Juan Manuel Sanabria: talento uruguayano classe 2000

Juan Manuel Sanabria

Juan Manuel Sanabria

Juan Manuel Sanabria, centrocampista classe 2000 della nazionale Under 20 uruguayana, impegnata in questi giorni al Torneo Sudamericano Sub-20, è probabilmente uno dei giocatori con maggiori esperienze internazionali dell’intera competizione.

Nato a Florida, Sanabria ha iniziato a giocare a calcio nel Club Nacional de Florida, dove è rimasto fino al 2012, prima di trasferirsi al Club Nacional. Nel settore giovanile del team di Montevideo, il ragazzo si è subito distinto come uno dei migliori prospetti, attirando conseguentemente l’attenzione dei selezionatori delle nazionali giovanili del suo paese.

Dopo essere stato uno dei profili più in vista dell’Under 15, Juan Manuel è stato convocato dal Liverpool per uno stage, insieme al connazionale Agustín Pereira. In quella settimana di prova, è stato aggregato all’Under 18 del Liverpool che ha disputato l’amichevole contro l’Under 19 del Malmö, nella quale ha giocato 30 minuti. Tuttavia, Sanabria è stato successivamente inserito nella squadra Under 16 dei “Reds”, poiché a quel tempo l’uruguagio aveva solo 15 anni. E così, pochi giorni dopo, Juan Manuel ha preso parte all’amichevole contro Luton Town, nella quale ha segnato uno dei gol del Liverpool nella vittoria per 4-1, destando anche una buona impressione.

Nella nazionale Under 17 “Celeste”, Sanabria ha totalizzato 24 presenze, ha partecipato al torneo continentale di categoria ed è stato il capitano e perno della squadra.

Le buone prestazioni con il club di appartenenza, con il quale ha anche vinto la Copa Libertadores Under 20 e con le nazionali giovanili uruguayane, gli hanno permesso di essere acquistato dall’Atletico Madrid nel corso dell’estate scorsa (ha firmato per 5 anni).

Juan Manuel è stato il quarto giocatore “charrùa” ad entrare a far parte del club dei “Colchoneros”, dopo Diego Godín, José María Giménez e Nicolás Schiappacasse, che però, in seguito, è stato girato in prestito al CF Rayo Majadahonda e poi al Parma.

In questa stagione, Sanabria si è diviso tra la squadra riserve e quella Under 19 che partecipa alla UEFA Youth League, dove ha uno score di 4 presenze un gol e 2 assist.

Il tecnico della prima squadra, Pablo Simeone, tiene in grande considerazione il talento uruguagio e in qualche occasione lo ha anche aggregato ai “grandi” per le sessioni di allenamento.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Juan Manuel Sanabria è un centrocampista di “sostanza”, dotato di un buon piede mancino e di una discreta visione di gioco.

Molto intelligente tatticamente, è un giocatore dotato di una buona tecnica di base, di passo abbastanza veloce e di grande dinamicità.

Ha buone capacità balistiche e discreti tempi d’inserimento offensivi, qualità che gli permettono di mettere a segno qualche gol durante la stagione.

Sa svolgere bene entrambe le fasi, partecipando attivamente allo sviluppo della manovra e alla fase d’interdizione, non tirandosi indietro quando c’è da contrastare.

Quando ha l’opportunità verticalizza con precisione il gioco, dando rapidità allo sviluppo del gioco.

Sa disimpegnarsi bene negli spazi stretti, sfruttando il suo dribbling e il buon controllo della palla.

Ultimamente il suo rendimento ha avuto una leggera flessione, soprattutto con la nazionale Under 20 non è riuscito a dare il prezioso contributo, diversamente da quanto fatto nelle selezioni nazionali precedenti.

Fisicamente normolineo, può rinforzare ulteriormente la sua struttura corporea, anche se, da quando è arrivato all’Atletico, ha già fatto dei passi avanti in questo senso.

E’ un giocatore dotato di una spiccata personalità, un leader della squadra e un riferimento costante per i compagni.

Tatticamente il suo ruolo è quello di interno di un centrocampo a 3 (sia sinistro che destro), ma può anche agire da centrocampista centrale di un 4-4-2 o di un 4-2-3-1.

(Fonte foto: www.intothecalderon.com)

Ömer Beyaz: talento turco classe 2003

Omer Beyaz

Ömer Beyaz

Nella Turchia Under 16 che ha vinto nei giorni scorsi l’Aegean Cup, il protagonista assoluto è stato senza ombra di dubbio il trequartista classe 2003 del Fenerbahce, Ömer Beyaz.

Il talentino turco ha letteralmente fatto la differenza, mettendo a segno 4 gol e 2 assist nelle partite contro Spagna e Inghilterra (una doppietta ad entrambe), venendo nominato miglior giocatore della manifestazione.

Il suo nome era già noto ai più importanti club europei, che già nella passata stagione hanno cercato di strappare a parametro 0, il giovane talento al club della capitale turca.

Il Fenerbahce, nei mesi scorsi, per paura di perderlo, si è affrettato a vincolare contrattualmente il ragazzo fino a 2021. E’ stato addirittura il presidente del club, Ali Koç, a comunicarlo nel corso del consiglio direttivo, dando molta enfasi all’importante accordo raggiunto (dalla precedente gestione). Una dichiarazione volta anche a tranquillizzare tutto l’ambiente attorno al Fenerbahce, che si era preoccupato delle voci relative alla partenza del prospetto locale.

Ho incontrato Omar Faruk Beyaz e la sua famiglia per due volte e anche Comolli (il ds) si è incontrato diverse volte: la nostra precedente dirigenza ha firmato un contratto con lui, questo è molto importante. Speriamo che per molti anni possa giocare nel Fenerbahce. Lui è un calciatore di prima classe. ” (tratto da sporx.com)

La firma del contratto, non ha però attenuato l’interesse dei principali team del Vecchio Continente nei confronti di Beyaz. Non a caso all’Aegean Cup erano presenti gli osservatori di società molto prestigiose: Bayern Monaco, Dortmund, Juventus, Manchester United, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Stoccarda, Francoforte, PSV, Villarreal, Shakhtar, Eintracht Francoforte, Aston Villa e Basilea.

Davanti a questo “parterre de roi”, Beyaz ha fatto numeri d’alta scuola, mettendo in mostra la sua straordinaria capacità nel saltare l’uomo e le sue grandi capacità balistiche (da ammirare la punizione messa a segno contro la Spagna).

Nato a Istanbul, il 29 agosto del 2003, Ömer Beyaz è entrato a far parte del settore giovanile del Fenerbahce a 10 anni. Con i “Sarı Kanaryalar” (Canarini Gialli) ha quasi sempre giocato sotto età, essendo troppo più forte rispetto ai suoi coetanei.

In questa stagione, Beyaz sta giocando con la squadra Under 19 del club turco, inoltre, nel suo breve percorso professionale, è stato sempre un punto fermo delle nazionali giovanili del suo paese (adesso è il capitano dell’Under 16).

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ömer Beyaz è il classico numero 10 moderno, un trequartista mancino dotato di una sublime tecnica di base, rapido e dotato di straordinarie capacità balistiche, che lo rendono pericoloso sia da fuori area che su calcio piazzato, fondamentale dove è vero un “maestro”.

Abile nel dribbling, sa superare i suoi avversari in un “fazzoletto” di campo, sfruttando la sua abilità nell’uno contro uno e il notevole controllo di palla orientato.

Quando parte in progressione è molto difficile da limitare, essendo veloce e mantenendo sempre la palla “incollata” ai piedi.

Fisicamente normolineo, è dotato di baricentro basso, qualità che gli consente di essere molto reattivo e di proteggere bene la sfera.

E’ un giocatore creativo, con uno stile di gioco fatto di continui scatti, progressioni palla al piede ed assist illuminanti.

“Galleggia” nella zona di trequarti, ama avere sempre la palla tra i piedi e i compagni sono ben lieti di affidare la sfera ad un giocatore così talentuoso.

Beyaz è determinante non solo in fase di finalizzazione, ma anche in quella di assistenza.

Fisicamente ha bisogno di irrobustire la struttura corporea, come è normale che sia per un calciatore così giovane.

In campo è un leader, non a caso è spesso capitano nelle squadre dove gioca, palesando una maturità nel gestire i diversi momenti delle partite, degna di un giocatore navigato.

Tatticamente il suo ruolo è quello di trequartista di un 4-2-3-1, ma ritengo che in futuro potrà anche giocare da mezzala dalle attitudini offensive o da ala, in virtù della sua spiccata tecnica di base e del notevole cambio di passo.

(Fonte foto: www.sabah.com.tr)

Emre Demir: talento turco classe 2004

Emre Demir

Emre Demir

Il trequartista/ala classe 2004 di proprietà del Kayserispor, Emre Demir è un talento dotato di classe cristallina, tale da essere già seguito con molta attenzione dai principali club europei ed anche da essere aggregato a soli 15 anni ad alcuni allenamenti della prima squadra ed esordire sotto la guida del tecnico Hikmet Karaman.

“Di tanto in tanto ho iniziato ad allenarmi con la rosa della squadra A”, dove ha anche esordito, pochi giorni fa, in occasione della partita contro l’Akhisarspor in Coppa di Turchia (ha giocato una decina di minuti considerando il recupero).

Nato a Mersin, il 15 gennaio del 2004, dopo aver iniziato a dare i primi calci ad un pallone nella squadra locale, Emre Demir è entrato a far parte del settore giovanile del Kayserispor nel 2012, dove si è subito distinto per i tanti gol e per le tante giocate di classe sfornate in ogni partita.

Le sue prestazioni gli sono subito valse le prima convocazioni da sotto età nelle selezioni nazionali turche Under 14, Under 15 e Under 16, ma soprattutto hanno attirato l’interesse del top team del Vecchio Continente.

In primis è stato il Barcellona, a 12 anni, a chiamarlo per un provino ne “La Masia”, un test che è andato bene (anche giocando sotto età), ma che non ha portato al tesseramento del ragazzo a causa della giovane età.

Lo scorso anno sia i catalani che in particolar modo il PSG, hanno richiesto il ragazzo. A Parigi Emre è arrivato il 28 maggio scorso, doveva rimanere in Francia per una settimana ma, avendo “folgorato” con le sue qualità i tecnici dei transalpini, è stato chiesto alla società dell’antica città di Cesarea di prolungare il test fino al 13 giugno. Così il ragazzo è stato utilizzato dai parigini in un torneo che si terrà a Parigi e che comprendeva Real Madrid, Milan, Juventus e Barcellona.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Emre Demir è un giocatore che può ricoprire tutti i ruoli dietro la prima punta; dotato di una straordinaria tecnica di base, abbinata ad un passo veloce, ha anche una notevole struttura fisica considerando la giovanissima età.

Molto abile nel dribbling, sia negli spazi stretti che larghi, Demir ha grandi capacità balistiche che gli consentono di essere pericoloso dalla media-lunga distanza.

Sa proteggere bene la palla, in virtù della sua buona fisicità e forza nelle gambe, resiste benissimo ai contrasti con avversari di un anno più grande, anche quando è in piena corsa.

Quando parte in progressione palla al piede, può seminare avversari come birilli, per poi calciare prepotentemente verso la porta avversaria con il suo “educato” piede mancino (può migliorare con il destro).

Elegante nelle movenze (gioca a testa alta), ha una visione di gioco periferica, sa smarcare i suoi compagni con passaggi filtranti di precisione millimetrica.

Essendo molto abile nell’uno contro uno, talvolta eccede nelle giocate ad effetto, risultando poco concreto, ma è un difetto che potrà facilmente eliminare nei prossimi anni.

Ha una forte personalità, è grintoso, non sente minimamente le pressioni esterne, ha uno stile di gioco che sembra quasi “sfacciato” e irriverente verso i calciatori più esperti.

Tatticamente, nel club di appartenenza, ha ricoperto principalmente il ruolo di trequartista, ma nelle nazionali turche è stato posizionato sulle corsie esterne, soprattutto a sinistra.

(Fonte foto: www.sondakika.com)

David De la Víbora: talento spagnolo classe 2003

David De la Víbora

David De la Víbora

Appena entra in campo, la prima cosa che si nota è la sua folta zazzera riccia ma, appena tocca la palla e parte in progressione, si capisce immediatamente che David De la Víbora, terzino sinistro classe 2003 del Real Madrid, è un talento fuori dal comune.

Nato a Móstoles, il 3 gennaio del 2003, David ha attirato l’attenzione degli osservatori dei “Blancos” da giovanissimo, quando giocava nella squadra locale dell’URJ Móstoles.

Entrato Valdebebas nel 2011, gli altri bambini quando lo vedevano esclamavano scherzando: “Guarda, c’è David Luiz!”

Ma in comune con David Luiz, oltre al nome e alla folta chioma, David De la Víbora ha ben poco, essendo un giocatore di fascia che, appena entrato a far parte del settore giovanile del Real Madrid, veniva impiegato da ala (nel febbraio del 2016 è stato eletto migliore attaccante dell’Argentona Cup), ma poi nello sviluppo della sua pur breve carriera, è stato impostato come terzino sinistro.

Grande ammiratore di Cristiano Ronaldo, all’inizio cercava molto di imitare il “fenomeno” portoghese, con giocate ad effetto ed atteggiamenti similari a quelli del calciatore della Juventus.

Negli ultimi tempi ha preso coscienza del suo nuovo ruolo, impegnandosi bene anche nella fase difensiva. La sua frase nella pagina personale del sito del Real Madrid recita: “Mi piace difendere e spingere sulla fascia.”

Attualmente fa parte della squadra Cadete A e milita nella nazionale spagnola Under 16, con la quale si è particolarmente distino nel corso dell’ultima Aegean Cup.

La politica del Real Madrid negli ultimi anni è cambiata, Florentino Perez ha deciso di puntare maggiormente sui giovani talenti, anche cresciuti ne La Fábrica.

Tra le curiosità legate al ragazzo, c’è la sua grande amicizia con il talento del Barcellona Xavi Simons, suo coetaneo e figlio dell’ex calciatore Regillio Simons e il fatto che gioca sempre con la maglia numero 11 pur essendo un terzino sinistro, probabilmente per il suo passato da ala (come Kolarov).

Caratteristiche tecniche e tattiche

“Calciatore che si distingue per velocità e potenza. Partecipa regolarmente all’attacco, arriva bene sul fondo ed è molto abile nella conduzione della palla. Gioca sulla fascia, sa come dribblare e crossare e supera con qualità i suoi rivali”, così descrive David De la Víbora il sito del Real Madrid.

David De la Víbora è un terzino sinistro (impiegato attualmente da ala) dotato di una tecnica sopraffina, molto veloce, abile nel cross e nell’uno contro uno.

Elegante nelle movenze, ha una straordinaria facilità di corsa, che gli permette di spingere come un forsennato sulla sua corsia di competenza. Talvolta diventa una sorta di ala aggiunta e non è raro vederlo nell’area avversaria pronto a finalizzare l’azione.

Ha un’eccellente padronanza della sfera, può effettuare dei “tricks” spettacolari e funzionali a superare i suoi dirimpettai.

In possesso di buone capacità balistiche, riesce a segnare un buon numero di reti stagionali. Inoltre, è un grande “crossatore”, i suoi traversoni “pennellati” sono una “manna dal cielo” per i suoi compagni di squadra.

Ha grandi capacità aerobiche, in ogni partita percorre tantissimi chilometri, dimostrandosi particolarmente abile nella fase offensiva, ma non tralasciando quella di copertura.

Ha una spiccata personalità, è un leader della sua squadra, in ogni partita mette in gioco la sua grinta e determinazione.

Fisicamente normolineo, ha una struttura corporea nella media (considerando l’età), che nei prossimi anni sarà sicuramente rafforzata.

Tatticamente il suo ruolo è quello di terzino sinistro di una difesa a 4, ma può adattarsi a ricoprire tutti i ruoli della fascia mancina.

(Fonte foto: pikdo.net)

Benjamin Nygren: talento svedese classe 2001

Benjamin Nygren

Benjamin Nygren

(A cura di Alessio Croce)

Il centravanti classe 2001, Benjamin Nygren, è stato uno dei pochi aspetti positivi della stagione del Göteborg, nobile decaduta del calcio svedese.

I Blåvitt hanno chiuso il campionato nella seconda parte della classifica, ma nelle ultime 3 giornate hanno dato spazio al giovane talento locale, che ha contraccambiato la fiducia del tecnico, Poya Asbaghi, con 2 gol e un assist.

Nygren è sempre stato uno dei punti fermi delle nazionali giovanili svedesi, dall’Under 15 fino all’Under 17 (ha disputato anche l’Europeo di categoria in Inghilterra), con la quale ha l’invidiabile score di un 7 reti in 13 presenze.

Due anni fa, dopo avere fatto numerosi gol nelle categorie giovanili del Göteborg, Nygren ha trascorso un periodo di prova al Brighton & Hove Albion Football Club, club che da sempre ha un occhio di riguardo per i migliori talenti scandinavi. Il test si è poi concluso con un nulla di fatto.

In questa stagione è stato aggregato alla prima squadra fin dall’inizio del precampionato, ma il debutto tra i pro, come già detto, è arrivato solo alla fine dell’annata calcistica (probabilmente troppo tardi, considerate le qualità del giocatore).

L’esordio nell’Allsvenskan è avvenuto in occasione della partita contro il Djurgarden, quando Benjamin è entrato in campo a mezzora dalla fine del match.

In seguito è stato “ributtato nella mischia” dal primo minuto nell’insolito ruolo di ala destra, per la partita successiva contro il Malmö FF.

Ma è nell’ultimo incontro del campionato svedese, che Nygren ha messo in mostra tutto il suo repertorio, segnando 2 reti e sfornando un assist, nella vittoria per 3 a 1 contro l’Orebro.

Benjamin, alla fine della partita, ha mostrato (al sito ufficiale del club) la sua gratitudine all’allenatore Poya Asbaghi, che gli ha dato la possibilità di esordire.

“Ha significato molto per me. Mi ha dato un sacco di consigli e mi ha dato la possibilità di giocare fino alla fine, significa molto per me, come giovane, avere un allenatore che osa dare una possibilità. E’ stato divertente e sono felice come un fan.”

Caratteristiche tecniche e tattiche

Trovare un calciatore che sappia giocare con entrambi i piedi già reca allo stesso quel quid in più.

Attaccante centrale/ala alto 1,85 cm, Benjamin Nygren è un giocatore per niente statico, che spazia spesso dietro l’area avversaria grazie appunto alla capacità di usare tutti e due i piedi (principalmente è mancino).

Un 2001 che non ha paura di “gestire la palla”, dotato di una buona tecnica e di creatività, qualità che gli permette di giocare anche come seconda punta.

Sa calciare bene e sa essere utile alla squadra sia in profondità che come appoggio.

Buona anche la capacità di intraprendere duelli e dribbling. Sa muoversi con e senza palla accompagnato dalla giusta forza fisica ed esplosività.

Se vogliamo trovare i difetti, essi si manifestano non tanto nel colpo di testa, ma quanto nei tempi di stacco sbagliati.

Non eccelle nella velocità palla al piede ma compensa questo suo difetto con la sua buona tecnica individuale.

Insomma, un 17enne che ha ottime possibilità quest’anno (2019) di dire la sua con la maglia del Göteborg, come ha lasciato intendere nell’ultima partita dello scorso campionato, nella quale ha siglato la sua prima doppietta (la prima presenza da titolare su 3 totali) prima con il piede sx e poi col dx. Ecco il suo biglietto da visita!

(Fonte foto: ifkgoteborg.se)

 

Ludovico D’Orazio: talento italiano classe 2000

Ludovico D'Orazio

Ludovico D’Orazio

Ludovico D’Orazio, ala sinistra (ma può giocare anche a destra) classe 2000 della Roma, è uno dei talenti che più si sta mettendo in luce nel corso dell’attuale campionato Primavera.

Con 7 reti e altrettanti assist in 23 partite, comprensive del Campionato Primavera 1, UEFA Youth League e coppa nazionale di categoria, D’Orazio è diventato un punto fermo della formazione di Alberto De Rossi.

Infatti, se nella passata stagione, il talentino ciociaro non riusciva a trovare tanto spazio nell’undici titolare (memorabile però la sua “gemma” in UYL contro il Qarabag), in quella attuale è diventato uno dei trascinatori del gruppo.

Prestazioni che gli hanno permesso di allenarsi spesso con la prima squadra di Eusebio Di Francesco, il quale stravede per lui e lo ha anche già convocato tra “i grandi”(ha disputato l’amichevole con il Benevento ad inizio stagione).

In una di queste sessioni ha impressionato anche uno dei “senatori” della Roma, Alessandro Florenzi, che ha affermato: “Questo calcia come uno di serie A”, riferendosi alla forza che “Ludo” mette nelle sue conclusioni.

Nato a Sora, Ludovico ha mosso i primi passi nel vivaio del Frosinone, ma entrato a far parte del settore giovanile giallorosso a 12 anni, selezionato dall’allora capo del settore giovanile Bruno Conti.

D’Orazio vive nel convitto di Trigoria, insieme a tanti altri talenti provenienti da altre regioni o residenti in zone lontane dal centro sportivo della Roma. Il club capitolino punta sull’esterno offensivo e lo scorso anno lo ha vincolato contrattualmente fino al 2021.

D’Orazio è un prospetto in grande ascesa, che è migliorato molto negli ultimi mesi, sia dal punto di vista atletico che tattico, visto che sotto l’aspetto tecnico partiva già da ottime basi.

In passato è stato convocato con le selezioni nazionali giovanili italiane Under 15 e Under 16 e risulta veramente sorprendente che in questa stagione non abbia ancora ricevuto una chiamata dal CT dell’Under 19 Federico Guidi.

Ludovico è un ragazzo tranquillo e solare, tifoso della Roma e il suo sogno è quello di esordire il più presto possibile allo Stadio Olimpico.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ludovico D’Orazio è principalmente un’ala sinistra, ma può adattarsi anche a giocare sulla corsia opposta. Naturalmente, essendo destro, giocando sulla fascia mancina ha la possibilità di accentrarsi ed andare al tiro con il suo piede forte.

Dotato di grandi capacità balistiche, sa spesso rendersi pericoloso con delle potenti conclusioni dalla media-lunga distanza.

Veloce ed abile nel dribbling, riesce spesso a creare la superiorità numerica sulla sua fascia di competenza.

Ama avere la palla sulla trequarti e partire in progressione sulla fascia, superando in slancio i suoi dirimpettai, ma negli ultimi tempi ha imparato ad andare più frequentemente in profondità, scattando senza palla.

Ha un buon primo controllo, è elegante nelle movenze e spesso realizza delle reti di pregevole fattura con splendide conclusioni al volo o tiri a giro.

Fisicamente si è molto rinforzato negli ultimi mesi, un aspetto che lo ha reso molto più difficile da contrastare usando le classiche spallate.

Può migliorare ancora nella fase difensiva, nella continuità ed essere più preciso nelle scelte, talvolta sembra essere un po’ frettoloso.

Tatticamente il suo ruolo è quello di ala sinistra di un 4-3-3 o 4-2-3-1, ma come già detto, può giocare anche sulla fascia opposta.

(Fonte foto: www.roma.com)

Mohamed Bahlouli: talento francese classe 2000

Mohamed Bahlouli

Mohamed Bahlouli

La Sampdoria Primavera occupa il nono posto in classifica, sicuramente non ha avuto nell’attacco il suo punto di forza e l’unico che è riuscito a mettersi in evidenza, mettendo a segno 4 reti (e un assist) in 16 presenze, è stato il franco-algerino Mohamed Bahlouli.

Quest’ultimo, che di mestiere fa l’ala sinistra, ha spesso illuminato il gioco della Samp, con i suoi dribbling e le continue accelerazioni, mettendo in difficoltà i reparti arretrati avversari.

Esemplificativa è stata la grandissima prestazione nell’ultima partita contro la Juventus Primavera, dove il talentino transalpino ha realizzato un gol e regalato giocate d’alta scuola, che hanno fatto sobbalzare e far applaudire il ds Walter Sabatini, uno che di giovani talenti se ne intende.

Mohamed è nato a Lione il 17 febbraio del 2000, è il fratello minore del più famoso Farès Bahlouli, che gioca attualmente nel Lille.

Cresciuto nelle giovanili dell’Olimpique Lione, si è guadagnato in Francia l’appellativo de “il Maestro”, per le sue doti da fantasista e capacità balistiche. Non sentendo al Lione una grande fiducia nei suoi confronti, Mohamed, nella passata stagione, ha deciso di intraprendere questa nuova esperienza italiana.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mohamed Bahlouli è preminentemente un’ala sinistra di piede destro (può giocare anche da trequartista) che sa tirare anche di sinistro, risultando poco prevedibile per i pacchetti arretrati avversari.

Inoltre, è dotato di buone capacità balistiche, qualità che gli consente di tirare spesso da fuori area e di calciare le punizioni.

E’ un giocatore creativo, che sa essere decisivo sia in fase di finalizzazione che di assistenza, agendo principalmente nella zona di centrosinistra della trequarti offensiva.

Ha una buona visione di gioco e ciò gli permette spesso di verticalizzare la manovra con precisi passaggi filtranti, che mettono in condizione gli attaccanti di calciare verso la porta avversari.

Rapido, molto bravo nel palleggio e nella conduzione della sfera anche in piena corsa, può essere veramente difficile da fermare quando parte in dribbling, districandosi molto bene anche su palle difficili da gestire.

Molto bravo quando parte in progressione palla al piede, gli avversari sono spesso costretti al fallo per fermarlo.

Fisicamente ha bisogno di irrobustire ulteriormente la sua struttura corporea, in modo tale da essere più competitivo nei duelli spalla a spalla; inoltre, ha soprattutto bisogno di migliorare nella continuità, quando non è in giornata risulta spesso fuori dal gioco.

Tatticamente Mohamed Bahlouli può essere impiegato sia da ala sinistra in un 4-2-3-1 o 4-3-3, ma anche da trequartista-fantasista.

(Fonte foto: sampdoria.it)

Mykhailo Mudryk: talento ucraino classe 2001

Mykhailo Mudryk

Mykhailo Mudryk

Mykhailo Mudryk è indubbiamente uno dei migliori talenti dell’Academy dello Shakhtar Donetsk, essendo già riuscito a debuttare in prima squadra in occasione della Coppa di Ucraina, il 31 ottobre scorso, in occasione del derby contro l’Olimpik Donetsk.

Recentemente, Mykhailo è anche andato in gol con la squadra allenata da Fonseca, durante la partita amichevole dello Shakhtar contro gli azeri del Qarabag.

Oltre a far parte spesso della prima squadra, Mudryk gioca normalmente nella fortissima squadra Under 21 del club ucraino ed è anche un punto di forza della formazione Under 19, che partecipa alla UEFA Youth League.

In passato ha fatto parte della selezione Under 17 del suo paese e attualmente è nel giro dell’Under 19, con la quale ha messo a segno 3 reti in 5 partite.

Nato il 5 gennaio del 2001 a Krasnograd, nella regione di Kharkiv, Mudryk in questa stagione si allena frequentemente con la prima squadra di Paulo Fonseca.

Ecco le sue parole dopo il primo allenamento con “i grandi” ad ottobre: “Sono davvero felice di avere questa opportunità. Ho lavorato sodo e ho sempre creduto che un giorno sarei stato al fianco dei giocatori come Taison, Marlos, Stepanenko e altri. Qui, tutti i ragazzi sono professionisti. La sessione si svolge ad un livello serio: alta velocità, intensità, carico di lavoro pesante. Ma è normale, ci vuole un po’ di tempo per adattarsi e abituarsi.”

Prosegue il talentino dell’est Europa: “Mi hanno dato un caloroso benvenuto. Conosco tutti i ragazzi, comunichiamo regolarmente. Ho ricevuto un’attenzione speciale da Taison – lui, come il capitano, mi ha supportato. Anche gli altri brasiliani sono stati molto positivi, sorridendo e scherzando con me. Quando vedevo le partite dello Shakhtar da spettatore era un’altra cosa, ma quando ti trovi dentro, capisci quanto è alto il livello individuale di ogni giocatore e della squadra nel suo complesso.

Anche il tecnico della prima squadra lo ha accolto molto bene: “Paulo Fonseca mi ha detto che da quel momento mi sarei allenato con loro, con la prima squadra. Abbiamo anche discusso di cosa ho bisogno di cambiare nelle mie prestazioni, perché nella squadra riserve ho un ruolo, ma qui mi chiedono dei compiti che sono leggermente diversi. Ho detto che ho capito quelle cose, ho solo bisogno di perfezionarle un po’ e di praticarle con i compagni di squadra.” (tratto da shakhtar.com)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mykhailo Mudryk è principalmente un’ala sinistra, ma può anche agire sulla fascia opposta e al centro, fungendo da trequartista.

Sulla corsia mancina ha la possibilità di rendere al meglio, in quanto può accentrarsi ed andare al tiro con il suo piede forte, il destro (ma anche il sinistro non è poi così male).

Dotato di una straordinaria velocità palla al piede, è dotato di una notevole tecnica di base, di un controllo di palla orientato e di una spiccata capacità nell’uno contro uno.

In una singola azione può lasciare sul posto 2-3 avversari, puntandoli in piena corsa e dribblandoli con irrisoria facilità.

In possesso di buone capacità balistiche (tira punizioni e rigori), Mudryk è un giocatore creativo, imprevedibile, che sa essere decisivo sia in fase di finalizzazione, sia in quella di assistenza.

Ha uno stile di gioco frizzante, fatto di continue accelerazioni, cambi di passo e giocate d’alta scuola che esaltano gli spettatori.

Dotato di un fisico normolineo e di baricentro basso, ha bisogno di irrobustire ulteriormente la sua struttura corporea, in modo tale da essere più competitivo nei duelli spalla a spalla.

Ha una spiccata personalità, tenta sempre la giocata più difficile (e gli riesce spesso), anche nei momenti più tesi della partita. Mudryk è il classico giocatore in grado di fare la differenza.

Tatticamente il suo ruolo è quello di esterno offensivo di sinistra in un 4-2-3-1 o ala di un 4-3-3, ma può anche agire dietro una punta centrale, godendo di ampia libertà d’azione.

(Fonte foto: Twitter.com)

Leonardo Campana: talento ecuadoriano classe 2000

Leonardo Campana

Leonardo Campana

Se l’Ecuador si è qualificato all’Hexagonal del Sub-20, lo deve anche alle prestazioni e ai gol di Leonardo Campana, centravanti classe 2000 del Barcelona SC di Guayaquil.

“El caballo blanco” (o “La Torre”), così è soprannominato dai tifosi e dagli amici per la corsa e per l’altezza, ha messo a segno 2 gol e un assist in 4 partite, svolgendo un grandissimo lavoro per la squadra, sobbarcandosi sulle sue spalle il reparto avanzato della “Mini Tri”.

Nato a Guayaquil, il 24 luglio del 2000, è figlio dell’ex tennista e attuale Ministro del Commercio, Pablo Campana e nipote dell’ex dirigente del suo club di appartenenza, Isidro Romero.

Al Barcelona Leonardo è arrivato nel 2016, nel 2017 ha debuttato con la prima squadra nella “Noche Amarilla”. Il tecnico uruguayano del Barcelona di Guayaquil, Guillermo Almada, l’ha portato con la prima squadra nella preseason 2016, 2017 e 2018.

Leonardo Campana si è sempre distinto nei campionati giovanili del suo paese per essere un bomber inesorabile. In particolar modo, con la squadra Under 18 del club “amarillo”, Leonardo è riuscito a segnare ben 20 reti in 19 partite (ha marcato anche 2 reti in 7 caps con la formazione riserve), attirando l’attenzione degli osservatori del Borussia Monchengladbach che, ad agosto, hanno testato il ragazzo in Germania per 10 giorni.

Campana ha il contratto con il suo club di appartenenza che scade a dicembre 2019 (ma c’è un’opzione per allungare il vincolo) e può rappresentare una buona opportunità per le società del Vecchio Continente.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Leonardo Campana è un centravanti molto forte fisicamente, dotato di una potente progressione palla al piede, bravo nel gioco aereo e soprattutto abile a tenere la palla nel settore offensivo.

Non è lento nonostante la stazza, ha una discreta tecnica di base e un buon senso del gol.

Sa smarcarsi bene in area di rigore, riuscendo spesso ad anticipare i suoi marcatori.

Quando parte in accelerazione a campo aperto è difficile da contrastare, in quanto forte fisicamente e dotato di un buon passo.

In possesso di grandi capacità aerobiche, è un vero combattente, che si danna l’anima per la squadra, facendosi trovare pronto al momento della finalizzazione.

Caratterialmente è un bravo ragazzo, dotato di una grande cultura sportiva, raramente lo si vede protestare in modo esagerato.

Tatticamente può dare il meglio di sé se inserito all’interno di un tridente formato da esterni abili nel crossare, che possono fornire dei passaggi calibrati per la potente punta ecuadoriana. Campana è anche in grado si sostenere da solo il reparto avanzato, essendo un giocatore predisposto al sacrificio, oltre ad essere un grande lottatore.

(Fonte foto: m.ecuagol.com)

Fernando Cardozo: talento paraguayano classe 2001

Fernando Cardozo

Fernando Cardozo

Nel Paraguay che sta partecipando al Torneo Sudamericano Sub-20, c’è solo un talento che sembra emergere sugli altri per qualità tecniche. Non a caso lo scorso anno, il popolare giornale “The Guardian”, lo ha inserito nella lista dei migliori talenti classe 2001 al mondo.

Nato ad Asunción, l’8 febbraio del 2001, Cardozo è stato uno dei pochi calciatori giovani ad aver esordito nella massima serie paraguayana. E’ successo lo scorso anno in occasione dell’importante partita contro il Cerro Porteño, quando il tecnico Daniel Garnero lo ha schierato dal primo minuto, tenendolo in campo per tutti i 96 minuti.

L’Olimpia ha battuto il Cerro Porteño per 2-0, con i gol di Richard Sánchez, un giocatore formato al club, e Néstor Camacho. Nel tabellino, il Franjeado con il numero 19 era proprio Fernando Cardozo, che ha completato tutto il match, disputando un’ottima prestazione.

Dopo il classico, Daniel Garnero ha apprezzato le qualità tecniche del ragazzo, esprimendosi così: “Ci dà molta versatilità, accetta di giocare sia a destra che a sinistra e il gruppo lo ringrazia per questo”.

Nelle divisioni giovanili, Fernando è stato impiegato principalmente come attaccante, indossando la fascia di capitano in quasi tutte le categorie.

In realtà, il primo assaggio di prima squadra l’ha avuto nel gennaio del 2017, ad appena 15 anni, quando mise a segno una doppietta contro il Crucero del Norte.

Cardozo ha debuttato alla 13 giornata del torneo Apertura 2017, ma è nella stagione 2018 ha che iniziato a godere di più regolarità.

Lo scorso anno Cardozo è riuscito a totalizzare 31 presenze e 4 reti con la prima squadra, tenendo in considerazione il campionato e la coppa nazionale.

Nelle selezioni giovanili dell’Albirroja, Fernando è stato spesso impiegato sotto età, come è successo anche in occasione del mondiale di categoria in India.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Fernando Cardozo è un esterno offensivo di destra, che può agire anche sulla fascia opposta, essendo abbastanza abile con il piede debole, il sinistro.

Valido tecnicamente, molto veloce, bravo nell’uno contro uno, quando ha ampi spazi davanti a sé, è difficilmente arginabile.

Dotato di un buon tiro dalla distanza, anche quando gioca sulla fascia destra tende ad accentrarsi per andare al tiro, azione che risulterebbe più naturale sulla corsia opposta.

Ha grandi capacità aerobiche e senso di sacrificio, è un giocatore che si applica molto anche nella fase difensiva, aiutando i compagni quando non sono in possesso della palla.

Fisicamente normolineo, ha il baricentro basso che gli permette di disimpegnarsi con grande reattività negli stretti e di proteggere la sfera con una certa dimestichezza.

Ha una spiccata personalità, è in possesso della tipica “garra” sudamericana, non togliendo mai la gamba nei contrasti, pur essendo un giocatore di qualità.

Tatticamente può essere impiegato da esterno di centrocampo a 4, come avviene nella nazionale paraguayana Under 20, mentre nel club di appartenenza gioca più avanti, svolgendo i compiti dell’ala (sia destra che sinistra). Personalmente, ritengo che Cardozo possa avere un futuro anche da mezzala, essendo un corridore inesauribile, bravo negli inserimenti offensivi e in possesso di una discreta visione di gioco.

(Fonte foto: Twitter.com)