Matteo Spagnolli: talento italiano classe 2006

INFORMAZIONI: Matteo Spagnolli

Nome: Matteo Spagnolli
Ruolo: Mezzala sinistra/destra, trequartista
Data di nascita: 2006
Altezza: 167 cm.
Piede: Destro

Matteo Spagnolli

A cura di Christian Maraniello

Durante Brescia-Chievo under 15 di qualche settimana fa, mi ha lasciato un buona impressione complessiva la mezzala sinistra dei clivensi, Matteo Spagnolli, peraltro autore di una rete stilisticamente favolosa su calcio di punizione.

Mi ha colpito, oltre alle indubbie qualità balistiche, la consistenza tattica che garantisce all’interno dei vari momenti della partita, che si esplicano, essenzialmente, nel generare rapidi flussi di gioco, specialmente negli spazi e su metriche di campo avanzate.

Spagnolli quindi è un centrocampista offensivo dalle buone qualità in fase di possesso, mentre rivela ancora una certa immaturità fisica nella fase difensiva, che è un po’ lo snodo cruciale del nostro ecosistema giovanile, e sul quale andrebbe fatta un’analisi più approfondita.

Ovviamente non è questa la sede, ma permettetemi solo di richiamare il pensiero – che mi sento di condividere (anche se solo in parte) – di Maurizio Viscidi, attuale coordinatore delle nazionali giovanili, il quale in un webinar pubblicato dalla Figc il 30.4.2020, ha dichiarato che vi sono due differenze rispetto ad altre realtà (come la Francia, l’Olanda, l’Inghilterra ed il Portogallo): la prima “è che i nostri ragazzi mancano di intensità agonistica e fisica (…)”, mentre la seconda riguarda la tecnica “perché la stiamo disconoscendo”.

Se dunque è corretto il richiamo alla fisicità ed alla veemenza atletica, non altrettanto mi pare la fucilata alla negazione della tecnica, che immagino venga riferita a quella c.d. “applicata” in rapporto alla decodifica del gioco.

Per carità, i problemi ci sono, ma ritengo che la grossa difficoltà del nostro calcio non sia tanto di natura qualitativa, quanto più di natura temporale: cioè i club (quantomeno la maggior parte) non sanno aspettare i ragazzi, specie quelli più indietro fisicamente, come potrebbe essere (uso il condizionale) Matteo Spagnolli, il quale però, pur non avendo una struttura (ancora) convincente e nemmeno una continuità agonistica efficace, non sconfessa la qualità ed il pensiero, amplificandoli come punti di forza della propria maieutica.

Purtroppo non ci sono notizie sullo storico del ragazzo, se non che ha fatto un percorso iniziale della sua carriera al Nogaredo (scuola affiliata al Milan) e che è arrivato al Chievo due anni fa.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Matteo Spagnolli è una mezzala ibrida, di raccordo, che in apertura ho definito “offensiva” perché – di fatto – gioca molto verticale. Sa legare il gioco partendo da una “sweeper position” di sinistra, per poi offrire soluzioni e sequenze, in porzioni di campo aperte e liquide.


(in non possesso la metrica a rombo, 3+1, è evidente in questa diapositiva, dove Spagnolli, con il n. 8 segnato con il mouse, agisce come interno mancino)

L’ho vivisezionato in molte situazioni di gioco, cercando di trovare delle direttrici comuni del suo gioco, per cui direi di partire da due brevi gif, che a mio parere raccontano tutta la sua clinic:

(Spagnolli riceve nella ‘buffer zone’ di sinistra, e si infiamma attaccando lo spazio verticale, sino a subire fallo in prossimità dell’area. La conseguente punizione la batte lo stesso n. 8, che insacca all’incrocio)

(palla riconquistata dal Chievo e governata dal capitano, Sanseverino, il quale poi apre per Spagnolli. Il n. 8 attacca in conduzione le varie linee, e poi serve un filtrante architettonico per l’offendente)

Come vedete, il pensiero tecnico di Spagnolli è chiaro: non è un centrocampista borghese, ma più “open mind”, con una meccanica orientata per far arrivare la palla in zona rifinitura, utilizzando le sue doti condizionali che combina con una elevata creatività decisionale.

D’altro canto, nelle moderne richieste c’è una sempre maggiore attenzione all’evoluzione dei giocatori nell’ultimo terzo di campo, dove devono saper scegliere da soli. Nello specifico, la decisione di generare l’azione personale, come nel primo video, oppure di infiammarsi negli spazi ed offrire soluzioni con filtranti cosmetici (come nella seconda traccia) pertengono alla sua percezione rispettivamente visiva e “pre-visiva”.

Sul visivo non credo ci sia nulla da commentare, mentre un possibile frame “pre-visivo” lo si trova, appunto, nella seconda sequenza-video, quando Spagnolli, ancora prima di ricevere, visualizza la panoramica (pur non completa), ma solo per capire se lo spazio frontale è attaccabile (come poi sarà).
In questi casi, non si tratta di controllare il gioco in sé, bensì l’azione che si sta svolgendo, in totale autonomia iniziale, per poi interagire con l’ambiente.

Quanto ai modi di stare in campo, devo dire che Matteo sta interiorizzando molteplici combinazioni funzionali, nella sua maieutica. L’ibridazione di cui ho accennato prima deriva proprio dalle sue capacità di offrire soluzioni in porzioni di campo vaste, che crea da solo o attraverso metriche percettive, oppure con l‘attacco ad esempio in ampiezza.
In questo filmato notate la sua bravura nel farsi trovare tra le linee e creare immediatamente un fendente per la punta centrale:

(Il Chievo recupera palla e dopo una serie di scambi in mediana, il difendente – che mi pare essere Boateng – trova Spagnolli con un buon key-pass a superare la linea di pressione. Matteo riceve orientando e, dopo una brevissima occhiata longitudinale, serve immediatamente la punta)

In un’altra sequenza, vediamo un chiaro esempio di trasformazione di Spagnolli, che va ad occupare lo spazio lasciato libero sul binario, attivando un vantaggio funzionale:

(il capitano dei clivensi, Sanseverino, lotta e recupera palla, poi serve subito Spagnolli in ampiezza. Il n. 8 è bravo ad attaccare la profondità in corto, ed a servire un buon laser pass in mezzo)

Inoltre Spagnolli garantisce anche un possesso razionale con adeguata personalità, perché reclama palla e sa gestirla lucidamente. Per il vero non c’è una sofisticatezza particolare negli scarichi, perchè i suoi flussi sono forzati (e creativi) solo sull’ultimo terzo, come già evidenziato, mentre nelle posizioni più basse la metodica è sobria, pulita.
Credo che molto dipenda anche dalla panoramica che sembra rivelare sul campo, nel senso che l’ho percepito sempre attento sulla visione delle altezze, sulle distanze dagli avversari e sulle conoscenze dei compagni.
Osservate questo tracciante:

(il portiere, Barreras, inizia una nuova sequenza recapitando la palla al difendente sinistro, che serve un key-pass per Spagnolli il quale riceve, controlla con la suola. e poi apre il gioco sul n. 18)

Matteo poi ha qualità balistiche di forte impatto. Calcia con una variazione esecutiva di livello (di precisione o di potenza bisturica), segnando anche molte reti; e d’altra parte, avere un giocatore molto abile sulle palle inattive è una discriminante non indifferente nelle moderne concezioni.
Ve ne mostro qualcuna, in campionato, evidenziando che la bellissima punizione contro il Brescia è nel primo video della scheda, che avete già visto.

Parliamo ora della fase di non possesso, dove Spagnolli palesa discrete attitudini, anche se a mio parere deve crescere in intensità e forza. Da questo punto di vista mi è parso un po’ in difficoltà nel portare e reggere il contrasto, come si evince da queste due diapositive:

Per quanto riguarda invece i principi del pressing, mi pare adeguatamente prestativo: in diverse situazioni di gioco Spagnolli ha infatti mostrato di avere conoscenze dei compiti e soprattutto del timing della pressione, come difatti vi segnalo in queste due circostanze, dove vengono evidenziate anche corrette letture difensive:

Spagnolli, come vedete, dimostra buona intelligenza decisionale nell’aggressione, oltre ad una certa bravura nello schermare l’1 vs 1, temporeggiando e mandando l’avversario fuori dalla zona di pericolo, recuperando poi il possesso e creando una nuova sequenza.

Certamente la parte fisica è quella meno performante del ragazzo, per cui ritengo che il suo processo di crescita debba necessariamente passare attraverso il completamento della sua struttura atletica (ad oggi elastica, discretamente tonica, ma ancora un po’ indietro).

Il richiamo alla evidenza strutturale mi riporta alla apertura della presente relazione, ed alle affermazioni del coordinatore delle nazionali giovanili, M. Viscidi, a proposito delle differenze fisiche con giocatori di altre nazioni. Ecco, sotto questo aspetto il dato di fondo però non è l’evidenza, almeno per quanto mi riguarda, ma la costruzione di una identità.
E insomma, la edificazione passa dall’attesa, dalla formazione soprattutto. I ragazzi che non sono adeguatamente strutturati, ma che posseggono caratteristiche potenzialmente importanti (che siano tecniche, cognitive, condizionali), vanno aspettati. Non ci sono vie di mezzo: vanno aiutati con pazienza, lasciandoli liberi di percepire in autonomia il gioco, nella sua essenza poliedrica.
Ecco perché secondo me Matteo Spagnolli ha una prospettiva di buon livello, che mi ha convinto a portarlo nel nostro database.
Per quanto concerne, infine, gli scenari tattici, credo che Matteo potrà governare la sua metodica in diversi contesti, ed anche in posizioni flessibili, quindi sia come intermedio di qualità, ma pure come trequartista, così come esterno spurio, di regia.

Analisi finale

Punti di forza: tecnica applicata, attenzione selettiva, capacità condizionali, visione in corto-medio, filtranti, conduzione palla al piede, timing del pressing, balistica.
Punti di debolezza: rafforzarsi a livello muscolare, intensità fisica e motoria, migliorare nel gioco aereo, continuità all’interno dei momenti della partita.
A chi somiglia: Adam Maher
Valutazione: 3/5

(Fonte foto: Instagram)

 

 

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