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Gentian Belaj: talento albanese classe 2006

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Gentian Belaj: talento albanese classe 2006
Gentian Belaj, talento classe 2006 dell'Anderlecht. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Gentian Belaj
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Ala - Altri ruoli: Trequartista
  • Data di Nascita: 21/02/2006
  • Nazionalità: Albania
  • Altezza: 160 cm.
  • Piede: Entrambi

Gentian Belaj

A cura di Christian Maraniello

In questo periodo la mia attenzione è rivolta su alcune accademy del campionato belga, e in particolare l’Anderlecht, dove ho scoperto alcuni profili molto interessanti, tra cui un esterno creativo dalle discrete potenzialità, Gentian Belaj, che gioca in under 15.

Il profilo attenzionato, di chiare origini albanesi, è il prodotto di un calcio la cui ludi artis trae ispirazione, come ho appurato dal suo profilo instagram, dalla meccanica tecnica e semiotica di Eden Hazard.

Data la fascia di età ci sono poche notizie sul suo percorso calcistico: Gentian ha iniziato a giocare nel KSC Grimbergen, ma già all’età di sette anni diversi club in Belgio, tra cui l’Anderlecht, lo aveva invitato per un provino.

I genitori però optarono per il KAA Gent, così più avanti, nel 2016 entra in questo vivaio, dove però vi resta solo due anni perché poi nel 2018 finalmente l’Anderlecht riesce a prenderlo.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Gentian Belaj è un esterno offensivo dotato di una tecnica individuale ambiziosa, a cui combina doti condizionali e cognitive di buon livello.

Per il vero, date le funzioni che esercita in campo e per il movimento dovrei identificarlo come un enganche longitudinale, atteso che sovente entra dentro il campo per fidelizzarsi con l’asset offensivo, in zona rifinitura e in quella finalizzativa.

Direi che in ogni caso è il linguaggio del corpo che lo qualifica, perché si capisce subito l’influsso tecnico che sa imprimere dentro le singole parti del match, sempre però tenendo conto del suo obiettivo di fondo che è creare la babilonia nelle zone pericolose.

Intanto partiamo dalla sua buffer zone di partenza che è piuttosto liquida, perché Belaj è ambidestro e quindi gioca su ambo i binari, anche se lo vedo più a suo agio come esterno sinistro a piede invertito.
Voglio mostrarVi tre segnature che arrivano proprio da ambo i lati, giusto per qualificarne l’efficacia complessiva:

Come vedete, nei primi due traccianti Belaj chiude due transizioni attive a sinistra, mentre nell’ultimo, partendo da destra, si incendia in profondità resistendo al difendente intontendolo con un dribbling enigmatico su tre sequenze, da uno step-back violento al tunnel, che poi sentenzia con una tuonata imparabile.
Peraltro, ciò che davvero lo contraddistingue a livello diciamo didattico, sono gli interludi di gioco che crea secondo estro ed istinto, alle volte puntando l’uomo in duelli 1 vs 1, tal altre con filtranti o trasmissioni visionarie, inventando spazi che non esistono.
Quanto ai duelli vis a vis vi faccio vedere un brevissimo screen play:

Come potete notare, l’arsenale di Belaj è particolarmente vasto e viene utilizzato per rompere l’organizzazione delle linee difensive. Non c’è dunque una metodica circense, ma una libertà discrezionale intesa alla creazione di tracce offensive, mediante vantaggi riconoscibili.
Contro il Lokeren, ad esempio, Gentian guadagna un calcio di rigore in un lembo impercettibile:

(dopo un cross sull’out mancino si crea un po’ di confusione in area di rigore, quando la palla arriva a Belaj, il quale controlla e supera il difendente che è costretto a fermarlo. Il conseguente rigore è realizzato dal n. 10, Bounida Rayane, altro profilo di grandissimo interesse, che a breve relazionerò)

Torniamo sempre alla creatività di cui tanto ci ha parlato Johan Crujiff, con tracce che rimarranno sempre nel cuore di chi privilegia – come il sottoscritto – il talento alla supremazia fisica: “la libertà è ammissibile, solo se si produce il massimo rendimento dei giocatori di talento (…). Quello che conviene insegnare ai ragazzi è il divertimento, il tocco di palla, la creatività, l’invenzione”.
Per quanto riguarda la decodifica del gioco, Gentian sembra sempre un passo avanti rispetto agli altri, ma non a livello prettamente motorio bensì cerebrale e pre-visivo, contraddistinguendolo fortemente per il rapporto con il pallone, condotto con le carezze e scaricato con leggerezza disarmante.
Osservate questi brevissimi traccianti:

In queste sequenze Belaj crea un calcio afrodisiaco, manipolando tempi e spazi dal nulla, in zona rifinitura. Come fate a spiegare quel colpo di tacco girato di spalle al compagno che attaccava la linea difensiva? Non potete, perché sono trip visionari dentro giocate eversive: sembrano delle singole ghost track musicali che generano tracce immanenti intorno a dei vuoti da colmare.
Gentian è anche discretamente abile a seguire le azioni ed arrivare alla conclusione da rimorchio, entrando nelle trame di gioco con puntiglio bisturico, provando spesso la conclusione anche da fuori.
Contro il Machelen, ad esempio, ha colpito una traversa con un tiro da fuori area forse troppo perfetto per finire in rete:

 

(l’Anderlecht riconquista palla a centrocampo con tempi di pressione corretti e si genera una transizione attiva: osservate con il mouse Belaj, che si infiamma senza palla dalla fascia destra. Quando il suo compagno sbaglia nel controllo, Gentian è subito dietro e non ci pensa un attimo a concludere dalla lunga distanza. Il trio, stilisticamente molto bello, finirà sulla traversa)

Per quanto sopra esposto, anche mediante analisi-video, ritengo che Belaj sia un profilo che, per come l’ho interpretato, riesce a garantire vantaggi funzionali attraverso una sorta di diplopia tra percezione visiva e fluorescenza tecnica.

La panoramica la si nota per l’eleganza posturale con cui vezzeggia e d’altro canto mi pare che il talento albanese stia cercando di curare soprattutto il primo controllo della palla che gli permette, appunto, di poter relazionarsi con l’ambiente come crede.

Ecco il motivo per cui Gentian Belaj l’ho voluto nel nostro database, perché il calcio ha bisogno di pittura, di affreschi, di chimica non solo di altezza, forza, e gamba; è vero – e ne sono ben conscio – che il profilo non rivela una struttura imponente né doti condizionali impattanti (semmai solo adeguati a un livello comunque non ancora elitario), ma al contempo sappiamo che la velocità va aiutata ad essere dilatata e sprigionata, appunto con i tempi di gioco che sa governare.

Il talento albanese però ha delle lacune anche evidenti, specialmente nella intensità agonistica e nella fase di non possesso. Quanto alla prima, a mio giudizio, deve migliorare nelle frequenze, mentre quanto alla seconda, pur essendo comunque discretamente attivo, deve ancora interiorizzare i principi del pressing, perché al momento è più che altro un giocatore posizionale, che non possiede ancora quei work rate atletici che servono.

D’altra parte non è certamente la forza atletica il suo punto nodale, anche se una precisazione va fatta: a me pare infatti che il ragazzo sia un brevilineo mediano, cioè tendente al normolineo, con fibra in via di evidente sviluppo.

Certo, ad oggi non è ancora muscolarmente formato, quindi lo vedo in difficoltà nel contrasto uomo su uomo. Se poi la struttura fisica possa essere un problema (domani) non lo discuto, per cui è chiaro che Belaj dovrà necessariamente mettere massa, altrimenti potrebbe non sopravvivere alla selezione naturale.
Si tratta, insomma, di aspettare la sua crescita fisica.

Quanto agli scenari tattici e gli spazi da occupare dipende sempre dal gioco stesso e – ripeto – dalle sue letture. Come abbiamo visto, Gentian Belaj può essere impiegato da esterno offensivo di un tridente puro su ambo i lati, oppure come trequartista e sottopunta in moduli differenti, purchè venga lasciato libero di creare.

(Fonte foto: Instagram)

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica individuale
    - Comprensione del gioco
    - Dribbling
    - Assist
    - Intelligenza decisionale
  • Punti di debolezza: Deve irrobustirsi - Migliorare nell’intensità agonistica - Pressing - Gioco aereo - Letture difensive
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Eden Hazard

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