Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Contattaci: info@worldfootballscouting.com

Home Schede Giocatore Aurelio Leo Virisario: talento belga classe 2006

Aurelio Leo Virisario: talento belga classe 2006

2
Aurelio Leo Virisario: talento belga classe 2006
Aurelio Leo Virisario, nuovo super talento dell'Anderlecht. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Aurelio Leo Virisario
  • Classe: 2006
  • Ruolo: Ala
  • Data di Nascita: 25/01/2006
  • Nazionalità: Belgio
  • Altezza: 175 cm.
  • Piede: Entrambi

Aurelio Leo Virisario

A cura di Christian Maraniello

Ampiezza e profondità sono ormai evidenze tattiche fondamentali nel calcio moderno, soprattutto per l’influenza che determinano – anche separatamente – nei flussi di gioco, e un profilo che basa tutta la sua meccanica dentro quei roster è Aurelio Leo Virisario, esterno offensivo torrenziale dell’Anderlecht under 15.

Anticipo senza troppi panegirici che il nativo di Bruxelles (ma di chiare origini italiane) mi ha impressionato per la notevole incisività nelle sequenze offensive – specie negli ultimi 30 metri dove diventa incandescente, con cambi ritmo radioattivi – a cui unisce una certa flessibilità sistemica, che lo rende discretamente performante anche nella fase difensiva, sebbene come vedremo debba comunque migliorarla ancora.

Ovvio che poi l’ecosistema formativo ha un valore assoluto nello sviluppo di un giocatore così giovane, e proprio per questo ritengo che Virisario sia in buone mani; l’Anderlecht, d’altro canto, mi pare un club molto attento alla metodologia istruttiva, che peraltro sembra diretta non tanto a istruire quanto ad educare, cioè a “e-ducere” (“tirare fuori”), ossia esprimere l’autonomia decisionale a seconda dello scenario situazionale.

Resta il fatto che Aurelio Leo Virisario è il nome nuovo del florido vivaio dei Les Mauves, i quali hanno in saccoccia tra i 2006 diversi talenti interessanti che stiamo studiando attentamente, come ad esempio Rayane Bounida, Lilian Vergeylen, Steve Likebeli, Nathan Butera, Julien Duranville, Nassim Azaouzi, (questi ultimi tre appena aggregati sottoetà in Under 16).

Aurelio ha iniziato a giocare a calcio a 4 anni, nel “KFC Rhodienne-De Hoek”, società del paese dove abita e che lo ha cresciuto sino all’approdo, l’anno scorso, all’Anderlecht, dove finalmente sta mettendo in mostra tutto il suo potenziale ad alti livelli.

Al di là però dei margini, osservare Aurelio sul campo ti dà immediatamente la netta sensazione di avere davanti un giocatore dalla forte personalità, che lavora con determinazione ogni giorno per migliorare e crescere, proprio come il suo modello di riferimento, Cristiano Ronaldo (da cui porta la maglia numero 7).

Caratteristiche tecniche e tattiche

Aurelio Leo Virisario è un esterno offensivo devastante e profondo, dotato di padronanza tecnica di alto lignaggio, a cui combina capacità condizionali impattanti e buona comprensione del gioco.

Dal punto di vista fisico è un normotipo di media statura, è infatti alto 1.75 (e data l’età è suscettibile di ulteriore accrescimento), dotato di elevata flessibilità e mobilità muscolare/articolare, con muscolatura in evidente delineazione sia negli arti superiori che in quelli inferiori. Quanto agli aspetti condizionali è decisamente potente ed esplosivo, con un rilevamento in allungo reiterato oltre i 25 mt.: è dunque veloce nel lungo ed in progressione, oltre che molto rapido nel breve, dimostrando altresì una buona forza resistente (fibra mista).

Con riferimento alla narrativa del campo è fondamentale capiate da subito la maieutica di Virisario, partendo dai compiti di base, che sono quelli di pettinare la linea per allargare le maglie, sino ai riferimenti iniziali, ossia l’ampiezza e la profondità: la sua buffer zone di riferimento sono quindi i corridoi dove assicura riferimenti e accelerazioni sulle tre metriche di riferimento (corto-medio-lungo), specie quando può infiammarsi in violente transizioni attive, ricercando gli 1 vs 1, le combinazioni in zone di rifinitura, oppure le opportunità di tiro.

Il suo attuale allenatore, Mister Mohamed Ouahbi, lo schiera su entrambi i binari, certamente per il suo ambidestrismo ma anche perché è un giocatore talmente tecnico e autonomo che è in grado, come vedremo subito, di dribblare sia verticalmente (andando sul fondo) che verso l’interno (sua opzione preferita).
Partirei proprio da quest’ultima giocata ormai interiorizzata, che gli ho visto fare spesso quando agisce da esterno sinistro a piede invertito, dove diventa particolarmente infernale, perché entra dentro il campo con il piede (più) forte per cercare direttamente la finalizzazione. Osservate la sua gif-manifesto:

 

(vi faccio vedere tutta l’azione dell’Anderlecht a partire dalla costruzione bassa a destra: Aurelio all’inizio del video non si vede, perché sta pettinando la linea mancina, poi quando riceve inizia la babilonia. Il n. 7 comincia ad accarezzare la palla con il piede forte entrando orizzontalmente con una conduzione in sordina, quando poi si infiammo con una mezza finta rapida e successiva pettinata interlocutoria; la corse prosegue fino a quando fa partire un destro terrificante, che finirà in rete)

Possiamo notare diversi aspetti in questa sequenza di Virisario, ma quella che maggiormente risalta è – a mio parere – la prima parte perché, di fatto, è prodromica alla seconda che porta il gol: il cambio ritmo violento a cui il ragazzo ha associato quei depistaggi tecnici (finta e pettinata di suola) hanno smarmellato il difendente, facendogli perdere la bussola posturale e liberando così lo spazio per il tiro.
Qui c’è un’elevata coordinazione e anticipazione motoria, perché aver causato quelle difficoltà podaliche all’avversario (annusandole prima e vedendole poi, quindi attraverso uno stimolo visivo) lo hanno portato a prevedere il flusso successivo, entrandoci dentro in pieno; mi paiono chiare evidenze predittive e psicoattitudinali, che quindi ampliano la sua gamma di gioco.
Dicevo prima che da esterno a piede invertito Aurelio ha fidelizzato una certa tipologia di situazione dinamica, che ora vi faccio vedere in dettaglio in questo breve filmato, che ho realizzato durante la partita contro il Mechelen (pareggiata 3-3 con una sua tripletta):

Ci sono due frame da segnalare in questa clip: da un lato risulta chiara la solidità ed esplosività dimensionale del suo gioco che risalta grazie alla notevole facilità di corsa (nello stretto e nel lungo) e all’alto grado di evidenza tecnica, a partire dal dominio della palla sino ad arrivare alle abilità nei dribbling one-to-one; dall’altro lato, invece, devo stigmatizzare un piccolo difetto che pertiene, alle volte, alla poca lucidità nell’assistenza in zona rifinitura (ma ne parlerò più avanti).

La sua pericolosità offensiva si traduce poi anche nei fatti, perchè il ragazzo colpisce non solo per la notevole flessibilità negli ultimi 30 metri, ma anche per la sua cattiveria nella finalizzazione; Virisario è il giocatore più prolifico della formazione di Mister Ouahbi, orfana peraltro della punta centrale, Nassim Azaouzi, che è passato in Under 16. Non solo segna parecchi gol, ma li realizza in modi differenti, per esempio anche di testa, disvelando un notevole tempismo e stacco:

 

(su calcio di punizione battuto da Rayane Bounida, Aurelio domina l’area con movimenti repentini, e insacca di testa con timing ed elevazione perfetti)

Ad ogni modo, condensare queste attitudini senza discutere anche di principi di gioco collettivi non sarebbe corretto, perché queste azioni (anche) individuali di Aurelio potrebbero in qualche modo essere fraintese; il ragazzo, infatti, è anche un giocatore collaborativo, con adeguate conoscenze del gioco, ben sapendo diventare un collante nello sviluppo con e senza palla.
L’Anderlecht Under 15 di Mister Ouahbi, infatti, gioca con alcune strutture chiare dentro un 4-3-3 fluido, dove gli attaccanti esterni (di solito Lilian Vergeylen con l’11, altro giocatore molto interessante, e Virisario con il 7) sono parte integrante dei flussi, di cui uno entra a ricevere in zone intermedie e l’altro aggredisce gli spazi, così combinandosi in funzioni differenti. Guardate questa situazione:

(costruzione bassa senza pressione avversaria: la palla arriva al play, Steve Likebeli, che serve subito l’esterno opposto Vergeylen, il quale riceve orientando. In questo momento Virisario è consapevole che non serve come ala e strappa attaccando lo spazio verticale riempiendo l’area; Vergeylen intanto serve un passante per la mezzala n. 8 che tira, tra le proteste di Aurelio che nel frattempo si era liberato. Il portiere avversario para e rilancia con le mani, ma l’Anderlecht riaggredisce alto recuperando subito la palla che viene crossata immediatamente in area, dove Aurelio – che è rimasto come punta centrale – si produce con una rovesciata plastica)

Aurelio, quindi, non solo crea spazi dai semispazi, ma genera flussi offensivi attraverso gli smarcamenti di rottura o i movimenti senza palla che non solo scompensano le linee avversarie, ma alterano le posizioni dei compagni modificando la sua, dando così al collettivo una sorta di ambiguità posizionale che effettivamente è spiazzante.
Nella traccia successiva, invece, le combinazioni di prima permettono di arrivare in ampiezza con Virisario che non aggredisce gli spazi centrali, ma resta largo per ricercare la superiorità numerica e i vantaggi funzionali:

 

(circolazione bassa pulita e combinazione di prima sul binario sinistro tra il difensore centrale e Bounida con il 10, che libera il compagno nello spazio verticale. Come vedete Vergeylen viene ancora servito dentro il campo, aprendo di prima a Virisario, che in ampiezza può così attaccare l’uomo in 1 vs 1)

Nei principi dell’Anderlecht c’è anche la ostinata ricerca delle transizioni attive, in medio-corto, sfruttando l’attacco della profondità notevole di Virisario, che spesso viene esaltato proprio dalle dinamiche relazionali dei compagni, che appena percepiscono le direttrici lo servono sulla corsa quasi al buio:

(In queste due azioni, Virisario viene innescato nello spazio generando situazioni pericolose, che però non vengono concretizzate)

E allora Aurelio è una risorsa fondamentale per i paradigmi moderni, specie nei rovesciamenti di fronte, anche se – come detto prima – non sempre rivela lucidità nell’ultimo passaggio, ma credo che questo aspetto dipenda soprattutto dall’enorme dispendio di energia, per i continui sprint nei corridoi o comunque tra le linee.
Per altro verso, Leo palesa una buona visione di gioco anche in zone di campo più basse, specie nelle geometrie in corto, come ad esempio in alcune situazioni dove riesce a dare sostegno e sviluppo con tracce e tempi di gioco fluidi, come in questo caso emblematico:

(giropalla difensivo, con Virisario che si abbassa a offrire opportunità di passaggio: quando viene servito percepisce l’arrivo di Bounida e lo serve alla cieca nello spazio, generando un evidente vantaggio funzionale, liberandolo verticalmente)

Ci sono poi delle circostanze, non so se volute o meno dallo Staff, dove Virisario viene sollecitato nella uscita bassa con lanci medio-lunghi che partono dal difensore centrale di destra (solitamente Briek Morel), il quale spesso si appoggia sul n. 7 per superare la linea di pressione. Ho creato queste due brevi gif:

Come vedete, Aurelio è abile nel gioco spalle alla porta, certamente agevolato dal baricentro particolare e dalla struttura fisica che gli permette di resistere alle perquisizioni avversarie. E’ vero che, sostanzialmente, preferisce ricevere sui piedi, ma quando gli arrivano trasmissioni sporche o a mezza altezza, è in grado di proteggere palla, trattenendola e scaricandola poi con sobrietà.

Insomma, a me pare che il n. 7 sia un giocatore assolutamente moderno, perché assicura efficacia in zone pericolose e al contempo una didattica razionale e animica, entrando cioè nei principi di possesso e consolidamento con una certa cosmetica tecnica, rivelando così una comprensione del gioco ambiziosa.

Per quanto riguarda la fase di non possesso, il profilo belga è ancora un po’ pigro secondo me, ed è un peccato perché comunque ha risorse atletiche importanti; spesso, infatti, viene richiamato dall’allenatore per svolgere la fase difensiva, e allora si presta ai compiti, ma è chiaro che queste metodiche vanno assolutamente interiorizzate e mentalizzate.
Dal punto di vista pratico direi che in ogni caso possiede discreti principi del pressing, soprattutto nel timing della pressione e nella aggressività agonistica, anche in ripiegamento. Osservate queste due gif:

 

(nella prima azione, il Mechelen cerca l’ 1 vs 1 in ampiezza con il n. 11 che supera l’avversario, ma non Aurelio che nel frattempo ha ripiegato in difesa aiutando i compagni, e recuperando il possesso. Nella seconda il nostro n. 7 ricerca la pressione offensiva sulla prima costruzione)

Questo video chiude la parte tecnica e introduce quella prospettica e conclusiva. Allora, diciamo che Aurelio Leo Virisario sta dimostrando un potenziale di livello, non solo tecnico ma anche mentale e caratteriale: avendolo vivisezionato posso dire che è abbastanza equilibrato e corretto in campo, anche se, come detto, alle volte viene sollecitato dall’allenatore per svolgere determinati compiti.

Ad ogni modo, colpisce la determinazione, la positività e la forte personalità che si manifesta chiaramente nella sua interpretazione dei momenti; Aurelio vuole incidere divertendosi, e proprio da questo punto di vista l’impressione che ho avuto è che sembra nato calcisticamente giocando per strada, imparando skill e distanze su campi di fortuna, o pareti e marciapiedi di cemento come noi quarantenni.
Deve migliorare certamente in alcune meccaniche, come ad esempio nella maggior lucidità in zona assistenza, oppure nell’evitare troppi svolazzi, come in questo caso:

(si vede chiaramente l’enorme qualità tecnica, ma in tal caso sarebbe stato preferibile scaricare su Bounida, liberissimo a due metri, invece che insistere in un secondo dribbling)

Ma insomma, al di là di questi aspetti evidentemente legati a un egocentrismo di fondo legato all’età, ritengo che tutto il ragionamento si dipani essenzialmente sui margini di crescita e miglioramento, che al momento ritengo elevati.
Per quanto concerne gli scenari ed i vestiti funzionali, a me piace pensarlo sempre aperto sulle corsie, sia a destra e sia a sinistra, così da sfruttarne efficacemente le sue principali peculiarità; i mosaici non sono importanti, perché Virisario ad oggi riesce a essere incisivo in qualsiasi modulo, che sia conservativo o moderno, verticale o posizionale.
Nello specifico, può quindi giocare come esterno offensivo a piede invertito (e non) in un tridente puro, o in 4-2-3-1, così come anche in altri contesti o funzioni più intermedie, a patto che si costruisca un’identità difensiva per reggere le due fasi.
Questo aspetto ritengo sia dirimente, se vorrà entrare nell’elite.

(Fonte foto: Instagram)

 

Analisi finale

  • Punti di forza: Tecnica individuale e applicata
    - Accelerazione in conduzione
    - Attacco della profondità
    - Comprensione del gioco (anche predittiva)
    - Smarcamenti
    - Capacità balistiche
    - Dribbling
  • Punti di debolezza: Deve migliorare la fase difensiva - Può perfezionare il sinistro
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Ander Barrenetxea

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui