Julián Álvarez: talento argentino classe 2000

INFORMAZIONI: Julián Álvarez

Nome: Julián Álvarez
Ruolo: Ala destra/sinistra, punta centrale, seconda punta
Data di nascita: 31/01/2000
Altezza: 170 cm
Piede: Destro

Julián Alvarez

Julián Álvarez, attaccante classe 2000 del River Plate, non è di certo uno sconosciuto, avendo già debuttato nella Primera División, competizione nella quale ha già ottenuto 3 presenze.

Punta polivalente, Álvarez non ha solamente giocato nel campionato nazionale (ha debuttato con l’Aldosivi il 28 ottobre), ma ha anche avuto l’onore di far parte della squadra vincitrice della Copa Libertadores, avendo giocato quasi tutti i tempi supplementari della finale contro il Boca, essendo stato “buttato nella mischia” dal tecnico Marcelo Gallardo al 97esimo, al posto dell’altro grande talento del River, Exequiel Palacios.

Una storica e prestigiosissima vittoria, che era stata preceduta da fatti non certo lusinghieri. Una sfida da romanzo: il pareggio all’andata (2-2), alla “Bombonera”, il 10 novembre, nel regno di Carlitos Tevez. E poi i cinque tentativi di giocare la partita di ritorno: prima il diluvio, poi l’assalto al pullman del Boca Juniors con sassi e bombolette con spray urticante, gli scontri con la polizia, il rinvio, fino al 3-1 di domenica 9 dicembre a Madrid, a quasi 10.000 chilometri di distanza da Buenos Aires. Tensioni, polemiche, contrasti sulla sede scelta. Mai, in 58 anni di storia della Coppa Libertadores, il River Plate e il Boca Juniors si erano affrontati in finale.

In questa atmosfera, dove la tensione si “si affettava con il coltello”, Julián Álvarez ha dimostrato di essere un giocatore di qualità e soprattutto di personalità, non patendo la grande pressione esterna.

“Napoleon” Gallardo (così è stato soprannominato il tecnico), in seguito, lo ha persino portato negli Emirati Arabi in occasione della Coppa del Mondo per Club. Il ragazzino, che per i più esperti del gruppo è diventato una sorta di mascotte, ha ricambiato la fiducia dell’allenatore con un assist contro il Kashima Antlers, nella finale per il terzo posto.

Julián Álvarez è nato il 31 gennaio del 2000 a Calchin, nel Dipartimento di Rio Segundo, in provincia di Cordoba. Il “Ragno” (ma anche ‘el Pipa’), così è soprannominato il talentino, ha già avuto alcune esperienze professionali molto prestigiose.

Infatti, a soli 11 anni lo volevano tutti, dopo aver superato il test con il River, lo scout argentino Piero Foglia lo vide giocare durante un provino che stava svolgendo per i rivali del Boca Juniors e “folgorato” dalle doti del ragazzo, decise di portarlo a Madrid, a provare con il Real.

Lo notò anche il Barcellona, fu addirittura Jorge Messi a chiamarlo per convincerlo andare al team “blaugrana”, ma Julian aveva già dato la sua parola alle “Merengues”.

Il suo sogno, però, terminò praticamente subito: “Stavo giocando campionati giovanili, ma a 13 anni il Real Madrid mi poteva far firmare definitivamente. Per farlo in quel momento, avrei dovuto far spostare tutta la mia famiglia e quindi sono stato costretto a tornare a Cordoba”.

Ritornato nella sua città natale, la sua vita è cambiata a 16 anni, da quando si è trasferito a Buenos Aires, per vivere nel centro sportivo del River (squadra di cui era un tifoso). Lì ha iniziato il suo percorso da attaccante con i “Millonarios”, riuscendo rapidamente a passare di categoria in categoria nelle formazioni giovanili, fino a quando Luigi Villalba lo ha aggregato alla squadra Riserve. Il resto è storia di qualche mese fa, con l’esordio in prima squadra, sia in campo nazionale che internazionale.

La scorsa estate, con altri talenti dell’Under 20 dell’Argentina, è stato anche portato in Russia per fare da sparring partner della nazionale maggiore impegnata nel mondiale.

Sempre con la selezione Under 20 dell’Albiceleste, Álvarez è attualmente impegnato al Torneo Sudamericano Sub-20, in fase di svolgimento in Cile.

Julian, come molti giovani calciatori argentini, ha una grande ammirazione per Messi: “È il migliore di tutti, è impressionante osservarlo e vedere cosa fa con la palla.”

Julian Alvarez ha firmato un contratto con il River fino al 2021 ed è stato blindato con una clausola da 15 milioni di dollari.

Caratteristiche tecniche e tattiche

“Mi piace giocare e avere il pallone tra i piedi. Arrivo a segnare grazie allo sviluppo del gioco. Questo per me è naturale e non mi porta nessun tipo di pressione”, ha dichiarato Julián Álvarez in un’intervista rilasciata al sito ufficiale del club, aggiungendo poi che “non sono ossessionato dal dover essere un goleador ma so che tra fare la prima e la seconda punta vuol dire adattare in maniera diversa il proprio gioco. Soprattutto essendo un attaccante del River”.

Fisicamente brevilineo, non ha nella forza fisica il suo punto di forza, ma è una punta molto mobile, una qualità che gli consente di svolgere praticamente tutti i ruoli del reparto avanzato.

Se nelle giovanili del River si è distinto come un bomber inesorabile, nelle nazionali argentine è stato impiegato principalmente da attaccante esterno.

Pur non essendo alto, ha una buona elevazione, che gli consente di essere abbastanza competitivo nel gioco aereo. Nonostante il fisico minuto, sa proteggere abbastanza bene la palla in virtù del suo baricentro basso.

Ama molto avere la palla tra piedi, gestirla ed inventare la giocata che può cambiare il senso della partita.

Rapido negli spazi stretti, ma è anche dotato di un bell’allungo negli spazi larghi, dove può facilmente lasciare sul posto i suoi dirimpettai.

Bravo nel primo controllo e nella conduzione della sfera, quest’ultima non si allontana mai troppo dai suoi piedi ispirati.

Giocatore dotato di una notevole tecnica di base, di destro vellutato e di grande rapidità, Álvarez sa essere molto pericoloso dalla distanza in particolar modo su calcio piazzato.

Caratterialmente non ha paura di niente, nelle partite giocate in prima squadra e con la nazionale U20 argentina, ha saputo sopportare benissimo le pressioni esterne.

Tatticamente versatile, può giocare in tutti i ruoli d’attacco. Naturalmente, se schierato da punta centrale, può andare in gol più facilmente, ma essendo molto dinamico, il ruolo di punta esterna sembra essere quello più adatto alle sue caratteristiche.

Analisi finale

Punti di forza: Tecnica, capacità balistiche, assist, dribbling, calci piazzati, velocità, versatilità, personalità.
Punti di debolezza: Deve rafforzarsi fisicamente e migliorare con il sinistro.
A chi assomiglia: Sebastian Driussi
Valutazione: 3,5/5

(Fonte foto: dunuby.com)

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