Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Home Schede Giocatore Giovanni D’Aprile: talento italiano classe 2005

Giovanni D’Aprile: talento italiano classe 2005

2
Giovanni D’Aprile: talento italiano classe 2005
Giovanni D'Aprile in azione con la maglia azzurra. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Giovanni D’Aprile
  • Classe: 2005
  • Ruolo: Difensore centrale
  • Data di Nascita: 01/07/2005
  • Nazionalità: Italia
  • Altezza: 188 cm.
  • Piede: Sinistro

Giovanni D’Aprile

A cura di Christian Maraniello

La convocazione di Giovanni D’Aprile – difensore centrale mancino del Crotone – per la partita di serie A del 23 gennaio u.s. contro la Fiorentina, oltre a costituire un probabile turning point della sua carriera, mi ha costretto a velocizzarne la pubblicazione anche per mostrare che in Italia esiste ancora qualche piccolo avamposto (come Mister Stroppa) in grado di garantire fiducia ai ragazzi.

E’ vero che poi il classe 2005 non ha esordito, ma ciò che impressiona – al di là delle attitudini che analizzerò – è che in soli quattro mesi, cioè dal suo esordio in under 16 contro il Pescara del 4.10.2020 è passato direttamente alla prima squadra, saltando di netto due categorie, rendendolo un unicum nel Belpaese, e aumentandone le potenzialità ad oggi direi molto più che in fieri.

Al momento la meccanica di D’Aprile respira dentro un cluster di dominanza fisica e muscolare che non è normale per un quindicenne, e che in un certo senso restituisce un’istantanea più chiara dei motivi della convocazione in serie A; il nativo di Belvedere Marittimo, in sostanza, è un difendente talmente torrenziale da essere fuori categoria con i pari età o quelli più prossimi, come gli under 17 ai quali era stato aggregato pur senza mai esordire in match ufficiali.

Intendiamoci però: quanto appena detto non significa che Giovanni D’Aprile sia solo una bestia primitiva abile nel marcamento selvaggio. Certo è uno dei suoi punti di forza, al pari del gioco aereo, ma come vedremo in dettaglio sta interiorizzando alcuni pattern moderni che lo rendono più futuribile di quel che sembri, acquisendoli via via anche dalle esperienze con la nazionale under 15 di mister Panico.

Il suo background storico non è molto conosciuto, però sappiamo che è arrivato al Crotone nel corso della stagione 2018-2019, dalla “Scuola Calcio Alessandro Rosina”.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Giovanni D’Aprile è un difensore centrale di piede mancino, dotato di forte personalità e che interpreta il ruolo dandogli una forte declinazione fisica, agevolato certamente dalla notevole struttura che lo aiuta nel marcamento diretto, come vuole la tradizionale scuola italiana che, in realtà, riesce a rimodellare miscelandovi meccaniche delle nuove concezioni innovative.

Comincerei però dalla descrizione strutturale del ragazzo, che nell’anamnesi dei difendenti resta una discriminante non indifferente: D’Aprile è alto 1.88 e data l’età si è portati a credere che supererà ampiamente il metro e novanta a breve; da video appare un longitipo mediano con baricentro medio-alto, mesomorfo con muscolatura già in evidente sviluppo sia negli arti superiori (spalle e tronco), che in quelli inferiori.
Giovanni poi possiede forza massimale, nonché una buona elasticità muscolare e mobilità tibio-tarsica; dal punto di vista condizionale è sicuramente un profilo performante, soprattutto in progressione nell’allungo, dove rivela potenza ed esplosività, mentre negli spazi stretti ha comunque discreti parametri.

Iniziamo allora dalla narrativa del campo, rilevando innanzitutto che D’Aprile gioca come difendente centrale sinistro in una linea di difesa a 4, spesso invero molto bassa dovendosi confrontare contro squadre di maggior spessore, determinando ovviamente interpretazioni e spaziature differenti.
Partendo dalle sue principali caratteristiche, evidenzierei in primo luogo delle buone attitudini nel marcamento diretto, che in linea generale lo rendono affidabile nell’ 1 vs 1 e nella presa di posizione, specialmente grazie all’uso del corpo e della postura, sebbene i suoi interventi non siano sempre puliti, ma certamente efficaci. Al riguardo ho creato due brevi gif:

(in questa partita contro il Pescara, nella prima di campionato di quest’anno, lo vediamo battagliare contro Bodje in due sequenze di gioco dove grazie alla forza fisica riesce a dominarlo anche negli spazi)

D’Aprile quindi utilizza molto la fisicità e la forza massimale per esercitare un dominio diretto sull’offendente, benchè il grado attenzionale non sia sempre ai massimi livelli, specialmente perché essi spesso si trasformano in errori di lettura. E’ vero che da questo punto di vista sto vedendo miglioramenti continui rispetto all’anno scorso, però è bene comunque darne atto perché alle volte in passato sbagliava valutazione delle traiettorie della palla sui lanci o sui cross.
A tal proposito vi faccio vedere un breve filmato di una partita in under 15, dove ho notato i maggiori problemi (sui quali – ripeto – il ragazzo sta lavorando):

(come vedete, ci sono stati alcuni errori sulle traiettorie lunghe, specialmente riferibili all’azione di marcamento puro, dove Giovanni non ha sentito l’avversario, perdendo il contatto fisico e visivo)

Tornerò più avanti sui limiti di D’Aprile nell’attenzione difensiva globalmente intesa, perché voglio introdurre due abilità interessanti strettamente connesse, che riguardano la copertura della profondità e le modalità con cui riesce a fissare l’offendente senza scoprirsi, nè aprire spazi liberi.
Sono principi che il ragazzo riesce a garantire palesando buone doti visive dell’ambiente circostante. Eccovi alcuni brevi traccianti che testimoniano quanto riferito:

(Giovanni è sempre segnalato con il mouse)

Per quanto riguarda il gioco aereo, Giovanni nella sua categoria ha pochi eguali in Italia; forse il solo Fabio Cristian Chiarodia (che ho analizzato recentemente) riesce a tenergli botta in questa abilità, ma a dirvi la verità non ne sono così sicuro. Ad ogni modo, l’altezza unita ai pattern muscolari (che gli garantiscono tempismo e stacco) lo rendono oggettivamente molto impattante, in ogni dinamica di gioco, che sia sui calci piazzati, quindi sulle palle inattive, o nelle situazioni comuni (come ad esempio nei cross o nei passanti lunghi in zone intermedie).
Osservate qui:

Come vedete ciò che spicca è la potenza nello stacco che lo innalzano di netto sopra gli avversari, al pari della sua particolare capacità a non perdere forza nel volo leggermente all’indietro.
Tornando un attimo all’azione di marcamento, parlavo in apertura delle metodiche evolute che Giovanni sta iniziando ad apprendere con maggior disinvoltura, come per esempio nelle aggressioni alte. In alcuni frangenti, infatti, ho finalmente visto che rompe la linea difensiva per andare a cercare l’anticipo o il disturbo con una offensive marking diretta:

(nella prima partita di campionato u16 di quest’anno, lo vediamo in due situazioni di aggressione alta contro Bodje, attaccante di colore del Pescara)

Un altro work rate moderno che Giovanni sta masterizzando sempre di più riguardano le letture decisionali, che qualcuno racchiuderebbe dentro la combo read & react, ricomprendendovi al suo interno molteplici varianti dinamiche nei flussi di gioco progressivi.
Ho estrapolato questa azione difensiva trasformata rapidamente in offensiva dal capitano, terminata in gol:

(il cross avversario viene ribattuto dalla difesa degli squali, ma poi si forma un ping-pong a centrocampo che D’Aprile riesce a disattivare con il colpo di testa lucido per il portiere Piccolo. Ecco, da qui si genera una sequenza offensiva che parte proprio da Giovanni che conduce la palla superando la prima linea di pressione e serve un passante clinico nello spazio per Scarcelli in ampiezza, il quale supera il difensore sulla corsa e con un laser-pass in area consente a Valente di realizzare un gran gol di tacco)

Ho contato 13 secondi da quando D’Aprile ha ricevuto palla dal portiere (Piccolo), nella propria area di rigore, sino al gol di Valente, con due sole trasmissioni. E d’altro canto, come si nota chiaramente, il capitano provoca il flusso superando la pressione offensiva con la conduzione verticale, conquistando così il vantaggio funzionale da invasore, che poi orienta con quel laser visionario nello spazio che ha creato i presupposti per il gol. Alla fine, poi, lo scopo del calcio è segnare ed è una mistica che vale per tutti, anche per i difendenti che sono quindi chiamati a essere proattivi nella fase di attacco.

Però certo, il discorso è modernamente tecnico: disattivare il pressing alto con la rottura degli spazi danno una connotazione coraggiosa e intuitiva al profilo analizzato: istinto, creatività ma soprattutto conoscenze, secondo un key-concept che permette in ogni caso di vederlo reattivo anche cognitivamente.

Restando in tema di possesso, e quindi passando alla costruzione, bisogna subito partire dalla postura, atteso che il ragazzo è mancino e come sappiamo questi profili sono molto ricercati, specialmente appunto per la fase di uscita.
Ebbene, il ragazzo possiede una discreta tecnica applicata, sebbene vada migliorato il piede debole, che utilizza davvero troppo raramente. Poi a mio giudizio D’Aprile è ancora un po’ caotico nella gestione della palla, specie quando è sotto pressione diretta; gli ho visto infatti lanciare il pallone in maniera troppo banale, per cui deve certamente diventare più continuo nella ricerca di un criterio guida:

(il portiere serve D’Aprile che lancia a caso, pressato da Bodje, quando però aveva una soluzione sul terzino sinistro in ampiezza)

Bisogna anche stigmatizzare che, tuttavia, in altre circostanze riesce a fidelizzarsi con i compagni attraverso key-pass cosmetici, che superano la prima linea di pressione, così attivando transizioni attive pericolose, come in questo caso:

(stessa situazione di prima, solo che stavolta il capitano è bravo a servire una verticalizzazione a superare la prima linea di aggressione, sulla punta centrale Valente, che poi apre a Scarcelli di prima)

Resta comunque il dato di fondo e che riguarda la poca lucidità nella gestione del possesso, che ad ogni modo mi pare essere in costante miglioramento, almeno se prendiamo come riferimenti partite dello scorso anno rispetto ad oggi.

Volevo piuttosto tornare un attimo alla questione dell’attenzione, che in apertura di analisi-video avevo accantonato. Ecco, da questo punto di vista devo dire che alle volte D’Aprile pecca in questa importante metodica, specie in alcune dinamiche di gioco che possono però creare problemi se non si è sempre adeguatamente performanti.
Ho realizzato tre brevissime clip, che riguardano la perdita della palla in zone di rifinitura passiva, la perdita del riferimento e la eccessiva esuberanza nell’1 vs 1 in area di rigore:

Eccoci quindi alla parte conclusiva della relazione, che giocoforza si alimenta di opinioni personali sul profilo attenzionato, partendo da una breve premessa caratteriale che è certamente utile per amalgamare la sua prospettiva generale.
Dunque, dall’analisi video mi pare di poter confermare la forte personalità di Giovanni D’Aprile, che peraltro dimostra un notevole equilibrio mentale che lo porta a essere, quantomeno per quel che ho percepito, molto corretto in campo.
Come ho già scritto in passato, vedi l’analisi di Lucas Rousseau, i giocatori di personalità avranno sempre un feedback maggiore rispetto agli altri, aumentandone la possibilità di avvicinarsi all’elitarismo. Nel caso di Giovanni è chiaro che ci sono ancora dei perfezionamenti strutturali su cui lavorare, ma penso che i margini (di crescita e miglioramento) siano comunque buoni, considerando la sua giovane età.
Quanto agli scenari tattici non c’è molto da discutere: il suo ruolo naturale è chiaramente quello del difensore centrale sinistro di una linea a 4, mentre in una metrica a 3 lo vedo meglio come “braccetto”, ossia come terzo di sinistra, non tanto quindi come centrale-libero.

(Fonte foto: Instagram)

 

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Personalità
    - Forza fisica
    - Marcatura diretta
    - Gioco aereo
    - Coperture in profondità
    - Capacità balistiche
    - Spaziature
  • Punti di debolezza: Deve migliorare nell’esuberanza dell’intervento - Può perfezionare l'attenzione selettiva e la costruzione dal basso
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Jack O’Connell

2 Commenti

  1. A dirla tutta, ammiro l’ottimismo nella meticolosa analisi descrizione, ma non posso condividere il contenuto, sembra quasi che come si evince sempre più oggigiorno, se un difensore non è alto almeno 1,85 a 15 anni non è ” abile arruolato” e di questo incolpo solo le società calcistiche!
    Diamo uno sguardo ai difensori italiani, salvo l’ormai prossimo al ritiro Chiellini, non esiste in difensore in grado di marcare l’uomo, abbiamo solo tralicci di 1,90 che si aggraziano palesando grandi doti di costruzione e grandi lacune difensive, risultato dell’evoluzione della difesa a zona.Dopo gli anni 90 sono iniziano a sparire i vecchi marcatori di soli 182 cm per lasciare spazio a pilastri statici di quasi due metri che sembrano giganteggiare solo sulle palle aeree o inattive e in fase di costruzione! Come se ormai difendere non fosse più così importante….sempre più quando si parla di un difensore di talento, nelle prerogative di legge ” abile in fase di impostazione, grande tecnica, lancio lungo ecc…” E difendere?
    Mi dispiace ma un giocatore di 15 anni alto 1,88 non può avere la mobilità e l’esplosività nelle gambe per rincorrere un attaccante veloce
    …Maldini era alto 1,86 oltre al fatto che fosse un talento unico e che se ne vedevano pochi con le sue caratteristiche al tempo…. nemmeno lui per quanto fosse unico aveva quest innaturale statura a 15 anni…

    • Se non esistono più difensori marcatori ci sarà un motivo. Il calcio moderno richiede una buona abilità nel palleggio a tutti gli 11 sul campo. L’altezza è molto importante per il difensore centrale ed è direttamente proporzionale alla presenza di attaccanti prestanti. Non vedo tutti questi tralicci in Italia, ci sono: Bastoni, Mancini e Acerbi (sono per citarne alcuni), che sono degli ottimi difensori, abili anche sull’uomo. I giocatori vanno visti in prospettiva, un 15enne che a Lei può sembrare legnoso adesso, probabilmente non sarà così tra qualche anno. Virgil Van Dijk era altissimo anche da piccolo e, al momento, è il migliore al mondo. Concordo che ora s’insegna meno a marcare, ma se tutti le grandi squadre giocano dal basso con i difensori, la mancanza dei marcatori puri è diventata ormai un discorso anacronistico (Manolas è un marcatore e fa danni in fase d’impostazione). Le squadre oggi pressano tutte alto e il giovane difensore moderno non deve regalare la palla agli attaccanti avversari quando è sotto pressione. Si difende di posizione e in avanti. La stessa Atalanta ha dei difensori arcigni in marcatura ma che sanno giocare bene la palla con i piedi. Per quanto riguarda l’importanza l’altezza, Le cito l’esempio di Roma Ajax. I due centrali olandesi erano inferiori al metro e ottanta e questo ha permesso alla Roma di guadagnare costantemente campo con il lancio lungo per Dzeko, il quale ha messo la palla a terra numerosissime volte. Naturalmente ci sono le eccezioni (alcuni fenomeni), ma in generale l’altezza per i centrali è molto importante nel calcio moderno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui