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Daniel Singh: talento belga classe 2006

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Daniel Singh: talento belga classe 2006
Daniel Singh, nuovo acquisto dell'Anderlecht. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Daniel Singh
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Trequartista - Altri ruoli: Centrocampista centrale / Mezzala
  • Nazionalità: Belgio
  • Altezza: 178 cm.
  • Piede: Sinistro

Daniel Singh

A cura di Christian Maraniello

A inizio stagione, quando ancora l’emergenza sanitaria non tormentava i campionati giovanili, ho studiato diversi profili in Belgio tra cui Daniel Singh, trequartista elegante e creativo del KV Mechelen che proprio recentemente è stato prelevato dall’Anderlecht per la prossima stagione, come lo stesso ragazzo ha dichiarato – mostrando con orgoglio la nuova maglia n. 8 – sul proprio profilo Instagram il 22.3.2021: “Je suis heureux d’avoir signé pour Anderlecht“.

Singh ho iniziato ad analizzarlo proprio nella partita d’andata del campionato nazionale U-15 Elite tra Mechelen e i Les Mauves, terminata poi 3-3, dove ha dimostrato qualità tecniche e cognitive molto interessanti, soprattutto per i riflessi relazionali che riesce a calibrare dentro il gioco. Ovviamente poi l’ho vivisezionato in altre partite, rilevandovi anche una certa discontinuità, ma il dato di fondo pertiene alla sua marcata autonomia scegliente nei flussi, prendendosi la responsabilità anche di sbagliare, senza paura di castighi o sculacciate personali.

Credo, quindi, che la sua scelta di crescere e migliorare nell’Anderlecht sia dettata dall’ecosistema formativo di questo club, da sempre all’avanguardia non solo per la selezione dei migliori profili autoctoni, ma soprattutto per i modelli metodologici che i formatori insegnano ai ragazzi e che poi si traducono sul campo.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Daniel Singh è un centrocampista offensivo versatile di piede sinistro, con attitudini di regia e rifinitura, che celebra grazie alle discrete abilità tecniche selettive a cui associa adeguata comprensione del gioco. Di contro, al momento, il ragazzo mostra limiti nella fase difensiva che pertanto va ancora costruita, come vedremo più avanti.

Quella appena descritta sinteticamente è la sua configurazione formale, perchè la narrativa del campo racconta una sistemica di gioco piuttosto eterogenea: dal punto di vista tattico, infatti, nel Mechelen gioca alle volte come centrocampista centrale sinistro (CCL) di un 1-4-2-3-1, mentre altre come trequartista di raccordo (CTC) nel medesimo modulo – che ritengo essere ad oggi il suo ruolo naturale – dove in ambo i casi parte per vie centrali o dai corridoi interni e si allarga dilatandosi in ampiezza, oppure attacca gli spazi verticali.

Sono quindi i movimenti e gli inserimenti tra le linee (con e senza palla) a renderlo nebuoloso per gli avversari, come per esempio in queste due situazioni dinamiche contro l’Anderlecht, dove Singh, attraverso configurazioni relazionali, si incendia negli spazi tagliando la linea avversaria e fornendo poi due assist decisivi:

(nella prima gif, Daniel Singh serve un filtrante clinico, mentre nella seconda un passante)

Al di là dell’abilità nel controllo orientato e della conduzione non direzionale, vorrei far notare una evidenza spesso sottovalutata e che pertiene alla direttrice della trasmissione sulla traccia del ricevente: in definitiva, ciò che risalta in queste giocate di Singh non è tanto la perfezione dei passaggi finali (comunque manifesta), quanto la lettura del movimento in profondità corta del compagno-ricevente con il tempo della trasmissione.

E’ insomma una comunicazione non verbale ispirata sui concetti di tempo e spazio che lo proiettano in un calcio più profondo, anzichè conservativo od occupazionale; è questo, quindi, il vocabolario del suo linguaggio didattico, indirizzato principalmente nel sovvertire l’ordine del gioco scansionandosi su diverse altezze, specie quando è particolarmente stimolato (e purtroppo non è sempre così). In effetti Singh, secondo me, è ancora un pò discontinuo nei vari momenti della partita denotando forse carenze caratteriali, specie nelle situazioni dove il risultato non è soddisfacente; un chiaro esempio pratico l’ho rilevato durante il match contro il Club Brugge di fine settembre (perso 2-0), dove il ragazzo sbagliò approccio, risultando spesso fuori dal gioco e sbagliando diversi passaggi e scelte.

Ad ogni modo anche in quest’ultima partita, dove ripeto ha commesso diversi errori tecnici, così come in altre, Singh ha comunque palesato fondamentali tecnici di pregio (tecnica applicata), e in particolare una più che buona attitudine di regia in corto (quindi entro i 20 metri), con adeguata visione e tempi di gioco normalmente fluidi. Vi faccio vedere alcune sequenze:

(tenete d’occhio il mouse che lo identifica, alle volte con l’8 altre con il 10: Singh giostra prevalentemente nella parte centrale o in zone intermedie)

Come potete osservare, Daniel garantisce solide basi nella fase di possesso, dimostrando di saper governare i flussi attraverso un consolidamento razionale, oppure con aperture di gioco; Singh per il vero spicca nella rifinitura celebrandosi con verticalizzazioni rapide, soprattutto quando si tratta di essere reattivi nel rovesciamento di fronte, trasformando la fase difensiva in offensiva; vi mostro questa breve clip montata sulle partite contro Anderlecht, Club Brugge e Zulte Waregem:

A livello di funzioni, quindi, Singh assicura un’interpretazione moderna dentro i flussi, che più spesso riesce a celebrare ricoprendo vaste zone di campo, non solo nei corridoi intermedi ma anche dilatandosi in ampiezza per offrire opzioni di passaggio, riconvertendosi così in esterno ibrido:

In questa breve clip risalta l’intelligenza posizionale di Daniel che sa entrare nel gioco fidelizzandosi su metriche differenti dall’ultimo terzo, dando così letture dinamiche in grado di aumentare le soluzioni tecniche, senza invero essere particolarmente celebrativo.

Singh è poi particolarmente efficace nella balistica, disvelando una buona differenziazione esecutiva, anche se mi pare particolarmente impattante nei calcio da fermo, dove ricerca di norma la precisione con il piede forte (mancino). Nel Mechelen è lui che calcia i rigori e le punizioni:

(vi mostro due punizioni contro l’Anderlecht, dove segna, e contro il Westerlo, nonchè il rigore contro il Leuven)

Di contro la fase di non possesso non è particolarmente interiorizzata dal profilo belga, pertanto – come anticipato – andrebbe migliorata; bisogna infatti precisare che Singh è discontinuo nella funzione prediligendo un lavoro sotto-palla e posizionale, denotando anche un pò di pigrizia. E d’altro canto, non ha particolari qualità condizionali nè forza massimale.

Volendo tirare le fila della relazione, direi che l’impostazione di Daniel Singh al momento è piuttosto chiara a livello tattico, rivelando una certa versatilità nella sua ludi artis; chiaro che il suo processo di crescita deve passare attraverso il completamento della sua struttura fisica, nonché di alcune metodiche ad oggi poco masterizzate, come la  ricerca della conclusione diretta e la fase di pressione, che a mio giudizio mancano ancora nella sua anamnesi.

Dal punto di vista degli scenari ritengo che Daniel possa giostrare in ogni ecosistema di gioco, che sia conservativo o verticale: è vero che non possiede determinazioni motorie impattanti, tuttavia le sue attitudine di rifinitura lo rendono molto efficace in sistemi che prevedano la presenza di un trequartista centrale di raccordo, in moduli 1-4-3-1-2 e varianti (1-4-2-3-1), oppure come intermedio di possesso in una mediana a 3 (partendo dal corridoio sinistro).

Durante l’analisi, però, ho anche evidenziato la sua declinazione di regia corta, associata a una buonissima visione di gioco, per cui certamente è utilizzabile come mediano in un tradizionale linea di centrocampo a 4, però un domani mi stuzzica vederlo come playmaker (vertice basso) di una mediana a 3, anche se andranno chiaramente messe in ordine tutte quelle funzioni che servono per padroneggiarne le dinamiche globali.

Analisi finale

  • Punti di forza: Fondamentali tecnici
    - Visione e tempi di gioco
    - Intelligenza tattica e decisionale
    - Balistica
    - Verticalizzazioni
    - Inserimenti palla al piede
    - Movimenti
    - Timing della pressione
  • Punti di debolezza: Cattiveria agonistica - Cercare maggiormente la conclusione diretta - Fase difensiva - Discontinuità - Forza esplosiva
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Hakan Çalhanoğlu

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