Hugo Ekitike: talento francese classe 2002

INFORMAZIONI: Hugo Ekitike

Nome: Hugo Ekitike
Ruolo: Punta centrale, ala destra/sinistra
Data di nascita: 20/06/2002
Altezza: 189 cm.
Piede: Destro

Hugo Ekitike

A cura di Christian Maraniello

Una delle mie fregole del momento è trovare il sommerso in partite dove l’obiettivo è altro, e durante il recente torneo Gambardella ho individuato (quasi) casualmente Hugo Ekitike, attaccante torrenziale e longilineo del 2002, che ho così deciso di studiare più attentamente.

La curiosità è diventata alchimia quando ho assistito ai sedicesimi di finale tra lo Stade De Reims (sua squadra di una vita) ed il PSG, poi terminata 2-0 per i parigini, dove Ekitike ha dato un assaggio delle sue potenzialità, lavorando da solo contro una combo difensiva di alto livello.

La sua interpretazione offensiva deriva dalla storia calcistica che si porta in dote: Hugo, infatti, inizia a giocare a pallone all’età di 5 anni, al Cormontreuil, dove si forma sino al passaggio nella prestigiosa Academy dello Stade De Reims, che se lo coccola facendogli fare tutta la trafila.

Nel campionato National 2, di quest’anno, gioca ben 12 partite (di cui 8 da titolare), refertizzando 5 reti, che gli sono valse la promozione immediata nel gruppo Pro 2, oltre ad apparizioni nella prima squadra di David Guion, prima del lockdown.

La firma del suo primo contratto da professionista, apposta recentemente, è la naturale conseguenza della sua crescita esponenziale, che rappresenta il turning point di un percorso che potrebbe portarlo, a breve, ad esaudire i suoi sogni più grandi.

Il nativo di Reims, infatti, il giorno della sottoscrizione, ha voluto ringraziare la società sul proprio profilo Instagram:il 3 giugno 2020 rimarrà per sempre una data importante per me, quella della firma del mio primo contratto professionale nel club del mio cuore. Uno dei miei sogni da bambino che si avvera, il risultato di un duro lavoro e pazienza. Vorrei ringraziare la società per la fiducia nei miei confronti”.

Anche il club ha salutato con enfasi il perfezionamento del negozio giuridico con la sua pepita: È arrivato in punta di piedi venerdì per siglare il primo contratto professionale della sua carriera. Naturalmente c’era l’emozione di questa firma, ma non solo … E poiché questa fine della settimana era sua, l’attaccante ha appreso l’arrivo anche del diploma di maturità. Un altro passo nel corso di questo esile giocatore offensivo (1m 89 per 70 kg), allineato lungo tutto il suo corso sull’asse dell’attacco o su un lato. Molto a suo agio con la palla al piede e quando va in profondità (www.stade-de-reims.com del 12.7.2020).

L’investitura definitiva arriva poi dal DG dei Rouge-et-Blancs, Mathieu Lacour: Questa firma è simbolica perchè Hugo è di Reims, è arrivato al club a 11 anni ed è stato in grado di crescere fino a quando si è distinto in N2 la scorsa stagione a soli 17 anni. Questo contratto professionale di tre stagioni è un nuovo passo, le strutture e la supervisione del Pro 2 consentiranno a Hugo di diventare ancora più forte in questa stagione per avvicinarsi a un obiettivo comune: bussare alla porta principale il futuro” (www.stade-de-reims.com del 12.7.2020).

Caratteristiche tecniche e tattiche

 Ekitike è un attaccante particolare, ibrido, dotato di fisicità ectomorfa con arti lunghi e snelli, che salda con una postura coordinata ed elegante, molto vicina a Trezeguet come meccanica.

A differenza dell’ex juventino, però, Ekitike è molto più liquido, perché ha una varietà eterogenea di funzioni, essendo in grado di svilupparsi come riferimento centrale e contestualmente come esterno offensivo, attaccando l’ultima linea difensiva alle spalle.

E’ questa la sua prerogativa modernista, che attua mediante un attacco della profondità di livello (grazie ad una reattività muscolare elettrica), movimenti disorientanti, ed una fluidità tecnica normalmente eccitante, che si riflette soprattutto nel predominio palla in conduzione (più che nel controllo, che va migliorato come vedremo più avanti).

Ad esempio, al trofeo Gambardella, contro il PSG, ha giocato come unica punta in uno scenario conservativo, bloccato in un 4-1-4-1 che richiedeva attenzione e transizioni selvagge.

(in questa diapositiva si nota il 4-1-4-1 dove Ekitike agisce da punta centrale).

La sequenza offensiva che più lo descrive nel dettaglio, però, avviene al minuto 7 di quella partita, quando il pressing di Sy Ibrahima (altro profilo molto interessante) libera Ekitike in profondità.

(Pressing feroce di Sy Ibrahima nella propria metà campo, e la palla arriva al n. 9, il quale si orienta e parte in conduzione, superando avversari in velocità a passi di flamenco, e scaricando uno slavadenti che esce di poco).

 Ecco, ritengo che l’attacco della profondità sia il suo growth mindset predominante. In altre partite, infatti, partendo anche da posizioni più defilate, quindi con postura e movimenti diversi, riesce a violentare gli spazi con strappi ingovernabili per gli avversari.

Guardate queste due brevi gif, che ho creato durante la partita del campionato National 2 contro il Troyes, vinta 4-1 dal Reims (con doppietta di Hugo):

(Benaissa Yahia osserva il movimento in ampiezza di Ekitike, e gli serve un filtrante nello spazio. Il n. 9 parte in velocità, con controllo di esterno, e dopo una falcata radioattiva deposita in rete, di precisione sull’uscita del portiere).

(recuperata palla sul cerchio del centrocampo, Ekitike attacca la linea difensiva sino alla conclusione)

La mia impressione è di avere davanti un attaccante cosmetico che – a dispetto delle sue doti condizionali e tecniche – riesce a diventare appariscente quando la situazione lo richiede. Come se azionasse un interruttore interno che lo sbalza in avanti, rendendo devastante una sequenza altrimenti floscia.

Poi è chiaro che molto (anzi tutto) dipende dall’atteggiamento del collettivo in partita, sicchè un attaccante come Ekitike, che ha bisogno di sfogare il suo istinto animale, soffre il gioco sotto-palla.

Ma come una bestia in gabbia, riesce comunque a liberare la sua rabbia claustrofobica con decisioni sorprendenti, come in questo breve tracciante, che probabilmente ai più dirà poco, ma che ai meno racconterà di come sia importante avere giocatori che creano il caos negli spazi, dal nulla:

(Ekitike riceve palla, e decide di detonare le sue leve, con variazione di esterno-piede, in obliquo, disordinando l’azione difensiva avversaria, servendo poi nello spazio un compagno).

Non sottovalutate, quindi, il timing dei movimenti – che siano in ampiezza o fuorilinea – perché sono decisivi il più delle volte per poter essere prestativi nella fase realizzativa, che sappiamo essere prioritaria nell’anamnesi di un attaccante.

(l’azione offensiva si snoda sul versante sinistro, da dove viene recapitato un bel cross. Osservate il fuorilinea di Hugo, che arriva alle spalle dei difendenti, i quali neanche sanno di averlo dietro. Risultato? Gol di testa).

Ecco dunque che Ekitite sa essere determinante come finalizzatore grazie alla naturalezza con cui legge le varie ipotesi in divenire, secondo una interpretazione predittiva sua propria. Ed in tal senso, vorrei far notare come questo significativo aspetto, normalmente subacqueo, sia spesso raccontato dai più grandi centravanti della storia.

C’è poi un lavoro specifico che è importante nello sviluppo-gioco, che è il compito spalle alla porta, ormai quasi del tutto sottovalutato nel calcio parlato delle baraonde televisive. Hugo Ekitike non è ancora arrivato ad interiorizzare completamente questa metodologia, ma è comunque adeguatamente prestativo, come vediamo in questo mio breve video realizzato durante la partita contro il PSG.

(siamo nella ripresa e vediamo una bella percussione di Ibrahima Sy, che chiama il sostegno ad Ekitite, il quale di prima gli regala un appoggio per il tiro)

Il talento del Reims ha però anche alcune carenze che vanno necessariamente limate, se vuole entrare nell’elite professionistico.

Andiamo con ordine, ed iniziamo dal controllo-palla.

Ebbene, vi confesso di aver visto alcune situazioni che mi hanno indispettito, e che difficilmente tollero a questi livelli. Sono errori tecnici che non voglio vedere, in condizioni normali, anche se mi rendo conto che in momenti particolari della partita possono accadere.

Osservate queste due gif veloci che non commenterò, perché piuttosto eloquenti:

 

 

Un altro difetto riguarda la fase di non possesso. Non so se è pigrizia oppure se la guida tecnica richiede solo un pressing posizionale, ma il ragazzo sembra poco proattivo in questa fondamentale attitudine.

Ekitite si limita solo ad osservare il giropalla cercando l’ostruzione, senza portare alcuna aggressione né cattiveria. E’ anche vero che questa mancanza si nota maggiormente contro squadre molto forti (come il PSG), che cioè ti costringono a giocare sotto-palla, però a mio parere, quand’anche l’atteggiamento del collettivo sia eccessivamente passivo, il riferimento centrale deve comunque essere più prestativo nella pressione.

Capisco sia un dispendio energetico notevole, specie se sei l’unico in avanti (quando gli altri giocano dietro la linea della palla) ma resto convinto che Hugo debba cominciare ad interiorizzare questi principi, perché le richieste moderne vanno in quella direzione.

(come vedete, Ekitike osserva il giropalla parigino, senza portare alcuna aggressione).

Credo che Hugo Ekitike abbia comunque potenzialità che al momento ritengo essere ancora in parte indefinite; è certamente un giocatore moderno, pur essendo molto simile fisicamente ad una lastra, ma deve crescere nelle frequenza di gioco.

Ecco l’ultima anomalia di Hugo, che chiude questa breve relazione. Qualcuno la chiamerebbe continuità, qualcun altro cattiveria agonistica; io invece penso sia più una faccenda quantistica, di onde: se emani determinate onde, puoi fare quello che vuoi.

E non è che questa rivelazione sia appannaggio solo degli artisti, o dei geni, o dei politici, perché tutti noi l’abbiamo in nuce, pertanto Ekitike deve aspirare a quella illuminazione specifica (e sotterranea al tempo stesso).

Analisi finale

Punti di forza: Attacco della profondità, accelerazione palla al piede, predominio palla, tecnica individuale, comprensione del gioco, gioco spalle alla porta, movimenti nello spazio ed in ampiezza.
Punti di debolezza: Primo controllo palla, cattiveria agonistica, continuità, pressing, gioco aereo.
A chi somiglia: Aleksander Isak
Valutazione: 3/5

(Fonte foto: Instagram)

 

 

 

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