Esclusive WFS: i migliori talenti del Sub 17 2019 in Perù

Durante la scorsa notte si è concluso il Torneo Sudamericano Sub-17 con la vittoria dell’Argentina, che è riuscita a portare a casa il trofeo grazie alla migliore differenza reti nei confronti del Cile, che nell’ultima partita dell’”hexagonal” non ha approfittato del passo falso dell’Albiceleste (battuta 4 a 1 dall’Ecuador), pareggiando 0 a 0 con il Paraguay.

Il Cile ha gettato al vento la possibilità di confermarsi campione sudamericano Sub-17, ma avrebbe potuto vincere lo stesso se l’Ecuador avesse fatto un ulteriore gol agli argentini, facendo pendere il fattore differenza reti a favore degli uomini di Mr Caputto.

Infatti, incredibilmente, per la seconda volta la nazionale del “Payaso” Pablo Aimar è riuscita ad usufruire del migliore differenziale reti; era già successo nella fase a gironi, quando segnando il gol del 3 a 0 nel sesto minuto di recupero della partita contro il Brasile, era riuscito a qualificarsi alla fase finale, eliminando proprio i rivali storici verdeoro.

Le altre due nazionali che si sono qualificate di diritto al mondiale di categoria che si disputerà in Brasile (i verdeoro sono qualificati di diritto in quanto paese ospitante), sono il Paraguay e l’Ecuador.

Noi di WFS abbiamo seguito con attenzione l’intero torneo, cercando di evidenziare rosa per rosa quelli che sono stati i prospetti più interessanti, aggiungendo poi la classica Top 11 dell’evento (presente nel link a piè pagina).

ARGENTINA: La “Selección” ha rischiato di perdere il Sub-17 all’ultima giornata della fase “hexagonal”, ma sarebbe stata un’enorme beffa ed anche una sconfitta immeritata, visto il grande numero di talenti presenti nella rosa di Aimar, indubbiamente i migliori del torneo. Su tutti si staglia il nome di Matias Palacios (2002), astro nascente del calcio argentino e gioiello del San Lorenzo. La giovane mezzala offensiva è stato il migliore giocatore del Sub-17, illuminando con giocate di classe il gioco non spumeggiante dell’Albiceleste.

Altri talenti che sicuramente finiranno nel mirino dei top club europei sono i difensori Kevin Lomónaco (2002) del Lanús, giocatore fisicamente prestante in grado di giocare sia da terzino destro che da centrale, Francisco Flores (2002), centrale del San Lorenzo, Tomás Lecanda (2002) elegante “centralone” del River Plate e, soprattutto, Bruno Amione (2002) del Belgrano, baluardo centrale mancino, sicuramente il migliore prospetto della competizione nel suo ruolo (si è purtroppo infortunato nella fase hexagonal).

A centrocampo, oltre a Palacios, si sono messi in luce il mediano dell’Estudiantes David Ayala (2002), classico “tuttocampista” e giocatore completo, oltre al trequartista incursore Cristian Medina (2002) del Boca Juniors. Solo a sprazzi si è vista la classe del capitano Juan Sforza (2002) del Newell’s Old Boys , in calo rispetto al Sub-15 e schierato con meno costanza nell’undici titolare.

In attacco, il giocatore che ha colpito maggiormente l’attenzione, è stata l’ala sinistra Franco Orozco (2002) del Lanús, esterno di qualità, abile nel dribbling, in grado di creare sempre la superiorità numerica. Altri elementi molto interessanti sono: l’ala destra Exequiel Zeballos (2002) del Boca Juniors, il minuto fantasista del Rosario Central Luciano Ferreyra (2002) e il centravanti di movimento Matías Godoy (2002) dell’Atlético Rafaela.

BOLIVIA: I boliviani non hanno messo in luce un gran gioco e neanche talenti dal profilo tecnico elevato; l’unico che ha messo in evidenza delle discrete doti tecniche è stato Robson Tome (2002), trequartista del Palmeiras.

BRASILE: La Seleção è stata la grande delusione del torneo, l’unico in grado di emergere con forza è stato il trequartista, impiegato anche come “finto nove”, Reinier (2002) del Flamengo. Grande talento, dotato di una tecnica sopraffina e di una buona fisicità.

Da segnare sul taccuino è anche i nomi dell’ala sinistra del Palmeiras Gabriel Veron (2002), del mediano di qualità e quantità Daniel Cabral (2002) del Flamengo e del difensore centrale mancino Renan (2002), anche lui del Palmeiras.

La nazionale verdeoro poteva contare tra le proprie fila anche il portiere Gabriel Pereira (2002) del Gremio, il più interessante del torneo, nonostante l’uscita sbagliata nella decisiva partita contro l’Argentina.

CILE: “La Rojita” ha disputato un torneo ad alti livelli, palesando dei prospetti dalle qualità tecniche e caratteriali superiori. La “stella” della nazionale è stato senza dubbio Gonzalo Tapia (2002) dell’Universidad Católica, giocatore tecnico, fisico, veloce, abile nell’uno contro uno e autore di 3 reti.

Da segnare sono anche i nomi del carismatico capitano César Pérez (2002), mediano del Magallanes, del trequartista Luis Rojas (2002) della “U” de Chile (autore di 4 gol), del piccolo fantasista Alexander Aravena (2002) dell’Universidad Católica (anche lui con 4 reti all’attivo) e del centrocampista esterno sinistro César Díaz (2002) dell’Unión Española.

In difesa si sono distinti il terzino sinistro di spinta dell’Everton (non il club inglese) Cristian Riquelme (2003) e il centrale Daniel González (2002) del Santiago Wanderers.

COLOMBIA: I “Cafeteros” hanno disatteso le aspettative, non qualificandosi neanche alla fase “hexagonal”. Pochi sono stati i talenti a mettersi in mostra e, persino il bomber Juan Alegría (2002) del Deportes Tolima, non è riuscito a confermare quanto di buono fatto nel Sub-15. Solo a sprazzi si è vista la qualità di Andrés Arroyo (2002), veloce ala destra del Deportivo Cali.

ECUADOR: Nella “Mini Tri” una particolare menzione la merita il trequartista, già obiettivo del Chelsea, Johan Mina (2002) dell’Emelec, giocatore tecnico, veloce e buon finalizzatore, essendo stato il capocannoniere del torneo con 6 reti.

Sono piaciuti anche l’instancabile terzino destro Jordan Morán (2002) della LDU di Quito, il dinamico centrocampista Erick Pluas (2002) dell’Orense, l’ala sinistra/destra Jeremy Farfán (2002) del Macara e la mezzala offensiva Néicer Acosta (2002) dell’Indipendiente del Valle.

PARAGUAY: L’Albirroja è riuscita a qualificarsi al mondiale di categoria mettendo in mostra dei giocatori interessanti, soprattutto dalla metà campo in avanti. Indubbiamente, il talento più forte e del quale sentiremo molto parlare nei prossimi anni (lo segue il Barcellona), è Fernando Ovelar (2004) del Cerro Porteño, un fantasista mancino dalla tecnica sopraffina e dotato di straordinaria visione di gioco.

Sulla mediana hanno messo in luce un rendimento costante il capitano Wilder Viera (2002) del Cerro Porteño e il centrocampista incursore Fabrizio Peralta (2002), anche lui del Cerro e autore di 3 gol.

Da seguire sono anche il potente attaccante esterno destro del Club Libertad Asunción, Rodrigo López (2002), come anche l’esterno offensivo di destra, di piede mancino, Junior Noguera (2002), anche lui del Cerro.

In attacco è piaciuto per abnegazione ed eleganza, oltre per la discreta qualità tecnica, il centravanti Diego Duarte (2002) dell’Olimpia Asunción. Infine, le non molte volte che è stato impiegato, è piaciuto anche il terzino destro della Juventus, Santiago Ocampos (2002).

PERU’: La selezione andina, oltre ad essere la squadra di casa, ha anche messo in luce dei calciatori interessanti, primo fra tutti la mezzala sinistra di piede mancino Yuriel Celi (2002) del Cantolao.

Hanno disputato un ottimo torneo anche la “dribblomane” ala sinistra Óscar Pinto (2002) dell’Universidad San Martín de Porres e il centrocampista centrale di “sostanza” Alessandro Burlamaqui (2002) dell’Espanyol.

In difesa si sono distinti il terzino destro Kluiverth Aguilar (2003), vero moto perpetuo dell’Alianza Lima e i centrali Carlos Montoya (2002) e José Sánchez (2003), entrambi del Cantolao.

URUGUAY: “La Celeste” è stata un’altra delle delusioni del torneo, pochi sono stati i talenti a mettersi in mostra. Tra gli unici a “salvarsi” vanno considerati i dinamici centrali di centrocampo Vicente Poggi (2002) del Defensor e Santiago Cartagena (2002) del Club Nacional.

Oltre a loro, una particolare menzione la merita l’attaccante Matías Arezo (2002) dell’Atletico River Plate, autore di 5 gol e, soprattutto, il veloce e tecnico esterno offensivo di destra Cristian Olivera (2002) del Rentistas.

VENEZUELA: La “Vinotinto” è stata subito eliminata e, gli unici elementi che sono riusciti a catturare un po’ l’attenzione, sono stati l’esterno Darluis Paz (2002) del Deportivo La Guaira U20 oltre al centravanti Jeriel De Santis (2002) del Caracas.

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