Esclusive WFS: i migliori talenti del Mondiale Under 17 2019 in Brasile

I migliori talenti del Mondiale Under 17 2019 in Brasile

Come per ogni importante competizione giovanile internazionale, noi di WFS abbiamo voluto realizzare un’ampia panoramica anche del Mondiale Under 17 che si è appena concluso in Brasile con la vittoria della nazionale del paese ospitante. Di seguito trovate segnalati i migliori talenti del torneo, alcuni dei quali già citati nella nostra TOP 11 precedentemente redatta.

BRASILE: La nazionale che si è laureata campione del mondo ha messo in mostra un gran numero di talenti, dotati di spiccate qualità tecniche, in primis il giocatore votato come migliore della manifestazione, Gabriel Veron (2002), ala destra del Palmeiras. In porta si è dimostrato estremamente affidabile l’estremo difensore del Corinthians Matheus Donelli (2002), premiato come migliore nel ruolo. A destra, nel ruolo di terzino, ha percorso chilometri, garantendo tanta qualità e dribbling al gioco della sua squadra, Yan Couto (2002) del Coritiba. Stesso discorso per l’esterno di fascia opposta Patryck (2003) del San Paolo che, rispetto al suo collega di destra, ha indubbiamente una maggiore predisposizione alla fase difensiva. Nel cuore della difesa si è messo in luce il centrale dell’Atletico Paranaense Luan (2002), abbastanza veloce ed abile nel gioco aereo. Davanti alla difesa si è distinto Daniel Cabral (2002) del Flamengo, grinta, qualità e muscoli (oltre a notevoli capacità balistiche) al servizio di Mr. Guilherme Dalla Déa. Nel ruolo di mezzala è particolarmente piaciuto Diego Rosa (2002) del Gremio, un mix perfetto di corsa e tecnica, oltre ad essere un grande tiratore dalla distanza. Sulla trequarti ha mostrato una buona continuità di rendimento Peglow (2002) dell’Internacional, minuto fisicamente, ma combattivo e generoso. Sulla fascia destra d’attacco è piaciuto Talles Magno (2002) del Vasco de Gama, arrivato al mondiale come la “stella” dell’U17 verdeoro, ha fatto intravedere a sprazzi la sua grande classe, ma un infortunio gli ha impedito di giocare parte finale del torneo. Decisivo è stato senza dubbio Lazaro (2002) del Flamengo che, pur giocando pochi minuti nel corso del mondiale, ha segnato il gol decisivo in semifinale e finale. Al centro dell’attacco si è distinto con 5 reti Kaio Jorge (2002) del Santos, giocatore tecnico, massiccio fisicamente e fautore di un calcio associativo.

ANGOLA: Tra le varie selezioni africane, quella angolana ha sorpreso maggiormente, mettendo in luce alcuni prospetti molto interessanti come: l’ala destra Zito (2002) del CD 1º de Agosto, già seguito da alcuni top club europei, l’ala di sinistra Capita (2002) sempre del CD 1º de Agosto, il centravanti di manovra Zini (2002), sempre di proprietà della più importante squadra africana. Da segnalare anche le prestazioni di Domingos Andrade (2003) del GD Interclube Luanda e Maestro (2002) del Academia de Futebol de Angola.

NUOVA ZELANDA: I neozelandesi non hanno palesato dei giocatori di grande qualità, se si esclude la punta Matthew Garbett (2002) del Wellington, riuscendo a vincere solo una partita per 1 a 0 contro il Canada.

CANADA: Anche i nordamericani non hanno disputato un torneo esaltante, chiudendo il girone a 0 punti, ma un paio di giocatori hanno messo in luce delle buone qualità come: la veloce ala sinistra Jayden Nelson (2002) del Toronto FC e il trequartista di origini uzbeke Kamron Habibullah (2003) della Whitecaps FC Academy.

NIGERIA: Normalmente i nigeriani arrivano sempre alla fine dei mondiali giovanile, ma in questa occasione si sono dovuti fermare agli ottavi, sconfitti dall’Olanda. Il migliore elemento della rosa della squadra africana è stato il capitano Samson Tijani (2002) del Collins Edwin FC. In attacco sono piaciuti il mobile e veloce Olakunle Olusegun (2002) dell’ABS FC, Wisdom Ubani (2003) del Giant Briller FC, fermato da un infortunio dopo le prime partite e Ibrahim Said (2003) esterno offensivo dotato di grandi capacità balistiche, di proprietà dell’ADO Babes. In mediana hanno mostrato un buon mix di tecnica e corsa Monsuru Opeyemi (2003) del B. Angel FC e Hamzat Ojediran (2003) dello Jossy United FC.

ECUADOR: L’Ecuador è stato eliminato agli ottavi di finale dall’Italia di Mr. Carmine Nunziata, ma i sudamericani hanno comunque avuto il tempo di mettersi in mostra. I talenti che hanno catturato maggiormente l’attenzione sono stati: Marco Angulo (2002) mediano dell’Independiente del Valle, soprannominato il “Kante ecuadoriano”, l’esterno offensivo/trequartista Johan Mina (2002) dell’Emelec, estroso mancino e “stella” della squadra, già seguito da Chelsea e Barcellona, il roccioso e tecnico centrale difensivo Piero Hincapié (2002) dell’Independiente del Valle e il terzino sinistro Roberto Cabezas (2002), sempre di proprietà della più importante squadra ecuadoriana del momento.

AUSTRALIA: Il calcio australiano ha confermato di mettersi in mostra palesando dei talenti del sicuro avvenire come: l’ala sinistra Tristan Hammond (2003) dello Sporting Lisbona che, pur giocando sotto età, non ha mai patito la maggiore esperienza degli avversari, superandoli più volte in dribbling, il centravanti Noah Botic (2002) dell’Hoffenheim, autore di 4 gol, il “tuttocampista” del Southampton Caleb Watts (2002) e il suo compagno di reparto e capitano Ryan Teague (2002) del Sydney FC.

UNGHERIA: Tra le nazionali europee quella ungherese è quella che ha fatto il percorso più breve ma, nonostante ciò, ha confermato di avere in organico dei prospetti interessanti. Il migliore è stato András Németh (2002) del Genk, giocatore in grado di giocare con profitto al centro dell’attacco, ma anche da ala sinistra. A seguire, si è intravista la qualità della mezzala offensiva del Red Bull Salisburgo Sámuel Major (2002) autore di un bel gol nella fase a gironi.

FRANCIA: La Francia ha avvalorato ulteriormente la forza del suo movimento giovanile, ottenendo il terzo posto finale. Gli uomini del C.T. Giuntini hanno palesato tutta la loro forza fisica e qualità, mettendo in evidenza talenti del calibro di Melvin Zinga (2002), reattivo portiere del Le Havre, Brandon Soppy (2002) del Rennes, esplosivo terzino destro dotato di grandi capacità tecniche e aerobiche e Adil Aouchiche (2002) qualitativo trequartista del PSG, miglior marcatore all’Europeo U17. A centrocampo vanno elogiate le prove di Lucien Agoume (2002) dell’Inter, “cervello” dei “Blues” e Naouirou Ahamada (2002) “fiore all’occhiello” del vivaio della Juventus. In attacco va sicuramente messa in evidenza la super prestazione di Nathanaël Mbuku (2002) ala sinistra dello Stade Reims, secondo miglior marcatore del mondiale e dei centravanti Georginio Rutter (2002) del Rennes e del dinamico Arnaud Kalimuendo Muinga (2002) del PSG. Da monitorare in futuro con anche l’ala destra Isaac Lihadji (2002) dell’OM e il centrale difensivo del Monaco Chrislain Matsima, compagno di squadra di un altro grande prospetto, il tecnico e dinamico Enzo Millot (2002).

COREA DEL SUD: Gli asiatici sono arrivati fino ai quarti, battuti di misura dal Messico. I giocatori del C. T. Kim Jeong-su, storico ex giocatore della nazionale maggiore, hanno confermato la solita grande dinamicità abbinata ad una buona organizzazione. Tra i talenti che si sono maggiormente messi in luce vanno citati: i centrocampisti Yoon Seok-joo (2002), mediano dell’FC Pohang Steelers, Jae-hyeok Oh (2002) sempre di proprietà del FC Pohang Steelers, Ji-seong Um (2002) esterno sinistro offensivo del Gwangju FC e il terzino sinistro di spinta Tae-seok Lee (2002) del Seoul.

CILE: I cileni hanno deluso le aspettative, venendo eliminati agli ottavi, non confermando quanto di buono fatto al Sub-17. Gli unici talenti che hanno palesato le loro doti sono stati la tecnica ala destra Gonzalo Tapia (2002) dell’Universidad Católica, il trequartista Luis Rojas (2002) dell’U de Chile e il centrale difensivo Daniel González (2002) del Santiago Wanderers.

HAITI: La nazionale haitiana non ha messo in mostra talenti di particolare rilevanza tecnica.

GIAPPONE: I nipponici hanno come al solito messo in luce una grande organizzazione tattica ma, rispetto agli altri anni, hanno aumentato notevolmente il loro tasso tecnico. L’uomo di spicco è stato senza dubbio il trequartista/seconda punta Jun Nishikawa (2002) della Toko Gakuen High School ma, a ruota del talentino seguito anche dal Barcellona, ci sono il terzino destro Taiga Hata (2002) dello Shonan Bellmare, il regista della squadra Joel Chima Fujita (2002) del Tokyo Verdy, paragonato a Jay-Jay Okocha per le sue origini nigeriane, oltreché per il ruolo, il carismatico difensore centrale Riku Handa (2002) del Montedio Yamagata e il centravanti “tascabile” Yamato Wakatsuki (2002) della Kiryu Daiichi High School, in possesso di una straordinaria rapidità d’esecuzione.

SENEGAL: Nel Senegal il giocatore più in mostra è stato Pape Sarr (2002) del Génération Foot, centrocampista in grado di segnare 3 gol e sfornare 2 assist. Non è sicuramente dispiaciuto il centrale difensivo Cheikhou Ndiaye (2002) del Génération Foot, così come sono piaciuti il centravanti di movimento Souleymane Faye (2003) dello Sport Galaxy Dakar, l’altro giovanissimo centrale (ma mancino) Mikayil Faye (2004) del Diambars de Saly Dourbel e il terzino sinistro Birame Diaw (2003) dello Sport Galaxy Dakar.

OLANDA: Quarta classificata, l’Olanda ha fortemente rischiato di venire eliminata nella fase a gironi ma, superata la fase critica, si sono dimostrati un gruppo di qualità, mettendo in grande evidenza Sontje Hansen (2002), rapido e tecnico attaccante dell’Ajax e capocannoniere del torneo. Molto buon è stato anche il rendimento dell’altro “lanciere”, il mediano Kenneth Taylor, elemento di qualità e quantità, Si è confermato su buoni livelli anche il terzino destro del Liverpool Ki-Jana Hoever (2002), molto bravo in fase offensiva, così come si sono particolarmente distinti anche il trequartista dell’AZ Mohamed Taabouni (2002), il terzino sinistro Anass Salah-Eddine (2002) dell’Ajax e l’ala sinistra del Manchester City Jayden Braaf (2002). Menzione a parte la merita il centrale dell’Ajax Devyne Rensch (2003) che, pur giocando sotto età, è riuscito a salvare la difesa nei momenti di grande difficoltà.

STATI UNITI: Dagli statunitensi ci si sarebbe aspettato qualcosa in più ma, sicuramente non è passata inosservata la classe e la polivalenza del “gioiello” del Borussia Dortmund Giovanni Reyna (2002), elemento in grado di ricoprire con qualità tutti i ruoli del reparto avanzato. A centrocampo hanno convinto Danny Leyva, regista classe 2003 dei Seattle Sounders e il suo collega di reparto Adam Saldana (2002) dei Los Angeles Galaxy. In difesa l’unico che ha palesato una buona continuità di rendimento è stato il neo acquisto del Borussia Monchegladbach Joe Scally (2002).

SPAGNA: La selezione Under 17 iberica allenata da David Gordo, dopo aver chiuso il girone al primo posto (a pari punti con l’Argentina ma con una migliore differenza reti), è stata schiantata dalla Francia ai quarti di finale (6 a 1). Le “Furie Rosse” hanno subito molto la fisicità francese ma, soprattutto, hanno dimostrato una certa carenza nel ruolo del portiere e del terzino destro.
Eppure la rosa spagnola era piena di talenti dall’elevato profilo tecnico che, almeno fino al momento dell’eliminazione, avevano disputato un grande torneo. In difesa si sono distinti il centrale del Real Madrid Alvaro Carrillo (2002) e l’altro baluardo José Martínez (2002), elegante mancino. Nel ruolo di terzino sinistro (uno dei migliori del mondiale) Javi López (2002) del Deportivo Alavés. In mediana vanno segnalati un paio di prospetti molto interessanti Beñat Turrientes (2002) tecnico e dinamico giocatore della Real Sociedad e il “gioiello” de “La Masia” Ilaix Moriba (2003), un elemento di un livello superiore, sia tecnico che fisico. Sulla trequarti si è vista solo a sprazzi la classe di Robert Navarro (2002) della Real Sociedad, mentre più continuo è stato il “fiore all’occhiello” della cantera dell’Atletico Madrid, l’ala destra Germán Valera (2002). C’era molta attesa per il neo acquisto del Barcellona (ora in forza al Las Palmas) Pedri (2002) esterno offensivo/trequartista dotato di una tecnica sopraffina e di un dribbling ubriacante, il quale ha però mostrato solo a sprazzi le sue grandi qualità.

ARGENTINA: Dalla selezione “Albiceleste” ci si aspettava qualcosa di più, anche perché aveva tra le proprie file il giocatore più qualitativo di tutto il mondiale, Matías Palacios (2002) del San Lorenzo, il quale ha confermato tutto il suo strepitoso bagaglio tecnico, ma non è stato assistito degnamente da molti dei suoi compagni. Tra gli altri argentini che si sono messi in evidenza, vanno sicuramente citati: il prestante terzino destro (all’occorrenza centrale) Kevin Lomónaco (2002) del Lanús, il centrale di difesa Francisco Flores (2002) del San Lorenzo, il mediano mancino del Boca Juniors Ignacio Fernández (2002) e, sempre degli “Xeneizes”, la mezzala Cristian Medina (2002). In attacco l’unico ad aver convinto pienamente è stato l’esterno offensivo/seconda punta del Boca, Exequiel Zeballos (2002) mentre, il bomber Matías Godoy (2002) dell’Atlético de Rafaela, ha confermato solo in parte in rendimento avuto al Sub-17.

TAGIKISTAN: Nessun elemento della rosa tagika ha particolarmente colpito per il rendimento e, soprattutto per le qualità tecniche.

CAMERUN: I “Leoni d’Africa” hanno disputato un brutto mondiale, chiudendo ultimi nel girone. Eppure gli africani avevano in organico un elemento interessante, il trequartista Steve Mvoué (2002) dell’AS Azur Star de Yaoundé, inserito dal “Guardian” nella lista dei migliori 60 talenti al mondo della leva 2002.

PARAGUAY: L’”Albirrojita” ha chiuso al comando il girone dove era presente anche l’Italia ma, strada facendo ha perso le sue energie, venendo eliminata nettamente ai quarti (4 a 1) dall’Olanda. Nella rosa della nazionale paraguayana si sono messi in luce un buon numero di talenti, a partire dal centravanti Diego Duarte (2002) del Olimpia Asunción, autore di uno splendido gol contro l’Argentina. Hanno giocato un discreto torneo anche il centrale mancino Rolando Ortiz (2002) sempre dell’Olimpia Asunción, il capitano e mediano Wilder Viera (2002) del Club Cerro Porteño e l’ala sinistra/trequartista incursore Diego Torres (2002) dell’Olimpia Asunción. Discorso a parte merita Fernando Ovelar (2004), nuovo “craque” del calcio sudamericano, talento dotato di una tecnica che sublime che, al mondiale U17, ha mostrato solo in piccole dosi tutto il suo immenso potenziale.

ITALIA: I ragazzi di Carmine Nunziata si sono dovuti arrendere al Brasile ai quarti di finale, orfani del super talento Sebastiano Esposito, gli “Azzurri” non hanno palesato un grande gioco, ma hanno comunque lottato con forza e determinazione in ogni partita, onorando pienamente la maglia azzurra. Il giocatore che ha avuto il rendimento migliore è stato senza dubbio il centrale mancino dell’Inter Lorenzo Pirola (2002), un muro insuperabile durante tutto il torneo (lo abbiamo inserito nella nostra TOP 11). A centrocampo sono piaciuti la mezzala del Verona Destiny Udogie (2002) e il trequartista/interno Franco Tongya (2002) della Juventus. Da segnalare anche le prove degli altri due interisti la minuta e rapida punta Willy Gnonto (2003) e il trequartista mancino Gaetano Oristanio (2002), grande “trasformatore” di calci piazzati.

MESSICO: I finalisti del Messico hanno come al solito confermato di essere competitivi nelle kermesse internazionali giovanili. La medaglia d’argento è un premio più che meritato, visto anche il rigore un po’ dubbio concesso al Brasile in finale. Il giocatore che si è maggiormente messo in luce durante l’arco di tutta la competizione è stato il mediano e capitano Eugenio Pizzuto (2002) del Pachuca, un giocatore che ha tutti i requisiti per far bene anche nei più importanti campionati europei. Da segnalare anche le prove dei centrali difensivi Jesus Gómez (2002) dell’Atlas Guadalajara e Victor Guzmán (2002) del Club Tijuana. Nel ruolo di terzino destro è molto piaciuto Emilio Lara (2002) del CF América, così come in mediana ha convinto il “maratoneta” Edgar Martínez (2002) del CF Monterrey. Nel reparto avanzato hanno lasciato il segno le prestazioni del dinamico e tecnico centravanti Santiago Muñoz (2002) del Santos Laguna e va seguito con molta attenzione anche il classe 2003 Luis Puente (2003) del Deportivo Guadalajara, punta centrale di qualità e fisicità.

ISOLE SALOMONE: Le Isole Salomone non avevano in rosa giocatori da segnalare.

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