Alassane Sidibe: talento ivoriano classe 2002

INFORMAZIONI: Alassane Sidibe

Nome: Alassane Sidibe
Ruolo: Mezzala destra/sinistra
Data di nascita: 09/06/2002
Altezza: 177 cm
Piede: Destro

Alassane Sidibe

A cura di Christian Maraniello

Nella moderna nomenclatura calcistica, il ruolo dei due centrocampisti posizionati ai lati di un centrale (play, volante, o mediano di rottura), in una linea a tre, vengono notoriamente individuati con aggettivi quali mezzala, interno, intermedio.

Il talento che vi presento oggi appartiene a questa categoria, a cui però aggiungo una connotazione più eversiva, perché Alassane Sidibe, per come l’ho potuto osservare (anche recentemente dal vivo) è una mezzala periferica e verticale.

Il compito, come ben sappiamo, nell’evoluzione moderna ha assunto ormai una specificità tale che i singoli interpreti vanno individuati attentamente, con rigore, anche per calibrare la struttura meccanica del proprio contesto (e credo) tattico.

Prima di procedere ad analizzare le sue attitudini peculiari, vorrei soffermarmi un attimo sulla sua storia, perché è particolarmente triste e complicata. Ritengo utile darne conto anche per aiutare a capire il carattere e la personalità di questo ragazzo.

Son propenso a pensare che gli scout bergamaschi, quando hanno iniziato a seguire Alassane, abbiano attinto dal loro maestro Mino Favini, recentemente scomparso, il quale a proposito di ricerca dei talenti, ha insegnato – anche a noi poveri comuni mortali – che bisogna saper “cogliere il carattere e la personalità del calciatore”.

Come infatti segnalato sul sito www.infomedianews.com (qui il link), Alassane, nato ad Abidjan (Costa D’Avorio) nel 2002, lascia la sua nazione d’origine a soli 13 anni, in uno dei tanti e tristi noti viaggi della speranza a bordo di un barcone, e viene poi adottato da due coniugi residenti a Collelongo, dove inizia a giocare a calcio; viene poi preso dal Capistrello che lo impiega nella Juniores, ma dove ci resta ben poco, perché l’Atalanta lo preleva nel dicembre del 2017, a 15 anni.

Stiamo quindi parlando di un ragazzo che è dovuto crescere in fretta tra molteplici difficoltà, anche se non posso certo permettermi di aggiungere molto altro, potendo solo immaginare le enormi problematiche che ha dovuto affrontare.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Normalmente a me basta poco per riconoscere consapevolezza, forza, capacità tecniche e cognitive in chi sto osservando, ma anche per percepirne la prospettiva o gli spazi vuoti da riempire, che possono comprendere l’evoluzione dello stile di gioco e dello stare in campo.

E come dicevo poc’anzi, Sidibe l’ho osservato attentamente dal vivo in occasione del recente torneo internazionale “Fimer”, disputatosi ad Agrate Brianza, e dedicato alla categoria 2002, peraltro vinto dai bergamaschi con un perentorio 3-1 in finale ai danni del Real Madrid, con una rete del talento ivoriano.

Già ad un primo sguardo appare evidente come Alassane sia in anticipo rispetto alla media dei suoi colleghi; tolte alcune eccezioni, che abbiamo anche relazionato nella rivista, l’intermedio neroazzurro è uno dei pochi 2002 ad associare qualità e personalità con una continuità non comune per l’età.

Ecco dunque la maieutica di Sidibè, diluita nelle due caratteristiche che mi incendiano maggiormente, e che pretendo doverosamente unite: la personalità con cui gioca e la continuità di rendimento.

Il resto – ossia la tecnica, la conduzione palla in movimento, la corsa, la visione, la verticalità – sono attitudini che possono avere in tanti, ma la due inclinazioni testè citate sono merce rara.

E’ vero che il numero 8 (che mi pare essere il suo numero preferito) l’ho visto solo in occasione di questo interessante torneo, ma anche valutando alcuni video delle partite dell’under 17 bergamasca, reperiti online, ho potuto constatare che le sue prestazioni non scendono mai di livello, poiché il suo modo di interpretare il compito – e secondo me anche la vita in generale – è fatto di presenza ed intensità, prima che di tecnica, che comunque possiede in modo travolgente.

Descriverlo senza quindi risaltarne il suo senso agonistico è un errore ed è questo il motivo per cui arrivo alla identificazione fisica, che è arrembante nella sua meccanica.

Intensità, dinamismo, rapidità; il tutto associato ad uno stile di calcio pensante e diretto. Qui devo però aggiungere una postilla, perché le caratteristiche (tecniche e fisiche) di un singolo tassello andrebbero calibrate alla struttura architettonica del contesto di riferimento.

E l’Atalanta sviluppa anche a livello giovanile una sinapsi diretta, verticale, primitiva, ed in questo ambiente estremo i due intermedi (nel torneo visto, Giovane e Sidibe) sono perfettamente diluiti nel sistema.

Questo non significa che Alassane Sidibe possa giocare solo in contesti tattici ben definiti, anzi tutt’altro. Al riguardo, infatti, basta osservarlo giocare per capire come sia a suo agio in tutto il campo.

Poco fa l’ho infatti qualificato come un interno periferico e verticale, questo perché è lampante come il suo gioco sia arrembante, ma in un modo organizzato, anche perché si notano sincronismi e movimenti ben delineati, con i compagni.

Capite bene che in una moderna struttura tattica, i centrocampisti – che sappiamo governare la meccanica di ogni sistema – devono saper essere comunicativi, partecipativi, e pure pensanti.

Pensare però non significa solamente capire quando o come trasmettere, quando o come partire in pressing, quando o come preferire un possesso conservativo. Pensare significa anche decidere quando è il momento di violentare la fase difensiva avversaria con una strappo di fuoco.

E’ qui che dovete fermarvi un attimo e capire bene una faccenda: quando Sidibe si incendia nello spazio, puoi levargli il pallone dai piedi solo stendendolo. In conduzione palla è uno dei migliori talenti che abbia visto in Italia.

Lo agevola anche una struttura fisica armonica e ben impostata. Il suo 1.77 di muscolatura elastica, classicamente identificata nei ragazzi di colore, lo rende appunto esplosivo già nei primi metri di fuoco.

Si spiegano poi agevolmente i numeri, perché essi, prima o poi, presentano il conto, e vi dicono che questo ragazzo, l’anno scorso, ha realizzato ben 13 reti, in sole 21 presenze in under 17, collezionando altresì ben 5 assist decisivi.
Sono numeri da attaccante, non da mezzala.

Certo, bisogna anche dire che Sidibe spesso durante la partita gioca sull’ultimo terzo di campo, ed in circostanze particolari sa adattarsi anche come esterno offensivo. Ma sono meccaniche di movimento. Come diciamo sovente, il calcio non è disegnato su carta e non è il subbuteo.

Si potrebbe dunque affrontare il problema del ruolo, che però non è assolutamente una questione aperta a mio parere. I confini sono ben delineati: Alassane Sidibe è una mezzala, e tale deve restare.

Però è chiaro che può anche giocare, in modo diretto e cattivo e con caratteristiche ben definite, come trequartista.

Data l’età, deve limare alcuni difetti, che spesso i ragazzi che giocano a centrocampo hanno, come gli errori nei tempi del pressing, o dell’intervento (perché alle volte non serve l’anticipo, ma l’accompagnamento dell’avversario), ma i margini di miglioramento sono notevoli.

Analisi finale

Punti di forza: progressione in conduzione, personalità, versatilità, balistica, letture, pressing.
Punti di debolezza: Può migliorare nel gioco aereo e nei tempi dell’intervento.
A chi somiglia: Georginio Wijnaldum
Valutazione: 3,5/5

(Fonte foto: www.sprintesport.it)

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