Tiago Tomás: talento portoghese classe 2002

INFORMAZIONI: Tiago Tomás

Nome: Tiago Barreiros de Melo Tomás
Ruolo: Punta centrale
Data di nascita: 16/06/2002
Altezza: 180 cm
Piede: Destro

Tiago Tomás

Tiago Barreiros de Melo Tomás, più semplicemente Tiago Tomás, sta impressionando con le sue prestazioni tutti gli osservatori presenti al torneo Coppa Brianza (o Trofeo Fimer).

Un suo gol in tap-in ha permesso allo Sporting Lisbona di battere i pari età del Milan nel match d’esordio. Ma la punta classe 2002 non è sicuramente un “Carneade” per chi segue con attenzione il calcio giovanile internazionale, infatti, Tiago si è reso protagonista in tutte le diverse categorie giovanili del suo club di appartenenza ed anche con la selezione portoghese Under 17, con la quale può vantare uno score di 5 reti e 14 presenze.

Con i 17enni lusitani, Tiago ha vinto nel 2018 la Syrenka Cup (segnando anche un gol alla Polonia in finale) ed ha anche preso parte all’ultimo europeo di categoria, dove i lusitani hanno ampiamente deluso e il giovane prospetto dei “Leoni” non ha di certo reso al massimo, venendo spesso lasciato in panchina.

Nato a Cascais il 16 giugno del 2002, Tiago Tomás ha iniziato a dare i primi calci ad un pallone nel Carcavelos, per poi passare nel 2012 al Colégio Marista, dove è rimasto solo una stagione prima di trasferirsi all’Estoril, club dal quale è stato prelevato dallo Sporting nell’estate del 2014.

Nel settore giovanile dei “Leões” Tiago fa subito bene ma, è nell’annata 2016/17, dove mette a segno 7 reti in 18 caps, che riesce anche ad attirare l’interesse del Barcellona che, oltre a lui, si era fatto avanti anche per l’altro prospetto biancoverde, Gonçalo Costa.

Lo Sporting è riuscito a respingere le “avances” del club catalano e così Tiago Tomás ha continuato a segnare a ripetizione nel club di Lisbona, in particolare, nell’ultima stagione, è riuscito a mettere a segno la bellezza di 28 reti in altrettanti partite.

All’inizio di questa annata, dopo aver rinnovato il contratto con il club, Tiago ha già avuto la possibilità di giocare una partita con la squadra U19 dello Sporting e una con quella U23 ma, in occasione della già citata Brianza Cup, è stato riportato tra i suoi coetanei.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Come ho detto in apertura, Tiago è un attaccante diverso da tutti quelli a cui siamo abituati, parlando di giovani promesse.

Io che ultimamente sto seguendo maggiormente la gioventù italiana, posso tranquillamente affermare che punte del genere, da noi, ce ne sono pochissime, anche perché i club italiani preferiscono formare prime punte fisiche, prima che complete ed associative.

A mio parere questo è un grande problema, e bisognerebbe porvi rimedio. Del resto, restando proprio in questo torneo di Agrate, le due principali favorite (con il Real Madrid) ossia l’Inter e l’Atalanta, hanno schierato rispettivamente Cancello e Reda, ossia due punte fisicamente impressionanti, ma poco mobili e associative.

Il nove biancoverde invece è una punta centrale molto tecnica, rapida, estremamente mobile, e dotata di una notevole tecnica di base e di senso del gol.

Cosa mi ha colpito di Tiago, oltre alle sopra riferite attitudini, è la esplosività, che unisce ad una maniacale meccanica stilistica fuori dal comune.

Impressionano le movenze “feline” di questo ragazzo, perché ha la capacità di incendiarsi in un brevissimo lasso di tempo, disconnettendo la fase difensiva avversaria.

Ieri ho notato che sa distillare in frazioni di secondi moltissime caratteristiche di una prima punta tipica e tradizionale, pur essendo un attaccante mobilissimo.

Questo perché sa usare magnificamente la sua tecnica unendola ad un fisicità psichedelica (che sa manipolare con malizia, contro avversari più alti e più possenti), perfetta per un attaccante: è infatti alto 1.80, con peso ben distribuito, retto da gambe arcuate ma cattive, di fuoco.

La cosa che sorprende vedendo giocare lo Sporting è che comunque Tiago Tomas è perfettamente dentro la squadra, ed i compagni lo utilizzano o come terminale, oppure come associazione per imbastire robuste azioni tecniche in palleggio e imbucate.

Ecco che tipo di attaccante si sta costruendo il Portogallo. Tiago non sta mai fermo, perché per lui l’immobilismo è noia: ha bisogno di muoversi al centro della difesa come un puma, ma spesso si allarga per mandare in corto circuito la linea difensiva, salvo poi buttarsi dentro a riempire l’area.

Ieri abbiamo visto azioni ipnotiche, tutte di prima, e stilisticamente evolute. Ce n’è stata una particolare che è durata 5 secondi, ed è partita da Quaresma (qui la scheda), che con un filtrante ha servito Menino (mezzala destra frizzantina ed elettrica), il quale di prima ha scaricato sul dieci (Batalha, altro grande talento) che a sua volta – sempre di prima – ha servito Tiago Tomas.

Qui mi fermo perché vi faccio respirare, ma l’azione va avanti come una jam session di Pes. Tomas infatti – fronte porta – tiene a distanza Stanga (pronto a scaraventarlo sulla luna) e di prima accarezza il pallone nello spazio che si è inventato per terminare la combinazione con Batalha, lasciando poi sul posto il milanese, con un movimento violento e repentino.

Questo è calcio evoluto, dove tutti giocano, partecipano, e soprattutto si divertono. Ma la cosa bella è che fanno divertire anche chi paga il biglietto.

Ecco la vera essenza. Gli spettatori che vedono queste giocate si alzano ed applaudono, perché dopo aver visto due partite noiose e brutte, il cielo si è schiarito di lampi di tecnica sopraffina.

Naturalmente la perfezione non esiste, ed invero anche Tiago ha dei difetti. Pur essendo infatti un attaccante incredibile, con strappi che rasoiano le gambe dei marcatori, e pur essendo in possesso di un vasto repertorio di “tricks”, non è il classico bomber d’area di rigore, e questo per molti potrebbe essere un limite.

Per me non lo è del tutto, anche se è vero che gli attaccanti vivono per il gol.

Ci sono statistiche, peraltro, che ci raccontano che l’anno scorso, in under 17, ha realizzato 28 reti in 28 partite. Questo dimostra che – a dispetto dell’ultimo periodo, anche in nazionale – i gol li sa fare.

Un altro difetto è che talvolta si perde un po’ cercando l’assolo individuale, rallentando eccessivamente i tempi della giocata, risultando poco pragmatico (un difetto che si è notato all’europeo di categoria).

Avendo molta forza nelle sue gambe arcuate, riesce comunque a proteggere bene la sfera, permettendo ai suoi compagni di avanzare il baricentro della squadra.

Ha personalità, è un giocatore intraprendente, che non sembra patire particolarmente le pressioni esterne.

Inoltre, è in possesso di una notevole “cattiveria agonistica”, pressa, non molla mai e lotta su ogni pallone.

Tatticamente il suo ruolo è quello di punta centrale che può dare il meglio di sé all’interno di tridente, ma anche giocare bene affiancato da un attaccante con caratteristiche fisiche e tecniche complementari alle sue.

Analisi finale

Punti di forza: Tecnica, velocità, dribbling, senso del gol, progressione palla al piede, capacità balistiche, protezione della palla, rapidità d’esecuzione, personalità.
Punti di debolezza: Può migliorare nel gioco aereo e nei tempi della giocata.
A chi assomiglia: Andriy Shevchenko
Valutazione: 4/5

(Fonte foto: Twitter.com)

(A cura di Massimiliano Palma e Christian Maraniello)

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