Esclusive WFS: i migliori talenti dell’Europeo Under 17 2019 in Irlanda

L’Olanda si conferma Campione d’Europa!

Si è appena concluso l’Europeo Under 17 in Irlanda con la netta vittoria dell’Olanda per 4 a 2 contro l’Italia. Gli olandesi, che si sono confermati campioni continentali, hanno dato spettacolo, proponendo uno stile di gioco simile a quello che ha permesso all’Ajax di arrivare alla semifinale di Champions League. L’Italia di Mr. Nunziata ha disputato un ottimo europeo, sconfiggendo la fortissima Francia, ma perdendo malamente la finale.

E’ stata una manifestazione che ha messo in mostra tanti talenti di cui sentiremo parlare nei prossimi anni. La kermesse continentale ha permesso alle prime 5 squadre, Italia, Olanda, Francia, Spagna e Ungheria, di qualificarsi al mondiale di categoria che si giocherà in Brasile.

Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una panoramica dei migliori prospetti presenti al torneo, realizzando, infine, la classica Top 11 dell’Europeo Under 17 (il cui link è presente a piè pagina).

Spagna: La Spagna del C.T. David Gordo ha messo in luce un buon numero di giocatori che, tra qualche anno, potremo vedere nell’élite del calcio europeo. Il giocatore più interessante è stato senza dubbio l’ala destra Germán Valera (2002), mancino dotato di tecnica sopraffina, veloce e micidiale nell’uno contro uno. Sulla corsia opposta ha palesato qualità tecniche e rapidità l’esterno offensivo del CD Roda Yéremi Pino (2002), mentre al centro del tridente, ha svolto un lavoro prezioso per la squadra, l’alto centravanti Jordi Escobar (2002) del Valencia. Sulla linea mediana ha illuminato il gioco con la sua grande abilità nel palleggio, l’elegante mezzala/centrocampista centrale della Real Sociedad Beñat Turrientes (2002), ma soprattutto la mezzala/trequartista del Monaco Roberto Navarro (2002), un giocatore veramente completo, in grado di inventare in ogni momento la giocata vincente. In difesa si sono distinti per qualità tecniche il difensore centrale del Real Madrid Álvaro Carrillo (2002) e il solido terzino di spinta Javi López (2002) dell’Alavés.

Italia: Il movimento calcistico italiano sta tornando a grandi livelli, lo dimostra anche questa grande prestazione della selezione Under 17 guidata da Mr. Carmine Nunziata. Tra gli “Azzurri” è spiccato il talento del trequartista/seconda punta Sebastiano Esposito (2002); giocatore campano di proprietà dell’Inter, ha illuminato la manovra con le sue qualità tecniche e balistiche, in particolare su calcio piazzato, dove è risultato un esecutore infallibile, realizzando da palla inattiva 2 delle sue 4 reti. In attacco va segnalato il “bomber di scorta” Lorenzo Colombo (2002) del Milan (il titolare era il dinamico e tecnico Nicolò Cudrig del Bruges), autore di 3 gol, di cui 2 nel secondo tempo della finale.
Tra i prospetti che hanno palesato spiccate qualità tecniche e aerobiche, va sicuramente inserita la mezzala juventina Franco Tongya (2002), un mix perfetto di forza e abilità nel palleggio. Molto bene anche l’altro giocatore della Juventus, Michael Brentan (2002), elemento estremamente dinamico, che ha dato equilibrio al gioco dell’Italia. In difesa si è distinto il prestante centrale mancino dell’Inter Lorenzo Pirola (2002), indubbiamente uno dei migliori della manifestazione, essendo stato sempre attento nelle marcature e abbastanza preciso in impostazione. Nota di merito anche per il versatile e veloce terzino sinistro del Verona Iyenoma Destiny Udogie (2002), in grado di giocare con profitto anche da mezzala. In porta ha dimostrato reattività ed una buona continuità di rendimento, l’esplosivo Marco Molla (2002) del Bologna.

Francia: La nazionale francese di Giuntini era sicuramente la selezione con il maggior numero di talenti; si dovrebbero citare quasi tutti i giocatori, essendo mediamente molto qualitativi e dotati anche di una notevole fisicità. Probabilmente ai giovani “galletti” è mancata incisività in attacco, privilegiando giocate ad effetto a scapito della concretezza. Naturalmente un elogio particolare va al capocannoniere del torneo, Adil Aouchiche (2002), tecnica mezzala del PSG, autore di ben 9 reti in 5 partite. Il talento parigino ha messo in mostra grandi capacità balistiche (anche su calcio piazzato) e straordinari tempi d’inserimento offensivi. Altro giocatore dotato di qualità straordinarie è il “tuttocampista” Enzo Millot (2002) del Monaco, in grado di farsi apprezzare in impostazione, in copertura ed anche nella fase realizzativa. Non impiegato con grande continuità è stato Johann Lepenant (2002) del Caen, anche lui abile in entrambe le fasi. Considerevole è stata la qualità del pacchetto arretrato transalpino formato dai centrali Nianzou Kouassi (2002) del PSG e Chrislain Matsima (2002) del Monaco e dai terzini Brandon Soppy (2002) del Rennes (o Timothée Pembele del PSG) e il mancino Melih Altikulac (2002) dell’OL.
L’attacco francese, pur non essendo stato molto prolifico, ha comunque messo in luce dei talenti dal valore tecnico considerevole come: il centravanti di manovra Georginio Rutter (2002) del Rennes, le ali destre Kelian Nsona Wa Saka (2002) Caen e il velocissimo Isaac Lihadji (2002) dell’OM e le “dribblomani” ali sinistre Nathanael Mbuku (2002) del Reims e Amadou Traoré (2002) del Bordeaux.
Infine, un buon rendimento lo ha avuto anche l’estremo difensore Melvin Zinga (2002) del Le Havre, agile, reattivo e bravo con i piedi.

Olanda: La selezione Under 17 “Oranje” campione d’Europa, guidata dal tecnico Peter van der Veen era anch’essa piena di grandi talenti, a dimostrazione di come il movimento calcistico olandese sia ormai in grande ripresa dopo la mancata qualificazione della nazionale maggiore all’ultimo mondiale di Russia. L’uomo guida della squadra dei Paesi Bassi è stato senza dubbio il potente e, muscolarmente impressionante, attaccante Brian Brobbey (2002) dell’Ajax, autore di 3 gol, giocatore a tratti incontenibile e difficilmente marcabile. In difesa sono piaciuti molto i due terzini di spinta, ma non per questo scarsi difensivamente, il mancino Anass Salah-Eddine (2002) dell’Ajax e dall’altra parte il potente e qualitativo Ki-Jana Hoever (2002) del Liverpool. Nel mezzo della difesa ha particolarmente convinto il veloce e potente classe 2003 Devyne Rensch, che pur essendo più giovane degli altri, ha mostrato una grande personalità e tranquillità nell’interpretare il suo ruolo.
A centrocampo non è mancata la qualità, anche grazie alla completezza tecnica e tattica di Kenneth Taylor (2002) dell’Ajax, che ha agito da mediano, alternandosi nell’organizzazione del gioco con il versatile Ian Maatsen (2002) del Chelsea, dotato di tanta corsa e notevoli capacità balistiche.
Nel reparto avanzato, oltre al già citato Brobbey, vanno sicuramente monitorati con grande attenzione nei prossimi anni: la tecnica ala sinistra dell’AZ Mohamed Taabouni (2002), l’ala destra/seconda punta Sontje Hansen (2002) dell’Ajax e il “funambolo” talentino dalle origini turche Naci Ünüvar (2003) sempre dei “Lancieri”.

Ungheria: La nazionale ungherese di Mr. Sándor Preisinger è stata la squadra rivelazione del torneo, qualificandosi quinta e ottenendo l’ultimo posto valido per andare a giocare il mondiale di categoria. Tra i talenti che si sono distinti maggiormente ci sono sicuramente il prestante ed estremamente dinamico attaccante del Genk András Németh (2002) e il mediano della squadra, il capitano Patrik Posztobányi (2002) della Puskas Academy. Alle spalle di questi due talenti, hanno palesato delle buone prospettive anche il centrale difensivo Milán Horváth (2002) della Honved, la mezzala dalle caratteristiche offensive Márk Kosznovszky (2002) dell’MTK e la veloce ala destra Ákos Zuigéber (2002) anche lui dell’MTK.

Belgio: La selezioni dei “Diavoli Rossi” ha deluso le aspettative, non centrando la qualificazione al mondiale. Eppure la rosa a disposizione del tecnico Bob Browaeys non era carente di talenti. In particolare ha destato un’ottima impressione l’ala sinistra dell’Anderlecht Jérémy Doku (2002), velocissimo ed imprendibile nell’uno contro uno, probabilmente la migliore ala del torneo. Sulla l’altra corsia si è messo in luce il potente e rapido esterno offensivo dell’Anderlecht Chris Kalulika (2002), mentre in mediana si è distinto il capitano Marco Kana (2002), anche lui di proprietà del team biancomalva. Una menzione a parte la merita Wouter George (2002) mezzala del Genk, abile con entrambi i piedi e in possesso di una buona fisicità. Solo a sprazzi si è vista la classe del “gioiellino” dell’Anderlecht Anouar Ait El Hadj (2002), il brevilineo trequartista ha fatto intravedere soltanto il suo grande potenziale, dimostrandosi ancora un po’ troppo discontinuo.
Infine, tra i pali è piaciuto Maarten Vandevoordt (2002) del Genk, dotato di un fisico prestante, di reattività e di una forte personalità.

Portogallo: Altra delusione del torneo, i ragazzi di Emilio Peixe, pur essendo dotati di notevoli qualità tecniche, non hanno mai messo in mostra un gran gioco. Tra i talenti lusitani che hanno comunque evidenziato un buon rendimento, vanno citati: la veloce ala sinistra Gerson Sousa (2002) del Benfica, il mediano João Daniel (2002) dello Sporting Lisbona, il terzino destro Tomás Esteves (2002) del Porto (come anche il suo sostituto Filipe Cruz del Benfica). In difesa ha confermato di essere un ottimo e versatile giocatore Rafael Brito (2002) del Benfica, impiegato questa volta da terzino sinistro, così come ha convinto il difensore centrale e capitano Eduardo Quaresma (2002) dello Sporting Lisbona. Ha deluso la “stella” della squadra, il forte centravanti Fabio Silva (2002) recente vincitore della UEFA Youth League, mentre solo ad intermittenza si è vista la tecnica dell’ala/trequartista Pedro Brazão (2002), abile mancino, già esordiente in Ligue 1 con la maglia del Nizza.

Svezia: La Svezia, come era facilmente pronosticabile, non ha fatto un lungo cammino all’europeo, venendo eliminata nella fase a gironi. Il migliore giocatore della rosa scandinava è stato senza dubbio il veloce e tecnico attaccante centrale, ma anche ala sinistra (nel club), Anthony Elanga (2002) del Manchester United, autore di 2 reti. A centrocampo non è mancata la continuità di rendimento e la geometria del mediano e capitano Dennis Collander (2002) dell’Orebro, così come non è dispiaciuto il centrocampista offensivo Oscar Uddenäs (2002) del Malmoe. In porta, pur avendo subito molti gol (quasi mai per colpa sua), ha dimostrato una buona reattività Oliver Nnonyelu Dovin (2002) dell’Hammarby.

Repubblica Ceca: La selezione ceca non ha messo in luce talenti straordinari dal punto di vista tecnico, ma qualche elemento di buona affidabilità, che gli ha permesso di superare la fase a gironi. Tra questi vanno citati: il mediano Lukas Hronik (2002) dello Slavia Praga e la mezzala Vojtech Wojatschke (2002) del Banik Ostrava, l’ala sinistra/destra Jachym Sip (2003) del Sigma Olomuc e il terzino destro del Viktoria Plzen Josef Kozeluh (2002).

Grecia: La nazionale Under 17 ellenica non ha disputato un grande torneo, racimolando solo un punto nella fase a gironi. I giocatori che sono sembrati più interessanti e con le maggiori prospettive sono stati i più giovani della rosa, i due 2003, l’ala sinistra di piede mancino e buona struttura fisica Giannis Karakoutis del Paok ed anche il suo sostituto Christos Liatsos dell’Olympiakos.

Islanda: Gli islandesi non hanno destato una grande impressione, avendo vinto una sola partita contro la Russia nella fase a gironi. Solo 2-3 elementi della rosa della nazionale vichinga ha messo in luce delle discrete qualità, tra questi vanno considerati: Mikael Egill Ellertsson (2002) della Spal, il difensore centraleJón Gísli Eyland Gíslason (2002) dell’Akranes e soprattutto il trequartista Ísak Bergmann Jóhannesson (2002) del Norrköping, indubbiamente il prospetto dalle maggiori qualità tecniche.

Inghilterra: La nazionale dei “Tre Leoni” ha disatteso le aspettative, i ragazzi del tecnico Steve Cooper non si sono messi nelle condizioni di far emergere tutto il loro talento. Tra i pochi a “salvarsi”, palesando un rendimento almeno sufficiente, ci sono stati la punta centrale dell’Arsenal Sam Greenwood (2002), autore di 3 reti, la potente e tecnica ala destra Noni Madueke (2002) del PSV, l’ala sinistra Morgan Rogers (2002) del West Bromwich e il difensore centrale e capitano Taylor Harwood-Bellis (2002) del Manchester City.

Repubblica d’Irlanda: La nazionale del paese ospitante poteva sicuramente fare di più, considerando il buon numero di giocatori presenti nella rosa, primo fra tutti il trequartista del Manchester United Charlie McCann (2002), giocatore dotato di una notevole tecnica di base ed abilità nella protezione della palla. Altri talenti molto interessanti sono i due difensori centrali di origini africane, Andrew Omobamidele (2002) del Norwich City e soprattutto il qualitativo Timi Sobowale (2002) del Manchester City. Nel ruolo di terzino sinistro, ha messo in mostra la sua grande facilità di corsa James Furlong (2002) dello Shamrock Rovers, un giocatore che sicuramente merita di giocare in una squadra di livello superiore. Nel ruolo di mediano/regista vanno segnalate le ottime prove del dinamico e tecnico Joe Hodge (2002), anche lui dei “Citizens”. Interessanti nel reparto avanzato sono: l’esterno destro offensivo di piede mancino, impiegato anche nel ruolo di punta centrale, Matt Everitt (2002) del Brighton e l’ala destra dalla struttura fisica massiccia (ma dal carattere nervoso) Festy Ebosele (2002) del Derby County.

Austria: Il percorso dell’Austria U17 è stato molto breve, fermandosi subito nella fase a girone. Pochi sono stati i prospetti a mettersi in mostra. Indubbiamente il migliore elemento della rosa è stato il tecnico e veloce Thierno Ballo (2002) del Chelsea, impiegato da ala destra. Un altro giocatore, non impiegato con la giusta costanza, ma dotato di buone qualità tecniche e visione di gioco, è stato il numero 10 Stefan Radulovic (2002) dell’Austria Vienna.

Russia: Il tecnico della Russia Dmitri Khomukha ha fatto spesse scelte discutibili, che hanno condizionato il rendimento della squadra. Tra i pochi giocatori a mettersi in luce vanno citati il regista mancino classe 2002 del CSKA Andrey Savinov, la dinamica punta centrale Egor Shapovalov (2002) sempre del CSKA e soprattutto la veloce e tecnica ala sinistra della Lokomotiv Mosca, Kirill Schetinin (2002).

Germania: La selezione Under 17 teutonica è stata un’altra delle delusioni della kermesse continentali, venendo subito eliminata, nonostante la presenza di alcuni giocatori veramente validi. Da esterno di centrocampo sinistro, è piaciuto Kerim Calhanoglu (2002), fratello minore del giocatore del Milan, giocatore ben strutturato e dotato di un educato piede mancino. Sempre sulla linea mediana vanno segnalati il dinamico interno Marco John (2002) dell’Hoffenheim, il tecnico trequartista Lazar Samardzic (2002) dell’Hertha Berlino, purtroppo utilizzato troppo poco e il veloce esterno destro di centrocampo Mehmet-Can Aydin (2002) dello Schalke 04. In difesa il giocatore migliore è stato il centrale della difesa a 3 Adrien Koudelka (2002), fisico e dotato di una discreta tecnica, cresciuto nel settore giovanile dell’Augusta. Al centro dell’attacco, ha mostrato una buona tecnica e tanto lavoro per la squadra, il giocatore più interessante tra i tedeschi, Karim Adeyemi (2002), di proprietà del Red Bull Salisburgo.

Clicca qui per vedere la Top 11 dell’Europeo Under 17

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *