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Giacomo Marconi: talento italiano classe 2005

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Giacomo Marconi: talento italiano classe 2005
Giacomo Marconi bomber delle giovanili del Parma. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Giacomo Marconi
  • Classe: 2005
  • Ruolo: Punta centrale
  • Data di Nascita: 01/08/2005
  • Nazionalità: Italia
  • Altezza: 187 cm.
  • Piede: Destro

Giacomo Marconi

A cura di Christian Maraniello

Il focus di oggi è concentrato su Giacomo Marconi, attaccante del 2005 che gioca nel Parma e nella nazionale under 15, che mi sta impressionando molto per la elevata incisività che assicura nelle singole partite.

La prima volta che lo vidi, contro il Genoa, pensai immediatamente a due cose: la prima è riferita alla sua meccanica di gioco, quasi primitiva, che mi ha fatto tornare indietro ai tempi degli attaccanti strutturati di 25/30 anni fa, orientati alla battaglia suburbana ed alla ostinazione tipica dei bracconieri indigeni, mentre la seconda è inerente ad una specificità degli striker (questa volta) senza tempo, cioè alla naturalezza con cui vede ed annusa la porta, pur dentro un fisico esagerato; dinamiche che però analizzerò nel prosieguo.

Il suo background ce lo ha raccontato lui stesso nella nostra intervista esclusiva: “Ho iniziato a giocare (…) a 4 anni nella squadra del mio paese, Montecchio, fra l’altro con i 2004, quindi con i bambini più grandi, dove mi facevano giocare, all’inizio come difensore centrale. Qui ho giocato per 7 anni, e l’ultimo anno, nel 2016, facevo un allenamento a settimana ed i test match con la Reggiana, dove poi mi sono trasferito per il campionato regionale Under 13 e sono rimasto sino al fallimento, a seguito del quale mi sono trasferito al Parma Calcio, dove gioco da due stagioni” (Intervista esclusiva di WFS a Giacomo Marconi, talento italiano classe 2005 del Parma – World Football Scouting)

A Parma quindi cresce e si forma, arrivando così in nazionale, dove ormai è un punto fermo. Con l’Under 15 guidata da Patrizia Panico sta affinando la sua interpretazione, e ormai possiamo considerarlo al centro del progetto federale. Pronti via, ad ottobre del 2019 gli viene consegnata la tradizionale maglia n. 9, e all’esordio realizza una tripletta esoterica. Il n. 9 viene poi confermato al recente Torneo Uefa, in terra lusitana, dove refertizza il gol di apertura contro il Portogallo.

E proprio in occasione di questo breve tournament, Giacomo Marconi ha rilasciato alcune dichiarazioni sul canale ufficiale del Parma Calcio, raccontando alcune metodiche interessanti. Sull’esperienza al Torneo Uefa, vinto peraltro nettamente dagli azzurrini, ha dichiarato cheè stato bello perché è la mia prima esperienza fuori dall’Italia (…). Giocare con la maglia dell’Italia è un’emozione unica, perché rappresenti la nazione. Mi è piaciuto molto quando abbiamo cantato l’inno; ci siamo abbracciati con la mano sul cuore”.

Il Torneo ha avuto molteplici chiavi di lettura, non tanto per la vittoria in sé (pur netta), che a livello giovanile conta ben poco, ma per la crescita del comparto, soprattutto della consapevolezza dei singoli e delle conoscenze acquisite.

Le differenze rispetto al nostro modo di intendere la prestazione sono evidenti, anche nelle successive parole di Giacomo: Il livello è molto alto, c’è molta intensità e devi saper subito fare la giocata, perché c’è poco tempo per decidere, e devi saper eseguire la scelta più efficace”.  Memorizzate bene questo tracciante, perché approfondirò meglio più avanti.

Ad ogni modo, ecco dunque a cosa mi riferisco quando parlo di conoscenze. E devo dire che a mio giudizio il Torneo Uefa lo ha arricchito proprio qui, cioè per le meccaniche di gioco evidentemente diverse. In Italia, si sa, le partite sono più tattiche, mentre all’estero il calcio è più dinamico, verticale, e del resto, come ha sottolineato Giacomo, l’intensità è maggiore sicchè aumenta la velocità del tempo della giocata.

E se non c’è abitudine alle partite internazionali, soccorre la nuova progettualità cognitiva, ossia il problem solving. Allenare ragazzi a risolvere problemi è la vera rivoluzione dei settori giovanili, e Giacomo Marconi dimostra – forse senza volerlo – di ammaestrare la materia, perché a precisa domanda sulle eventuali difficoltà riscontrate, Jack risponde: in difficoltà no, anche perché se i tuoi compagni alzano il ritmo e ti danno una mano, sei più facilitato a giocare ed adeguarti”.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Se vi piacciono le categorie, allora Giacomo Marconi va catalogato come prima punta fisica, deputata a reggere il fronte offensivo con il riferimento e l’appoggio, garantendo al contempo un’attacco della profondità impattante.

Detta così, però, è una position paper accademica, che va bene cioè per descrivere le sua buffer zone all’interno dei due macrocontesti attuali (gioco posizionale e/o transizionale), senza però descriverne globalmente le sue attitudini tecnicotattiche, peraltro in divenire.

Infatti, osservandolo attentamente in questo scorcio di stagione, mi pare che Marconi sia a suo agio in ogni paradigma tattico, dove la sua dimensionalità diventa funzionale per il collettivo. Non voglio di certo fare paragoni con i millenials del momento, ma se si analizzano le sue performance qualche simmetria – quantomeno con alcuni della nuova genesi – la si può trovare.

Ma al di là dei confronti – e pur non essendo lo scrivente un amante di questa particolare categoria – di certo non ne discuto l’utilità in campo. Ed anzi, aggiungo che, esaminando su carta i vari moduli o le varie costruzioni, Giacomo Marconi, come anticipato sopra, può essere utilizzato in ogni contesto: in un attacco a tre (con due esterni incandescenti), oppure in un attacco a due (accompagnato da un attaccante rapido e tecnico), od ancora in un progetto a punta unica.

Detto delle evoluzioni tattiche, veniamo alle ulteriori caratteristiche: Giacomo Marconi possiede discrete abilità tecniche generali, ed è ben orientato nelle dinamiche spazio-tempo, con una più che discreta capacità di read & react. E’ dotato di visione in corto (dove ha buone percentuali di appoggi riusciti di prima) ed in medio, quantomeno in relazione al ruolo che ricopre; sotto questo specifico aspetto esegue cambi-gioco sostanzialmente corretti anche fronte-porta, e vieppiù è in grado di associarsi con i compagni, mediante combinazioni in realtà piuttosto elementari. Ecco, direi che in tal senso vorrei vedere più swing sofisticati e rapidi, in grado cioè di mandare in corto circuito le linee difensive. Vorrei insomma maggiori rischi da parte sua.

Di buon livello anche la presa di posizione sul difendente, anche se deve ammortizzare meglio l’uso del proprio corpo, così come per la difesa palla.

Marconi possiede altresì buone dinamiche condizionali, pur essendo un attaccante molto strutturato. Ha una corsa con buona frequenza di ritmo, specie nel lungo, mentre soffre un po’ nel breve e nello stretto, sebbene faccia leva sulla sua fisicità per vincere i duelli.

Quanto ai gol, vi dico una cosa: che piaccia o no essi caratterizzano ogni attaccante, e quindi li considero significativi, ed a maggior ragione in presenza di un ampio ventaglio di soluzioni che Marconi ci ha offerto sin qui.

Stupisce la varietà, in effetti. Segna in ogni modo: dando profondità, di testa, associandosi, in combinazione, ed in soluzione personale.

Certo, non è un 9 acrobatico, però è efficace. Ho scelto tre video, e tutti realizzati in nazionale, ma a fine scheda ne troverete altri.

Come vedete la varietà dei colpi è notevole, però in ogni tracciante troviamo quella chimica essenziale dei movimenti di squadra, all’interno dei quali Giacomo Marconi ne è l’enzima poliedrico, in grado di tenere unita la meccanica, ma anche di allungarla a ventaglio.

Sin qui le peculiarità positive, ma Giacomo ha alcuni difetti evidenti, alcuni dei quali già evidenziati en passant. Innanzitutto va migliorata la continuità di gioco all’interno della partita, e soprattutto la rapidità della giocata (ed in generale della scelta). Questa lacuna, che mi pare essere la più marcata della sua anamnesi, la considero essenziale se vuole crescere ed entrare nell’elite del nuovo calcio.

Peraltro, è vero che Marconi è concettualmente un lottatore, ma a mio giudizio – ed arrivo alla seconda macro carenza – dovrebbe curare maggiormente il tempo del blind-side pressing, ossia della lettura situazionale della pressione. Non confondete, infatti, lo spirito di sacrificio, che Giacomo possiede, con il rendimento difensivo, perchè sono due concetti ben distinti.

 

(Fonte foto: Instagram)

Analisi finale

  • Punti di forza: Spirito di sacrificio
    - Gioco aereo
    - Senso del gol
    - Fisicità
    - Capacità balistiche
    - Progressione palla al piede
  • Punti di debolezza: Tempi di gioco - Rapidità nel breve - Piede sinistro - Continuità - Movimenti in ampiezza
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Andrea Favilli

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