Esclusive WFS: i migliori talenti dell’europeo Under 21 2017 in Polonia

La Germania ha sorprendentemente invertito i pronostici vincendo con merito il titolo europeo Under 21, 8 anni dopo l’ultimo successo. Gli uomini del ct tedesco Stefan Kuntz, pur privi di almeno 6 elementi molto importanti (aggregati alla nazionale maggiore), hanno sfruttato una maggiore sagacia a livello tattico e soprattutto una superiore determinazione nella finale, doti che gli hanno permesso di battere gli spagnoli in finale per 1 a 0 grazie ad un gol di Weiser. La Spagna, meritatamente sconfitta nell’ultimo match, ha comunque palesato la maturità di un movimento giovanile che ormai da un ventennio e oltre produce talenti da profilo elevato. Un secondo posto, quello degli iberici, che può aumentare il rammarico dell’Italia, eliminata proprio dagli spagnoli, ma vincente nel girone proprio contro i neocampioni d’Europa. I nostri “Azzurri” erano tra i favoriti per la vittoria finale, ma contro la Spagna nello scontro diretto della semifinale, non hanno potuto resistere per oltre un tempo.
L’europeo Under 21 polacco ha messo in luce molti dei giocatori già noti, ma come accade in ogni competizione, ci sono stati anche coloro che hanno palesemente disatteso le aspettative (vedi Renato Sanches o anche alcuni giocatori importanti della squadra italiana); sicuramente per loro ci saranno altre occasioni per mettersi in mostra, vista la giovane età.
Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una panoramica dei migliori prospetti messisi in luce durante la kermesse continentale, realizzando inoltre la Top 11 della manifestazione stessa (clicca il link a piè pagina).

INGHILTERRA: Jordan Pickford (1994) neo portiere dell’Everton, che lo ha prelevato per ben 28,5 milioni di euro dal Sunderland, è stato sicuramente il migliore estremo difensore della competizione, sicura nelle uscite alte e reattivo nelle parate basse, ha sempre dato l’impressione di essere molto sicuro. Lewis Baker (1995) centrocampista offensivo del Chelsea, ha dimostrato di essere un giocatore dall’ottima tecnica di base, abbinata ad un notevole tempismo negli inserimenti offensivi; unico difetto, la sua discontinuità nell’arco dei 90 minuti. Demarai Gray (1996) ala sinistra del Leicester e Nathan Redmond (1995) ala destra del Southampton, hanno messo in luce ad intermittenza le loro doti da velocista accompagnate da una valida tecnica. Il terzino sinistro Ben Chilwell (1996) del Leicester, vero moto perpetuo nell’arco di tutto il torneo, è stato il migliore elemento del reparto arretrato inglese, garantendo costantemente equilibrio tattico alla sua squadra.

POLONIA: Il giocatore che ha dimostrato di essere più “in palla”, nell’arco delle poche partite disputate dalla selezione polacca, è stato Dawid Kownacki (1997) attaccante di movimento, ala destra/seconda punta del Lech Poznan, prospetto seguito con interesse dalla Sampdoria. A fasi alterne è andato il “motorino” di centrocampo, proprio dei blucerchiati, Karol Linetty (1995). La prestazione complessiva della nazionale polacca padrona di casa è stata deludente, d’altronde le assenze dei giocatori del Napoli (Zielinski e Milik), hanno avuto un peso determinante sull’insuccesso dei biancorossi.

SLOVACCHIA: La Slovacchia ha fatto un ottimo europeo, mettendo in luce il centrale difensivo della Sampdoria, in procinto di trasferirsi all’Inter, Milan Skriniar (1995). Con quest’ultimo ha ben giocato il collega di reparto Branislav Ninaj (1994) del Lokeren. Interessanti sono anche il centrocampista con attitudini offensive e grande capacità nel tempo d’inserimento, Martin Chrien (1995) del Viktoria Plzen e l’ala destra dal buon dribbling, Nikolas Spalek (1997), dello Zilina.

SVEZIA: La nazionale svedese campione in carica ha disatteso le aspettative, uscendo subito nella fase a gironi. Gli uomini del ct Håkan Ericson non hanno di certo fatto una gran bella figura; solo tre elementi hanno mostrato un buon rendimento, oltre a delle buone doti tecniche: la mezzala destra di proprietà dell’AIK Solna, Kristoffer Olsson (1995), capitano della selezione scandinava e la dinamica punta del Malmoe Pawel Cibicki oltre al portiere Anton Cajtoft (1994) dello Jönköping.

MACEDONIA: La nazionale slava pur uscendo nella fase a gironi, ha comunque “salvato la faccia”, onorando fino in fondo la competizione, mettendo in evidenza un elemento di qualità superiori; il centrocampista centrale dalle caratteristiche prettamente offensive e dal buon tiro dalla distanza, Enis Bardhi (1995) dell’Ujpest.

PORTOGALLO: Con la stella della squadra Renato Sanches in ombra, nella selezione lusitana si sono messi in luce l’inesauribile e tecnico terzino destro del Valencia João Cancelo (1994), l’impredibile ala sinistra dalla tecnica sopraffina Bruma (1994) del Galatasaray ( 3 gol al suo attivo), ma prossimo al passaggio al Lipsia, il trequartista Daniel Podence (1995) dello Sporting Lisbona e l’ala destra, sempre dello Sporting, Iuri Medeiros (1994).

SERBIA: Pur avendo un organico pieno di giocatori di talento, gli uomini del ct Nenad Lalatovic, reduci dalla vittoria del penultimo mondiale Under 20, hanno mostrato un gioco estremamente individualista e soprattutto, non hanno messo in evidenza le loro grandi qualità tecniche. Gli unici due elementi ad aver fatto intravedere le loro doti sono stati il trequartista Mijat Gacinovic (1995) dell’Eintracht Francoforte e Srdjan Plavsic (1995) dello Sparta Praga,.

SPAGNA: La nazionale iberica, grande favorita del torneo, aveva indubbiamente la rosa più forte, formata da calciatori ormai noti a tutti; a disposizione del tecnico Albert Celades c’erano giocatori con alle spalle molte presenze nella competizioni europee. In primis, il talento migliore della kermesse continentale (ma non per l’UEFA), il madrileno Marco Asensio (1996) autore di tre reti. Ma non vanno dimenticati il centrale potente e tecnico del Real Madrid Jesus Vallejo (1997),  il miglior giocatore del torneo, la mezzala di qualità e cambio di passo del Betis Dani Ceballos (1996), il centrocampista centrale con funzione da regista Marcos Llorente (1995), anche lui prodotto del vivaio delle merengues. Naturalmente vanno citati il “tuttocampista” e capocannoniere del torneo con 5 reti Saul (1994) dell’Atletico Madrid, castigatore dell’Italia con una tripletta dal notevole valore tecnico, l’ala destra del Barcellona Gerard Deulofeu (1994), il capitano delle giovani “Furie Rosse” ha confermato quanto di buono fatto nello spezzone di campionato con il Milan.

REPUBBLICA CECA: Oltre al neo centravanti della Juventus Patrik Schick (1996), nella nazionale boema di Mr Vitezslav Lavicka è piaciuto particolarmente anche il trequartista e capitano Michal Travnik (1994) dello Jablonec, autore di un bel gol contro l’Italia. Ha avuto un buon rendimento anche il centravanti dalla stazza imponente Tomas Chory (1995) del Sigma Olomuc, come anche il mediano di grande sostanza ,di proprietà dello Slavia Praga, Tomas Soucek (1995), mentre solo a sprazzi si è visto il talento Jakub Jankto (1997) dell’Udinese e del neoacquisto dei friulani, il trequartista Antonin Barak (1994).

DANIMARCA: La nazionale danese, oltre a salvare l’Italia da una precoce eliminazione alla fase a gironi battendo la Repubblica Ceca, è riuscita anche a mostrare le qualità di alcuni interessanti giocatori, in primis l’esterno offensivo del Celta Vigo Andrew Hjulsager (1995), come anche il centravanti ex Fiorentina, cugino di Drogba, Kenneth Zohore (1994), attualmente in forza al Cardiff e l’illuminato centrocampista con compiti di regia Christian Norgaard (1994) del Brondby. Da rivedere l’attaccante emergente Marcus Ingvartsen (1996) del Nordsjaelland, definito dagli addetti ai lavori “l’Inzaghi di Danimarca”.

GERMANIA: La nazionale teutonica come al solito si è presentata con una squadra all’altezza della situazione, ponendo sotto la luce dei riflettori numerosi giocatori di talento. Gli esterni difensivi Yannick Gerhardt (1994) del Wolfsburg a sinistra e Jeremy Toljan (1994) dell’Hoffenheim, hanno percorso innumerevoli chilometri sulle corsie esterne, rappresentando delle spine nei fianchi degli avversari. Al centro del pacchetto arretrato si sono distinti i centrali Niklas Stark (1995) dell’Hertha Berlino e Marc-Oliver Kempf (1995) del Friburgo. Nel ruolo di centrocampista offensivo si è vista a tratti la tecnica di Mahmoud Dahoud (1996) del Borussia Dortmund, mentre più continuo è stato il capitano e regista del Wolfsburg, Maximilian Arnold (1994), giocatore completo, un mix perfetto di qualità e quantità, metronomo della mediana teutonica. Sulla trequarti ha recitato un ruolo da protagonista il brevilineo e tecnico Max Meyer (1996) dello Schalke 04, abile nel creare la superiorità numerica nell’uno contro uno. La stella della squadra è stata, senza ombra di dubbio, l’ala sinistra del Bayern Monaco Serge Gnabry (1995), giocatore imprendibile quando parte in progressione, ma talvolta poco concreto in fase di finalizzazione. Da seguire nei prossimi mesi ci sono anche il lungo centravanti Davie Selke (1995) del Lipsia, Nadiem Amiri trequartista classe 1996 dell’Hoffenheim, il centrocampista “tuttofare” Janik Haberer (1994) del Friburgo e naturalmente l’autore del gol vittoria nella finale, il jolly di fascia destra, Mitchell Weiser (1994) dell’Hertha Berlino.

ITALIA: Gli azzurri di Gigi Di Biagio hanno disputato un buon torneo, un aspetto alquanto prevedibile vista la forza dell’organico, quest’ultimo formato da giocatori, che differentemente dagli anni passati, avevano già accumulato un buon numero di presenze nella massima serie italiana. Tra gli elementi che si sono messi maggiormente in mostra vanno citati i due terzini: il destro Andrea Conti (1994) dell’Atalanta e il sinistro Antonio Barreca (1995) del Torino. Sempre in difesa ha confermato quanto di buono fatto in Serie A il centrale difensivo Mattia Caldara (1994), abile in marcatura quanto in impostazione. A centrocampo il migliore è stato il romanista Lorenzo Pellegrini (1996) autore di uno splendido gol in rovesciata contro la Danimarca. Nel ruolo di ala, sia destra che sinistra, si è distinto pur partendo spesso dalla panchina, il figlio d’arte Federico Chiesa (1997) della Fiorentina, mentre solo a sprazzi si è vista la classe dell’altro fiorentino, Federico Bernardeschi (1994), determinante in alcune giocate, ma troppo spesso solista e di Domenico Berardi (1994) del Sassuolo, frenato da un infortunio e da una giornata di squalifica, che gli è costata la semifinale contro la Spagna. Un commento a parte merita Gigi Donnarumma (1999), il portiere del Milan è parso spesso insicuro in ogni fondamentale, in alcuni gol subiti la sua responsabilità è stata evidente, ci risulta facile pensare che il suo rendimento non soddisfacente sia stato influenzato dalla diatriba tra Milan e il suo agente Raiola relativamente al suo rinnovo contrattuale.

Qui puoi vedere la Top dell’europeo Under 21

 

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