Karel Michlik: talento ceco classe 2004

INFORMAZIONI: Karel Michlik

Nome: Karel Michlik
Ruolo: Terzino sinistro
Data di nascita: 13/09/2004
Altezza: 181 cm.
Piede: Sinistro

Karel Michlik

A cura di Christian Maraniello

La ricerca del sommerso prosegue in Repubblica Ceca, dove ho seguito con attenzione l’accademy del Banik Ostrava, ed in particolare l’under 17, dove gioca un terzino sinistro che possiede molteplici conoscenze dei flussi di gioco: Karel Michlik, classe 2004.

Parlo di “conoscenze” per identificare attitudini subacquee che purtroppo sono sottovalutate nell’anamnesi dei singoli profili, ma che ritengo debbano essere maggiormente focalizzate nell’attività di scouting, specie con riguardo a determinati ruoli, ormai trasformati – come noto – in funzioni.

Ora, i motivi sono tanti, ma il principale – quantomeno con riferimento agli esterni bassi – è che hanno un condizionamento tale da orientare lo sviluppo strutturale della squadra, grazie ai diversi compiti che devono saper svolgere nelle varie situazioni.

E d’altro canto, Michlik appartiene a questa nuova genesi, soprattutto per la sua flessibilità sistemica, che gli permette di essere prestativo nella fase difensiva, nella costruzione dal basso (oltre che nel possesso), ed al contempo prepotente e creativo in porzioni di campo aperte, garantendo ampiezza, ma soprattutto efficacia selettiva in zona rifinitura/terminale.

Creatività e costruzione sono la sommatoria di un processo di apprendimento che comincia sin da piccoli, grazie ai formatori visionari (e purtroppo da noi ci sono pochi avamposti), ma soprattutto a questi ragazzi che poi, sul campo, portano avanti per sinapsi chimiche questi principi, secondo fattori che definirei emozionali.

Chiaro che poi sono anche di fondamentale importanza le statistiche ed i rating, che raccontano tanto i cambiamenti del calcio quanto le trasformazioni dei giovanotti stessi, come i numeri sui passaggi chiave o le assistenze dei moderni terzini, così come i livelli di incisività offensiva, che nel caso di Karel Michlik sono di forte impatto.

Ne parleremo più avanti, perché prima – come di consueto – devo dar conto del suo bagaglio storico: Michlik, infatti, inizia a giocare molto presto nel FC Koprivnice, sino al 2013 quando viene acquisito dal Banik Ostrava, dove si fa tutta la trafila, guadagnandosi le convocazioni delle varie categorie in nazionale giovanile, a partire dall’Under 15 ad oggi, in Under 17.

Segnalerei anche che Karel, con il Banik Ostrava, ha vinto due campionati nazionali Under 15 ed Under 16, ed in quest’ultimo caso con uno score personale di ben 4 reti e 4 assist decisivi, numeri che gli hanno permesso di entrare nel mirino del Chelsea.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Karel Michlik è un esterno basso sinistro di struttura elastica, dotato di capacità condizionali impattanti, buona padronanza dei fondamentali tecnici, ed adeguata comprensione del gioco.

La sua interpretazione è intelligente ed al contempo elettrica, dinamica, perché è un terzino abile a mantenere la linea ed a dare copertura nelle transizioni passive, garantendo una più che buona efficacia scegliente, ampiezza ed attacco violento in profondità, valorizzando – in sintesi – i complessi principi di gioco nelle due fasi.

Prima di entrare nel dettaglio, mi soffermerei un attimo sui parametri fisici, che nello screening sono una discriminante non indifferente.
E dunque, Michlik è alto 1.81 con peso forma di 73 chili; da video appare classificabile con la scala NL, ossia normotipo che tende al longitipo, con baricentro medio-alto, nonchè muscolatura sviluppata negli arti superiori e trofica in quelli inferiori.

Karel possiede una più che buona mobilità tibio-tarsica ed articolare, a cui combina una adeguata elasticità muscolare. Inoltre ha forza esplosiva e massimale, porta e regge il contrasto, ed è potente nella corsa, allungando reiteratamente oltre i 30 mt. In tal senso direi che è veloce, mentre nel breve è discretamente rapido, rivelando comunque una notevole forza resistente.

Partiamo allora dalla sua meccanica di gioco nella narrativa del campo.
Inizio l’anamnesi con una di quelle caratteristiche che in apertura ho definito ‘subacquee’ e che considero di fondamentale importanza: la capacità di generare il c.d. vantaggio funzionale.
Di questa metodica ne parla diffusamente Mister Alessandro Vittorio Formisano (attuale allenatore del Perugia Calcio under 19), e significa la comprensione dello spazio libero da invadere, con la chiara consapevolezza della funzione svolgente.
Guardate questo breve frame che ho creato durante la partita contro il Mlada Boleslav:

(costruzione bassa con possesso nei piedi di Maxim Obuch che scarica largo su Michlik, il quale in un fazzoletto stoppa e salta con un dribbling tribale l’avversario, guadagnando metri e tempi in conduzione, che poi termina con un passaggio nello spazio)

Come si nota chiaramente, Michlik entra prepotentemente nel flusso superando la pressione avversaria con una giocata tecnica, conquistando così il vantaggio funzionale da invasore, con una azione molto rapida (di soli 5 secondi).

Sono concetti evoluti che vanno analizzati anche in queste fasce di età. Disattivare il pressing con la rottura degli spazi danno una connotazione coraggiosa al profilo. E’ istinto, creatività, ma soprattutto – e torno ancora all’apertura – conoscenze.
Esse poi si riverberano anche sulla personalità e Michlik ne è pervaso. E’ un giocatore proattivo, che offre appoggi, sostegno, gamba e sequenze offensive efficaci. Contro il Viktoria Plzen è stato devastante per metri guadagnati, volume di gioco espresso sulla catena, ma soprattutto per l’elevata incisività offensiva, di fatto spaccando la partita.
Vi mostro due traccianti dove Karel ha inventato due assist dal binario:

(fase di possesso con la palla al portiere, Martin Hruby, che fissa per una frazione di secondo e poi scarica un key-pass lungo per Michlik, che riceve palla orientandosi, conduce annusando il taglio di Denis Latal, che puntualmente arriva. Il filtrante alto di Karel è talmente clinico che Latal deve solo superare il portiere [Burgert], come poi fa, con un pallonetto grazioso)

(riconquistato il possesso si attiva una transizione positiva, con lo scarico sul n. 6, Maxim Obuch, il quale controlla in avanti e serve immediatamente largo Michlik, che a sua volta non perde tempi di gioco, controlla in corsa e recapita un cross cosmetico, a mezza altezza, per Matyas Bitta, che poi segna)

C’è un chiaro pensiero tecnico nella sua maieutica, supportata da una padronanza che non è normale per il ruolo che svolge, e lo si vede da queste trasmissioni che riportano più a giocatori offensivi che difensivi. Michlik legge i movimenti dei compagni e la linea da far percorrere alla palla anche con geometriche in lungo spettro.

Al di là però dell’assistenza in sé, pur determinante nei rating, ciò che vorrei stigmatizzare è la interpretazione del gioco di Karel Michlik, in spazi di campo aperto. Le transizioni con uno sviluppo verticale e rapido generano occasioni pericolose, tanto da farlo diventare un ingranaggio vitale nelle sequenze.

Ma è chiaro che è tutta l’organizzazione che recepisce i vantaggi di simili giocate e d’altro canto possedere un target elevato sulle altezze e sui “carrileros” (come le chiamano in Spagna), determinano interazioni sulle singole complessità della partita, semplificandole.
In buona sostanza, Michlik non è un giocatore borghese, conservativo, bensì verticale e con visione panoramica del campo, oltre che un orientamento spazio-tempo sviluppato.
Tuttavia Karel non è solo abile nell’assistenza, bensì anche nella parte finalizzativa. Vi mostro due gol realizzati contro l’Opava e contro il Pribram:

(conduzione sul binario destro arrestata da un fallo, ma l’arbitro lascia il vantaggio: Radim Sudak è lesto nel prendere possesso della sfera e recapitarla nello spazio a Michlik, che come vedete è altissimo sulla linea degli attaccanti, e conclude a rete)

(calcio d’angolo a favore: la palla arriva fuori area a Michlik, il quale controlla e scarica una frustata potente di destro)

Michlik, come vedete, gioca con entrambi i piedi, anche se ovviamente quello forte è il sinistro, ma nella realtà non vi sono grosse problematiche posturali sul destro. Certo, l’utilizzo che ne fa è sobrio, diciamo razionale. Contro il Mlada Boleslav ci sono due situazioni di gioco molto interessanti, dove al di là degli aspetti tattici (che subito analizzerò) vi è un impiego corretto del piede debole:

(rimessa a favore che batte Michlik. La palla gli ritorna ed inizia una combinazione rapida a tre, con vertice. Karel esce dalla pressione e dal caos, pennellando in piena autonomia un cambio-gioco clinico, attivando una nuova azione sul lato opposto, con un 1 vs 1 in campo aperto)

(costruzione bassa, con il portiere Martin Hruby che serve un key-pass a Tomas Malon, in mediana, il quale immediatamente allarga su Michlik, posizionato altissimo sull’ultimo terzo di campo. Ricezione in corsa e lancio preciso per l’esterno opposto)

Mi pare evidente come Michlik abbia interiorizzato il cambio-campo come work rate progressivo: sia che entri in densità palla (produco a sinistra per attaccare a destra) che in spazi aperti, le decisioni prese in libera autonomia mostrano un grado di serietà calcistica adeguato. Penso sia anche un chiaro esempio di intelligenza decisionale e selettiva, che peraltro viene in rilievo altresì nella fase difensiva. In questa specifica attitudine ho sempre pensato che contino moltissimo, nella fascia di età in analisi (e soprattutto nel ruolo), i tempi dell’intervento più che la gestione in sé.
E devo dire che proprio sul timing Karel commette ancora errori di valutazione, così come nella interpretazione delle traiettorie, specie sui rilanci. Vi mostro un filmato che testimonia quanto appena detto:

(c’è un rilancio avversario che Michlik non interpreta adeguatamente, e difatti salta a vuoto, anche se poi recupera di slancio)

Per quanto riguarda comunque la parte difensiva pura, a mio parere Karel è un difendente che rivela buone attitudini nel marcamento, sia diretto che indiretto. Sull’uomo di norma va sull’anticipo, palesando un discreto senso dell’attenzione, mentre l’ho visto particolarmente proattivo nelle marcature preventive, dove in effetti mostra parametri interessanti.
Ho selezionato due brevi traccianti, ma sono parecchie le situazioni dove Michlik attacca alto il portatore riattivando nuove transizioni:

(l’azione è sviluppata sul binario sinistro, quando il difensore del Viktoria Plzen allontana trovando l’esterno che tuttavia sbaglia il controllo, grazie anche alla pressione corretta ed aggressiva di Michlik)

(Stauber, del Plzen, cerca l’azione personale a sinistra, ma Michlik di forza lo contrasta rubando palla senza fallo. Si genera così una nuova sequenza transizionale, che Karel segue con la solita serietà e facilità di corsa)

Eccoci quindi alla parte conclusiva della relazione, che giocoforza porta opinioni personali sul profilo di Michlik.
Allora, partirei da una breve premessa caratteriale, che ritengo utile per poi amalgamare la sua prospettiva generale, specie a livello di contesti futuri.
Dunque, dall’analisi video mi pare che il ragazzo sia un giocatore particolarmente equilibrato e corretto. Mi piace parecchio la sua serietà nei vari momenti della partita: in primo luogo perché non perde mai il controllo della medesima, né di se stesso, e poi perché ci mette sempre temperamento e voglia, trasmettendo una evidente matrice emotiva ed animica.
Come ho già scritto in passato, per esempio a proposito di Lucas Rousseau, i giocatori di personalità avranno sempre un feedback maggiore rispetto agli altri, aumentandone la possibilità di avvicinarsi all’elitarismo.

Quanto agli scenari tattici, pur non amando i numeri dei moduli, devo dire senza grossi problemi che Michlik può giostrare in ogni contesto, che sia conservativo o verticale: partendo basso in una linea a 4, oppure a tutta fascia come wing-back nel 3-5-2 (e sue varianti), oppure anche, all’occorrenza, come esterno più avanzato.

Chiaro che le sue capacità condizionali e la sua forza fisica forse ne suggerirebbe un impiego in contesti con metriche d’ingaggio alte ed aggressive, così da poter sfruttare appieno il suo attacco della profondità, le coperture in campo aperto e le marcature preventive.

Ho qualche dubbio, invece, sulla sua possibile trasformazione come terzo centrale di una linea a 3, che in quest’ultimo periodo sta prendendo forma un po’ ovunque, specie tra i grandi.

Ecco, una cosa però: Karel ha masterizzato probabilmente la capacità più importante nel calcio, che è la “decision making”. Ho trovato la sua libertà discrezionale nel scegliere la giocata opportuna come un forte sintomo di lucidità relazionale. Ma ci sarà sempre qualcuno che parlerà di irrazionalità o – peggio – di incoscienza.
Niente di tutto questo. E’ solo positività.
E guai ad interrompere queste piccole grandi conquiste. Come infatti scriveva uno dei principali studiosi inglesi del 1700, oltre che poeta, Thomas Gray, “la gioventù sorride senza alcuna ragione. E’ una delle sue principali magie”.

Analisi finale

Punti di forza: capacità condizionali, tecnica selettiva, controllo palla in conduzione, personalità, ampiezza, balistica, intensità di gioco, movimenti e smarcamenti, tempi del pressing, marcature preventive.
Punti di debolezza: migliorare nelle letture difensive, nel marcamento diretto, nel gioco aereo, ed irrobustirsi.
A chi somiglia: Eduard Sobol
Valutazione: 3,5/5

(Fonte foto: Instagram)

 

 

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