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Fabricio Ventresca: talento argentino classe 2005

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Fabricio Ventresca: talento argentino classe 2005
Fabricio Ventresca, potente centravanti del Boca Juniors. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Fabricio Ventresca
  • Classe: 2005
  • Ruolo: Punta centrale
  • Nazionalità: Argentina
  • Altezza: 187 cm.
  • Piede: Destro

Fabricio Ventresca

A cura di Christian Maraniello

Il focus di oggi è concentrato su un’attaccante centrale dalla fisicità preistorica, ma talmente efficace e violento nella finalizzazione che potrei tranquillamente relegare la parte prettamente didattica in secondo piano; ovviamente non lo faccio, però il caveat in questo caso è obbligato perchè Fabricio Ventresca – classe 2005 della storica cantera del Boca Juniors – pare già un adulto nella meccanica di gioco, tanto che in Argentina viene soprannominato già da anni in due modi differenti, ossia artilleros e tanque, giusto per capire di chi stiamo parlando.

In realtà Ventresca non mi ha colpito immediatamente durante la prima partita che vidi (contro il Racing di Gonzalo Sosa), a parte appunto la struttura evidentemente fuori scala per l’età: probabilmente l’aspetto mi ha un pò condizionato inizialmente, anche perchè la mole enorme restituiva una certa macchinosità nelle movenze (comunque parziale e neanche del tutto vera, come vedremo) nel gioco spalle alla porta. Ma piano piano che la partita si incanalava entro certi binari il n. 9 declinava una potenza dentro i flussi che diventava sempre più funzionale. Il tanque, in definitiva, non è solo un artigliere che pensa a segnare – i rating comunque parlano chiaro da questo punto di vista (l’anno scorso 19 reti nonostante la pandemia) – ma lavora duro per la squadra, regge da solo il fronte offensivo combattendo su ogni pallone con una ferocia tremenda e dando una perimetralità sistemica allo sviluppo del gioco.

Purtroppo ho poche notizie circa il suo background formativo: sembra però che il tanque abbia iniziato a giocare nel “F.C. Malvinas Argentinas” (club noto per essere nato allo scopo di omaggiare i veterani della guerra delle Malvinas nel 1982) per poi arrivare allo storico club Xeneizes che lo sta elevando a livello professionale; Ventresca, il cui motto è “perseverancia, paciencia y humildad (lo si trova scritto sul suo profilo instagram), è peraltro già sponsorizzato Nike.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Fabricio Ventresca è un centro delantero caratterizzato da una marcata connotazione fisica e da una prepotenza atletica che, nei principi di gioco, riesce a miscelare con discreti fondamentali tecnici, assicurando adeguati parametri associativi (spalle e fronte-porta) e al contempo doti finalizzative di altissimo impatto.

Dal punto di vista strutturale Ventresca è un atleta imponente: non ho informazioni ufficiali ma da video mi pare misuri 1.87 mt. circa e data l’età si è portati a credere che raggiungerà il metro e novanta; è un longitipo con baricentro medio-alto, mesomorfo con muscolatura già in evidente formazione sia negli arti superiori che in quelli inferiori. Possiede forza massimale, nonché una discreta elasticità muscolare e mobilità tibio-tarsica; quanto alle doti condizionali è un profilo adeguatamente performante nonostante la mole, soprattutto in progressione nell’allungo, dove rivela potenza (corsa a falcata), mentre negli spazi stretti soffre un pò aiutandosi comunque con la tenacia e l’agonismo.

Veniamo quindi alla narrativa del campo iniziando a indentificare il tanque nello scenario sistemico del club, dove agisce da riferimento centrale nel 4-2-3-1 fluido (che si trasforma in 4-3-3 grazie ai movimenti dei due intermedi, di solito Santander e Rolon che si inseriscono tra le linee). In questo frame che ho preso nella partita contro l’Estudiantes la metrica è 2-3-1 in transizione:

In questo scenario, Ventresca approccia le partite con cattiveria agonistica, garantendo in primo luogo un lavoro torrenziale spalle alla porta usando tutta la sua forza e fisicità dando sostegno, appoggi e aperture, proprio come un pivot perimetrale. Vi mostro al riguardo un breve video che ho estrapolato nelle partite contro il River Plate, Estudiantes e Racing Club de Avellaneda:

Come vedete l’artilleros usa l’mponente struttura dominando sui close-out difensivi, assicurando al contempo una visione di gioco adeguata per lo sviluppo dei flussi offensivi; in pratica, il n. 9 conosce i movimenti in incontro e in appoggio nonchè gli spazi vicino ai difendenti centrali, fregandosene delle perquisizioni ma anzi dimostrando adattamento sullo sviluppo che lo circonda, che utilizza per individuare le migliori posizioni in cui spostarsi per fidelizzarsi o attaccare gli spazi (in corto o in lungo).

Appoggiarsi alla punta fisica potrebbe anche essere considerato un dramma reazionario dalla nuova dottrina delle transizioni, ma è il contesto del Boca a richiedere, spesso, una sorta di semplificazione graduale: avere infatti un attaccante come Ventresca consente ai difendenti di superare due linee con trasmissioni semplici, forzate o sporche, che lui è poi in grado di ripulire proteggendo palla e/o fornendo sponde di prima.

Ma vorrei un attimo restare sulla presa di posizione, perchè a mio parere è il suo mantra selvaggio: Fabricio infatti non utilizza il gioco di spalle solo per la manovra, ma lo esercita – in un certo senso – anche come pattern filosofico per la finalizzazione. Il dominio fisico sull’avversario è cannibalizzato attraverso l’uso del suo corpo per l’orientamento finale, come in questa segnatura contro l’Estudiantes, che secondo me rappresenta hic et nunc il suo manifesto:

(il rinvio del portiere attiva la pressione immediata di Medina, che conquista la palla e lancia Ventresca: il tanque – di spalle rispetto al difendente e alla porta – mette giù la palla con una carezza, si orienta usando l’avversario e calcia in porta con una tuonata di destro imparabile)    

Ventresca poi è performante anche nell’attacco della profondità, specie nei rovesciamenti di fronte, dove sprigiona tutta la sua esuberanza con una esplosività fisica impetuosa, che peraltro viene miscelata a una lucidità decisionale (un pò) sorprendente per questa tipologia di attaccante. Per esempio, contro il River Plate la riconquista della palla viene celebrata con le verticalizzazioni sul n. 9 il quale, riconoscendo i vantaggi funzionali creatisi, attacca lo spazio nel corto:

Queste due tracce sono molto simili, ma l’ultima azione secondo me è emblematica della sua efficacia scegliente nella rifinitura, che può essere anche sviluppata con cut-back clinici come quello servito a Rodriguez (il quale poi incredibilmente sbaglia a porta praticamente vuota).  Oltre al corto vi mostro una sequenza di riconquista e transizione attiva in lungo nella partita contro l’Argentinos Jrs., ancora culminata con un assist decisivo:

(Vi faccio vedere tutta l’azione dal calcio d’angolo avversario, ossia dal colpo di testa di Ventresca a liberare l’area: da questo momento il possesso viene ripreso dall’Argentinos, ma quando Milton Delgado riconquista palla apre nello spazio per il n. 9, il quale si produce in una progressione reiterata per oltre 40 mt e, arrivato in area, serve un laser-pass goniometrico per Thiago Rolon, che appoggia in rete).

Queste meccaniche raccontano certamente uno sviluppo significativo dell’orientamento del corpo – che consente a Fabricio di dominare i rapporti “spazio-tempo” per la esecuzione delle transizioni positive – ma anche un pensiero tecnico (chiamatelo altruismo se volete) che restituisce un’idea meno selvaggia di quel che sembri.

C’è insomma anche un’idea più cosmetica e funzionale nel suo modo di fare calcio, perchè entrare nei rating significa appunto incidere direttamente (con assist come abbiamo visto) ma anche indirettamente, ad esempio con appoggi e movimenti a uscire o con i veli, che sfuggono cioè alla dimensionalità fisica con la palla: guardate questi due esempi emblematici contro il Velez e il Racing:

(nel primo caso la sponda e l’immediato movimento “fuori palla” hanno scoordinato la linea difensiva ottenendo la ricerca del vertice; nel secondo invece la finta di Ventresca è risultata decisiva per il gol di Thiago Rolon

Chiaro che però al momento ciò che contraddistingue Ventresca, al di là di tutto quel che ho spiegato sin d’ora, è lo spiccato senso del gol e la sua violenza sotto porta: l’energia e la potenza di questo ragazzo sono la parte più disarmante della sua metodica, qualificandolo in maniera netta. D’altro canto realizzare molte reti ed essere quindi efficaci sono una discriminante fondamentale per ogni offendente e devo dire che, guardando nel dettaglio i suoi numerosi gol, impressiona la forte differenziazione esecutiva che garantisce. Ho elaborato una breve track-list dove ho messo un pò tutto (compresi rigori e punizioni):

La cosa strana della sua meccanica è che non mi pare utilizzi spesso il gioco aereo come funzionalità soprattutto offensiva, perchè invece sulle palle inattive a sfavore  – quindi nella fase difensiva – è certamente utile.

Per quanto riguarda, infine, la fase di non possesso il tanque è un giocatore che garantisce adeguati parametri, soprattutto nel timing della pressione, sia alta che posizionale. Senza dubbio palesa una buona proattività nel pressing, perché in effetti è un giocatore molto generoso e che aiuta la squadra anche nella parte difensiva; di seguito due brevi gif prese contro il Racing:

Chiusa l’anamnesi tecnica mi avvio a quella conclusiva. Dunque, Ventresca è un attaccante fisico che svolge un lavoro torrenziale come riferimento centrale, assicurando una notevole efficacia nelle due fasi, sia in termini di segnature e di sviluppo del gioco, che a livello di non possesso.

Credo che il profilo esaminato possa rientrare in ogni cluster tattico, che sia conservativo o verticale, anche se forse lo riterrei maggiormente sfruttabile in quegli scenari dove il bilanciamento tra possesso-palla ricercato e l’urgenza di transizionalità diventa una ambizione forte di uno staff tecnico.

Sui contesti tattici, direi che Fabricio Ventresca presenta una forte connotazione tattica: è un offendente che catalizza il gioco con forza e flessibilità, pertanto può essere impiegabile come punta centrale di un tridente (4-3-3 o varianti, come il 3-4-3) o di un 4-2-3-1, oppure in coppia in un classico 4-4-2, così come ovviamente attaccante solitario in moduli più difensivi.

Analisi finale

  • Punti di forza: Gioco associativo (spalle-fronte porta)
    - Finalizzazione
    - Forza massimale
    - Balistica
    - Movimenti / smarcamenti
    - Attacco della profondità
    - Tecnica applicata
    - Fase di non possesso
  • Punti di debolezza: Intensità - Gioco aereo - Continuità nei singoli momenti
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Adolfo Gaich

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