Esclusive WFS: i migliori talenti dell’europeo Under 19 2017 in Georgia

Il movimento calcistico giovanile inglese conferma il suo grande momento di forma, trionfando anche nell’europeo Under 19 disputato in Georgia dopo aver messo precedentemente le mani sul mondiale Under 20 e sul prestigioso Torneo di Tolone (manifestazione internazionale dedicata agli Under 23). I “Giovani Leoni” del ct Keith Downing hanno sconfitto in finale il Portogallo per 2 a 1; una partita molto equilibrata, che è stata fatta pendere a favore degli inglesi da una rete al 68esimo minuto di Lukas Nmecha. L’Inghilterra ha ampiamente meritato la vittoria, palesando il miglior gioco e soprattutto mettendo in evidenza i migliori talenti. I lusitani pur essendo usciti sconfitti nello “scontro finale”, hanno comunque confermato il buon lavoro svolto ormai da oltre un decennio da parte dei settori giovanili di tutti i club portoghesi, che potendo contare sulle squadre B, propongono in questi tornei dei calciatori molto formati sia tecnicamente che atleticamente. 
In semifinale hanno dovuto terminare il loro cammino, l’Olanda del ct Maarten Stekelenburg e la sorprendente Repubblica Ceca, mentre deludente è stata la prova della nazionale tedesca, uscita precocemente nella fase a gironi.
Questa kermesse continentale non ha messo in luce dei futuri “craque” del calcio europeo, di certo non erano presenti nelle varie selezioni dei “piccoli” Cristiano Ronaldo, ma comunque si sono potuti notare alcuni elementi dalle notevoli prospettive, che sicuramente vedremo presto calcare i più importanti campi europei. Tra questi possono essere considerati i 4 capocannonieri del torneo (un risultato ex aequo mai capitato precedentmente): Ben Brereton e Ryan Sessegnon dell’Inghilterra, Viktor Gyökeres della Svezia e Joël Piroe dell’Olanda, vittima quest’ultimo di un infortunio che gli ha precluso la partecipazione alla semifinale.
Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una breve rassegna dei migliori prospetti proposti da questo europeo, mettendo in evidenza nella Top 11 (clicca il link a piè pagina) i giocatori che hanno maggiormente impressionato.

BULGARIA: La selezione bulgara, allenata dal tecnico Angel Stoykov, ha messo in luce un paio di elementi interessanti, in particolare il difensore centrale dello Slavia Sofia, ma in procinto di trasferirsi alla Fiorentina, Petko Hristov (1999), giocatore elegante, in possesso di un buon tocco di palla, di un preciso lancio lungo e anche una notevole abilità nel gioco aereo. Nel ruolo di ala destra (ma impiegato anche nel ruolo di mezzala sinistra), si è messo in evidenza il numero 10 dalle movenze eleganti e dalla buona tecnica di base, Georgi Rusev (1998) dell’Elche. Hanno espresso in parte il loro talento altri due prospetti che potranno in futuro avere una buona carriera: l’altissimo (almeno 190 cm) centravanti Kaloyan Krastev (1999) dello Slavia Sofia, una punta che nonostante la mole imponente ha anche una discreta velocità di base e il dinamico Ivaylo Naydenov (1998) del Levski Sofia.

GEORGIA: La nazionale ospitante veniva data come “Cenerentola” del torneo, ma i ragazzi di Mr George Kipiani hanno mostrato un’ottima organizzazione di gioco e anche qualità notevoli dal punto di vista tecnico. Tra questi vanno sicuramente citati i due trequartisti: Giorgi Arabidze (1998) dello Shakhtar Donetsk, brevilineo dal sensibile piede mancino, rapido e dalla buona tecnica di base e Giorgi Chakvetadze (1999), potente prospetto dalla discreta tecnica di base, elemento di proprietà della Dinamo Tblisi. In difesa si sono distinti i due terzini: il sinistro dal cognome impronunciabile e dalla buona tecnica, Luka Lakvekheliani (1998) e il veloce e tenace Nikoloz Mali (1999), entrambi del Saburtalo. Sulla mediana ha dominato la scena il centrocampista centrale con compiti di regia, Giorgi Kutsia (1999) della Dinamo Tblisi, giocatore dinamico, grintoso, ordinato ed in possesso di una discreta tecnica di base, inoltre, al suo fianco, non ha sfigurato la mezzala destra con una buona capacità nel verticalizzare il gioco, Davit Samurkasovi (1998) della Lokomotivi Tblisi.

GERMANIA: La nazionale teutonica si è presentata all’europeo georgiano con un gruppo formato da alcuni giocatori interessanti, anche se di profilo inferiore rispetto a quelli presenti un mese fa alla manifestazione continentale Under 21. Tra gli uomini del tecnico Frank Kramer sono piaciuti: il portiere Eike Bansen (1998) del Borussia Dortmund (anche se ha subito 4 gol per match contro Olanda e Inghilterra), il roccioso centrale (rigorista), ma un po’ macchinoso, Gökhan Gül (1998) del Fortuna Dusseldorf, il centrale “di scorta”, Maxime Awoudja (1998) del Bayern Monaco e l’affidabile terzino destro del Friburgo, Jonas Busam (1998). In attacco i tedeschi proponevano il meglio della rosa, in particolare: l’estrosa ala sinistra Aymen Barkok (1998) del Friburgo, obiettivo di mercato dell’Arsenal, il collega di fascia opposta Robin Hack (1998) dell’Hoffenheim e il centravanti di origini africane del Borussia Dortmund, Etienne Amenyido (1998), punta mobile ma a volte poco concreta in fase di finalizzazione.

INGHILTERRA: La nazionale dei “Tre Leoni” è stato la formazione top del torneo, piena di giocatori dal talento assoluto, presenti copiosamente in ogni reparto. Il tecnico Keith Downing ha sempre avuto l’imbarazzo della scelta nel mandare in campo l’undici titolare. La difesa ha potuto contare sul potente e veloce terzino destro del Chelsea, Dujon Sterling (1999) e su una coppia di centrali molto fisica e affidabile, formata dal capitano di origini pakistane (il primo nella storia del calcio inglese con origini asiatiche, autore inoltre del primo gol della finale) Easah Suliman (1998) dell’Aston Villa e Trevoh Chalobah (1999), “corazziere” coraggioso dal fisico “bestiale”, di proprietà del Chelsea, fratello di Nathaniel, ex Napoli. Inoltre, va sicuramente segnato in rosso sul taccuino di ogni talent scout il nome di Jay Dasilva (1998), terzino tecnico anglobrasiliano, dalle grandi capacità aerobiche e dal piede mancino molto “educato”, anche lui di proprietà dei Blues.
Sulla linea mediana hanno palesato un buon feeling, oltre a doti complementari, il centrocampista di costruzione Andre Dozzell (1999) dell’Ipsiwich e il più tecnico della rosa, il trequartista del Chelsea, Mason Mount (1999), il migliore giocatore del torneo, un prospetto elegante dotato di uno spiccata maturità tattica e di una strepitosa visione di gioco. Anche gli esterni offensivi, Ryan Sessegnon (2000) del Fulham e Isaac Buckley (1998) del Manchester City, hanno spesso dato il loro importante apporto, soprattutto con la loro super velocità abbinata ad una notevole tecnica di base. Naturalmente nella nostra rassegna non poteva mancare il mobile centravanti classe 1999 Ben Brereton del Nottingham Forest, prospetto dotato di una buona qualità di base ed anche di uno spiccato senso del gol (3 reti per lui). Brereton si è spesso alternato con Lukas Nmecha (1998) del Manchester City, una punta che si fa preferire per fisicità, ma che rispetto al talento del Nottingham ha meno dinamismo.

OLANDA: La selezione Under 19 dei Paesi Bassi, guidata dal tecnico Maarten Stekelenburg, ha messo in luce il migliore estremo difensore del torneo, il classe 1998 Justin Bijlow del Feyenoord, reattivo, esplosivo, abile nelle parate base (tranne in occasione del gol subito in semifinale dal Portogallo) e nel gioco aereo, oltre ad essere bravissimo con i piedi. Sulla linea difensiva ha convinto al 100% il centrale del PSV Armando Obispo (1999), veloce, forte nel gioco aereo, veloce ed abile in fase d’impostazione. Ha deluso Ferdi Kadioglu (1999), tecnico centrocampista offensivo di origini turche, con alle spalle già una buona esperienza nella massima serie olandese, mentre più costante nel rendimento è stato il regista della squadra (anche mezzala destra), Dani De Wit (1998) dell’Ajax, sempre attento in copertura e ordinato nel far partire la manovra.
In attacco è piaciuta l’ala sinistra/destra di piede mancino, Javairô Dilrosun (1998) del Manchester City, talento in grande crescita, veloce ed in possesso di una buona tecnica di base, abile soprattutto in fase di assistenza, ha però il “vizio” di insistere troppo nella giocata con il suo piede forte. Sotto le aspettative è invece stato il rendimento di uno dei giocatori più attesi del torneo, l’ala destra classe 1999 Ché Nunnely, spesso troppo inconcludente e fumoso. Nel centro del reparto offensivo si sono alternati Joël Piroe (1999) del PSV, autore di una tripletta alla Germania e il “colossale” Jay-Roy Grot (1998) del NEC, prospetto seguito recentemente dalla Fiorentina del ds Pantaleo Corvino. Grot ricorda in modo impressionante l’ex centravanti di Valencia e Roma, il norvegese John Carew.

PORTOGALLO: Tra i lusitani del tecnico Hélio Sousa vanno sicuramente citati il fenomenale terzino destro Diogo Dalot (1999) del Porto, sempre attestato su buoni livelli, le sue prestazioni sono apparse però leggermente in calo rispetto alle manifestazioni giocate precedentemente. Da segnalare anche le buone prove del sempre valido portiere Diogo Costa (1999) del Porto, della tecnica mezzala sinistra Domingos Quina (1999) del West Ham, della funambolica ala sinistra João Filipe (1999) del Benfica, della rapida, tecnica e brevilinea punta dei Dragoes Rui Pedro (1998), della mezzala del Benfica Gedson Fernandes (1999), apparso in crescita rispetto al mondiale Under 20 e soprattutto dell’ordinato mediano e capitano Rui Pires (1998), anche lui del Porto.

REPUBBLICA CECA: La selezione boema non ha particolarmente impressionato durante l’europeo (nonostante abbia raggiunto la semifinale),  ponendo sotto la luce dei riflettori pochi talenti degni di nota. Il ct Jan Suchopárek non aveva effettivamente dei grandi giocatori in organico, ma qualche elemento ha comunque mostrato delle buone doti, in particolare: il potente terzino destro Libor Holik (1998) dello Slavia Praga, la brevilinea mezzala sinistra/trequartista del PSV Michal Sadilek (1999), il più tecnico della squadra, l’altro centrocampista con ottimi tempi d’inserimento e discreta qualità nel palleggio, Michal Hlavaty (1998) del Banik Sokolov, un talento che con le dovute proporzioni può vagamente ricordare lo slovacco Marek Hamsik, il potente centrale difensivo Matej Chalus (1998) del Pribram ed infine la dinamica e fisicata punta dello Sparta Praga, Daniel Turyna (1998), autore di due reti nel primo match del torneo.

SVEZIA: La nazionale scandinava guidata da Mr Claes Eriksson ha disatteso le aspettative, giocando un brutto calcio, palesando pochi giocatori di buon livello. Tra gli unici a salvarsi nella sfortunata spedizione georgiana possiamo citare il terzino sinistro Anton Kralj (1998) del Malmoe, abile soprattutto in fase di spinta e la prestante seconda punta di origini ungheresi Viktor Gyökeres (1998) del Brommapojkarna, autore di tre gol (è andato a segno in tutte le partite giocate).

Qui puoi vedere la Top 11 dell’Europeo Under 19

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