Match Analysis: l’analisi tattica di Juventus – Empoli (Campionato Primavera)

Match Analysis: Juventus-Empoli, prima giornata campionato Primavera

Analisi Juventus – Empoli (3-0)

(a cura di Laerte Centini e Christian Maraniello)

Juventus ed Empoli si affrontano nel primo turno del Campionato Primavera 1.
Le due squadre hanno proposto il medesimo sistema di gioco, ovvero il 4-3-1-2, affrontandosi a specchio, interpretandolo però in maniera diametralmente opposta.
L’Empoli ha palesato fin da subito problemi in fase di costruzione, la marcatura di Abou sul play avversario ha costretto spesso una mezzala azzurra ad abbassarsi per poter ricevere palla e formare una linea di costruzione 2+2.

L’Empoli decideva di lavorare più sulle linee di passaggio, schermando la zona centrale di campo in fase di costruzione juventina, ma rinunciando con Bozhanaj ad andare sistematicamente su Leone, che aveva così modo di far valere le sue doti di regia.

Trattamento diverso invece riservato ad Abou, seguito a uomo da Asllani quasi in ogni zona di campo.

Il “motore” superiore delle mezzeali bianconere Tongya (leggi qui la scheda) e Ahamada (leggi qui la scheda) permetteva ai due di uscire in pressione forte sui terzini per poi riuscire comunque a tornare in posizione ed essere pronti a scalare in marcatura o raddoppiare con i tempi giusti. Questo lavoro non è riuscito alle mezzeali dell’Empoli, meno dotate dal punto di vista fisico, che privilegiavano l’occupazione della zona centrale del campo, concedendo però molte situazioni di palla scoperta. Così facendo hanno sofferto le proiezioni offensive dei due terzini bianconeri e soprattutto i cambi gioco (come in occasione del primo gol).
Questo sistema è certamente frutto della meccanica dell’anno scorso, quando l’Empoli, con Zauli in panchina, preferiva giocare con un sistema che prevedeva l’occupazione degli spazi, in non possesso, e con frequenti movimenti sull’ultimo terzo di campo in transizioni attive.
A nostro parere l’Empoli sta trovando difficoltà maggiori nel ricambio. L’anno scorso, infatti, la mediana a tre era ben amalgamata, e non c’era particolare sofferenza nelle sortite avversarie. Ricci fungeva da vertice basso, dove poteva dare ordine ed equilibrio (leggi qui la sua intervista che ci ha rilasciato in esclusiva), mentre lo staff tecnico (l’ex Zauli) aveva trovato una grande intesa nei mezzi spazi con Belardinelli e Montaperto a scambiarsi di posizione sull’ultimo terzo di campo.
Era una alchimia che ha consentito alla squadra di salvarsi. Lo stesso Belardinelli infatti ci ha raccontato (leggi qui l’intervista esclusiva) che l’input del coach (oggi alla Juve) era “grande movimento e applicazione”.
Ricci è in prima squadra, mentre Montaperto è in prestito alla Pianese. Sono assenze pesanti, al momento.
La Juventus, invece, come soluzione privilegiata ha cercato con successo il fuori linea della mezzala sull’esterno, creando poi la superiorità con il trequartista Abou che si allargava e con il terzino che accompagnava. Se non trovava sbocco, dopo aver sovraccaricato il lato, la squadra bianconera ribaltava velocemente il gioco.

Diversa l’interpretazione dell’Empoli, che ha provato con il suo numero 10 Bozhanaj a trovare spazio tra le linee trovando però pochi sbocchi centralmente, tanto che Mister Buscè nel finale di tempo si è messo a 3 davanta con Ekong a destra, Lipari al centro e Bozhanaj a sinistra creando qualche difficoltà in più alla retroguardia bianconera, soprattutto con Ekong.

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