Come diventare scout nel calcio

Sono in tanti negli ultimi tempi che, affascinati e ammaliati dal mondo del pallone, vogliono capire come potersi avviare alla professione del talent scout.

In Italia, ogni appassionato di calcio è sempre convinto di avere fiuto nello scouting e di saper riconoscere a prima vista se c’è del potenziale in un giocatore. Ecco perché in tanti si domandano come si possa fare per diventare un osservatore calcistico.

La passione per il pallone e l’assistere a tante partite da soli però non bastano per poter dire di essere portati per fare l’osservatore di calcio. Il percorso per ottenere il patentino ed iniziare a collaborare con le varie società non è così immediato come invece si potrebbe credere.

Vediamo allora quali sono gli step necessari da fare e le competenze necessarie per diventare un osservatore di calcio e iniziare a collaborare con i vari club.

Come diventare talent scout nel calcio? Tutti gli step per l’abilitazione

Come per il procuratore sportivo, anche per il ruolo di osservatore calcistico è necessario ottenere un patentino rilasciato dalla FIGC. La sola passione o presunta competenza nel settore, non basta infatti da sola per poter praticare la professione.

Per lavorare con le società professionistiche occorre prendere parte al corso di osservatore calcistico. Il bando solitamente viene pubblicato con cadenza annuale, con le lezioni che poi si svolgono a Coverciano. Al termine del corso c’è un esame da dover superare, passato il quale si viene iscritti all’apposito albo degli osservatori calcistici per società professionistiche.

Oltre al corso osservatore di calcio Figc, anche diverse aziende private organizzano dei percorsi per preparare e formare persone che vogliono avvicinarsi al mondo degli osservatori calcistici.

Al termine di questi cicli di lezione solitamente vengono rilasciati dei certificati di frequenza. Naturalmente il prendere parte a questi corsi non determina l’iscrizione all’albo FIGC.

Tra le aziende private la più famosa è sicuramente la Rete Osservatori Italia (R.O.I.), attiva in Italia dal 2009. Dopo aver seguito uno dei workshop o corsi online organizzati, si riceve un attestato che può essere un inizio per avviare collaborazioni con società minori o settori giovanili.

La professione dell’osservatore di calcio giovanile e non

Non è facile diventare un buon osservatore calcistico. Per prima cosa va detto che la professione non è delle più semplici. Ogni settimana si devono macinare tanti chilometri, sia in Italia ma anche all’estero, per vedere più partite possibile.

Anche la concorrenza non manca assolutamente, quindi è fondamentale acquisire un ricco bagaglio di conoscenze prima di iniziare.

Alla base del lavoro dell’osservatore di calcio c’è il rapporto dettagliato che ogni volta va stilato per ogni giocatore osservato.

Un osservatore di calcio può lavorare sia per una società che in modo autonomo. Nel primo caso è il capo degli osservatori oppure il direttore sportivo a dettare le linee guida, sarà poi a lui che si dovranno presentare i rapporti sui giocatori visionati.

Se invece si lavora in modo autonomo, fondamentale in questo caso è avere una fitta rete di rapporti con procuratori, agenti FIFA e colleghi che lavorano per i vari club. In questo caso di volta in volta si fanno accordi specifici.

Redigere un rapporto più completo ed esaustivo possibile è il modo migliore per iniziare ad essere apprezzati in questo lavoro.

Ogni giocatore va valutato a 360°, non limitandosi quindi alle sole capacità tecniche. Anche gli aspetti atletici e comportamentali sono di uguale importanza nel computo del giudizio complessivo, soprattutto quando si tratta di giovani giocatori.

Come fare scouting nel calcio? I segreti per redigere al meglio un rapporto

Solitamente il rapporto di un osservatore di calcio si divide in cinque parti.

La prima è quella dove c’è la descrizione delle capacità tecniche del calciatore, mentre nella seconda si parlerà di quelle tattiche. Da queste prime due parti dovrà uscire la radiografia di come il giocatore si muove in campo e i punti di forza.

Nella terza parte invece si passa alla descrizione delle caratteristiche atletiche analizzando parametri come la velocità, lo scatto, la forza, l’elevazione, il baricentro e la reattività.

Nella quarta parte si passerà ad elencare le caratteristiche comportamentali. Il modo di comportarsi di un calciatore in campo, come si relaziona con i compagni e con gli avversari, sono aspetti fondamentali tanto quanto la capacità di dribblare o calciare.

Nell’ultima parte infine si stilerà un giudizio complessivo sul ragazzo, elencando i pregi e i difetti. L’osservatore di calcio deve avere quindi conoscenze vaste e approfondite sugli aspetti tecnici, tattici e atletici, ma anche ottima capacità di giudizio sull’aspetto psicologico di ogni calciatore. (tratto da www.money.it)

Quanto guadagna un osservatore di calcio

Naturalmente lo stipendio varia in base all’esperienza dell’osservatore. Un osservatore di calcio giovanile alle prime armi può percepire anche un semplice rimborso spese, ma un capo scouting di un settore giovanile di una società importante può guadagnare anche 7-8.000 euro.

Tra gli osservatori di calcio famosi e affermati, i guadagni sono molto buoni, senza contare che spesso svolgono questa attività come secondo lavoro.

La nascita dell’associazione italiana degli osservatori di calcio ha regolamentato questa professione, ma trovare offerte di lavoro come talent scout nel calcio è quasi impossibile.

Purtroppo prevale ancora la classica logica italiana che non prevede la meritocrazia, ma il clientelismo e le raccomandazioni. In sostanza se non si è già parte dell’ambiente calcio e se non si hanno amicizie “importanti” è veramente difficile poter lavorare in un contesto così chiuso.

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