Maksim Samoylov: talento russo classe 2003

INFORMAZIONI: Maksim Samoylov

Nome: Maksim Samoylov
Ruolo: Mezzala sinistra/destra, trequartista
Data di nascita: 22/03/2003
Altezza: 180 cm.
Piede: Destro

Maksim Samoylov

Maksim Samoylov, centrocampista di qualità della nazionale Under 17 russa, al momento in forza al Valenciennes, ha una storia veramente particolare. Infatti, il talento nato a Saratov il 22 marzo del 2003, dopo essere entrato a far parte dell’Academy dello Spartak Mosca, ha deciso di lasciare il paese a 11 anni, accettando di giocare per PSG.

Una scelta che ha avuto una certa risonanza in patria e che lo ha portato a ricevere le attenzioni del sito russo sport-express.ru, che gli ha fatto una bellissima intervista nel 2016. In quella intervista sono inserite oltre a delle immagini del giovane con la maglia del PSG, anche alcuni video dove effettua dei “tricks” degni dei migliori freestyler nel centro di Parigi.

Figlio d’arte (il padre Vitaliy è stato un ex calciatore), in Russia Samoylov giocava attaccante ma, dopo l’avvento in Francia, è stato impiegato nel ruolo di mezzala, dimostrando una grande padronanza dell’attrezzo del mestiere oltre ad una personalità da guerriero.

“Tutti hanno una squadra preferita: per alcuni è lo Spartak, per altri il Madrid, per altri il Barcellona…”, aveva dichiarato la mamma Valeria a sport-express. “Mentre Max ha sempre avuto in mente il PSG”. In realtà, a Maksim è sempre piaciuto anche il Barcellona, ma il salto dallo Spartak al club catalano lo ha sempre ritenuto troppo grande e, proprio per questo, ha preferito fissare nei suoi piani questa tappa intermedia a Parigi.

Continua la madre: “Maksim ha giocato per uno dei migliori club del paese, lo “Spartak”; era abbastanza famoso al suo livello e ha ricevuto premi ai tornei. A un certo punto Max si è trasferito alla “Lokomotiv”, ha giocato una partita in Turchia, dove è stato premiato come il miglior giocatore. Poi è tornato allo “Spartak”. Tutto è andato a modo suo.

Ma il sistema russo è piuttosto… particolare. Ad un certo punto, tutto è cambiato improvvisamente per Maksim, come ricorda la mamma:“Gli ho chiesto: “Com’è andato l’allenamento? Mi rispose con tono cupo: “L’allenatore mi ha dato un pallone e mi ha detto: ‘Vai a giocare'”. Il giovane talento russo stava cominciando a perdere interesse per il calcio, sentiva la mancanza di opportunità di crescita. Eppure Maksim aveva sempre voluto ottenere risultati seri.

“Max non ha partecipato a diverse partite. La gente diceva sempre di lui che era il migliore, ma l’allenatore diceva: “Questo Samoylov non può giocare”. Non sa giocare? Beh, non importa… Non voglio giudicare nessuno, ma non lo sto giudicando, ma ci sono allenatori che non si rallegrano dei successi dei loro allievi”, rimembra con dispiacere la madre Valeria.

Evidentemente non vi era stata meritocrazia nelle scelte e venivano preferiti i soliti raccomandati, Maksim ha sofferto molto questa situazione, a tal punto da affermare: “Preferisco giocare in cortile, sarà lo stesso”. Dispiaciuta dall’umore del figlio, Valeria ha deciso di inviare al PSG dei video relativi alle partite di Maksim.

Circa un mese dopo, la famiglia Samoylov ha ricevuto una risposta. “Siamo stati invitati a presentarci lì. Sinceramente, non mi aspettavo una risposta. Non ci stavo nemmeno pensando. Mentre Max continuava a dire fin dall’inizio: “Mamma, sono già lì”… Era così sicuro che continuava a ricordarmi: “Allora, ci hanno già risposto?”

“Sapevo che avrei avuto una risposta”, ha detto Maksim ricordando quel periodo.

“Ci siamo affrettati a sbrigare le formalità; non sembrava che andassimo in Francia, ma dai nostri vicini. Siamo volati a Parigi. Maksim sapeva già parlare un po’ di francese. Sentivamo che il suo sogno si stava avverando. Max traboccava di emozioni. Mentre io volevo solo aiutare mio figlio ad avvicinarsi al suo sogno.”

Il provino si è svolto a Saint-Germain-en-Laye, a 20 chilometri da Parigi. “I francesi sono un’altra storia, non sono affatto come noi”, ha dichiarato Valeria. Tutto è andato subito bene e i genitori degli altri bambini erano molto curiosi di vedere il “piccolo russo”. Max ha fatto subito intravedere di che pasta è fatto lasciando tutti a bocca aperta, con grande orgoglio e soddisfazione della madre che, terminato un progetto di lavoro in patria, si è trasferita a vivere a Parigi.

Nonostante fosse svincolato dallo Spartak, ci sono volute più di tre settimane affinché Max potesse giocare la prima partita con il PSG, a causa dei soliti problemi burocratici. Successivamente, Samoylov si è adattato al nuovo ambiente, non senza qualche difficoltà iniziale (veniva preso in giro per i risultati della Russia e una volta i compagni gli hanno rubato i biscotti nello spogliatoio), palesando una notevole intelligenza ed anche una buona padronanza della lingua francese.

Max si è messo in grande evidenza sul campo di gioco, creandosi una certa fama (era definito lo “Zlatan russo con il cuore di Iniesta”, la gente gli chiedeva continumente: “Sei russo? Abbiamo sentito parlare di te!”

Purtroppo non sempre è tutto rose e fiori infatti, tutti i migliori giovani talenti francesi venivano convocati al Centro Nazionale di Calcio di “Clairefontaine”, ma Samoylov non poteva prendervi parte in quanto russo. Nonostante questo, l’allenatore del PSG aveva invitato i suoi colleghi a prendere in considerazione Max: “Dovete vederlo!”. Max è stato così ammesso alle prove. All’ingresso, alcuni genitori erano indignati: “Non sei francese, cosa ci fai qui? Ma Max ha superato senza problemi diverse selezioni di base, dove il tasso di esclusione è molto alto. Prima dell’ultima prova, i bambini trascorrono l’intera giornata insieme: gli allenatori osservano il loro comportamento a tavola, i loro rapporti tra loro, il modo di parlare; vengono interrogati sui risultati scolastici.

Ma Max non è riuscito a qualificarsi. Alla sesta fase, durante un controllo medico, il medico aveva trovato improvvisamente una ferita al ginocchio del ragazzo e gli proibì di partecipare ulteriormente.

E’ stato un doppio colpo terribile per Max il quale, oltre a non entrare a far parte del centro federale, non avrebbe potuto partecipare ad un torneo dove erano presenti team del calibro di Manchester City e Juventus, ai quali avrebbe voluto far vedere le sue abilità.

“Ho calcolato che avevo esattamente tre mesi di tempo per recuperare dall’infortunio prima del torneo internazionale”, ricorda Maksim. “Il mio ginocchio era guarito. Quando mancava solo una settimana alla partita, ho potuto giocare una partita regolare e mi sono rotto il polso. Inoltre, abbiamo perso ai rigori e non sono riuscito a segnare. Ero terribilmente deluso, perché mi sono reso conto che, a quanto pare, non sarei stato in grado di giocare in coppa.”

Nonostante avesse il braccio fasciato e avvertisse ancora un forte dolore, Max ha preso parte a tutti gli allenamenti, colpendo il tecnico per la grande abnegazione e forza di carattere. Il giovane russo è riuscito a giocare il torneo, ma non è andato bene, in quanto aveva ancora dolore e non riusciva neanche a correre con naturalezza. Un grande peccato per lui, che non ha potuto palesare il suo talento davanti ad una importante platea.

Samoilov si è però fatto forza e ha addirittura aumentato i giorni di allenamento, andando ad allenarsi con un’altra categoria. “I ragazzi della mia squadra mi chiedevano: per quale motivo lo fai? Io rispondevo: Perché lo voglio. Se non vuoi, è un tuo problema. Mamma mi chiedeva chi erano i miei amici. Ho detto: “Nessuno. Sono tutti in vacanza”. (tratto da www.sport-express.ru)

L’esperienza al PSG si è conclusa nell’estate del 2018, dopo aver segnato 11 gol e sfornato 14 assist, con Samoilov che si è trasferito a parametro 0 al Valenciennes (che ha battuto la concorrenza di altri team transalpini), club che gli ha già dato la possibilità di allenarsi con la prima squadra.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Maksim Samoylov è una mezzala dalle attitudini prettamente offensive, un giocatore dotato di una buona visione di gioco e di una notevole tecnica di base.

Abile nella conduzione della palla anche negli spazi stretti, in possesso di una buona progressione palla al piede (è bello da vedere quando mette in moto le sue lunghe leve), privilegia indubbiamente la fase di costruzione del gioco a quella d’interdizione.

Bravo dalla trequarti in avanti, sa muoversi tra linee, illuminando il gioco con passaggi filtranti di rara precisione.

Abile negli inserimenti offensivi, ha inoltre delle spiccate capacità balistiche che lo rendono molto pericoloso dalla media-lunga distanza e su calcio piazzato.

Fisicamente longilineo, deve ulteriormente rinforzare la sua struttura corporea in modo da essere più competitivo nei contrasti e nei duelli spalla a spalla. Inoltre, può perfezionare la fase difensiva e, in certe occasioni, velocizzare i tempi di gioco.

E’ un grande lavoratore, un ragazzo ambizioso e determinato, che non sembra patire particolarmente le pressioni esterne.

Tatticamente versatile, può agire da mezzala, centrocampista centrale con compiti offensivi e trequartista.

Analisi finale

Punti di forza: Tecnica, passaggi, dribbling, visione di gioco, controllo di palla, personalità, verticalizzazioni, capacità balistiche, calci da fermo.
Punti di debolezza: Deve rafforzarsi fisicamente, migliorare nella continuità e perfezionare la fase difensiva.
A chi somiglia: Adrien Rabiot
Valutazione: 3/5

(Fonte foto: m.sport-express.ru)

 

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