Esclusive WFS: i migliori talenti dell’Europeo Under 17 2018 in Inghilterra

Si è concluso ieri l’europeo Under 17 disputatosi in Inghilterra con la vittoria ai calci di rigore dell’Olanda sull’Italia di Mr Nunziata. E’ stato un torneo che ha messo in mostra dei talenti molto interessanti e soprattutto delle selezioni giovanili molto ben organizzate. Oltre alle due finaliste va sicuramente citata la buona prestazione della Repubblica d’Irlanda, eliminata ai rigori (in modo alquanto discutibile) sempre dagli Oranje. Deludenti invece sono state le prove di Portogallo e Germania, due nazionali che negli ultimi anni sono state sempre protagoniste a livello europeo. Noi di WFS abbiamo voluto realizzare una sorta di panoramica dei migliori prospetti messisi in mostra nella kermesse continentale, realizzando inoltre una TOP 11 del torneo (per visualizzarla clicca sul link a piè pagina).

OLANDA
I ragazzi di Kees Van Wonderen hanno disputato un grande torneo, vincendo il finale ai calci di rigore contro l’Italia. Wouter Burger (2001) centrocampista centrale del Feyenoord è stato indubbiamente uno dei migliori giocatori del torneo; di piede mancino, questo “Piccolo Strootman” ha illuminato la manovra degli Oranje con lanci lunghi molto precisi e soprattutto ha dato grande sostanza alla linea mediana. Jurrien Timber Maduro (2001) terzino destro/difensore centrale dell’Ajax, rapido ed in possesso di una buona tecnica di base, ha avuto un rendimento sempre ampiamente al di sopra della media. Se avesse qualche centimetro in più d’altezza sarebbe veramente perfetto.
Daishawn Redan (2001) punta centrale Chelsea e capitano dell’Olanda, è stato sicuramente la “stella” della squadra. Rapido, molto dinamico, devastante quando parte in progressione ed in possesso di una notevole tecnica di base; Redan è stato uno dei migliori centravanti del torneo, palesando oltre al grande senso del gol, anche una grande capacità nel partecipare al gioco della squadra, creando continuamente preziosi spazi per i compagni.
Altro elemento da seguire con particolare attenzione nei prossimi anni è il trequartista/ala sinistra dell’Ajax Ryan Gravenberch (2002), fisico longilineo, elegante nelle movenze e dotato di buona tecnica di base e velocità, è stato uno dei migliori giocatori della finale.
Mohammed Amine Ihattaren (2002) trequartista PSV è stato un altro interessante elemento della rosa, giocatore mancino, ben strutturato, ha notevole abilità tecnica, dribbling, capacità balistiche e visione di gioco. In situazioni di emergenza è stato anche impiegato da ala destra.
Da seguire nei prossimi anni è anche Brian Brobbey (2002) punta centrale Ajax, autore di 3 gol nel torneo e soprattutto il marcatore della rete del 2 a 2 in finale contro gli Azzurri. Brobbey è giocatore molto fisico e potente, ma non per questo privo di una discreta tecnica di base e di un potente tiro, oltre che di uno spiccato senso del gol; per certi versi ricorda Romelu Lukaku.
Elemento di secondo piano, ma comunque interessante è Bram Franken (2001) centrocampista centrale dell’AZ, molto dinamico, lineare ed in possesso di una discreta tecnica di base.

ITALIA
Gli Azzurri di Carmine Nunziata avrebbero molto probabilmente meritato la vittoria finale, ma gli olandesi sono stati infallibili dal dischetto al contrario degli italiani che hanno messo a segno solo un tiro dagli 11 metri con il centrocampista Jean Freddi Greco (2001) mezzala sinistra/terzino sinistro della Roma. Quest’ultimo è stato un vero moto perpetuo del centrocampo italiano, dotato di tecnica, fisicità e di personalità è stato uno dei migliori per costanza di rendimento. Altro giocatore che ha disputato un grande torneo è stato il capitano dell’Italia, l’altro romanista Alessio Riccardi (2001), autore di un 2 reti di pregevole fattura; stupenda la marcatura del momentaneo vantaggio per 2 a 1 in finale. Seconda punta/trequartista/mezzala destra, Riccardi è un giocatore veloce, tecnicamente molto abile, in possesso di un notevole cambio di passo e di un gran tiro, qualità che gli permettono di diritto di entrare nella nostra Top 11.
Edoardo Vergani (2001) punta centrale dell’Inter, si è messo in evidenza per le grandi capacità fisiche ed anche tecniche; dotato di un notevole senso del gol (è stato il capocannoniere del torneo con il belga Vertessen), talvolta ha dovuto lottare da solo contro i reparti arretrati mostrando grinta e tanta voglia di sacrificarsi.
Il miglior portiere della manifestazione è stato Alessandro Russo (2001) del Genoa, reattivo, sicuro in ogni fondamentale, coraggioso e dotato di forte personalità, ha molti punti in comune con il collega di club, Andrea Perin.
Una grande kermesse continentale l’ha disputata anche Emmanuel Gyabuaa (2001) centrocampista centrale dell’Atalanta; grinta, forza fisica e anche discreta tecnica di base, sono le virtù principali di questo perno della nazionale.
Nicolò Fagioli (2001) trequartista e “gioiellino” del settore giovanile della Juventus, insieme a Riccardi hanno dato imprevedibilità e qualità al gioco degli Azzurri. Rapido, abile nell’uno contro uno, ha un gran tiro dalla distanza, contro la Svezia ha centrato il palo da centrocampo. Altro talento della Juventus è Paolo Gozzi Iweru (2001) difensore centrale mancino, prestante e roccioso, è molto difficile da superare nell’uno contro uno.
Bene anche Alberto Barazzetta (2001), terzino destro di spinta di proprietà del Milan, autore di una notevole prestazione nella semifinale contro il Belgio, ma un po’ timido nella finale contro l’Olanda.
Samuele Ricci (2001) mezzala destra dell’Empoli, oltre ad aver segnato un bel gol in finale, ha anche disputato un torneo su ottimi livelli, mostrando un bel mix di qualità tecniche ed aerobiche.

SERBIA
La Serbia di Mr Ivan Jevic ha sicuramente disatteso le aspettative ma un paio di talenti hanno fatto intravedere le loro qualità: Strahinja Eraković (2001) difensore centrale della Stella Rossa, veloce, ben strutturato fisicamente, tecnico e di personalità, ha guidato la linea difensiva balcanica e Milutin Vidosavljevic (2001) seconda punta del Cukaricki, l’elemento di maggiore qualità tecniche tra i serbi, ma giunto al torneo non in perfette condizioni fisiche.

SPAGNA
Uscita sorprendentemente contro il Belgio ai quarti, la Spagna di Santi Denia ha comunque messo in luce molti giocatori interessanti. Il primo che viene in mente è il difensore centrale goleador, Eric García (2001) capitano del Manchester City, ha palesato doti da leader, buona tecnica di base ed abilità sulle palle inattive negli inserimenti offensivi, deve però rafforzarsi fisicamente.
Xavi Estacio (2001) terzino destro del Valencia è stato il migliore nel suo ruolo; tecnico, veloce e fisicamente abbastanza potente, ha percorso chilometri su chilometri sulla sua corsia di competenza, non perdendo mai la lucidità nel momento del cross.
Alejandro Baena (2001) trequartista Villarreal è dei giocatori che ha maggiormente catturato l’attenzione per l’eleganza nelle movenze, tecnica ed abilità nel farsi trovare al posto giusto nel momento della finalizzazione.
Nella rosa iberica il talento che ha più impressionato e per questo è stato anche inserito nella nostra Top 11 è stato Bryan Gil (2001) ala sinistra del Sevilla, velocissimo e molto tecnico, nell’uno contro uno è stato letale, imprendibile per gli avversari. L’andaluso è sempre stato una spina nel fianco delle difese avversarie, sgusciando via dalle strette marcature pur non essendo ancora molto strutturato fisicamente.
Altro elemento interessante, da seguire con attenzione è Miguel Gutiérrez (2001) terzino sinistro del Real Madrid. Prospetto molto dinamico, dotato di gran fondo e di buona tecnica di base, in più di un’occasione ha superato i suoi avversari con giocate d’alta scuola degne di un attaccante, ma soprattutto si è sempre fatto trovare pronto nella fase di sviluppo della manovra d’attacco, non tralasciando però quella di copertura.
Nabil Touaizi (2001) punta centrale del Manchester City, è stata una delle delusioni del torneo, evidentemente non era al massimo della sua condizione atletica, ma questo talentino di origini marocchine (clicca qui per la sua scheda) ha veramente tutto per “sfondare” nel calcio dei grandi.
Da segnare sul taccuino è anche il nome di Nils Mortimer (2001) ala destra del Barcellona, stranamente poco impiegato de Santi Denia, il talento blaugrana ha una buona tecnica di base abbinata a velocità e discreta fisicità, qualità che ne fanno un giocatore moderno, molto utile quando si tratta di “creare la superiorità numerica” sulle corsie esterne.

GERMANIA
La nazionale tedesca, insieme a quella portoghese, hanno completamente bucato l’evento, non qualificandosi neanche ai quarti di finale. Tra gli uomini del ct Michael Prus, si è particolarmente distinto Luca Unbehaun (2001), portiere del Borussia Dortmund, reattivo, esplosivo, fisicamente ben messo, può migliorare tecnicamente, ma è stato comunque uno dei migliori nel suo ruolo, confermando la crescita della scuola tedesca nella formazione dei numeri 1.
Ha notevolmente impressionato sulla sua corsia di competenze Noah Katterbach (2001) terzino sinistro del Colonia. Elegante, forte fisicamente, tecnico (sa trattare molto bene la sfera), sulla corsia ha sempre “soffocato” con la sua corsa il dirimpettaio, palesando poi abilità nell’ultimo passaggio e nel cross.
Antonis Aidonis (2001) difensore centrale dell’Hoffenheim, forte nel gioco aereo e abbastanza sicuro in fase d’impostazione, ha garantito sicurezza al proprio reparto, dimostrandosi sempre affidabile.
Il miglior giocatore nella rosa teutonica è stato senza ombra di dubbio Oliver Batista Meier (2001) ala sinistra del Bayern Monaco. Estroso, forte fisicamente, potente, abile nell’uno contro ed in possesso di un vero bolide dalla distanza, Meier è stato l’unico giocatore in grado di fare la differenza nel reparto avanzato, superando in dribbling i suoi marcatori che annaspavano nell’inseguirlo.
Per Lockl (2001) centrocampista offensivo mancino dello Stoccarda, è stato colpevolmente impiegato con poca continuità, questo talento dotato di baricentro basso e rapidità, ha sempre conferito imprevedibilità e vivacità al gioco dei tedeschi, in virtù di una buona tecnica di base ed abilità nell’uno contro uno.

INGHILTERRA
La nazionale dei “Tre Leoni” guidata dal tecnico Steven Cooper ha disputato in patria un ottimo torneo, mettendo in luci alcuni prospetti veramente interessante. Il primo che ci viene in mente è Tommy Doyle (2001) centrocampista centrale del Manchester City, giocatore completo, abile in entrambe le fasi ed in possesso delle doti da leader.
L’elemento più interessante tra gli inglesi è stato probabilmente Bukayo Saka (2001) terzino sinistro/ala sinistra dell’Arsenal, giocatore potente, velocissimo e molto tecnico, in grado di fare la differenza sulla fascia sinistra. Nell’uno contro uno è talvolta inarrestabile, partendo da lontano ha la possibilità di sfruttare in pieno la sua progressione, mentre avvicinandolo alla porta può essere più preciso in fase di finalizzazione.
Altro elemento da monitorare nei prossimi anni è Arvin Appiah (2001) ala destra/centrocampista esterno destro del Nottingham Forest. Giocatore atleticamente dirompente, ben strutturato fisicamente, velocissimo, discretamente abile tecnicamente, a campo aperto può diventare letale.
Aji Alese (2001) difensore centrale del West Ham dal fisico longilineo, abile nel gioco aereo, ha dimostrato di essere uno dei centrali più completi del torneo. Discorso simile per Nathaniel Ogbeta (2001) difensore centrale del Manchester City, che però rispetto al suo collega di reparto sembra essere più bravo tecnicamente.
Uno dei talenti più attesi era Xavier Amaechi (2001) ala sinistra dell’Arsenal, un prospetto imprevedibile, in grado di fare delle gioca d’alta scuola degne di un campione, ma poi allo stesso tempo di perdersi in un “bicchiere d’acqua” sbagliando i tempi delle scelte ed eccedendo nella giocata individuale.
James Garner (2001) regista e capitano del Manchester United, leader dell’Under 17 inglese, giocatore carismatico, dotato di un fisico longilineo e di una buona tecnica di base, sa dettare perfettamente i tempi di gioco, verticalizzando con precisione e velocità la manovra.

SVIZZERA
Eliminata nella fase a gironi per la classifica avulsa, la Svizzera del ct Stefan Marini ha comunque messo in luce alcuni buoni calciatori, primo fra tutti, Becir Omeragic (2002), difensore centrale del Servette, che considerando anche la più giovane età, ha veramente impressionato per l’abilità nella marcatura, personalità, abilità nel gioco aereo e per la qualità in fase d’impostazione. David Jacovic (2001) terzino destro del St. Gallen, disciplinato, veloce e abbastanza bravo tecnicamente, si è dimostrato uno dei più affidabili nel suo ruolo, pur non risultando un giocatore in grado di effettuare giocate spettacolari.
Alexandre Jankewitz (2001) centrocampista centrale del Servette, l’uomo che regge il centrocampo elvetico, forte fisicamente e bravo tecnicamente, ha nelle corde un lungo lancio molto preciso che utilizza per continui cambi di gioco.
Bledian Krasniqi (2001) ala destra/sinistra dello Zurigo, è uno dei migliori giocatori svizzeri dal punto di vista tecnico; veloce, tecnico e abile nell’uno contro uno, ha un buon tiro, ma deve rafforzarsi fisicamente.
Felix Mambimbi (2001) ala sinistra dello Young Boys, è un altro giocatore in grado di garantire la superiorità numerica sulla propria corsia di competenza, abile nel dribbling, veloce, dotato di baricentro basso e fisico massiccio, è un esterno offensivo imprevedibile, che sa rendersi pericoloso anche negli ultimi metri.
Tician Tushi (2001) punta centrale del Basilea, elegante, ben strutturata fisicamente, sa caricarsi sulle spalle il peso del reparto avanzato. Estremamente dinamico e tecnico, non dà mai punti di riferimento ai marcatori avversari, favorendo gli inserimenti dei compagni.
Lucio Soldini (2001) portiere del Team Ticino è stato in alcune circostanze bersagliato dai tiri degli avversari, ma l’italo-svizzero ne è uscito spesso vincente, mostrando reattività e coraggio.

ISRAELE
La selezione Under 17 israeliana è uscita nella fase a gironi, ma in ogni partita i biancoblu si sono dimostrati avversari coriacei ed anche, in alcuni casi, dotati di buone qualità individuali. Ibrahim Goabara (2001) trequartista del Maccabi Haifa è stata indubbiamente la “gemma” della rosa israeliana; ben strutturato, tecnico e in possesso di discrete doti balistiche, ha tutte le doti che un numero 10 deve avere. Ido Shahar (2001) centrocampista centrale del Maccabi Tel Aviv, è il giocatore che ha dato sostanza e dinamismo alla mediana, non perdendo la testa nei momenti di particolare pressione.

PORTOGALLO
I lusitani di Rui Bento sono stati una delle grandi delusioni del torneo, il talento in squadra era tanto, ma il rendimento non è stato all’altezza delle aspettative. Úmaro Embaló (2001) ala destra del Benfica era indubbiamente il giocatore di maggiore spicco dell’intero organico, le sue prestazioni non sono state eccezionali, ma il ragazzo ha comunque palesato alcuni lampi della sua grande classe.
Il Portogallo è stata anche la nazionale che ha portato all’europeo il maggior numero di talenti classe 2002, tre elementi dal notevole livello tecnico, che sicuramente si faranno valere nei prossimi anni: Rafael Brito (2002) jolly difensivo del Benfica (ma anche mediano), forte fisicamente e abile tecnicamente, la veloce ed imprevedibile ala sinistra Henrique Pereira (2002) del Benfica ed infine il centravanti Fábio Silva (2002) del Porto, punta rapida e tecnica, incredibilmente incisiva nell’attaccare gli spazi.

BELGIO
La selezione Under 17 belga guidata dal ct Thierry Siquet ha giocato un buon torneo perdendo solamente in semifinale contro l’Italia. Nick Shinton (2001) portiere del Bruges è stato uno dei migliori numero 1 del torneo; ben strutturato, reattivo, bravo con i piedi ed abile nelle uscite, può essere un investimento intelligente per qualsiasi squadra di buon livello, soprattutto perché non fa parte ancora di un top club.
Sulla linea media ha recitato un ruolo da protagonista il combattivo e qualitativo capitano Nicolas Raskin (2001) del Gent, vero trascinatore della squadra.
Mathis Suray (2001) trequartista dell’Anderlecht è il giocatore che ha dato qualità al gioco del Belgio, quasi tutte le azioni dei giovani “Diavoli Rossi” sono passate dai suoi piedi ispirati. Rapido, tecnico, abile nel dribbling e bravo nel concludere dalla distanza, questo figlio d’arte è un talento molto interessante.
In difesa si è distinto Lucas Lissens (2001) difensore centrale dell’Anderlecht, concentrato, attento in marcatura e sempre ben posizionato, non è un giocatore appariscente, ma risulta essere un elemento completo ed estremamente affidabile.
A Largie Ramazani (2001), ala destra del Manchester United, erano affidate le iniziate sulla corsia di destra; brevilineo, veloce, ha nell’uno contro uno il pezzo forte del suo repertorio. Al centro dell’attacco, ma anche nel ruolo di ala destra, si è distinto Yorbe Vertessen (2001) punta mancina del PSV, capocannoniere del torneo con 4 reti (con Vergani), terminale offensivo molto mobile, abbastanza completo, bravo tecnicamente, rapido e dotato di un buon senso del gol, indubbiamente il migliore elemento della rosa.

DANIMARCA
Gli uomini di Michael Pedersen hanno giocato un torneo a livelli molto bassi, non portando a casa neanche un punto, l’unico elemento degno di nota è stato Andreas Kirkeby (2001), punta centrale dell’FC Copenaghen, prospetto dotato di qualità tecniche e dinamiche al di sopra della media.

SVEZIA
Roger Franzén ha costruito una nazionale molto solida e ben organizzata, pur non avendo dei giocatori tecnicamente eccelsi. Tra gli elementi che si sono messi maggiormente in luce va segnalato Kevin Ackermann (2001) capitano e centrocampista centrale dell’Häcken, dotato di una grande forza fisica, dinamismo e tempismo negli inserimenti offensivi. Manasse Kusu (2001) mediano del Norrköping è stato il giocatore che ha dato equilibrio alla squadra; discretamente bravo tecnicamente, forte fisicamente e dinamico, sembra avere le qualità per poter presto accedere ad un campionato più impegnativo di quello svedese.
In attacco è piaciuto Alex Timossi Andersson (2001) dell’Helsinborg, che pur non avendo messo a segno neanche un gol, ha messo in evidenza un notevole gioco spalle alla porta, buone capacità balistiche ed una discreta tecnica di base, oltreché la classica forza fisica tipica delle punte centrali scandinave. Jack Lahne (2001) ala sinistra del Brommapojkarna, è spesso subentrato, dando vivacità alla manovra della sua squadra; velocità e forza fisica sono i pezzi forti del suo repertorio.
Anche Simon Andersson (2001) lungo portiere dell’Halmstad, ha avuto un buon rendimento, salvando in più di un’occasione la propria nazionale.

NORVEGIA
I “vichinghi” guidati dal tecnico Gunnar Halle hanno disputato un discreto torneo, ma sulla loro strada hanno trovato ai quarti i padroni di casa che hanno fermato la corsa dei norvegesi. Kornelius Hansen (2001) ala destra/seconda punta del Southampton, è stato senza dubbio il migliore talento norvegese, dotato di baricentro basso, rapidità e grande abilità nel dribbling, sa essere determinante sia in fase di finalizzazione sia in assistenza.
Thomas Rekdal (2001) mediano/regista del Fredrikstad ha dettato i tempi della manovra della nazionale scandinava. Rekdal è un giocatore normolineo, completo, solido, affidabile che sa svolgere bene entrambe le fasi.
Kristoffer Askildsen (2001) centrocampista longilineo dello Stabaek, non è state sempre utilizzato, ma ha comunque garantito tanta corsa e sostanza alla sua squadra.

BOSNIA ERZEGOVINA
La selezione Under 17 bosniaca, allenata da Mr Zoran Erbez, non ha proposto calciatori particolarmente talentuosi se si escludono Hasic e Memisevic. Ajdin Hasic (2001) ala destra della Dinamo Zagabria, è il talento più cristallino dei bosniaci, giocatore dotato di una notevole tecnica di base e di grande capacità di palleggio, ha nel tiro dalla distanza una vera e propria arma letale. L’altro giocatore che va monitorato con attenzione nei prossimi anni è Malik Memisevic (2001) centravanti del Werder Brema, colui che in patria viene considerato il degno erede di Edin Dzeko (forse per il fatto di essersi trasferito giovanissimo in Germania). In realtà Memisevic ha una fisicità simile a quella dell’attaccante della Roma (è molto bravo di testa), ma tecnicamente deve ancora perfezionarsi.

SLOVENIA
Sicuramente questo europeo Under 17 non rimarrà nella storia della nazionale slovena; tra gli uomini del tecnico Agron Šalja, pochi sono stati all’altezza della situazione. Tamar Svetlin (2001) mezzala/trequartista del Domzale, era il giocatore di maggior spicco della rosa slovena, la sua buona qualità tecnica si è vista solo a sprazzi forse a causa si un carattere un po’ agitato che lo ha portato a farsi espellere per doppia ammonizione dopo appena 20 minuti nell’ultimo match del girone.
Altro elemento interessante nella rosa slovena era Nino Kukovec (2001) punta centrale della Fiorentina, giocatore molto alto e forte fisicamente, che deve migliorare nello stretto e perfezionarsi tecnicamente.

REPUBBLICA D’IRLANDA
La nazionale irlandese di Colin O’Brien era attesa ad un grande torneo e i britannici hanno confermato di essere in grande crescita. L’eliminazione ai rigori ai quarti contro l’Olanda con l’eccessiva espulsione del portiere, ha interrotto il grande percorso della nazionale irlandese, che sicuramente avrebbe meritato di più. Il talento più interessante è stato sicuramente Troy Parrot (2002) esterno destro di centrocampo e trequartista del Tottenham, giocatore tecnico, veloce, potente fisicamente, combattivo, incarna perfettamente lo spirito battagliero degli irlandesi, aggiungendo a questo una notevole tecnica di base. Abile nel dribbling ed in possesso di un buon senso del gol, sa essere molto pericoloso dalla distanza e sui calci piazzati.
Adam Idah (2001) punta centrale del Norwich City, ha segnato solo un gol ma ha svolto un lavoro straordinario per i suoi compagni, combattendo da solo con tutte le difese avversarie. Abile nella difesa della palla e nel gioco aereo Idah ha anche una discreta tecnica di base, che gli ha permesso di essere il miglior realizzatore nella fase di qualificazione all’europeo.
Nathan Collins (2001) capitano e difensore centrale dello Stoke City, fisicamente è il classico roccioso difensore britannico, ma tecnicamente si è dimostrato un giocatore evoluto, bravo sia in marcatura che in impostazione. L’ultimo giocatore da seguire, pur essendo meno di prospettiva rispetto agli altri, è Jason Knight (2001) instancabile mediano del Derby County, grintoso e combattivo, tecnicamente discreto, è stato uno dei trascinatori della squadra.

Clicca qui per visualizzare la TOP 11

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *