Esclusive WFS: i migliori talenti dei Sub 15 2017 in Argentina

Il sudamericano Under 15 da poco concluso ha certificato il ritorno ai vertici delle due più prestigiose nazionali dell’emisfero australe: l’Argentina e il Brasile. La giovane selezione “Albiceleste” guidata dall’ex terzino del Bayer Leverkusen, Diego Placente, ha dominato nell’arco di tutto il torneo, imponendosi in finale proprio contro gli storici rivali “Verdeoro” che, nonostante fossero in vantaggio di due reti alla fine del primo tempo, si sono fatti rimontare dagli argentini, guidati dal fenomenale trequartista del San Lorenzo, Matías Palacios, indubbiamente il miglior giocatore della kermesse continentale.
“¡El milagro argentino!”, così ha intitolato l’edizione online di Olé, ma il miracolo lo è stato solo nella forma, perchè nei contenuti la rosa della Selección Sub 15 era nettamente la squadra più forte del torneo, piena di giocatori di talento in ogni reparto.
Anche il già citato Brasile aveva in organico un discreto numero di talenti, così come Paraguay e Perù, sorprendentemente le altre due semifinaliste del Sub 15.
Noi di WFS abbiamo seguito con attenzione l’intero torneo, cercando di evidenziare rosa per rosa quelli che sono stati i prospetti più interessanti, aggiungendo poi la classica Top 11 dell’evento (presente nel link a piè pagina).

ARGENTINA: Diego Placente ha veramente avuto l’imbarazzo della scelta nel mandare in campo l’undici titolare, talmente tanti erano gli elementi di qualità a sua disposizione in ogni reparto. Naturalmente la stella della squadra non poteva che essere il trequartista, ma in realtà è un vero “todocampista”, Matías Palacios (2002), giocatore in grado di “fare la differenza” con la sua grande tecnica di base, abbinata a velocità di pensiero e spiccata personalità. E’ stato colui che si è caricato sulle spalle la selezione argentina nel momento di maggiore difficoltà, durante la finale con il Brasile, mettendo a segno il primo gol della storica rimonta (ne ha segnati 2 nell’arco di tutto il torneo). Altri giocatori, di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossimi anni, sono i due baluardi del pachetto arretrato: il centrale difensivo mancino, autore di una delle reti della finale, Bruno Amione (2002) del Belgrano, veloce, bravo nel gioco aereo, tecnico ed in possesso della tipica “garra” argentina (ricorda Rojo del Man Utd) e Alexis Flores (2002) del San Lorenzo, elegante, valido in marcatura e discretamente abile in impostazione, molto simile a Foyth del Tottenham. Sulla linea mediana si sono imposti il capitano e autore di 3 gol, Juan Sforza (2002) del Newell’s, giocatore tecnico, con buone capacità balistiche che colpisce per visione di gioco e personalità e discorso simile può essere fatto anche per David Ayala (2002) dell’Estudiantes, i due centrocampisti che nel modulo con il “doble cinco” di Placente, hanno padroneggiato in ogni match.
In attacco oltre al dinamico “puntero” della squadra Matías Godoy (2002) dell’Atlético de Rafaela, autore di 3 reti, si sono distinti il trequartista/seconda punta Exequiel Zeballos (2002) del Boca Juniors, elemento dotato di una discreta fisicità, buona tecnica e soprattutto di un buon feeling con il gol, essendo il miglior marcatore della squadra con 5 segnature. Sulle corsie esterne (a destra) il mancino del Velez Sarsfield Federico Versaci (2002), giocatore che per certi versi ricorda Erik Lamela, e Franco Orozco (2002) del Lanús hanno frequentemente “saltato l’uomo”, puntando sulla loro tecnica sopraffina abbinata ad una spiccata velocità. Anche le riserve si sono dimostrate all’altezza della situazione, in particolare “El Mago” Esteban Fernández (2002) del River Plate, altro elemento molto tecnico, abile nel dribbling e veloce, Franco Benitez (2002) dell’Argentinos e Juan Pablo Krilanovich (2002) del Lanus, che si differenzia dagli altri due appena citati, per la capacità di giocare indifferentemente sia a destra che nel ruolo di centravanti, vista la sua notevole fisicità.

BOLIVIA: “La Verde” guidata dal ct Alberto Illanes Puente ha messo in luce un paio di elementi interessanti: il tecnico e rapido trequartista mancino Robson Tome De Araujo (2002) del Santa Cruz, capitano dei boliviani e già nel mirino del Corinthians e il terzino destro di spinta Carlos Abastoflor (2002) del Blooming, sempre pronto ad appoggiare l’azione offensiva.

BRASILE: La “Canarinha” si è dovuta fermare solamente in finale: gli uomini di Mr Paulo Ricardo Andreazzi hanno disputato un torneo ad alti livelli, sciorinando ottime prestazioni, con l’unico “neo” del secondo tempo della finalissima. Il giocatore che ha più impressionato e su cui ci sentiamo di puntare ad occhi chiusi per il futuro, è il trequrtista Reinier (2002) del Flamengo, giocatore dotato di un fisico prestante (184 cm) abbinato ad una tecnica sopraffina; “veroniche”, assist millimetrici e potenti tiri dalla distanza sono i pezzi forti del suo repertorio, il 10 sulle spalle è ampiamente meritato. Reiner può ricordare con le dovute proporzioni il primo Rivaldo.
Altri elementi da seguire con molta attenzione nei prossimi anni sono: il dinamico e tecnico centrocampista centrale Talles (2002) del São Paulo, l’ala sinistra/destra velocissima, Gabriel Veron (2002) del Palmeiras, l’elegante ala destra Diego (2002) del Vitória, l’insuperabile difensore centrale Renan (2002) sempre del Palmeiras, fortissimo nel gioco aereo, difficile da superare nell’uno contro uno e bravo nell’impostare la manovra e i due centravanti con caratteristiche fisiche diametralmente opposte, il minuto e super tecnico João Peglow (2002) dell’Internacional, autore di 4 gol e il più potente ma comunque qualitativo Kaio Jorge (2002) del Santos

CILE: La selezione cilena non ha palesato talenti particolarmente interessanti, ma almeno tre sono sembrati al di sopra della media: l’ala destra/seconda punta Gonzalo Tapia (2002) dell’Universidad Católica, attaccante tenace e combattivo, autore di 4 reti (è anche rigorista), l’esterno offensivo di sinistra Kennan Sepúlveda (2002) del Santiago Wanderers, un vero e proprio moto perpetuo sulla sua corsia e infine la punta di scorta Luciano Arriagada (2002) del Colo Colo e soprattutto il difensore centrale Bruno Gutiérrez (2002) anche lui del Colo Colo, calciatore dal fisico prestante e abile in entrambe le fasi.

COLOMBIA: I “Caféteros”, sorprendentemente non hanno disputato un grandissimo torneo pur avendo in organico alcuni giocatori veramente interessanti, primo fra tutti il capocannoniere del Sub 15 Juan Diego Alegría (2002) del Deportes Tolima, centravanti di movimento dal grande fiuto del gol e dal piede “educato”. Altri prospetti che si sono messi particolarmente in luce sono stati: il propulsivo terzino sinistro Yoni Alejandro Mosquera (2002) del Club Estudiantil, un perfetto mix di forza fisica, velocità e discreta tecnica di base, il difensore centrale mancino e capitano (oltre che rigorista della squadra), Juan Sebastian Madrid (2002) del Barranquilla Fútbol, la mezzala Gian Franco Cabezas (2002) del Carlos Sarmiento Lora, abile nel palleggio e negli inserimenti offensivi, il fisicato e qualitativo trequartista Dylan Borrero (2002) del Proyecto 11 e l’esterno offensivo di sinistra, molto abile in progressione, Andres Juan Arroyo (2002) del Deportivo Cali, autore di 5 gol.

CROAZIA: La Croazia è una delle due selezioni europee invitate dalla Conmebol a partecipare a questo Sub 15 (l’altra è stata la Repubblica Ceca). In realtà la selezione balcanica non ha fatto una grande figura, soffrendo palesemente in tutte le partite. va però segnato sul taccuino il nome del miglior portier del torneo, Mislav Zadro (2002) della Dinamo Zagabria, bravo nel gioco aereo e reattivo, deve però migliorare con i piedi. Un altro elemento di qualità nella rosa croata, che però ha fatto intravedere solo a sprazzi la sua tecnica, è il trequartista e numero 10 Ivan Saranic (2002), naturalmente anche lui di proprietà della Dinamo.

ECUADOR: La selezione “Tricolor” del ct Luigi Pescarolo ha espresso solo a tratti un buon calcio, non potendo contare su molti giocatori di talento. Infatti, solo 2-3 giocatori possono ritenersi prospetti interessanti per il futuro: in primis la mezzala sinistra/centrocampista centrale mancino Erick Pluas (2002) dell’Orense, longilineo e tecnico, sa inserirsi in attacco con i giusti tempi sorprendendo le difese avversarie, in secundis il trequartista dalla buona struttura fisica, Johan Mina (2002) dell’Emelec e infine l’esplosiva e tecnica ala destra Neicer Acosta (2002) dell’Indipendente del Valle.

PARAGUAY: Il Paraguay è stata una delle squadre rivelazione del torneo (con il Perù), venendo eliminato solamente in semifinale dal Brasile. Tra i giocatori da monitorare con attenzione nei prossimi anni ci sono sicuramente: il terzino destro Santiago Ocampos (2002) del Luqueño, aitante e potente, buon “crossatore”, è stato spesso una spina nel fianco delle retroguardie avversarie, il grintoso centrocampista centrale di quantità e qualità, Matías Galarza (2002) dell’Olimpia e la potente punta d’area di rigore, Diego Duarte (2002) anche lui dell’Olimpia, autore di ben 8 reti. Altri due elementi da tenere in considerazione sono i due esterni offensivi: il destro Rodrigo Lopez (2002) dell’Aspire Academy (club qatariota) e il veloce e brevilineo Fernando Duarte (2002) del Cerro Porteño.

PERU’: Il team andino ha fatto leva su un’ottima organizzazione di gioco, l’impronta data dal ct Edgar Teixeira ha permesso ad alcuni elementi della rosa di mettere in risalto le loro qualità, che altrimenti poco si sarebbero notate. Le nazionali giovanili peruviane ricordano molto quelle giapponesi, tanta organizzazione, buona tecnica ma anche scarsa fisicità. In effetti i “Los Incas” non mancati dal punto di vista tecnico, giocatori come José Huayhua (2002) ala destra/sinistra dell’Universitario, Jean Piere Mendoza (2002), fantasista del Cantolao, Giampier De La Cruz (2002) mezzala sinistra dell’Alianza Lima e soprattutto Yuriel Celi (2002) del Cantolao, trequrtista mancino, uno dei pochi della rossa biancorossa dotato di una buona struttura fisica, hanno effettuato delle giocate degne di calciatori di livello assoluto. Da segnalare anche la buona prova del portiere Massimo Sandi (2002) dell’Alianza Lima, tra i pochi a salvarsi nel suo ruolo considerando tutto il torneo.

REPUBBLICA CECA: Per i cechi vale lo stesso discorso dei croati, la prestazione complessiva della squadra non è stata esaltante e solo pochi elementi della rosa boema si sono messi in luce. Onestamente però va considerato che la Repubblica ceca si è presentata al torneo con una rosa completamente formata da ragazzi nati nel 2003, un handicap importante a questi livelli. Tra questi meritano una menzione: il tecnico trequrtista mancino Stepan Kozel (2003) dello Slovácko, il longilineo trequartista Adam Karabec (2003) dello Sparta Praga e l’esterno offensivo sinistro Jachym Sip (2003) del Sigma Olomouc, autore di prepontenti percussioni sulla sua fascia di competenza

URUGUAY: La “Celeste” è stata la grande delusione del torneo, seppure nella rosa uruguayana fossero inclusi dei prospetti veramente interessanti, primo fra tutti il “tuttocampista”, uomo di regia dalla buona qualità tecnica, Lucas Benitez (2002) del Danubio, il migliore dell’intero organico. Altri giocatori dalla buone potenzialità sono: il dinamico centravanti di manovra Juan Manuel Gutierrez (2002) del Danubio, l’ala sinistra Douglas Arezo (2002) del River Plate (quello uruguayano), autore di 5 gol e la rapida ala sinistra/destra Maximo Alonso (2002) del Peñarol.

VENEZUELA: La giovane “Vinotinto” ha disputato un torneo alternando alti e bassi; ogni partita è stata segnata dalla creatività del giocatore di maggior estro, l’ala destra Darluis Paz (2002) del Deportivo JBL del Zulia, talento tecnico, potente e veloce, molto abile nell’uno contro uno, ma anche, talvolta, troppo solista. Altri giocatori da tenere d’occhio sono l’ordinato mediano Carlos Faya (2002) del Carabobo e la minuta e tecnica ala sinistra Yorlen Cordero (2002) dell’Escuela Mejia.

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