Esclusive WFS: i migliori talenti della UEFA Youth League 2016/17

L’edizione 2016/2017 della UEFA Youth League si è conclusa con la sorprendente vittoria del Red Bull Salisburgo; gli austriaci, forti dei sostanziosi finanziamenti del colosso delle bevande energetiche, hanno potuto schierare un organico ricco di elementi di spessore, i quali, con una prestazione maiuscola, sono riusciti a sconfiggere in finale a Nyon i super favoriti del Benfica.  Quest’ultimi, pur andando in vantaggio con il bomber classe 1999 José Gomes, si sono fatti prima raggiungere da un gol dello zambiano Daka Patson (1998) e poi superare dalla rete del neo entrato Alexander Schmidt (1998).
I ragazzi allenati dal tecnico Marco Rose hanno ampiamente meritato il successo finale, avendo eliminato nel loro percorso molte delle formazioni più quotate (il Barcellona in semifinale, solo per citarne una). Tra i più interessanti talenti presenti nella rosa del team austriaco, oltre al già citato colossale centravanti Patson, giocatore potente ma ancora tecnicamente grezzo, vanno presi in considerazione: il prestante e veloce difensore brasiliano Igor (1998), prelevato dalla società filiale di Campinas, l’esterno/trequartista Hannes Wolf (1999), autore di 7 reti (e 4 assist) in altrettante partite, un prospetto completo sotto ogni aspetto, l’altissima punta/ala albanese Mergim Berisha (1998), avente lo stesso score di Wolf e il tecnico regista tedesco Nico Gorzel (1998). Tra le file del Salisburgo da non sottovalutare sono anche la mezzala maliana Amadou Haidara (1998), cercato in passato anche dalla Roma e il “folletto” classe 1999 Nicolas Meister.
Il Benfica, allenato da João Tralhão, aveva in rosa quasi tutti i componenti delle varie selezioni giovanili portoghesi, ma evidentemente in finale sono mancate le energie in quanto molti dei giocatori in questione avevano “nelle gambe” molte più partite rispetto ai loro rivali. Oltre al prolifico centravanti José Gomes, a dire il vero poco presente nelle due partite di Nyon, vanno sicuramente nominati il difensore centrale e capitano Rúben Dias (1997), giocatore abile in entrambe le fasi, il collega di reparto di nazionalità croata Branimir Kalaica (1998) forte fisicamente e tecnicamente, il centrale di centrocampo Florentino (1999), una sorta di clone del più noto William Carvalho, la mezzala sinistra con attitudini prettamente offensive Diogo Gonçalves (1997), autore di 2 reti e altrettanti assist in 5 match, la straordinaria mezzala destra Gedson Fernandes (1999) un vero “tuttocampista” e le due funamboliche ali, João Filipe (1999) e João Félix (1999), castigatore del Napoli nella fase a gironi.

Gedson Fernandes (fonte foto: jovpromessas.blogspot.com)

Il Barcellona, che veniva considerato con il Benfica la squadra favorita per la vittoria finale, ha clamorosamente mancato l’obiettivo, ma non per questo i talenti catalani non si sono messi in evidenza. Sicuramente il prospetto che ha colpito maggiormente nell’arco della competizione continentale è stata l’ala destra Jordi Mboula (1999), autore di 8 gol 8 partite (capocannoniere della UYL a pari merito con Kaj Sierhuis, punta classe 1998 dell’Ajax), giocatore che dai giornalisti e dai compagni è stato paragonato a Thierry Henry, una similitudine effettivamente abbastanza attinente.
Altri talenti blaugrana che hanno favorevolmente impressionato sono: la tecnica ala Carles Pérez (1998), la mezzala Alex Collado (1999), il mediano Oriol Busquets (1999), il terzino sinistro classe 1998 Cucu (Cucurella) e la punta centrale svizzera Jeremy Guillemenot (1998), partito bene si è poi spento nell’arco della manifestazione.
Anche il Real Madrid (eliminato in semifinale dal Benfica), aveva una rosa piena di prospetti di qualità assoluta, in primis il fantansista paraguyano dalla tecnica sopraffina Sergio Díaz (1998), un “genietto” dalla facile giocata ad effetto, autore di 4 reti e 5 assist in 8 presenze. Altri elementi che tra gli iberici hanno ben figurato sono l’inesauribile terzino destro ispanico/marocchino Achraf Hakimi (1998), lo straordinario centrocampista uruguayano Federico Valverde (1998), un giocatore veramente completo e la punta centrale Dani Gómez (1998), una sorta di “mini Morata”, autore di 4 gol in 7 partite.

Justin Kluivert (fonte foto: libero pensiero news)

Escludendo i talenti delle 4 squadre semifinaliste, molti sono stati i giovani calciatori che hanno palesato indubbie qualità. Tra i 10 “top scorers” figurano oltre al già citato Sierhuis, il portoghese Rui Pedro (1998), autore di 7 reti in 6 presenze e già finito nel mirino dle Chelsea, il turco classe 1997 Fatih Aktay dell’Altinordu, l’ucraino della Dinamo Kiev Bogdan Lednev (1998), Irvin Cardona (1997) del Monaco e il russo Timur Zhamaletdinov (1997) del CSKA Mosca, punta tecnica e dinamica ed in possesso di una buona struttura fisica. Tra gli italiani il migliore è stato il romanista Marco Tumminello (1998), autore di 5 gol; il bomber di Erice dal punto di vista realizzativo è una vera garanzia sia in Italia che all’estero.
Altri interessanti prospetti da segnare sul taccuino sono: Nicklas Røjkjær (1998) ala sinistra dell’FC Copenaghen, autore di 3 gol e 5 assist, l’esterno offensivo mancino Moussa Sylla (1999), autore di una rete decisiva contro la Roma, il reattivo portiere pararigori della Roma Lorenzo Crisanto (1998), il terzino destro del Porto Diogo Dalot (1999), l’attaccante juventino Kean (2000) 4 presenze e 2 reti per lui, sempre della Juventus l’estremo difensore Mattia Del Favero (1998) e infine non poteva naturalmente mancare Justin Kluvert (1999), velocissima ala dell’Ajax, figlio d’arte e già più volte impiegato con successo nella prima squadra dei Lancieri. Il club di Amsterdam è notoriamente all’avanguardia nel lanciare tra i professionisti talenti giovanissimi dalle grandi qaulità tecniche e in questa UYL si è ritagliato il suo spazio un ragazzino di cui sentiremo parlare molto presto; Daishawn Redan (2001), un’ala dalle spiccate doti tecniche e di velocità.

(Fonte foto principale: 98zeroinfo.com)

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