Timothy Weah: 2000 – Stati Uniti

Nome: Timothy Tarpeh Weah
Ruolo: Ala sinistra, centravanti
Data di nascita: 22/02/2000
Altezza: 185 cm
Piede: Destro

BIOGRAFIA

Nel mondo del calcio, è sempre difficile portare sulle spalle della propria maglia il cognome che apparteneva ad un grande del passato, soprattutto se si ha una discendenza diretta. I figli d’arte, infatti, hanno sempre avuto questa “spada di Damocle”, il cui peso ereditato, gravato dalle aspettative dei tifosi, diventa talvolta soffocante per la crescita del talento.
Questa sorta di sortilegio, sembra per il momento, non aver colpito Timothy Weah (differentemente dal fratello maggiore, George Weah Jr, ormai senza squadra), erede del grande George, “Pallone d’Oro” e centravanti fantastico di Milan e PSG (ed ora anche presidente della Liberia).
Timothy è il terzo figlio del campione liberiano, nato a New York City (papà George acquistò una casa a New York, dove conobbe Clar, mamma di Tim), ha iniziato a giocare a calcio nei New York Red Bull, in seguito fece un provino con il Chelsea che andò subito a buon fine, ma il giovane centravanti dal triplo passaporto (statunitense, liberiano e francese), optò per il PSG nell’estate del 2014. “Ho sempre avuto un’attrazione per la Francia e per questa società, il Paris Saint Germain è la mia squadra preferita. Conoscevo la bontà del suo centro di formazione e poter vedere da vicino Ibrahimovic, Lucas e David Luiz è una cosa bellissima”, ha affermato il ragazzo dopo il tesseramento con il club transalpino.
All’inizio c’è voluto qualche mese per vederlo in campo in partite ufficiali, a causa di problemi burocratici, ma poi il ragazzo, appena ha avuto l’occasione, ha palesato le sue indubbie qualità.
Con il club parigino, Weah Jr ha subito dimostrato di avere doti fisiche e tecniche fuori dal comune e non a caso è stato inserito nel gruppo dei classe 99, lui che è solamente un 2000. Dopo aver realizzato una tripletta al suo esordio nel campionato di categoria con i ragazzini francesi, anche all’Al Kass International Cup (vinta dall’Aspire), prestigiosa competizione dedicata alla nostra corrispondente categoria allievi, Timothy ha immediatamente lasciato il segno, mettendo a segno una cinquina contro i cinesi dello Shanghai Shenhua, una prestazione che ha attirato l’attenzione di tutti i media internazionali. Il “piccolo Weah” ha segnato tutte reti di pregevoli fattura: di opportunismo, di potenza, di tecnica e persino di tacco.
Timothy in ogni intervista ripete sempre questa frase: “Vorrei seguire le orme di mio padre, ma farmi conoscere come Timothy Weah e non il figlio di George” e se questi sono i primi segnali, il suo obiettivo non è poi così tanto lontano.
D’altronde i responsabili del settore giovanile transalpino, hanno sempre puntato fortemente sul nazionale giovanile statunitense (ma vorrebbe vestire i colori della nazionale francese); Timothy è stato definito una sorta di fenomeno, il degno successore di Jean-Kevin Augustin (ora al Lipsia) ed Odsonne Edouard (ora ai Celtic di Glasgow), due centravanti scuola PSG, che in passato hanno lasciato il segno in prima squadra (il primo) e nelle competizioni giovanili internazionali (Edouard è stato il capocannoniere del penultimo europeo Under 17).
“Non lo dico perché è mio figlio, ma Timothy ha grandi qualità: è veloce, ha il fiuto del gol, legge il gioco e rispetta le indicazioni dell’allenatore. Non credo gli pesi il cognome che porta, conosce la mia carriera. E poi gli dico sempre che il talento non basta. Per sfondare bisogna lavorare duro”, queste le parole di papà George. (tratto da Le Parisien)
Ed effettivamente Timothy ha lavorato duro, imponendosi dapprima nel settore giovanile del club parigino (in particolar modo con l’Under 19 in UYL), poi con le diverse selezioni statunitensi. Con la nazionale americana, Weah ha partecipato al recente mondiale Under 17 disputato in India, dove ha segnato una splendida tripletta contro il Paraguay; la prima registrata da un giocatore della nazionale maschile statunitense a qualsiasi livello durante le fasi ad eliminazione diretta di una Coppa del mondo e la quinta assoluta di qualsiasi giocatore americano in Coppa del Mondo.
Recentemente Weah Jr è riuscito a debuttare in Ligue 1, in occasione della partita contro il Troyes del 3 marzo scorso, subentrando a 12 minuti dalla fine del match (ha anche “sfiorato” il gol). Weah si è poi ripetuto nella partita successiva, nel match contro Metz (un netto 5 a 0 per i parigini), giocando questa volta qualche minuto in più.
Nello scorso anno, Timothy Weah è stato inserito dal popolare “The Guardian” nella lista dei migliori talenti classe 2000 del mondo, un riconoscimento che in passato ha visto protagonisti giocatori che poi si sono affermati a livello internazionale.

CARATTERISTICHE TECNICHE E TATTICHE

Timothy Weah è un attaccante rapido, forte fisicamente (è alto 185 cm), potente, con un innato senso del gol e bravo a mettersi al servizio della squadra, svolgendo bene sia il gioco di sponda, tipico dell’attaccante di manovra, sia quello di finalizzazione, da vero bomber moderno. Tecnicamente dotato, forte nel gioco aereo, abile nel dribbling, soprattutto negli spazi larghi, non è un giocatore facile da marcare, in quanto la sua completezza in ogni fondamentale, lo rende veramente difficile da arginare per qualsiasi avversario. Timothy è un attaccante che può definirsi moderno, che ha nella progressione palla al piede il suo principale punto di forza. I suoi continui scatti ed accelerazioni, sono delle vere e proprie rasoiate per i lenti reparti arretrati avversari. A tutto ciò aggiunge anche un potente tiro dalla distanza; in nazionale è riuscito più volte ad andare a segno con dei veri “bolidi” da fuori area che si sono insaccati all’incrocio dei pali.
Tatticamente, Weah Jr è perfetto per svolgere il ruolo di centravanti di un tridente offensivo, ma anche quello di ala sinistra, posizione che ha ricoperto con gli Usa e che gli permette di accentrarsi ed andare al tiro con il piede destro. Per il modo di giocare ricorda molto il padre, ma almeno a livello giovanile, Timothy ha già mostrato una maggiore vena realizzativa e duttilità.

ANALISI FINALE

Punti di forza: Tecnica, dribbling, velocità, forza fisica.
Punti di debolezza: Maggiore continuità nell’arco dei 90 minuti.
A chi assomiglia: Jean-Kévin Augustin
Valutazione: 3,5/5

(Fonte foto: www.goal.com)

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