ricezione aveva un solo uomo tra lui e la porta.

Gli spazi sono dunque i suoi ecosistemi relazionali, all’interno dei quali tutta la sua meccanica prende forma; Sosa li esplora e li domina con uno spiccato senso visivo panoramico, per usarli attraverso i clever movement, le relazioni ambientali, e gli strappi violenti attivandosi anche in transizioni one-to-one. Vi faccio vedere due brevi azioni emblematiche:

In questi flussi, Sosa dimostra di saper ricevere orientando in ogni zona di campo, spesso – appunto – calibrandosi sulla seconda linea, per poi attaccare immediatamente la profondità verticale (in corto e in lungo), tagliando così a fette la pressione avversaria, garantendo un controllo della palla in conduzione di altissimo livello; e qui entra in gioco la tecnica applicata, la coordinazione, e un equilibrio dinamico certamente importante per la categoria di riferimento.

D’altro canto dobbiamo anche tenere presente che i blitz in campo aperto che Gonzalo inventa dal nulla, raccontano di un processo esperienziale in continua e costante evoluzione, abbracciante anche quelle metodiche agonistiche che in realtà comincio a intravedere solo adesso. Per esempio, nella partita contro il Boca Juniors dell’anno scorso, ha aggredito in duello l’avversario sulla seconda palla, vincendola, e generando una transizione violenta con una conduzione non direzionale:

(il rinvio lungo di Anselmino viene arpionato con il petto dal n. 7 del Boca, che viene aggredito subito da Sosa con una spallata e, vinta la palla, si incendia in verticale superando due avversari in velocità, tra cui l’8, Rolon: arrivato in prossimità della golden zone serve Alex Almaraz, che poi tuona in porta di sinistro, colpendo il palo) 

Questa traccia evidenzia pattern silenziosi di assoluto valore, perchè Sosa ha dimostrato di conoscere i principi dello Staff (andando ad attaccare la seconda palla), diventano parte di un unico sistema, che chiamo swarming behaviour, il movimento a sciame per il raggiungimento di uno scopo comune: la riconquista della palla è infatti prodromica alla conclusione dell’azione (finita sul palo). Il 10, in definitiva, si riconfigura pensando solo alla transizione in profondità, e lo fa creando superiorità numerica, smarmellando gli avversari con dribbling e finte di corpo (utilizzate come attività di depistaggio tribale) e infine rifinendo per Alex Almaraz, bravo poi a trasformare il passaggio in una opportunità di tiro pericolosa.

Eccolo dunque il linguaggio comune “non verbale” che i giocatori devono saper utilizzare per attaccare in maniera incisiva. E sul punto vorrei un attimo soffermarmi perchè spesso si dà poca importanza a una trasmissione, magari effettuata in zone di campo non pericolose, ma dobbiamo capire che dietro ad essa si cela sempre un messaggio comunicativo di sistema. Come infatti ha dichiarato mister Gasperini (nell’intervista post gara tra Real Madrid e Atalanta del 16.3.2021), “i passaggi sono il linguaggio della squadra, se non trasmetti bene la palla non parli bene“.

Non solo: il passaggio è come un uovo di Pasqua, perchè contiene sempre un regalo, che può essere un’input, un’informazione, un suggerimento di andare nello spazio o di calciare in porta, di fermarti o di creare altri flussi. E devo dire che in questo senso Gonzalo Sosa ha interiorizzato una semiotica piuttosto chiara, che poi si riflette nella struttura di squadra, dove il n. 10 – come ho anticipato in apertura – è l’enzima che sviluppa le tracce offensive secondo istinto e creatività:

Da queste brevi tracce si evidenzia anche come la direzionalità delle trasmissioni (intendo in linea generale) venga chiamata dal ricevente: risalta cioè certamente la correttezza tecnica dei passaggi, ma soprattutto le letture dei movimenti dei compagni-riceventi e il tempo di gioco.

Ma la tecnica di gioco non è solo quella applicata, bensì anche quella che permette di celebrarsi in giocate di alta avanguardia, soprattutto nell’ 1 vs 1 quale paradigma che abbiamo solo accennato prima e che dobbiamo ora completare; Gonzalo nel dribbling possiede certamente destrezza e trasformazioni notevoli che gli permettono di essere un giocatore praticamente immarcabile quando è in giornata. Guardate questa situazione:

(la palla viene riconquistata dal Racing e ne entra in possesso Sosa, che da solo inizia una pièce teatrale: dapprima combatte contro il n. 4 poi inizia a vezzeggiare sulla sfera accarezzandola con la suola, sino a quando viene raddoppiato. A questo punto il 10 si ferma, li fissa, li sfida e dopo uno step-back crepuscolare li sbarella con un tocco sardonico, lasciandoli inermi e guadagnando un altro vantaggio funzionale, sfruttato con un laser-pass clinico per Roman Fernandez che a sua volta prolunga per Alex Almaraz)

Ora, lasciate perdere il risultato finale dell’azione (il Racing guadagnerà solo un calcio d’angolo) e soffermatevi sull’azione afrodisiaca di Sosa: questa è la sua ludi artis che definirei genetica e generativa, perchè quando non esistono tempi e spazi lui li inventa dal nulla, puntando più uomini e sviluppando tracce immanenti intorno a dei vuoti da colmare.

E’, d’altra parte, una miscela sempre più richiesta dall’evoluzione del gioco, che vuole profili sempre più adattativi alle sequenze acicliche, tra visione panoramica, rapidità di pensiero, superiorità numerica e rimodulazioni funzionali. Guardate per esempio questa situazione dove Gonzalo assume su di sè tutti i contorni appena descritti:

(la palla viene ribattuta di testa dal difensore del Racing e perviene a Juan Cruz Payal con l’11, che subito serve Sosa posizionato sull’ultima linea di spalle: la ricezione è efficace perchè in un micromillesimo si gira e fornisce un passante clinico di esterno-piede nello spazio, sulla corsa del compagno che si è smarcato in ampiezza. Mentre quest’ultimo conduce, Gonzalo gli offre sostegno trasformandosi in ala pura, poi riceve e inizia di nuovo una danza cibernetica contro una vagonata di avversari che sono costretti a stenderlo)

Questa sequenza ci racconta le configurazioni versatili di Gonzalo Sosa, che declina attraverso anche la sua comprensione del gioco: come vedete, infatti, riceve di spalle in una evidente posizione da falso nueve associativo e, dopo aver assunto rapidamente informazioni ambientali, apre il gioco andando poi a rimodellarsi da esterno puro.

Direi che questa capacità di trasformarsi in combinazioni differenti si intravede già da un pò di tempo, anche perchè Sosa viene impiegato in diverse funzioni a seconda delle richieste situazionali; qui certamente la flessibilità assume un ruolo dirimente nell’ecosistema, soprattutto di un gruppo in grado di recepire i momenti della partita, variando poi le tracce e i posizionamenti con quei processi decisionali che sono parte integrante del gioco.

Sotto questo profilo la categoria dei 2005 del Racing è un collettivo molto interessante, proprio perchè si notano durante la partita diversi cambiamenti funzionali, e dove appunto Sosa ne è uno degli interruttori animici, come già detto. Guardate questa dinamica dove il n. 10 è attivo da attaccante esterno di un tridente:

(qui il modulo è diventato un chiaro 4-3-3: la palla viene lavorata dal terzino sinistro che serve Payal, la mezzala, che appoggia sull’altro intermedio Rodrigo A. Fumiz, il quale subito apre a Sosa. Il nostro n. 10, sempre raddoppiato, si libera e calcia alto) 

Diciamo che la sua capacità di trasformarsi in molteplici funzioni gli permette, per certi versi, di saldare “estetica” e “didattica” per sovvertire le rigide sovrastrutture tattiche, anche se va detto che alle volte diventano un fardello, perché si tramutano in errori anche macroscopici. Come infatti ho anticipato in apertura, Gonzalo deve lavorare molto sull’egocentrismo ancora troppo anarchico, forse tipico dell’età, ma che alle volte disarticola i flussi, facendogli perdere efficacia e tempi di gioco:

Si tratta probabilmente di eccessiva fiducia nei propri mezzi (comunque importanti), ma ci sono momenti in cui secondo me Gonzalo esagera nella ricerca del dribbling o in ogni caso nel toccare troppo la palla, pur avendone la totale signorìa tecnica, come più volte affermato.

Un’altra parte che a mio parere deve migliorare è la fase di non possesso, dove il nostro profilo non è ancora adeguatamente prestativo; tra l’altro ho anche notato errori nel timing dell’intervento, e una certa indolenza nella riaggressione immediata. Quando poi la squadra è costretta a giocare sotto palla, Sosa cerca una pressione posizionale, senza rompere le linee: per cui direi che a livello generale, sui trigger deve lavorare ancora (come ad esempio nei counterpress, vista la poca intensità agonistica).

In definitiva ha meno influenza quando la squadra è senza possesso: sebbene sia in grado di coprire rapidamente il terreno e mostri tenacia nei contrasti, Sosa fatica a cambiare direzione per tenere il passo con gli avversari abili nel manipolare la palla, e quindi raramente si avvicina abbastanza per spezzare gli attacchi.

Arriviamo quindi alla chiusura della relazione che vorrei calibrare partendo dalla percezione iniziale che ho avuto sin dalle prime battute dell’analisi-video. E devo giocoforza partire dal tipo di calcio che Sosa ci racconta attraverso la sua declinazione fisica e animica; un calcio cioè violento, istintivo e assolutamente creativo, quantomeno se accettiamo l’dea che  la “creativity is intelligence having fun”, come ci ha insegnato tempo fa il dr. Albert Einstein.

E’ chiaro che il suo processo di crescita deve necessariamente passare attraverso il completamento della sua struttura fisica (che già è comunque discretamente elastica e ben proporzionata), nonché di alcune metodiche ad oggi poco masterizzate, come appunto la fase difensiva, che a mio giudizio (come detto) manca ancora nella sua meccanica, o  quell’indolenza egocentrica che va certamente incanalata meglio, smussata diciamo.

Quanto agli scenari tattici, ritengo che Sosa possa e debba giocare in qualsiasi tipo di contesto, purchè lo si lasci libero di determinare in autonomia, dando così ampio sfogo alle sue abilità tecniche e motorie. Sugli spazi o le funzioni dipende sempre dal gioco stesso e dalle sue letture dinamiche. Come abbiamo visto, potrà occupare svariate posizioni offensive, partendo come trequartista sull’ultimo terzo in una metrica a rombo 1-2 (o sue varianti), oppure come sotto-punta di un 4-2-3-1, o ancora come falso nueve e trequartista esterno ibrido di un tridente.

Qualora non siano previsti nella struttura di gioco dei 10 tradizionali, Sosa ha comunque rappresentazioni adeguate per muoversi cercando di trovare sacche di spazio tra le linee, anche in zone intermedie: i suoi movimenti, come abbiamo visto, sono corretti, intelligenti, oscuri per certi versi, spingendosi frontalmente lasciandosi dietro gli avversari che non possono vederlo sulle altezze, per poi giocare e influenzare i moti offensivi.

E quindi, il punto di chiusura, che va visto anche come apertura, è sempre lo stesso: i profili di talento non vanno mortificati, ma lasciati liberi di esprimere le proprie attitudini garantendo loro libertà e autonomia, dentro – sicuramente – un cluster didattico funzionale, altrimenti parleremmo pur sempre di un calcio comunque anarchico, cosa peraltro neanche troppo negativa, se ci pensate. E non è forse vero che, come scriveva Henri Bergson in “La percezione del mutamento” (nel “Pensiero e movimento”, Bompiani, Milano 2000, p. 127), “a cosa aspira l’arte, se non a mostrarci, nella natura e nello spirito, fuori e dentro di noi, cose che non colpirebbero esplicitamente i sensi e la coscienza?”.

(Fonte foto: Instagram)

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica individuale e funzionale
    - Rifinitura
    - Autonomia decisionale (scelte, tempi di gioco)
    - Accelerazione in conduzione
    - Comprensione del gioco
    - 1 vs 1 (dribbling, skills)
    - Attacco della profondità
    - Movimenti/smarcamenti
    - Balistica
  • Punti di debolezza: Fase di non possesso/pressing - Uso del piede debole (sinistro) - Gioco aereo - Intensità
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Jack Grealish

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