Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Home Schede Giocatore Danilo: talento brasiliano classe 2001

Danilo: talento brasiliano classe 2001

0
Danilo: talento brasiliano classe 2001
Danilo, centrocampista "rivelazione" dell'ultima Copa Libertadores. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Danilo dos Santos de Oliveira
  • Classe: 2001
  • Ruolo: Mediano/regista
  • Data di Nascita: 29/04/2001
  • Nazionalità: Brasile
  • Altezza: 177 cm.
  • Piede: Sinistro

Danilo

E’ notizia di questi giorni l’interessamento della Roma del nuovo general manager Tiago Pinto per Danilo, centrocampista rivelazione dell’ultimo campionato brasiliano e soprattutto della Copa Libertadores.

Il mediano classe 2001 è stato uno dei protagonisti della vittoria finale della Libertadores da parte dei “Verdao” (sugli acerrimi rivali cittadini del Santos), riuscendo a totalizzare 11 presenze complessive un gol e 2 assist nella massima competizione sudamericana.

Tra l’altro, tra i rivali del Santos, Danilo ha anche avuto l’occasione di affrontare il rivale di sempre, l’altro centrocampista difensivo Sandry, altro prospetto molto interessante di cui abbiamo già parlato in precedenza.

Danilo è nato il 19 aprile 2001, nel quartiere Alto do Cabrito di Salvador (è bahiano come Aldair, per i tifosi romanisti sarebbe un déjà vu). Mediano, a 19 anni, è già un titolare fisso del Palmeiras di Abel Ferreira. Sandry, è un anno più giovane di Danilo, è nato il 30 agosto 2002 nel quartiere Califórnia di Itabuna, nel sud di Bahia e, a 18 anni, è spesso un titolare nella formazione del Santos sotto la guida dell’allenatore Cuca. Entrambi rappresentano il futuro del calcio brasiliano ed entrambi sono bahiani e mediani. A Bahia c’è una forte rivalità tra Vitoria e Bahia, ma i due millennials non hanno avuto una lunga esperienza in queste società. Sandry non ci è mai stato (è stato preso da ragazzino dal Santos), mentre Danilo è stato scartato.

Danilo è arrivato al Bahia all’età di otto anni. A 15 anni, nel 2016, è stato “tagliato”: “Mi ricordo ancora. Era un sabato, era andato ad allenarsi e mi hanno chiamato dicendo che dovevo prendere le sue cose perché era stato tagliato. Ho chiamato la direzione, volevo sapere cosa era successo, ma non mi hanno detto niente”, ricorda Lourival de Oliveira, il padre di Danilo che, fino ad oggi, non ha ancora conosciuto il motivo del licenziamento: “Le persone di lì mi hanno detto che era un talento sicuro, che sarebbe stato il “gioiello” della squadra professionista. Ma poi è arrivato quel periodo in cui Bahia ha cambiato molto la gestione (nel 2013) e ogni anno hanno cambiato allenatore e così lo hanno tirato fuori dal club. Danilo è rimasto quasi un anno senza giocare, ha svolto solo allenamenti. Poi l’ultimo allenatore che è arrivato lo ha mandato via. E’ stato così poco utilizzato che, a distanza di tempo, i dirigenti mi hanno detto che non sapevano nemmeno che Danilo fosse passato per il club”. (tratto da correio24horas.com.br)

Per il padre di Danilo, grande tifoso del “Tricolor”, il taglio da parte del Bahia è stato un vero choc. Ricorda ancora come a 8 anni Danilo fece il provino con il club della sua città insieme ai bambini più grandi di un anno (aveva mentito sull’età di Danilo) ma, nonostante questo, il ragazzo riuscì ad emergere in ogni test segnando in ogni partita di prova. “C’erano più di 100 ragazzi. Danilo ha segnato in tutte e tre le prove. Ivan (Conceição) e Motta (Newton, ex dirigenti della base tricolore) sono venuti a cercarmi sul posto”, ricorda Lourival de Oliveira.

Prima di essere scartato dal Bahia, Danilo giocava già nell’Olímpia, una squadra amatoriale del quartiere Fazenda Coutos III, dove viveva da quando aveva tre anni. Fu lì che il ragazzo si rilanciò nel calcio.

“Ha attirato molto la mia attenzione in un torneo per adulti che si è svolto a Campo do Realce, a Fazenda Coutos. Il posto era gremito, c’erano le percussioni e i fuochi d’artificio … E Danilo ha concluso la partita”, ricorda Igor Manassés, dirigente e figlio del parroco che battezza in uno dei più noti istituti sociali di Bahia.

“In un campo sterrato, con una carica enorme fuori e, a soli 15 anni, ha giocato molto bene. In quel momento ho visto che Danilo avrebbe potuto giocare in qualsiasi club del Brasile. Se riesce a giocare in quel modo sotto pressione, nella favela, con persone armate che guardano … Potrebbe giocare in qualsiasi ambiente”, aggiunge Igor.

Igor era presente alla partita, ma già conosceva Danilo in quanto partecipante al progetto “Os Deguinhos da Bola”, curato dall’Istituto Manassés, dove il ragazzo ha frequentato la scuola calcio. L’impresario andò subito a contattare il padre del ragazzo offrendo un contratto professionale da firmare non appena avesse compiuto 16 anni, l’età minima consentita dalla legge.

All’epoca Danilo era già stato chiamato per entrare a far parte delle squadre under 17 del Vitória e del Jacuipense, ma suo padre ha optato per la proposta di Manassés a causa delle difficoltà della famiglia: “Gli altri non davano nemmeno il rimborso spese, avrei pagato io. Igor è arrivato pagando tutto, firmando un assegno e pagando uno stipendio professionale. Ciò ci avrebbe aiutato molto”. (tratto da correio24horas.com.br)

Danilo passa così al PFC Cajazeiras, gestito dalla famiglia Manassés. A 16 anni, il centrocampista ha partecipato alla 2a divisione del Campionato di Bahia 2018. Subito dopo è stato portato da Igor a provare per il Palmeiras. È stato accolto molto bene dalla dirigenza Verdão, completamente piena di bahiani: João Paulo Sampaio (direttore), Wesley Carvalho e Gilmey Aymberê (allenatore e assistente under 20), Hamilton Mendes (allenatore under 17), tra gli altri.

“Igor lo prese dicendo che avrebbe trascorso 15 giorni con lui lì a San Paolo. Ora sono già tre anni”, scherza suo padre, Lourival. Danilo è stato ingaggiato dapprima in prestito e poi, nel settembre 2020, è stato acquistato a titolo definitivo dal Palmeiras per 500 mila R $, con il Cajazeiras che continua a mantenere il 40% dei diritti economici della futura rivendita.

Da quel momento, Danilo ha iniziato la sua grande e rapida crescita professionale al Palmeiras, ha firmato il suo primo contratto da professionista nel 2017 e si è imposto in ogni squadra dove ha giocato. Il classe 2001 ha esordito in prima squadra il 6 settembre scorso contro il Bragantino, buttato nella mischia dall’ex tecnico della Seleção Vanderlei Luxemburgo.

Il padre Lourival è molto grato agli allenatori, ma da buon tifoso ha una sua visione tattica per il figlio: “Danilo non è mai stato un centrocampista. Danilo è un trequartista. Gioco da volante perché Luxemburgo l’ha capito, ci si è abituato e ora è il suo ruolo. Ma per me è una centrocampista offensivo.”

Il padre è molto vicino a Danilo, lo chiama spesso al telefono e lo fa stare con i piedi ben saldi a terra anche se cominciano a girare le voci su un suo trasferimento in Europa.

“Se è un campione ora, sarà difficile farlo rimanere. Ma volevo che rimanesse più a lungo in Brasile. Maturerebbe di più e andrebbe in una squadra più grande, sai? È troppo giovane ora”. (tratto da correio24horas.com.br)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Danilo è un mediano di piede mancino estremamente dinamico, molto abile nella riconquista del pallone, ma anche preciso quando c’è da impostare la manovra,  risultando efficace in entrambe le fasi.

Non ha un gran passo, ma ha senso della posizione e sa sempre porsi al posto giusto nel momento giusto, smarcandosi continuamente e toccando un gran numero di palloni, quasi sempre gestiti palesando una grande velocità di pensiero.

Abbastanza intenso nello stile di gioco, ha una buona tecnica di base che gli permette di disimpegnarsi discretamente bene anche negli spazi stretti.

In possesso di buone capacità balistiche, s’incarica spesso di calciare le punizioni laterali e sa verticalizzare il gioco con discreta precisione, riuscendo a dare profondità alla manovra.

Fisicamente normolineo con i suoi 177 cm., Danilo ha ulteriori margini di crescita muscolare che possono renderlo ancora più competitivo nei contrasti (fondamentale dove è già abbastanza performante).

Ha sicuramente una spiccata personalità, è un elemento combattivo, di qualità ma allo stesso tempo grintoso, che riesce ad essere una sorta di diga davanti alla propria difesa svolgendo un grande filtro.

Tatticamente il suo ruolo è quello di mediano nel 4-2-3-1 del tecnico Abel Ferreira.

(Fonte foto: Instagram)

(A cura di Alessio Croce e Massimiliano Palma)

Analisi finale

  • Punti di forza: Dinamismo
    - Velocità di pensiero
    - Interdizione
    - Tecnica
    - Lancio lungo
    - Visione di gioco
    - Contrasti
    - Intensità di gioco
    - Calci piazzati
    - Precisione passaggi
    - Verticalizzazioni
  • Punti di debolezza: Non è molto rapido nei primi metri di corsa - Può irrobustirsi ulteriormente
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Fernandinho

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui