Samuel Giovane: talento italiano classe 2003

INFORMAZIONI: Samuel Giovane

Nome: Samuel Giovane
Ruolo: Mezzala sinistra, centrocampista centrale
Data di nascita: 28/03/2003
Altezza: 181 cm
Piede: Sinistro

Samuel Giovane

A cura di Christian Maraniello

Qualche giorno fa l’amico Roberto Vattiato (coordinatore scouting – attività di base e pre-agonistica dell’Albinoleffe), che ringrazio, mi ha invitato ad assistere al torneo internazionale “Coppa Brianza – Torneo Fimer”, in Agrate Brianza, dedicato alla categoria 2002, e venerdi 23 c.m. abbiamo assistito alla prima giornata.

Avevo già segnato, per la rivista, il nominativo di alcuni ragazzi da visionare nuovamente, giusto per vedere l’evoluzione del loro percorso di crescita, e quando è arrivato il momento di Atalanta-Cortulua (squadra colombiana di buon livello), l’occhio si è soffermato immediatamente su Samuel Giovane, mezzala molto interessante del 2003, che già si era messo in mostra in nazionale al recente Europeo under 17, disputato da sotto età.

Figlio d’arte, il padre ha esordito in Serie B con il Cesena, il talento ravennate si è formato calcisticamente nel Cesena, dove è stato poi prelevato dall’Atalanta (per un milione di euro) insieme a Carnesecchi – da sempre vivaio molto attento alla crescita dei talenti – peraltro sborsando cifre importanti.

E se è vero che le capacità degli scout bergamaschi vanno di pari passo con le competenze tecniche degli istruttori, allora posso dire che la scommessa su questo ragazzo la stanno vincendo.

Avevo già visto alcuni spezzoni all’Europeo, dove Samuel, ripeto, giocando da sotto età, si è messo in luce realizzando una rete molto bella contro la Germania da posizione defilata, e servendo un assist decisivo per Udogie, nella semifinale contro la Francia, che ci ha permesso di arrivare ancora in finale contro l’Olanda.

Sottolineerei l’azione del n. 20 azzurro, all’80esimo di quest’ultima partita tiratissima, che ha evidenziato le notevoli capacità dinamiche e tecniche del lanky di Ravenna, il quale si incendia con uno strappo in ampiezza, e con pochi tocchi di palla in conduzione, arriva alla trasmissione mancina in area, orizzontale, per Udogie, che scaraventa in rete, liberando così un urlo collettivo che si è spento solamente nella galassia di Andromeda.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Venerdi, dicevo, assisto ad Atalanta-Cortulua: inaspettatamente la Dea, nel primo tempo, ma anche per buona parte della ripresa, subisce la corsa impressionante dei ragazzi colombiani, molto abili nel pressing alto, e poi nelle transizioni attive.

In quel casino disordinato emerge solo Samuel, che da solo riesce a calpestare – nella sua zona di competenza – qualsiasi velleità avversaria.

In questa partita Giovane ha dimostrato di avere una personalità superiore, perché in una partita oggettivamente difficile, ha saputo mantenere un rigore tecnico e fisico calibrandolo al match, ossia adeguandosi ai problemi strutturali della propria squadra.

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la completezza del suo repertorio e la versatilità naturale della propria meccanica.

Siamo abituati a vederlo giocare mezzala, ed è questo – secondo me – il suo ruolo, quantomeno se vi piacciono le categorie prestabilite, tuttavia (ecco perché parlo di duttilità) Samuel ha intelligenza tattica ben definita e longitudinale.

Ho raccontato sopra lo strappo di fuoco contro la Francia, in posizione di esterno sinistro; ma anche contro i colombiani il 7 neroazzurro ha saputo giocare in ogni zona del campo.

Il calcio vero, d’altra parte, non è il subbuteo. Il calcio è movimento. E’ spazio-tempo. E’ verticalità. E’ lettura.

Ho infatti notato in diversi frangenti che ad inizio azione, per evitare di porsi fronte-porta e ricevere il passaggio con l’uomo dietro, si è spesso abbassato sulla linea di Mallomo (il regista ordinato della squadra), con cui scambiava fraseggi per superare l’aggressione di quelle zanzare indemoniate.

In altre situazioni, invece, dettava il filtrante sull’ultimo terzo di campo, dove poi riusciva (non troppo spesso invero) a combinare con Faye, oppure con l’altra mezzala frizzantina Sidibe, aprendo così ad azioni offensive di rilievo.
Staccarsi dall’uomo e abbassarsi sulla prima linea, denota personalità.

Significa non avere paura di giocare a calcio. Significa saper aiutare la squadra in difficoltà, dando ai compagni soluzioni, linee di passaggio, uscendo con il fraseggio anche ordinato, oppure strappando in conduzione palla, creando così disconnessioni alle linee nemiche.

Dicevo prima delle sue capacità di non perdere mai il controllo anche in situazioni di conclamate difficoltà: al riguardo vi chiedo, se vi capiterà di guardare l’Atalanta o la nazionale giovanile, di soffermarvi sulla sua abilità di tenere sotto controllo, attraverso rapidi movimenti della testa, la posizione degli avversari e dei compagni intorno.
E’ una qualità che – a mio parere – dovrebbero avere tutti i centrocampisti moderni, e che invece difficilmente si riesce a trovare.

Queste sue letture propedeutiche aiutano poi a capire i motivi di ogni decisione che prende sul campo. Sa quando partire in verticale, appoggiando l’azione offensiva, e lo abbiamo visto diverse volte al torneo Fimer (oltre che in nazionale), e sa quando invece è meglio giocare ordinato, semplice, e adattarsi alla situazione del momento.

Samuel però sa anche adeguarsi alla guerra suburbana. E’ un giocatore generoso, elettrico, che non ti lascia mai da solo. E’ in possesso, infatti, di una fisicità altamente competitiva, che gli permette di saper lottare a tu per tu sia in contrasto e sia in velocità, riuscendo a coprire vaste zone del campo, anche in transizioni passive.

Si potrebbe quindi dire che Giovane non è solo un intermedio violento, dinamico, con buone capacità di governo (anche conservativo) del possesso, ma anche un’arma diretta per guadagnare metri di campo.

Chiaramente ha dei difetti, data anche la giovane età, come ad esempio il gioco aereo, oppure qualche errore nei tempi del pressing, od ancora la poca intensità nell’andare alla conclusione, ma sono certo che saprà migliorare, perché il ragazzo è davvero forte e – si dice – con la testa giusta.

In possesso di una spiccata personalità (è stato anche capitano a livello giovanile), Samuel non ha deciso di inseguire dei facili modelli: «Il mio idolo è Sergio Ramos per la sua personalità e proprio per le caratteristiche da leader. Nel mio ruolo il mio preferito è Saul ma mi piacciono anche Kolarov e Bale…». (tratto da ravennaedintorni.it)

Sulla posizione aggiungerei una cosa: si è detto del suo dinamismo e della sua capacità di orientarsi spazialmente in tante zone di campo, proprio perché sa allargarsi per facilitare il possesso ed il rimorchio, e sa anche aggredire gli spazi tra le linee, pertanto – un domani – potrebbe anche evolversi nel compito di trequartista incursore, in moduli differenti.

Ecco perché giocatori del genere sono sempre più ricercati.
E’ la evoluzione, signori. La modernità non annichilisce e affloscia il talento, ma lo porta in una dimensione superiore.
Bisogna saperci restare, però.

Analisi finale

Punti di forza: pressing, progressione in conduzione, versatilità, personalità.
Punti di debolezza: Può migliorare nel gioco aereo, nei tempi della giocata, e nella conclusione.
A chi somiglia: Hector Herrera
Valutazione: 3,5/5

(Fonte foto: www.zimbio.com)

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