Alessandro Cortinovis: talento italiano classe 2001

INFORMAZIONI: Alessandro Cortinovis

Nome: Alessandro Cortinovis
Ruolo: Trequartista
Data di nascita: 25/01/2001
Altezza: 180 cm
Piede: Destro

Alessandro Cortinovis

PREAMBOLO: “talento” durante il Rinascimento lo troviamo usato nel senso di ‘molto prezioso’ (derivante, per questa accezione, da talento come ‘antica unità di peso’), così come nell’attestazione di Francesco Colonna (1433-1527) dalla Hypnerotomachia Poliphili: “Chi possiderà tanto inextimabile et talentoso tesoro?”. La risposta nelle righe e nei video che seguono.

Il settore giovanile dell’Atalanta è universalmente riconosciuto, dagli addetti ai lavori, come uno dei migliori – se non addirittura il primo in assoluto – in Italia, e di certo è una vera e propria fabbrica di calciatori, edificata da anni da Mino Favini, di fatto il vero deux ex machina di tutto il movimento nerazzurro (oggi gestito da Costanzi), oltre che autentico serbatoio delle varie nazionali giovanili.

Uno dei prodotti di questo magnifico e florido vivaio è un trequartista dai folti riccioli, di elevatissima qualità, con la 10 sulle spalle, portata senza troppi patemi anche in nazionale (ora in under 18): il classe 2001 Alessandro Cortinovis.

Alessandro inizia a giocare a calcio nella A.S.D. Polisportiva Monterosso, ma già all’età di 8 anni le sue attitudini vengono notate dagli osservatori dell’Inter e, appunto, dell’Atalanta; con l’Inter, però, si allenerà soltanto due mesi, mentre gli scout bergamaschi, più decisi e determinati, lo inseriscono nei pulcini. Da qui inizia tutta la trafila, culminata dal recentissimo esordio con la primavera, nella partita contro la Juventus (società, peraltro, che l’anno scorso l’ha cercato pesantemente, ma senza esito).

Lo stesso Mino Favini, d’altra parte, in una intervista rilasciata al quotidiano bergamoesport.it, il 28.2.2013, ha detto: “Facciamo selezioni che si basano sulle attitudini. Il calcio vero e proprio arriverà in un secondo tempo. Cerchiamo il talento che è il rapporto innato che un bambino ha con la palla. Se è molto buono allora è da Atalanta. Poi ci sarà la crescita tecnica, tattica, atletica e fisica. Ma si parte comunque da lì: dalla predisposizione di un bimbo a muoversi con il pallone tra i piedi”.

Ecco, allora in tale contesto Cortinovis appartiene a questo ristretto mondo del talento, quello puro, all’avanguardia, che a Zingonia hanno annusato sin dal principio e che hanno manovrato, crescendolo con la voglia di arrivare e di imparare.

Cortinovis comincia a far parlare di sé quando – sotto le sapienti mani di mister Lorenzi, nella stagione 2015-2016 – risulterà determinante nella vittoria del 26° “Memorial Gaetano Scirea”, dove i ragazzi bergamaschi hanno trionfato battendo in finale il Barcellona, grazie alla doppietta del baby prodigio; il ragazzo si conferma poi nel campionato under 15, dove delizia gli spettatori con giocate di livello superiore, e realizzando anche molte reti; prestazioni, queste, che gli sono valse la prima chiamata della Nazionale Under 15, da parte del c.t. Rocca.

E’ l’inizio di una storia che ancora continua e che, a mio parere, è destinata a durare parecchio, nell’elite del calcio che conta.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Alessandro, come dicevo poc’anzi, è un trequartista periferico, calibrato però in chiave moderna, perché non agisce solo prevalentemente sulla terza linea (dietro le punte, come un fantasista classico), ma si muove con intelligenza anche aprendosi, determinando così falde pericolose negli avversari, che non avendo punti di riferimento da controllare, vanno in difficoltà.

Le qualità tecniche sono di altissimo livello: sa dribblare frontalmente, ma anche sotto pressione (spesso uscendo dal primo pressing in fase di uscita), sbucando in leggerezza ad ogni contrasto; inoltre ha una capacità sconcertante di rendere facili giocate apparentemente complicate, sia in imbucata, sia di prima (in corto ed in lungo) in associazione, e sia in conduzione.

Non per nulla i compiti se li crea da solo e le scelte sono solo sue, che si prende con grande responsabilità e senza paura, sia di palleggio o di assist o di balistica.

Guardarlo giocare a calcio per un esteta è puro e semplice piacere, per questo consiglio di vivisezionarlo con gli occhi, per carpirne la magìa liturgica del suo gioco.

E non solo dal punto di vista squisitamente tecnico, ma anche per l’eleganza e la facilità di calcio, per la leggerezza di ogni tocco di palla che con lui diventa carezza.

Ma non fraintendete, non c’è solo estetismo nel suo modo di intendere e concepire il compito, ma anche efficacia.

Pur non avendo rapidità egocentrica nello stretto (come invero richiesta in tale periodo storico), ha tuttavia buona progressione in conduzione, che ne facilita le attitudini. Il suo è un calcio pulito, anche a tutto campo.

Dicevo prima che sa muoversi con sagacia sul fronte offensivo, ma Alessandro spesso si abbassa ad aiutare la prima uscita, così da facilitare la manovra, e i compagni sanno che depositando la palla al n. 10, ne farà buon uso. Perché incide, sia orizzontalmente e sia verticalmente, come è nella sua natura.

E’ però bene osservare che, anche recentemente, è stato impiegato come mezzala di qualità. Ruolo, questo, che certamente lo aiuta a migliorare quella versatilità che nel calcio moderno è ormai divenuta essenziale.

Lo stesso procuratore di Cortinovis, in una recente intervista rilasciata a tuttomercatoweb (01.3.2018), ha difatti messo in risalto che: “Ha sempre giocato come trequartista, anche come seconda punta. Mentre quest’anno l’allenatore lo sta impiegando come mezzala con risultati eccellenti perché in questo modo sta imparando a diventare anche più duttile”, aggiungendo inoltre che il suo modello è “Isco. E’ sempre stato il suo modello e vorrebbe seguire le sue orme”.

Difetti da limare ce ne sono senza dubbio, ed il più evidente è la fisicità: deve rafforzare la sua struttura, così da pareggiare i duelli sul campo, anche nell’1 vs 1. In secondo luogo deve migliorare la capacità di restare mentalmente all’interno di tutta la partita.

Chiaramente deve essere aiutato e seguito ancora, ma senza castrarne la libertà di espressione atletica e tecnica.

Se permettete, questa è una mia personalissima diffida che faccio all’intero mondo calcistico, troppo spesso annichilito da allenatori schematici, che deridono la qualità in nome di un non ben precisato tatticismo estremista e codificato.

Ma sulla faccenda non ho dubbio alcuno. A Bergamo sanno come si fa. E quando Gasperini lo avrà tra le sue mani, saprà lasciagli la libertà di incantare. E diverrà un grandissimo, nel mondo eterogeneo del trequartismo estetico e versatile.

A Bergamo sperano di aver trovato il nuovo Morfeo, ed in effetti, vuoi per attitudini, vuoi per movenze, vuoi anche per tecnica, la somiglianza pare evidente.

Tuttavia mi permetto di fare un’ultima osservazione: il ragazzino dai folti riccioli, in un mio personale trip visionario, potrebbe anche – in un ipotetico futuro (forse non troppo lontano) – ripercorrere le orme dell’inavvicinabile Maestro (Andrea Pirlo), che da fantasista classico è stato abbassato sulla linea dei centrocampisti a far da regista puro.
Ma questo lo dirà solo il tempo.

Analisi finale

Punti di forza: Tecnica, balistica, progressione palla al piede, intuizioni, personalità, dribbling, associazione, passaggi, assist.
Punti di debolezza: rafforzamento fisico, e continuità nella partita.
A chi assomiglia: Domenico Morfeo.
Valutazione: 4/5

(Fonte foto: www.sprintesport.it)

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2 risposte a “Alessandro Cortinovis: talento italiano classe 2001”

  1. Ho avuto il piacere di osservarlo attentamente dal vivo di recente e devo dire che la tua relazione rispecchia esattamente anche il mio pensiero.Io credo fortemente che se migliorerà la concentrazione durante tutta la gara(attualmente credo sia il suo limite) potrà veramente togliersi grandissime soddisfazioni anche perchè oltre al destro che è il suo piede di calcio possiede anche un buon sinistro .I suoi tempi di gioco sono fantastici e concordo perfettamente con te che potrebbe essere impiegato anche da play basso per la visione di gioco che possiede e il suo fisico che in questo caso potrebbe anche essere un vantaggio.

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