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Daniel Smiga: talento ceco classe 2004

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Daniel Smiga: talento ceco classe 2004
Daniel Smiga in azione con la maglia del Banik Ostrava (Credit: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Daniel Smiga
  • Classe: 2004
  • Ruolo primario: Punta centrale - Altri ruoli: Ala
  • Data di Nascita: 02/01/2004
  • Nazionalità: Repubblica Ceca
  • Altezza: 182 cm.
  • Piede: Entrambi

Daniel Smiga

A cura di Christian Maraniello

Daniel Smiga è un attaccante energico e potente del 2004, che mi ha colpito per l’elevato grado di incisività offensiva pur giocando sotto-età nell’under 19 del Banik Ostrava, il cui vivaio è sotto la mia lente di ingrandimento da almeno due anni.

Daniel, infatti, che porta il n. 9 sulle spalle ed è arrivato al Banik a 15 anni, lo sto seguendo dall’anno scorso in under 17, quando sempre da sotto-leva segnò ben 15 reti in sole 6 presenze di campionato, prima che il lockdown generalizzato bloccò tutto, risultando comunque – di fatto – letteralmente fuori scala per gli avversari; chiaro che poi tutta l’anamnesi va contestualizzata allo scenario di riferimento, ma al di là delle categorie credo che giocare sotto-età di per sé rappresenti un turning point ombelicale nel calcio moderno, specie se si garantiscono prestazioni di livello senza ripercussioni mentali o atletiche.

Per carità, posso anche pensare che Smiga riesca (o riuscirà) inconsciamente a ridefinire i canoni del ruolo, e in un certo senso avrei anche intravisto (in via ancora embrionale), nella sua ludi artis, un primo abbozzo di equilibrio tra estetica e violenza offensiva, ma non è tanto questo il punto. Il fatto è che il ragazzo non l’ho mai visto in difficoltà, e anzi ha sempre dimostrato – contro gente anagraficamente molto più grande – di possedere valori assoluti, a partire dalle doti atletiche impattanti, alle qualità tecniche di buon livello, sino ad arrivare al senso del gol molto sviluppato, che lo portano a essere molto simile al suo punto di riferimento, Jamie Vardy.

E’ anche per questi motivi che ho atteso di vederlo in under 19, prima di pubblicare l’analisi che già in parte era pronta: ho difatti visionato quasi tutte le partite di campionato ricevendo ampia ratifica di quanto già annusato: e se i numeri contano qualcosa vi dico che – pur giocando contro difendenti anche del 2002, come vedremo – ha messo a referto, prima dell’ennesima sospensione forzata, ben 5 reti in sole 7 presenze, entrando altresì con efficacia nei rating di pericolosità offensiva.

Questi sono numeri che peraltro vengono confermati anche a livello federale, poiché Smiga è presenza fissa delle varie categorie della nazionale ceca, dove ha sempre assicurato performance internazionali di alto livello, proseguendo quindi nel proprio percorso di apprendimento formativo e umano.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Daniel Smiga è un attaccante prima punta centrale di movimento con significative attitudini di finalizzazione, esplosivo e dinamico, dotato di elevate capacità motorie e buone qualità tecniche che lo rendono funzionale nei flussi di gioco.

Dal punto di vista fisico è un normotipo di media statura, ma suscettibile di ulteriore accrescimento: l’altezza da video appare essere compresa in una forbice tra 1.80-1.84, mentre rivela potenza strutturale flessibile; la muscolatura è tonica sia negli arti superiori che in quelli inferiori, ed inoltre possiede una notevole mobilità tibio-tarsica e articolare, a cui associa pari elasticità muscolare. Dal punto di vista condizionale è molto potente nella corsa, allungando reiteratamente oltre i 30 mt, quindi direi che è veloce in progressione, mentre nel breve ha un ottimo cambio-ritmo ed è molto rapido, rivelando altresì una buonissima forza resistente.

Smiga a livello tattico agisce come riferimento centrale nel 4-2-3-1 (che sovente diventa anche 4-3-3) di mister Radek Sloncik, dove assicura adeguati principi di associatività spalle alla porta, movimenti e smarcamenti anche in ampiezza, nonchè un attacco della profondità impattante:

Come vedete in questa diapositiva, Smiga è utilizzato come punta solitaria, supportata da una batteria di trequartisti molto abili tecnicamente e che riescono, con fidelizzazioni relazionali, a combinare sequenze di gioco offensive rapide e precise, anche in zone intermedie proprio attraverso la perimetralità del n. 9.
Sono proprio i principi associativi di Daniel che rendono verticale il sistema di questa squadra, orientata a una manovra organizzata nel primo terzo, per poi incendiarsi negli ultimi 30 metri con la creatività e la gamba dei giocatori offensivi, a loro volta aiutati dagli esterni bassi che si aprono; in questo scenario Mister Sloncik chiede al ragazzo sostegno con appoggi veloci, a uno o due tocchi, nonchè la costante ricerca della profondità per attaccare l’ultima linea difensiva alle spalle.

Vedremo più avanti la sua incisività nell’attacco fronte-porta, perchè volevo partire dalle coordinate associative spalle alla porta, presa di posizione e i flussi generati da Daniel dentro il collettivo: ecco, a tal proposito vi mostro una track-list che ho creato durante la visione delle partite contro Slovacko e Pribram (tenete sempre d’occhio il mouse):

In questo video possiamo notare come Smiga agisca come un tradizionale riferimento, occupando gli spazi vicino ai difendenti centrali, ma assicurando al contempo una elevata capacità di comprendere e adattarsi allo sviluppo che lo circonda, così da individuare istintivamente le migliori posizioni in cui spostarsi per fidelizzarsi e attaccare gli spazi.

Dunque, da perno centrale diventa un ricercatore di linee e corridoi qualificandolo ulteriormente a livello sistemico, perché sovente si allarga in zone più ampie, o intermedie, distendendo le maglie avversarie e svuotando le vie centrali, dando un senso violento all’azione offensiva; contro il Pribram ci sono due chiari esempi di quanto appena detto (scusandomi in anticipo per la qualità del video, che nei settori giovanili è – ahimè – una costante):

(nella prima traccia si parte dal fallo laterale battuto da Zouhar direttamente per Smiga che si è allargato sul binario destro, protegge palla in corsa e con una sterzata improvvisa penetra in area con potenza cercando il tiro con il sinistro, ma subendo poi fallo di rigore.
Nella seconda vediamo un giropalla difensivo alto con Tamajka con il 3 che serve Harustak, il quale trasmette su Smiga spalle alla porta; il n. 9 ha un controllo sporco ma riesce a servire largo Sigut, che torna indietro da Harustak lestissimo poi a verticalizzare di prima ancora su Daniel. Il ragazzo conduce brevemente e chiama la combinazione su Wojatschke che non viene premiata, perché il n. 10 decide poi di proseguire, peraltro segnando un bel gol)

Come vedete, c’è anche un pensiero didattico nella sua maieutica, che in buona sostanza restituisce un’istantanea più cosmetica del suo ecosistema complessivo, che lo porta a essere parte integrante dei flussi; volevo poi mostrarvi altre situazioni dove Smiga si trasforma in combinazioni differenti grazie alle evoluzioni del gioco, diventando quasi un enganche di raccordo in zona rifinitura, come in due giocate che voglio farvi vedere contro lo Slovacko:

 

(Nella prima azione c’è una transizione dello Slovacko – maglia nera – attivata in conduzione da Rehwald che serve Kratochvila, bloccato subito da Sotornik il quale apre verso Knedla sul corridoio destro. Mentre il n. 10 conduce veloce, vede lo smarcamento di Smiga che di fatto lo invita alla trasmissione; Daniel viene servito, controlla, e si ferma: il cut-back consente il tiro di Knedla.
Nella seconda gif, Smiga parte come esterno sinistro e viene servito in campo aperto dal n. 7, Konecny, con un ottimo cambio-gioco. Il 9 controlla, rallenta, annusa e vede lo smarcamento veloce dello stesso compagno che taglia in obliquo, e lo serve con i tempi corretti)

In questo video mi paiono chiari due aspetti in una certa misura interconnessi l’uno con l’altro: da un lato l’evidenza lampante del trade-off sulle scelte di Smiga, che portano vantaggi diversi rispetto agli obiettivi principali (opportunità di tiro per i compagni, e non per sé), dall’altro invece la mistica psicologica di destrutturare l’ordine con il disordine, portando fuori posizione il diretto difendente (l’esempio lampante è il cut-back apertosi grazie alla transizione attiva nel corto).

Per converso, però, devo anche dare atto che non sempre il ragazzo assicura lucidità clinica nelle trasmissioni, soprattutto nella meccanica fronte-porta nell’ultimo terzo, dove serve appunto morbidezza e pulizia. Le idee ci sono, ma il punto è che non sempre vengono formalizzate adeguatamente. Contro il Pribram e lo Slovacko ci sono due chiare tracce:

(come vedete, Smiga è certamente bravo nel trovare gli spazi, come sempre, ma poi nei passanti o filtranti è impreciso)

Ciò che però al momento contraddistingue Daniel, al di là di tutto quel che abbiamo detto sin d’ora, è la sua violenza sotto porta, quindi nella fase finalizzativa pura, soprattutto nella preparazione prodromica; come detto in apertura, infatti, l’energia e la potenza di questo ragazzo sono la parte più disarmante della sua metodica, qualificandolo in maniera netta.
E d’altro canto realizzare molte reti ed essere quindi efficaci sono una discriminante fondamentale per ogni attaccante e devo dire che, guardando nel dettaglio i suoi numerosi gol, impressiona la forte differenziazione esecutiva che garantisce.
Per esempio, guardate con quale cattiveria segna contro lo Slovacko:

 

(rimessa laterale di Guzik direttamente per Smiga, il quale guadagna il tempo e lo spazio sui due difendenti – Gabris e Gabelka – grazie al contro-movimento eseguito prima del lancio, e attacca la porta resistendo di forza sul ritorno di Gabris, che è un 2002, calciando poi con potenza e precisione nell’angolino opposto)

Questa sequenza fa paura per il modo e per la semplicità con cui viene eseguita contro un avversario del 2002, e già dalla fase preparatoria che è di fatto decisiva per il risultato finale: l’input iniziale è l’orientamento del corpo (gli spagnoli lo chiamano “el perfil”) che poi definisce in progressione lo smarcamento in profondità corta e il tiro, con tempi di reazione motoria corretti.
E’ l’utilizzo di parti del proprio corpo che spaventa, oltre alla facilità con cui resiste alle perquisizioni difensive. Contro il Viktoria Plzen, ad esempio, utilizza anche i pattern sensoriali, usando la figura del difendente come arma per garantirgli tempo e spazio per la profondità e l’1 vs 1 con il portiere:

 

(osservate il linguaggio del corpo di Smiga: prima che gli arrivi il pallone era proiettato per attaccare lo spazio verticale davanti, ma quando essa gli viene trasmessa dietro, riesce a cambiare orientamento sentendo il difensore, che bullizza piroettando su sè stesso, così guadagnando la profondità necessaria per segnare)

Qui però voglio soffermarmi un attimo, perché i tempi di reazione di Smiga sono fondamentali per capire la sua enorme potenzialità cinestetica: anche in tal caso, infatti, diventa essenziale la fase propedeutica allo strappo, perché nella meccanica di gioco appena vista il compagno avrebbe dovuto servirlo nello spazio (tant’è che il n. 9 era pronto per il movimento verticale), mentre invece ha eseguito una trasmissione sulla figura che sembrava rallentarne l’azione, mentre invece Daniel l’ha resa più selvaggia reinterpretandola attraverso una evidentissima anticipazione visiva e motoria.
Peraltro in queste brevi gif si nota altresì una balistica di forte impatto, che raccontano anche una facilità di calcio eterogenea. Non per nulla quando bombarda la porta sa essere una belva: guardate la potenza sprigionata in questo gol da fuori area contro il Hradec Kralove:

(Smiga riceve e controlla spalle alla porta, e dopo una sterzata magnetica a 180 gradi che smarmella l’avversario, esplode una tuonata di destro che va a conficcarsi sotto la traversa)

Dicevo della notevole differenziazione esecutiva e qui bisogna un attimo soffermarsi, perché Smiga segna in ogni maniera agevolato senza dubbio dal suo ambidestrismo, che lo rendono ambiguo in ogni dinamica di gioco. E’ micidiale a ogni latitudine di campo, rivelando una attenzione mentale maniacale nell’annusare lo sviluppo dell’azione, le traiettorie della palla o gli andamenti situazionali.
Per esempio, in questa breve track-list ho elaborato alcune sue segnature che testimoniano la sua influenza come terminale offensivo:

 

(vi mostro tre gol realizzati contro lo Slovacko, uno, e contro il Meteor Praga, due)

Daniel Smiga poi è discretamente abile nello stare sempre all’erta nei momenti caldi, riuscendo spesso a catalizzare errori o a cogliere opportunità. Proprio in quest’ultimo senso devo dare atto del suo notevole opportunismo, che però nel suo caso è inteso come un surplus animico dentro la caoticità.
Osservate questi due gol contro il Meteor Praga e lo Slavia Praga:

I gol “brutti” non sono da sottovalutare perché essi (o quantomeno alcuni) sottendono a coordinate predittive che vanno rimarcate. In questi casi specifici, poi, traspare non solo la lettura ma soprattutto la pazienza come work rate subacqueo, perché condiziona poi i difendenti durante tutta la partita, impaurendoli.
Tra l’altro il discorso del condizionamento dei difensori viene in rilievo anche per altri aspetti, che pertengono essenzialmente alla sua torrenzialità offensiva: d’altro canto avere davanti un attaccante così aggressivo li costringe infatti a lavorare continuamente sull’obiettivo diretto, sfiancandoli fisicamente ma soprattutto mentalmente. Vi faccio vedere alcune azioni dove Daniel si crea opportunità di tiro attraverso la profondità o movimenti a uscire, senza invero segnare:

Per quanto concerne il gioco aereo secondo me il profilo in esame garantisce adeguati parametri; sappiamo che non possiede un’elevata statura, ma ciò nondimeno rivela un discreto tempismo e stacco. Al riguardo vi faccio vedere due sequenze contro il Pribram:

(nella prima gif Smiga è esplosivo nel flick-on spalle alla porta, che genera una transizione attiva servendo Wojatschke, il quale poi conduce in campo aperto.
Nella seconda invece vediamo un’azione lunga che parte da Tamajka che serve Smiga – fuori dallo schermo – molto abile a lavorare la palla e appoggiarla dietro a Bohac, che a sua volta scarica su Holan. Daniel segue l’azione andando poi a chiuderla con un colpo di testa in tuffo)

Nella fase di non possesso direi che Daniel Smiga è un giocatore che garantisce adeguati parametri, soprattutto nel timing della pressione, sia alta che posizionale. Senza dubbio palesa una notevole proattività nel pressing, perché in effetti è un giocatore generoso e che aiuta la squadra anche nella parte difensiva, sebbene alle volte pecchi in esuberanza.
Qui un breve video dimostrativo:

Questo video chiude l’anamnesi tecnica e introduce quella conclusiva.
Dunque, io credo (e anzi sono convinto) che Daniel Smiga sia pronto a entrare in un contesto più elevato, sia per le enormi potenzialità che sta dimostrando da sotto-età, ma soprattutto per la notevole efficacia che garantisce nelle due fasi, in particolare a livello offensivo, sia in termini di segnature che (anche) di sviluppo del gioco.

Proprio con riferimento a quest’ultimo aspetto, ritengo che il profilo esaminato possa rientrare nei cluster più evoluti, specialmente in quegli scenari dove il bilanciamento del possesso-palla ricercato e l’urgenza di attaccare in transizione diventa una ambizione forte e pesante in uno staff tecnico.
In questo contesto Smiga potrà essere un attaccante eversivo per la sua esplosività in campo aperto, ma contestualmente anche un giocatore in grado di destrutturare le difese avversarie, specie quelle più chiuse e speculative, con flussi più ragionati, per esempio potendo alimentare quella scintilla organizzativa orientata a un attacco posizionale maggiormente funzionale o creativo, in grado cioè di trasformare lunghe parti di possesso in tracce pericolose.

E’ certamente vero che il ragazzo deve migliorare in lucidità nell’ultimo terzo, in specie nel passaggio finale, ma di contro bisogna anche dire che è talmente elettrico nella sua meccanica di gioco che margini di errori bisogna anche concederli, visto che di riffa e di raffa questo si produce in blitz reiterati in tutti i momenti della partita.

Sui contesti tattici, direi che Daniel presenta una forte connotazione flessibile e multidimensionale: in alcune partite (o spezzoni, come contro lo Slovacko e il Meteor l’anno scorso), ha giocato come terzo offensivo di una metrica a tre (sempre da sinistra), ma a mio giudizio – quantomeno per come l’ho calibrato e percepito oggi – rende al meglio come attaccante centrale, purchè lo si lasci libero di assecondare i suoi istinti dinamici ed elettrici.

(Fonte foto: Instagram)

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Fiuto del gol
    - Attacco della profondità
    - Accelerazione palla al piede
    - Tecnica funzionale
    - Capacità balistiche
    - Movimenti/smarcamenti
    - Gioco aereo
  • Punti di debolezza: Deve migliorare nell’ultimo passaggio - Precisione al tiro - Esuberanza in fase di pressione - Continuità
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Jonathan David

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