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Antonio Kujundzic: talento croato classe 2006

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Antonio Kujundzic: talento croato classe 2006
Antonio Kujundzic, mezzala dell'U15 croata. (Fonte foto: Instagram)

Scheda giocatore

  • Nome: Antonio Kujundzic
  • Classe: 2006
  • Ruolo primario: Mezzala - Altri ruoli: Centrocampista centrale
  • Data di Nascita: 20/01/2006
  • Nazionalità: Croazia
  • Altezza: 180 cm.
  • Piede: Destro

Antonio Kujundzic

A cura di Christian Maraniello

Durante il recente torneo internazionale “Vlatko Markovic”, riservato alle nazionali U-15, ho seguito con attenzione le partite di Antonio Kujundzic, centrocampista versatile e verticale della nazionale croata, il quale mi ha confermato quanto di buono già conoscevo delle sue ottime potenzialità, visto che peraltro nel club di appartenenza, l’FF Kalmar in Svezia, gioca addirittura in U-19.

Che sia quindi un profilo interessante lo dice la narrativa del campo e non solo per la sua ludi artis complessiva – che a breve analizzerò – ma anche perchè stabilizzarsi sottoetà di 3/4 anni, seppur in una società non di primo livello, costituisce un abbrivio che non può lasciare indifferenti; ma attenzione a non equivocare: non è tanto questione di precocità fisica o atletica, ma di conoscenze del gioco in ogni sua complessità e fase, come conferma lo stesso Antonio in una recente intervista: “sono un centrocampista che lavora per la squadra sia in modo offensivo che difensivo (…) e ho una buona comprensione del gioco” (Ungdomskollen: Antonio Kujundzic till Kalmar FF – Fotbollslivet).

Inoltre Kujundzic – che pare destinato alla Dinamo Zagabria e il cui modello di riferimento è Luka Modric – durante il suo percorso formativo ha avuto la possibilità di partecipare a diversi provini in Europa, per esempio all’Ajax, ma soprattutto in Svezia, con l’AIK Stoccolma, con il Malmo e successivamente con l’IF Brommapojkarna, dove nel 2019 è stato invitato a giocare con quest’ultimo club nella prestigiosa “Medimurec Cup”, che poi ha pure vinto.

Ma la di là dei trofei, pur importanti nel bagaglio esperienziale, Antonio ha un background particolare: nasce infatti in Svezia da una famiglia di origine bosniaca (il padre è di Breza, vicino a  Sarajevo) e con cittadinanza croata; inizia a giocare nel FC Rödeby – dove per inciso è cresciuto Roony Bardghji – restandoci 3 anni quando poi l’FF Kalmar lo preleva nel 2019, per farlo poi esordire nel gruppo dei 2002-2003 a soli 14 anni, contro l’IS Orgryte (il 3.10.2020), che il ragazzo bagna con una rete di alto lignaggio con tiro in movimento da fuori area.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Antonio Kujundzic è un centrocampista interno duttile di piede destro, abile a giostrare sia nei corridoi intermedi che in ampiezza, con attitudine di regia corta, rifinitura e attacco (CID RRA); prezioso negli inserimenti, ma ancora poco intenso nella fase di non possesso, è dotato di autonomia scegliente, nonchè di validi parametri tecnici e condizionali.

La definizione obiettiva va ovviamente completata con i dati fisici: il profilo presenta una conformazione normolinea ed ecto-mesomorfa, con statura media (ad oggi misura circa 1.80 mt.), e muscolatura già discretamente delineata negli arti inferiori (in particolare il quadricipite); rivela buona mobilità articolare ed elasticità muscolare, mentre a livello atletico disvela forza resistente, diventa potente quando è lanciato in corsa, ma non è rapido nel breve.

Nelle partite analizzate con la nazionale croata U-15 (contro Bielorussia e Russia), Kujundzic ha giocato come mezzala destra di una mediana a 3, dentro un mosaico 1-4-3-3 con baricentro medio-alto, all’interno del quale è stato chiamato a svolgere il doppio lavoro di costruzione (razionale) e rottura (posizionale), con libertà di attaccare gli spazi verticali in avanti:

(Contro la Bielorussia)

In alcuni frangenti invero ha anche agito come trequartista di raccordo, ma al di là della posizione dinamica partirei proprio dalla sua capacità di invasione delle linee con e senza palla, specialmente dall’ultimo terzo, dove palesa tempi corretti nei movimenti in profondità (soprattutto per andare a riempire l’area), garantendo quindi importanti soluzioni offensive da rimorchio. Osservate il gol del 2-0 che ha realizzato contro la Bielorussia, accompagnando a latere l’azione del compagno sviluppata a sinistra, per poi chiuderla con la conclusione diretta a rete (seguitelo con il mouse):

L’efficacia di Kujundzic si tramuta anche nella rifinitura, grazie non solo alle buone configurazioni nello smarcamento alla ricerca dello spazio per ricevere il passaggio, ma soprattutto alla tecnica applicata che, unita ai tempi di gioco, lo rendono prestativo nell’assistenza. Sempre contro la Bielorussia, infatti, registra un assist decisivo dopo una sequenza che ha prodotto un notevole attacco combinato, con il n. 8 fidelizzato nel mosaico (è segnalato con il mouse):

(osservate tutto il flusso combinativo sin dall’uscita bassa sulla corsia sinistra: quando la palla arriva al n. 10, Majic, attiva un vantaggio funzionale “aperto” che Kujundzic e il 9, Kosovic, hanno interpretato come un invito a entrare. Majic poi serve Kosovic di spalle, il quale guadagna tempo e spazio con una “pisada”, che libera Kujundzic, di suo bravissimo a orientarsi e servire un laser cross di sinistro per Babic) 

Entrambe le clip suggeriscono un brevissimo approfondimento didattico sulla sua maieutica: in primo luogo, mi sembra chiaro come conoscere porti a riconoscere le situazioni agevolando così l’evolversi del gioco, con lo scopo di destrutturare le linee avversarie (specie se compatte e strette); inoltre, e qui la suggestione è più invisibile, Antonio rivoluziona i flussi riscrivendo il funzionamento tattico con la lettura del gioco, in un piccolo reward system interiore, prima senza e poi con la palla, toccandola quel tanto che serve. E il punto è esattamente questo, perchè il giocatore evoluto sa sempre cosa è necessario fare e quando, nella piena consapevolezza di poter governare quel rapporto quadrilatero (pallone, tempo, spazio, avversario) che determina poi la buona uscita delle trame.

Restando in tema di fondamentali tecnici, Kujundzic è prezioso nel gioco corto ad esempio facilitando la fase di uscita dal basso, offrendo linee di passaggio sicure con movimenti d’incontro, che costituiscono una sorta di signature move dell’head coach Sergej Milivojevic: il n. 8 infatti si abbassa sulla linea del terzino destro che a sua volta si alza, favorendo le combinazioni rapide a vertice anche con l’ala:

(come vedete, sono situazioni studiate che si ripetono di continuo: guardate anche  Kujundzic come scansiona continuamente la testa)

Per il vero, lo stile di Kujundzic è razionale e sobrio anche nelle situazioni di possesso a centrocampo, dove evita di norma forzature cercando quindi di essere funzionale nelle sequenze, ricercando combinazioni o inserimenti con la palla. Ho elaborato delle brevi clip in entrambe le partite contro Russia e Bielorussia, dove i suoi principi appaiono chiari:

Come vedete, quindi, la sua linearità sistemica risalta in maniera netta dentro il gioco, anche se – o onor del vero – il n. 8 sta probabilmente (e direi finalmente) iniziando a interiorizzare la verticalizzazione nello spazio, in situazione di rovesciamento di fronte (cioè trasformazione da fase difensiva in offensiva); in tal senso, l’unica giocata che ha generato una transizione in profondità è stata contro la Russia, al minuto 34 del primo tempo:

(Sopic attacca altissimo per chiudere un tentativo di ripartenza e la palla arriva a Kujundzic, il quale è abile a controllarla con due uomini contro, e girato di spalle lancia Babic sulla sua verticale, dimostrando visione panoramica)

L’intelligenza posizionale e selettiva di Antonio si riflette anche in metriche più avanzate, dove sa configurarsi in funzioni differenti, con un marcato orientamento spazio-tempo, partendo dai corridoi intermedi per poi dilatarsi in ampiezza, gestendo il possesso oppure provando il cross sul lato debole:

 

A livello individuale, poi, Antonio ha struttura e forza per riuscire a essere prestativo nella protezione della palla, così come una solida resistenza nel mantenimento della performance atletica, mentre risulta al momento ancora poco continuo nella fase difensiva, sebbene stia migliorando molto nell’ultimo periodo; qui invero entrano in gioco i principi dello Staff, che nelle due partite analizzate probabilmente hanno richiesto differenti strategie. Ad ogni modo, vi mostro il comportamento complessivo sia sotto il profilo del riposizionamento sotto-palla, che in quello della pressione più dinamica:

(contro la Bielorussia Antonio si riordina mantenendo la linea di centrocampo stretta e compatta, osservando sempre il suo riferimento diretto)

(alcune sequenze che dimostrano maggiore proattività nella pressione, anche alta) 

Triando le fila, direi che Antonio Kujundzic è un centrocampista interessante per l’idea che suscita nel vederlo giocare, più che altro per la semplicità e lungimiranza con cui entra nei flussi, capendoli e reinterpretandoli; e io credo che la sua abilità di facilitare il gioco, senza essere quindi labirintico o celebrativo, sia una forma particolare di personalità che senza dubbio lo aiuterà nel processo di apprendimento formativo, già a mio parere in via di forte delineazione.

Quanto agli scenari tattici, Antonio può essere impiegato come mezzala destra (o sinistra) di possesso e inserimento in una mediana a 3 (1-4-3-3 o 1-3-5-2), oppure all’occorrenza sia come trequartista di raccordo di un 1-4-3-1-2 (e varianti), che come centrocampista centrale/mediano di un tradizionale 1-4-4-2.

Analisi finale

  • Punti di forza: Comprensione del gioco
    - Movimenti - smarcamenti
    - Inserimenti con e senza palla
    - Tecnica applicata e tempi di gioco
    - Costruzione (regia corta)
    - Rifinitura
    - Balistica
    - Fase difensiva / pressing posizionale
    - Fase difensiva / pressing offensivo e timing intervento 1 vs 1
  • Punti di debolezza: Continuità nella fase difensiva - Regia lunga - Gioco aereo - Uso del piede debole
  • Valutazione complessiva:
  • A chi somiglia: Claudio Marchisio

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