Esclusive WFS: i migliori talenti dell’Europeo Under 21 2019 in Italia

Quinta vittoria per la Spagna all’Europeo Under 21!

La Spagna ha vinto il suo quinto europeo Under 21, raggiungendo l’Italia in vetta alla classifica dei titoli vinti in questa categoria.

La finale contro la Germania ha avuto poca storia, gli uomini di De la Fuente hanno subito sbloccato il risultato con un bel tiro di Fabian Ruiz (miglior giocatore della manifestazione), per poi chiudere la partita con un bel pallonetto di Dani Olmo, su una corta respinta del portiere teutonico Nübel.

Le altre due squadre che sono riuscite a classificarsi ai giochi olimpici di Tokyo, sono state la Francia e la sorprendente Romania del figlio d’arte Ianis Hagi. I rumeni, accompagnati costantemente dal loro numeroso pubblico (sembrava giocassero in casa), hanno fatto della grande solidità difensiva e dell’imprevedibilità dei trequartisti, i loro principali punti di forza.

La kermesse continentale, disputata quest’anno in Italia, è stata caratterizzata dal buon gioco e soprattutto dal gran numero di reti complessive.

Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una panoramica dei migliori prospetti presenti al torneo, analizzandoli squadra per squadra, realizzando, infine, la classica Top 11 dell’Europeo Under 21 (il cui link è presente a piè pagina).

SPAGNA: Le giovani “Furie Rosse” hanno messo in mostra la loro notevole cifra tecnica, aggiunta al classico gioco fatto di fitti passaggi ed improvvise accelerazioni. Tra gli uomini di Mr. Luis de la Fuente si è indubbiamente distinto il centrocampista offensivo (ma non solo), Dani Ceballos (1996) del Real Madrid, giocatore straordinario, dotato di una tecnica sopraffina e in grado di fare la differenza in ogni momento della partita. Altri elementi della rosa spagnola che hanno disputato un buon europeo sono stati: il mediano/regista Marc Roca (1996) dell’Espanyol, il centrocampista Mikel Merino (1996) della Real Sociedad e, soprattutto, il “napoletano” Fabian Ruiz (1996), leader della squadra e miglior giocatore dell’Europeo. Sulla corsia sinistra, ha confermato le sue grandi doti tecniche e atletiche, il terzino Júnior Firpo (1996) del Betis Siviglia, molto bravo ad attaccare, ma carente difensivamente, mentre sulla fascia opposta ha convinto Martin Aguirregabiria (1996) del Deportivo Alavés. Sulla trequarti la Spagna ha sfoggiato il suo arsenale pesante e, oltre al già citato Ceballos, si sono distinti l’ala sinistra Carlos Soler (1997) del Valencia, l’ala destra Mikel Oyarzabal (1997) della Real Sociedad, il tecnico Dani Olmo (1998) della Dinamo Zagabria (3 reti per lui) e il centrocampista offensivo, nuovo acquisto del West Ham, Pablo Fornals (1996).

ITALIA: Tra gli “Azzurri” di Mr. Gigi Di Biagio, va sicuramente citato Federico Chiesa (1997) della Fiorentina, vero trascinatore della squadra con le sue continue progressioni sulla fascia di competenza. In difesa ha convinto il difensore centrale dell’Atalanta Gianluca Mancini (1996), bravo in impostazione ed energico nei contrasti. Quando è stato impiegato (forse troppo poco), è piaciuto Sandro Tonali, il classe 2000 del Brescia ha confermato le sue qualità tecniche e la personalità spiccata. Sempre in mediana, si sono distinti i migliori giocatori della rosa italiana (con Chiesa), Lorenzo Pellegrini (1996) della Roma e Nicolò Barella (1997) del Cagliari. Un altro giocatore che ha dato vivacità al gioco della nazionale italiana, è stato l’esterno offensivo di destra del Bologna Riccardo Orsolini (1997).

POLONIA: La selezione Under 21 polacca non ha messo in luce un gran gioco, puntando soprattutto su una solida fase difensiva. Proprio per questo, vanno menzionati Krystian Bielik (1998) dell’Arsenal, difensore goleador, in grado di giocare anche da mediano e Mateusz Wieteska (1997) del Legia Varsavia, giocatore molto abile in fase d’impostazione. A centrocampo è piaciuto Szymon Zurkowski (1997) della Fiorentina, elemento molto abile negli inserimenti offensivi. Un altro talento interessante, è la veloce e tecnica ala sinistra Sebastian Szymanski (1999) appena ingaggiato dalla Dinamo Mosca.

BELGIO: I giovani “Diavoli Rossi” hanno disatteso le aspettative, non riuscendo ad evidenziare il loro notevole potenziale tecnico. Tra i pochi giocatori ad avere un rendimento buono e costante, c’è stato sicuramente Orel Mangala (1998) dell’Amburgo, centrocampista offensivo potente e dotato di un buon tiro dalla distanza. Sicuramente positiva è sta la prova dell’ala sinistra Yari Verschaeren (2001) dell’Anderlecht, giocatore estroso e anche lui in possesso di notevoli capacità balistiche, come dimostra il super gol messo a segno contro l’Italia. Solo a sprazzi si è vista la qualità di due importanti elementi della rosa del C.T. Johan Walem, Isaac Mbenza (1996) dell’Huddersfield e Dodi Lukebakio (1997) del Fortuna Dusseldorf, impiegato sia da centravanti che da ala destra.

GERMANIA: La nazionale Under 21 guidata dal tecnico Stefan Kuntz, ha palesato (almeno fino alla finale) il grande pragmatismo e la solidità tipica delle selezioni teutoniche. Tra i giocatori più interessanti, che hanno dato un timbro importante ed indelebile all’Europeo, vanno sicuramente citati il dinamico attaccante Marco Richter (1997) dell’Augusta, giocatore rivelazione del torneo (autore di 3 marcature) e Luca Waldschmidt (1996) del Friburgo, seconda punta mobile, dotata di un gran tiro dalla distanza e, soprattutto, capocannoniere del torneo con 7 reti. Alexander Nübel (1996) ha avuto tra i pali un rendimento altalenante, ma sulle sue notevoli qualità non ci sono dubbi. In difesa ha dominato la scena il capitano Jonathan Tah (1996) del Bayer Leverkusen, palesando un ottimo rendimento, sbagliando pochissimo, dimostrandosi un giocatore affidabile e pronto al salto in un grande club. Sulla fascia sinistra, in un ruolo non suo (è principalmente un terzino destro), è piaciuto Benjamin Henrichs (1997) del Monaco, mentre, sempre sulla stessa corsia, è piaciuto il potente e tecnico Nadiem Amiri (1996) dell’Hoffenheim, autore di 3 realizzazioni. A centrocampo vanno segnalate le prove del regista Maximilian Eggestein (1996) del Werder Brema e della mezzala offensiva Arne Maier (1999) dell’Hertha Berlino, impiegato troppo poco da Kuntz. Sulla fascia destra, ha sempre dato l’impressione di fare la differenza, il potente e tecnico Levin Öztunali (1996) del Magonza.

DANIMARCA: I danesi avrebbero potuto fare di meglio, ma sicuramente, sulla carta, non erano di certo tra i favoriti. Gli unici elementi della rosa della nazionale scandinava che hanno messo in luce una discreta costanza di rendimento sono stati: l’esterno sinistro di centrocampo Joakim Maehle (1997) del Genk, giocatore dotato di grande corsa e di un potente tiro, il mediano Philip Billing (1996) dell’Huddersfield e l’ala sinistra del Borussia Dortmund, Jacob Bruun Larsen (1998). Sufficiente è stata la prova del capitano Mathias Jensen (1998) giocatore di sostanza e di Robert Skov (1996), longilinea e tecnica ala destra mancina dell’FC Copenaghen.

AUSTRIA: Se pensi all’Austria, il primo nome che viene in mente, per costanza di rendimento e per qualità, è sicuramente quello di Kevin Danso (1998), poderoso e veloce difensore centrale dell’Augusta. Un altro elemento molto interessante della rosa del C.T. Werner Gregoritsch, è stato Marco Friedl (1998), terzino di qualità, in grado di giocare con profitto su entrambe le fasce. Da segnalare è anche il torneo giocato Philipp Lienhart (1996) del Friburgo, mediano di grande sostanza e continuità di rendimento. Si è confermato su buoni livelli il “tuttocampista” Xaver Schlager (1997) del Red Bull Salisburgo: il biondo centrocampista si è fatto apprezzare in entrambe le fasi, mettendo in luce inesauribili capacità aerobiche.

SERBIA: La nazionale serba Under 21, guidata dal tecnico Goran Djorovic, ha ampiamente deluso e, tutti i talenti più rappresentativi, non hanno disputato un buon torneo. Uno dei pochi che è riuscito a limitare i danni, è stato il difensore centrale della Fiorentina Nikola Milenkovic (1997).

ROMANIA: La nazionale rumena è stata la squadra rivelazione dell’europeo Under 21, molti sono stati i giocatori a mettersi in mostra, in particolar modo dalla trequarti in avanti. Giocatori come Ianis Hagi (1998) dell’FC Viitorul, le ali Andrei Ivan (1998) del Rapid Vienna e Dennis Man (1998) della Dinamo Bucarest, hanno costantemente dato qualità ed equilibrio al gioco della squadra, puntando continuamente i loro dirimpettai, rendendosi pericolosi in fase realizzativa, ma anche svolgendo una generosa fase difensiva. Anche l’esterno offensivo di riserva, Florinel Coman (1998) della Steaua Bucarest, ha saputo rendersi utile quando è stato impiegato, come in occasione della partita contro l’Inghilterra, quando ha messo a segno una bella doppietta. A centrocampo, si è distinto il dinamico Alexandru Cicaldau (1997) dell’Universitatea Craiova mentre, al centro dell’attacco, ha battagliato la punta, ormai ex Palermo, George Puscas (1996), autore di 4 gol. Decisivo, in più di un’occasione, è stato il portiere del Genoa Ionut Radu (1997), autore di alcuni interventi veramente prodigiosi e, probabilmente, il miglior estremo difensore dell’europeo. In difesa, ha disputato un ottimo torneo, il centrale dell’Ufa Ionut Nedelcearu (1996), il migliore del pacchetto arretrato della nazionale dei Carpazi.

FRANCIA: I transalpini guidati dal tecnico Sylvain Ripoll, hanno confermato di essere giocatori dotati di grande talento, ma il gioco espresso non è stato sempre all’altezza della situazione. Tra i giocatori che hanno maggiormente impressionato, garantendo un buon rendimento, vanno sicuramente citati i due difensori centrali, Dayot Upamecano (1998) e Ibrahima Konaté (1999), entrambi dell’RB Lipsia. Ben si è comportato tra i pali l’italo-francese Paul Bernardoni (1997) del Nîmes, giocatore affidabile e mai troppo spettacolare nei suoi interventi. A centrocampo ha primeggiato il capitano della squadra, Lucas Tousart (1997) dell’OL, un giocatore ormai pronto a fare il “salto” in un top club europeo. Al fianco del lionese, ha messo a disposizione muscoli ed una discreta tecnica di base l’ex Genoa Olivier Ntcham (1996), attualmente in forza al Celtic Glasgow. In attacco, il tridente formato da Jonathan Ikoné (1998), ala destra del Lille, Marcus Thuram (1997) ala sinistra del Guingamp (il ragazzo è molto migliorato negli ultimi tempi) e il centravanti Moussa Dembélé (1996) dell’OL, è stato un pericolo costante per le difese avversarie, risultando un mix perfetto di forza fisica, tecnica e velocità.

INGHILTERRA: Gli inglesi sono subito stati eliminati nella fase a gironi, anche a causa di alcune scelte cervellotiche del C.T. Aidy Boothroyd, che ha escluso la “stella” Phil Foden (2000) nel match decisivo. Oltre al campioncino del Manchester City, hanno comunque giocato tre buone partite: il difensore centrale del Chelsea Fikayo Tomori (1997), insuperabile nell’uno contro uno, il trequartista James Maddison (1996) del Leicester e l’ala destra Demarai Gray (1996), eccezionale nell’uno contro uno, anche lui del Leicester.

CROAZIA: Anche la nazionale croata non ha impressionato durante il torneo, pochi talenti balcanici hanno confermato le loro qualità. I giocatori più rappresentativi, Nikola Moro (1998) della Dinamo Zagabria e Nikola Vlasic (1997) del CSKA di Mosca, hanno mostrato solo sprazzi della loro classe e, il giocatore che ha colpito maggiormente, è stato il grintoso centrale dei Rangers di Glasgow, Nikola Katic (1996).

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