Ante Palaversa: talento croato classe 2000

Ante Palaversa

Ante Palaversa

Il movimento calcistico croato produce ciclicamente dei talenti molto interessanti; l’appellativo “Brasiliani d’Europa”, calza perfettamente allo stile di gioco e alle qualità tecniche dei prospetti balcanici.

Uno di questi che si sta mettendo maggiormente in mostra nella Prva Liga, la massima serie croata, è indubbiamente il centrocampista con compiti di regia di proprietà dell’Hajduk Spalato, Ante Palaversa.

Nato a Spalato, Palaversa ha iniziato la sua carriera giovanile nell’Academy dell’Hajduk Spalato. Alla fine della stagione 2016-17, ha vinto il premio come miglior giocatore del campionato nazionale giovanile (il nostro campionato Primavera) e successivamente è stato promosso alla squadra di riserva. Dopo aver giocato regolarmente per la squadra di riserva nella seconda divisione, Ante è stato promosso in prima squadra nel giugno 2018 dal manager Željko Kopić.

Il 26 luglio 2018, dopo aver svolto il ritiro precampionato con i pro, il giovane talento croato ha fatto il suo debutto tra i “grandi”, subentrando nella vittoria per 1-0 contro la squadra bulgara dello Slavia Sofia in UEFA Europa League.

Questo è il sogno che si avvera, questa è stata la mia prima partita ufficiale e subito l’ho giocata circondata davanti a 26.000 persone. Posso solo dire che questo è il mio sogno che diventa realtà. Da bambino, quando giocavo al “calcio di strada “come ogni bambino della città, sognavo che questo accadesse, sognavo di diventare membro della prima squadra dell’Hajduk. Voglio lavorare di più e mettere in mostra i miei miglioramenti durante gli allenamenti, questo è l’unico modo per fare progressi e mi applico molto per questo “, ha dichiarato il calciatore al sito dell’Hajduk.

Il 26 agosto, ha segnato il suo primo gol con il club spalatino nel pareggio per 2-2 contro l’Inter Zaprešić, uno stupendo tiro al volo da 21 metri. Attualmente il suo score nella massima serie croata è di 2 reti in 14 presenze.

Ante si è adattato al calcio professionistico abbastanza in fretta, giocando una stagione nella seconda squadra dell’Hajduk, confrontandosi con i giocatori più esperti di lui che militano da tempo della seconda divisione croata.

L’allenatore della seconda squadra, Siniša Oreščanin, ha davvero contribuito alla crescita dei giovani giocatori, che ora è visibile sul campo. Vogliamo continuare a lavorare allo stesso modo e posso solo essere grato a questi allenatori che mi hanno fatto progredire“, ha affermato Ante.

Palaversa è un grande giocatore” ha detto qualche tempo fa il terzino destro Josip Juranović, appena l’ha visto allenare tra i “grandi”.

L’allenamento altletico è estremamente impegnativo, ma naturalmente mi sono abituato velocemente, è tutto normale per raggiungere la strada del successo, c’è anche molto lavoro sulla tattica e sono particolarmente contento di avere l’opportunità di imparare e di allenarmi con giocatori così bravi, sono contento che l’allenatore Kopić abbia grande fiducia in noi giovani, e questa è una motivazione aggiuntiva per noi, per il lavoro futuro.

Palaversa è da sempre un punto fermo delle nazionali giovanili croate, dall’Under 15 all’Under 19 è sempre stato convocato dai diversi selezionatori.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ante Palaversa è un centrocampista che colpisce immediatamente per l’eleganza nelle movenze, gioca sempre a testa alta, ha una visione di gioco periferica e una tecnica sopraffina.

Dotato di un fisico longilineo, con i suoi 187 cm, è bravo nel gioco aereo, ma soprattutto sa essere molto pericoloso con le sue potenti conclusioni dalla distanza.

Conosce bene i tempi di gioco, funge da regista della squadra e tutta la manovra passa sempre dai suoi piedi “ispirati”.

Ha velocità di pensiero, una qualità che compensa il suo passo un po’ compassato soprattutto negli spazi stretti, dove però sa disimpegnarsi bene sfruttando il suo dribbling “secco”.

Non è assolutamente un giocatore scontato che si limita al compitino, ma anzi garantisce spesso verticalità al gioco, smarcando i suoi compagni con lunghi lanci di precisione millimetrica.

Può migliorare nella fase difensiva, anche se non si tira mai indietro quando c’è da contrastare duro, inoltre ha bisogno di irrobustire ulteriormente il suo fisico longilineo.

Ha una spiccata personalità, gioca con autorevolezza e non ha mai paura di sbagliare; a centrocampo dimostra una maturità nelle scelte che normalmente appartiene a giocatori molto più esperti.

Tatticamente il suo ruolo è quello di centrocampista di regia in una mediana a 4, ma può anche agire da mezzala in 4-3-3 e non è escluso che in futuro possa essere impiegato da mediano davanti alla difesa.

(Fonte foto: www.index.hr)

Kayne Ramsay: talento inglese classe 2000

Kayne Ramsay

Kayne Ramsay

Kayne Ramsay, a 18 anni 2 mesi 20 giorni, è stato il terzo più giovane debuttante nel corso dell’attuale Premier League (dietro a Hudson-Odoi e Skipp).

Il tecnico del Southampton, l’austriaco Ralph Hasenhuttl, lo ha “buttato nella mischia” dal primo minuto nel difficilissimo match interno contro il Manchester City, nell’ultimo turno dell’anno di Premier League.

Il giovane terzino destro inglese, che può essere impiegato anche da difensore centrale, ha disputato una partita molto diligente tatticamente, limitandosi esclusivamente ai compiti difensivi.

Ha interpretato il suo ruolo tra i pro in modo molto meno intraprendente rispetto a quanto succede nella Premier League 2 (2 caps per lui) e soprattutto nel campionato Under 18, dove Ramsay si è distinto mettendo a segno 2 gol e 3 assist in 8 partite.

Kayne, per debuttare tra i “grandi”, ha sfruttato la concomitante assenza in prima squadra dei titolari, in particolar modo quella del nazionale portoghese Cedric, ormai sul punto di partenza.

Abbiamo Ramsay come sostituto e ne abbiamo bisogno perché non solo può giocare in questa posizione, ma può agire su entrambe le corsie come fa anche Cedric. La nostra filosofia è dare al giovane giocatore una possibilità per il futuro perché rappresenta il nostro futuro“, ha dischiarato Hasenhuttl al sito ufficiale.

Prima del suo debutto in Premier League, Ramsay ha ricevuto dei preziosi consigli dai compagni di squadra James Ward-Prowse e Ryan Bertrand.

Giocatori come James Ward-Prowse e Ryan Bertrand mi hanno aiutato quando mi sono allenato con la prima squadra. Di sicuro, questo è il posto giusto per me“, ha spiegato il talento britannico. “Il club mi ha sostenuto dentro e fuori dal campo. Ora sto iniziando ad allenarmi di più con la prima squadra. Cerco di fare sogni realistici e non penso troppo al futuro. L’obiettivo di questa stagione è di fare 30 partite (considerando Under 18 e Under 23)”, afferma modestamente il difensore.

Ramsay è cresciuto nell’Academy del Chelsea, poi ritenendo di avere poco spazio nelle varie squadre giovanili dei “Blues”, ha deciso di passare al Southampton nel luglio del 2017. Con i “Saints” ha firmato un contratto con scadenza nel 2021.

Il manager dell’Academy del Southampton, Matt Hale, ne parla così: “Kayne, da quando è arrivato qui, ha mostrato tutte le potenzialità per poter avere una buona carriera nel calcio. Ha lavorato sodo e ha dimostrato un livello di maturità adatto a un calciatore professionista e giustamente ha meritato il rinnovo contrattuale. E’ regolarmente capitano della nostra squadra Under 18, sta mostrando forti doti di leadership e non vedo l’ora di vederlo crescere ulteriormente“. (tratto da southamptonfc.com)

Ramsay s’ispira a due grandi giocatori: il capitano del Real Madrid, Sergio Ramos e il difensore centrale del Manchester City, John Stones, con il quale non ha potuto confrontarsi nel match del suo esordio, in quanto rimasto in panchina.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Kayne Ramsay è un difensore esterno destro dotato di una buona struttura fisica e di un buon passo. In possesso di una discreta tecnica di base, sa farsi valere in entrambe le fasi.

Nel match disputato tra i professionisti, Ramsay ha messo in mostra soprattutto la fase di copertura, mentre nelle categorie giovanili si è affermato come “esterno tutto fascia”.

Sa farsi valere nel gioco aereo e nei duelli corpo a corpo, mostrando una certa grinta e determinazione nei tackle.

Quando “scende” sulla sua corsia di competenza, non è raro vederlo “confezionare” dei cross interessanti, palesando una buona facilità di calcio.

Sa rendersi pericoloso nelle proiezioni offensive sui calci piazzati e, soprattutto nella categoria Under 18, è spesso lui a svettare di testa su tutti i colleghi.

Fisicamente longilineo, elegante nelle movenze, è un giocatore di personalità, che parla molto con i compagni di reparto.

Può ulteriormente rafforzarsi fisicamente, ma soprattutto deve mantenere la concentrazione per tutti i 90 minuti. Talvolta perde il contatto visivo con l’attaccante, concedendogli troppi metri di vantaggio.

Tatticamente il suo ruolo è quello di terzino destro, ma può essere impiegato anche da difensore centrale sia in una difesa a 4 che a 3.

(Fonte foto: wwwwww.instagimg.com)

Danny Loader: talento inglese classe 2000

Danny Loader

Danny Loader

Danny Loader, attaccante classe 2000 del Reading, è uno dei talenti “millennials” che finora ha trovato più spazio in prima squadra, seppur giocando in Championship, dove ha racimolato 7 presenze.

Loader ha fatto parte della rosa dell’Inghilterra Under 17 che ha perso l’europeo in finale contro la Spagna e che ha vinto il mondiale di categoria in India, competizione nella quale ha totalizzato 2 presenze e altrettante reti (entrambe messe a segno contro l’Iraq).

In precedenza aveva fatto parte anche della selezione Under 16 dei “Tre Leoni”, mentre attualmente è nel giro dell’Under 19, con la quale ha uno score di 3 reti in 7 presenze.

Loader è nato a Reading, nel Berkshire, e ha iniziato la sua carriera nella settore giovanile del Wycombe Wanderers prima di entrare a far parte della squadra under-13 del Reading nel 2012. Ha studiato alla Forest School. Nel 2016 ha vinto il Maurice Edelston Memorial Trophy per il miglior talento dell’Academy del club della sua città.

Nell’estate 2016 ha ottenuto un contratto di borsa di studio di due anni, ma è stato rapidamente promosso alla squadra under 23. In Premier League 2, Danny viene ancora impiegato con una certa continuità e quest’anno ha già dato il suo prezioso contributo, andando a segno 8 volte in 9 presenze.

Ha fatto il suo debutto professionale per la prima squadra a neanche 17 anni compiuti, ad agosto 2017, subentrando al posto di Leandro Bacuna, nei tempi supplementari nella vittoria per 3-1 sul Millwall nella EFL Cup. Loader è diventato il terzo giocatore del Reading a fare il suo debutto tra i pro.

Le qualità della punta centrale non sono sfuggite ad alcuni importanti club tedeschi come Borussia Monchengladbach e Wolfsburg, che cercano di ripetere l’operazione fatta dal Borussia Dortmund con Jadon Sancho.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Danny Loader è una punta centrale dinamica, dotata di una buona struttura fisica, veloce ed abile in ripartenza. In possesso di buone capacità balistiche (è anche rigorista), può rendersi pericoloso anche con conclusioni da fuori area.

Pur essendo di piede destro, sa disimpegnarsi bene anche con il piede mancino, riuscendo così ad essere molto meno prevedibile per i pacchetti arretrati avversari.

Sa attaccare bene la profondità, risultando temibile quando agisce sulla linea del fuorigioco, prendendo di sorpresa la difesa avversaria.

Ha senso del gol, sa smarcarsi abbastanza bene, facendo i giusti movimenti della prima punta, anticipando spesso i suoi marcatori.

Può migliorare nel gioco aereo e nella continuità nell’arco dei 90 minuti, due difetti che con la crescita esperienziale possono essere eliminati.

Tecnicamente valido, ha un buon controllo di palla in corsa, sa difendere abbastanza bene la sfera, resistendo bene ai contatti spalla contro spalla quando parte in progressione.

Tatticamente il suo ruolo è quello di punta centrale, ma in virtù delle sue qualità tecniche ed atletiche, Loader è stato impiegato anche da attaccante esterno.

(fonte foto: www.thetilehurstend.sbnation.com )

Miguel Azeez: talento inglese classe 2002

Miguel Azeez

Miguel Azeez

L’Academy dell’Arsenal è notoriamente una delle migliori di tutto il Regno Unito. Durante l’era Wenger molti giovani talenti inglesi e non si sono “forgiati” nel vivaio dei “Gunners”.

Recentemente con l’avvento del tecnico iberico Unai Emery questa tradizione si è rinverdita e alcuni prospetti stanno trovando spazio in prima squadra, come per esempio Bakayo Saka ed Emile Smith Rowe.

Il prossimo, che tra qualche mese potrebbe trovare spazio tra i grandi, è Miguel Azeez, centrocampista centrale classe 2002.

La stagione 2017/18, per il talento di origini nigeriane, è andata meglio del previsto per Miguel Azeez avendo già debuttato ampiamente sotto età nella squadra Under 18 dell’Arsenal, in occasione del match contro il Leicester disputa nell’ottobre del 2017.

In questa stagione, con i giovani diciottenni “gunners” Azeez ha già racimolato 8 presenze sfornando anche un assist.

Una delle partite alla quale ha preso parte è stata la storica sconfitta per 9-0 contro gli acerrimi rivali del Tottenham Hotspur, ma le sue prestazioni sono state valutate nel loro insieme in modo molto positivo, a tal punto che nella partita successiva contro il Chelsea Miguel è stato anche nominato capitano.

Miguel Azeez è un centrocampista centrale completo che in passato ha fatto parte dell’Inghilterra U16 e attualmente è nel giro della selezione Under 17 dei “Tre Leoni”.

Azeez è anche in grado di operare dietro l’attaccante, se necessario, e appoggiando l’azione offensiva svolgendo da trequartista incursore.

Considerato il suo potenziale e la qualità che possiede, sembra certo che ad Azeez verrà offerto un contratto di borsa di studio dall’Arsenal prima della stagione 2019/20, e non è escluso che nella prossima preseason venga aggregato da Unai Emery al gruppo dei professionisti.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Miguel Azeez è un giocatore molto intelligente tatticamente, completo, in grado di giocare sia da centrocampista centrale in un 4-2-3-1, sia da mezzala in un 4-3-3, ma in più di un’occasione è stato impiegato anche da trequartista incursore.

Il meglio di sé lo dà in fase di contenimento, sradicando dai piedi degli avversari un quantitativo industriale di palloni.

E’ un giocatore molto ordinato, dotato di una buona tecnica di base, di una visione di gioco periferica e di una spiccata abilità nei passaggi. Azeez gioca sempre con grande intensità, guidando spesso il pressing sui portatori di palla avversari.

Ha una buona tecnica di base, sa alternare con precisone passaggi lunghi e corti, che vengono effettuati con entrambi i piedi (è ambidestro), fungendo anche da playmaker.

Dotato di un passo abbastanza rapido e di discrete capacità balistiche, sa difendere bene la palla usando con maestria le braccia oltre alla sua già buona fisicità (che può ulteriormente rafforzare).

Sa farsi valere nei duelli corpo a corpo, facendosi valere in ogni contrasto, non togliendo mai la gamba nei tackle.

Ha una spiccata personalità, è un giocatore scaltro e grintoso, che non soffre minimamente le pressioni esterne.

(Fonte foto: arsenalyouth.wordpress.com)

Weverson: talento brasiliano classe 2000

Weverson

Weverson

Weverson è uno dei talenti più interessanti del settore giovanile del São Paulo. Il giovane terzino sinistro è un punto di forza della squadra Under 20 del club paulista, dove gioca sotto età ed anche delle selezioni nazionali brasiliane.

Con la “Canarinha” Under 17 del Ct Carlos Amadeu ha anche partecipato al torneo continentale di categoria e al mondiale giocato lo scorso anno in India.

Nella sua pur breve carriera Weverson ha già dimostrato una grande determinazione, oltre alle sue indubbie qualità tecniche ed atletiche.

Nato molto lontano da São Paulo, a Brasilia, la capitale amministrativa del Brasile, si è messo in evidenza sui i campi di Samambaia, Città Satellite del Distretto Federale, quando ha avuto la sua prima opportunità giocando nella Lufas Cup dove è stato scoperto da uno scout mentre giocava nella Brasília Futebol Academia.

In occasione della della Lufas Cup, Weverson è stato il capocannoniere della competizione con 11 gol, dando un grande contribuito al successo della sua squadra. “È bello vedere che il mio lavoro ci ha aiutato a vincere il titolo. Siamo entrati in campo determinati e questo ha fatto la differenza. Questa vittoria mi ha dato più coraggio per correre dietro al mio obiettivo di diventare un giocatore professionista “, aveva affermato il giovane calciatore.

L’allenatore di quel periodo, Manoel Oliveira Lima, aveva descritto il ragazzo come veloce e attento. “È sempre attento ai passaggi e, quando ha l’opportunità, fa gol. Una delle grandi caratteristiche è la diligenza tattica, sa ascoltare e mettere in pratica ciò che gli è stato chiesto. È un atleta molto abile con il piede sinistro e dotato di un buon dominio della palla. È un combattente e so che farà molta strada.” (tratto da www.samambaiaempauta.com.br)

Nel piccolo club candango, Weverson è rimasto solo 5 mesi, fino a quando, partecipando ad un mega raduno organizzato da SPFC, è stato individuato e preso dal team del São Paulo all’età di 14 anni.

Da quel momento si è fatto largo tra le squadre giovanili del club paulista, con il sogno di dare una tranquillità economica alla sua famiglia rimasta a vivere a Brasilia.

Weverson ha fatto parte di tutte le nazionali giovanili verdeoro, dall’Under 16 fino all’Under 20.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Weverson è un terzino sinistro dotato di un fisico longilineo, di grandi capacità aerobiche e di un educato piede sinistro.

Difficile da fermare quando parte in progressione e sfrutta le sue lunghe leve negli spazi larghi; nel momento in cui arriva sul fondo, riesce spesso a sfornare dei cross interessanti (ma può essere ancora più preciso considerando la sua tecnica).

Dotato di discrete capacità balistiche, è abile nel dribbling, soprattutto in quello lanciato, Weverson, come quasi tutti i terzini di scuola brasiliana, ha bisogno di perfezionare la sua fase difensiva.

Al contrario, quando attacca diventa spesso devastante per i pacchetti arretrati avversari, che si trovano una sorta di ala aggiunta sulla fascia sinistra.

Abile nel gioco aereo, dove sfrutta tutti i 185 cm, ha bisogno di irrobustire con qualche muscolo in più la sua struttura corporea longilinea, in modo da essere più competitivo nei duelli corpo a corpo.

Tatticamente il suo ruolo è quello di terzino sinistro di una difesa a 4, ma non è escluso che in futuro possa giocare anche da centrocampista esterno in una linea mediana a 5.

(Fonte foto: www.forum.antu.com)

Helinho: talento brasiliano classe 2000

Helinho

Helinho

Hélio Júnio Nunes de Castro, più semplicemente chiamato Helinho, è uno dei tanti interessanti talenti brasiliani nati nell’anno 2000.

La sua fama e probabilmente la sua qualità, non è ancora al livello dei suoi più noti coetanei come Vinicius Jr, Paulinho e Lincoln, ma in prospettiva può comunque affermarsi come uno dei prospetti più interessanti della sua fascia d’età a livello mondiale.

Sostituto di Vinicius Jr al mondiale Under 17 in India, in quanto il Flamengo non aveva concesso al suo ex talento di partire con la “Canarinha” Sub-17, Helinho si è sempre distinto tra le varie categorie del São Paulo.

Nato a Sertãozinho il 25 aprile del 2000, Helinho è entrato a far parte del settore giovanile del club paulista a 12 anni.

La sua carriera con il “Tricolor” è stata costellata di successi e di reti. A livello Under 15 ha segnato 15 gol in 37 partite, mentre nella categoria Under 17, da sotto età, ha messo a segno 9 gol sempre in 37 partite.

Lo scorso anno il talentino verdeoro si è ripetuto su ottimi livelli, andando in rete per 11 volte in 19 partite.

Nel suo palmares sono presenti prestigiosi trofei come: l’Aspire Tri-Series Under-17 2017, il Campeonato Paulista U17 2016, la Gold Cup dell’APF Under 17 2016, la Coppa del Salvador Under 17 2016, la Coppa Belo Horizonte 2016 e la Coppa Belo Horizonte 2017. Con il São Paulo ha un contratto lungo che scade nell’aprile del 2023.

Quest’anno ha ben figurato da sotto età a livello Under 20, venendo conseguentemente integrato dall’allora tecnico Diego Aguirre nella prima squadra, esordendo in 4 novembre in occasione della partita contro il Flamengo, nella quale il giovane attaccante esterno è anche andato in gol, diventando il primo giocatore del São Paulo a segnare nel giorno del debutto.

Liziero, suo compagno anche nelle giovanili, non è stato sorpreso dal gol del suo amico. “Non è niente di nuovo. Ho visto fare da quel ragazzino tre-quattro gol come quello, quando era nelle categorie giovanili. È tipico del suo modo di giocare, accentrarsi e fare quel tiro “, ha detto il “volantino” a Gazeta Esportiva. Helinho ha poi raccontato che dopo quel suo bellissimo gol non è riuscito a dormire per un bel po’ di tempo.

Con la prima squadra, Helinho è già riuscito a totalizzare 5 presenze, attirando anche l’interesse da parte di alcuni club del Vecchio Continente.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Helinho è un attaccante esterno destro dotato di un fisico normolineo e di baricentro basso, rapido, abile nel dribbling ed in possesso di notevoli capacità balistiche (ha un calcio forte e “pulito”).

Molto pericoloso dalla media-lunga distanza, Helinho ama accentrarsi per andare al tiro con il piede mancino.

Per questo suo stile di gioco, si trova spesso ad agire da trequartista, una posizione che gli consente di sfornare degli assist di precisione millimetrica. E’ infatti dotato di una buona visione di gioco, poco comune a molti calciatori, anche molto più esperti di lui.

Purtroppo non è molto forte fisicamente e ha evidentemente bisogno di irrobustire la sua struttura corporea, soprattutto se vorrà essere competitivo anche nei campionati europei.

E’ un giocatore creativo, che ama avere la palla tra i piedi, indietreggia verso la propria metà campo e oltre a questo, tenta spesso l’uno contro uno, creando così la superiorità numerica nel suo settore di competenza.

Helinho è un giocatore di personalità, che non ha paura di tentare la giocata difficile anche davanti a platee esigenti come quelle brasiliane.

Tatticamente il suo ruolo è quello di esterno destro in un 4-2-3-1, una posizione che interpreta abbastanza saggiamente nonostante la giovane età, applicandosi nella fase difensiva e rincorrendo spesso i suoi dirimpettai.

(Fonte foto: www.m.diarioonline.com.br)

Daniel Maldini: talento italiano classe 2001

Daniel Maldini

Daniel Maldini

Il Milan potrebbe avere nei prossimi anni un altro Maldini in prima squadra: dopo Cesare e Paolo, si sta facendo strada tra i professionisti Daniel.

Talento classe 2001, trequartista di qualità e fisicità, Daniel è entrato recentemente nel giro della prima squadra di Rino Gattuso. Un importante obiettivo raggiunto grazie al tanto lavoro svolto sul campo da Daniel, che non ha mai goduto di particolari privilegi pur essendo il figlio di una “leggenda” del calcio italiano.

Daniel fin da piccolo ha sempre dimostrato di avere qualità superiori rispetto al fratello maggiore Christian (ora al Pro Piacenza) ed è spesso risultato decisivo in ogni categoria, perfezionandosi ulteriormente negli ultimi 2-3 anni.

Filippo Galli, ex responsabile del settore giovanile del Milan (ed ex compagno di squadra del padre) ne parla così a calciomercato.com dopo la recente chiamata di Daniel in la prima squadra.

“Credo sia un percorso naturale per questo ragazzo, cosi che per tanti altri 2001 del Milan che si sono dimostrati di prospettiva. Daniel ha un talento innato che ha spesso mostrato nel settore giovanile, vincendo anche il campionato nazionale under 16. E’ un giocatore che ‘vede’ calcio, ha letture davvero importanti. Ha fatto un percorso nel settore giovanile che gli ha permesso di sviluppare determinate doti che sono fondamentali se si vuole fare questo sport a un certo livello. E’ più continuo negli allenamenti, nell’attenzione che deve metterci. Daniel è cresciuto molto nell’ultimo periodo, fino a 2-3 anni era discontinuo nell’applicazione che si deve mettere negli allenamenti. Questo non potrà che giovargli perché ha talento, ha colpi da giocatore vero. Vede situazioni di gioco che altri non vedono, non bisogna dargli grandi pressioni ma solo le giuste aspettative. Gioca sulla trequarti, ma può fare bene in diversi ruoli.

Nato a Milano, l’11 ottobre del 2001, Daniel Maldini, o “Malda” così è soprannominato dai compagni (proprio come il padre), è in possesso del doppio passaporto italiano-venezuelano (la mamma, l’ex modella Adriana Fossa, ha origini sudamericane) e per questo sarebbe convocabile anche per la selezione “Vinotinto”, ma sembra improbabile vedere il più giovane erede della dinastia Maldini con una maglia diversa da quella azzurra.

Da sempre al Milan, oltre ad aver vinto il campionato nazionale Under 16, Daniel è stato spesso protagonista con il forte gruppo 2001, che quasi sempre è arrivato alle fasi finali nelle diverse categorie. Come nella passata stagione, quando con la squadra Under 17, Daniel è andato a segno per ben 13 volte, non male per uno che di mestiere non fa la prima punta.

In questa stagione, al primo anno di Primavera, Daniel sta confermando quanto di buono fatto negli anni precedenti. Il suo score attuale con l’Under 19 milanista è di 3 gol in 10 presenze condite da tante ottime prestazioni e giocate di qualità.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Daniel Maldini è un giocatore che ama agire dietro la punta centrale, che può ricoprire il ruolo di trequartista, di seconda punta e in situazioni di emergenza anche quello di esterno offensivo, palesando così una buona versatilità.

Elegante nelle movenze (in questo ricorda molto il padre), ha una buona progressione palla al piede, notevoli capacità balistiche (tira anche i calci piazzati) e un buon dribbling sia negli spazi stretti che a campo aperto.

Ha rapidità d’esecuzione e può coordinarsi velocemente in un “fazzoletto” di terreno.

Ha una visione di gioco periferica, sa leggere con maturità il gioco e i diversi momenti della partita.

Sa essere incisivo in fase di finalizzazione, ma ancora di più in quella di assistenza, essendo molto bravo nel trovare delle linee di passaggio che pochi altri giocatori riescono a individuare.

Atleticamente forte e fisicamente già ben strutturato, naturalmente Daniel avrà bisogno di rafforzarsi ancora un po’ nei prossimi anni, ma nella sua categoria vince quasi sempre i duelli corpo a corpo, oltre a proteggere molto bene la sfera proprio in virtù della sua forte corporatura.

Caratterialmente è un ragazzo con i piedi per terra, educato, molto attento, che non ha mai patito gli scomodi paragoni con papà Paolo.

Tatticamente sembra dare il meglio di sé da trequartista, dietro la punta centrale di un 4-2-3-1 può veramente fare la differenza.

(Fonte foto: www.sprintesport.it)

Danylo Sikan: talento ucraino classe 2001

Daniil Sikan

Danylo Sikan

Danylo Sikan è il più giovane debuttante dell’attuale Prem’er-Liha: il centravanti del Karpaty Lviv ha avuto la possibilità di esordire nella massima serie ucraina in occasione della partita contro lo Zorya Lugansk disputata il 12 agosto scorso. Daniil (o Danylo) è stato “buttato nella mischia” dal tecnico Oleh Boichyshyn per giocare gli ultimi 5 minuti del match perso in casa 0 a 1 dalla squadra dei Carpazi.

Il club di Leopoli punta molto sui ragazzi del proprio settore giovanile e Sikan rappresenta la punta di diamante della propria Academy, essendo anche il centravanti della nazionale Under 19 ucraina, con la quale ha uno score di 2 reti in 4 presenze.

Le qualità del potente attaccante dell’est Europa, non sono sfuggite neanche agli osservatori di alcuni importanti club del Vecchio Continente. In particolar modo, lo scorso anno, il PSG si è dimostrato particolarmente interessato a Sikan, a tal punto da convocarlo a Parigi per un provino.

Non una cosa di poco conto, considerando l’alto livello qualitativo dei talenti prodotti dal settore giovanile del team parigino e, se hanno puntato il giovane ucraino, vuol dire che il suo livello tecnico è almeno vicino a quello dei prospetti transalpini.

La prima cosa che cattura l’attenzione è quanto giocano molto velocemente con la palla. La squadra è ben preparata sul piano fisico, anche se l’attenzione principale è sulla tecnica. Ho scoperto che il lavoro sul fisico è svolto a scuola, e poi c’è solo una formazione tecnica. Se paragonati ai giovani dei Karpaty, noi corriamo di più“, ha affermato Daniil Sikan a  footboom.com.

“Cosa ricorderò particolarmente? Dopo ogni allenamento, ci sedevamo sul campo e discutevamo degli errori di tutti e di cosa fare in futuro per evitare di ripeterli. Queste lezioni non possono non fare piacere.”

“Sono riuscito a conoscere bene due ragazzi. Uno dal Portogallo e un altro dalla Georgia. Sanno qualcosa sull’Ucraina? Non l’ho chiesto, ma non l’hanno nemmeno menzionata (sorride). ”

Sono infinitamente soddisfatto di questa opportunità, sono riuscito a valutare me stesso al livello di una delle migliori scuole di calcio in Europa. Sono sinceramente grato al Karpaty per tale opportunità. Mi sono reso conto che è necessario migliorare la velocità. Devo fare più lavoro con la palla per superare l’avversario ed essere pronto a fare tutto in campo“, conclude soddisfatto Sikan. (tratto da www.footboom.com)

Al ds del Karpaty, Sergey Zaitsev, probabilmente arriveranno delle offerte nei prossimi mesi per Sikan. Di sicuro è forte l’interesse dell’Hoffenheim, che sta seguendo i progressi della giovane punta centrale sia con la squadra U19 del club (con la quale ha un’ottima media gol), sia con la nazionale di categoria.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Daniil Sikan è una punta centrale molto forte fisicamente, abbastanza dinamica nonostante la mole e dotata di una discreta tecnica di base.

E’ in possesso di notevoli capacità balistiche, che gli permettono di essere molto pericoloso dalla lunga distanza. In un’occasione, con la sua squadra di club, è persino riuscito a segnare da centrocampo.

Bravo nel gioco aereo, conosce bene i movimenti del centravanti, riuscendo spesso ad anticipare i difensori avversari, mettendo in mostra un innato istinto per il gol.

Sa attaccare bene gli spazi, considerando la stazza imponente non è neanche lento e quando parte sul filo del fuorigioco non è assolutamente facile da fermare.

Naturalmente va un po’ in difficoltà negli spazi stretti a causa delle lunghe leve, ma d’altro canto, la sua struttura corporea lo favorisce nei duelli corpo a corpo e nel gioco di sponda (dove può essere ancora più incisivo).

Deve migliorare il suo piede mancino e può ulteriormente irrobustire la sua struttura corporea longilinea.

Tatticamente il suo ruolo è quello di punta centrale e, se inserito all’interno di un tridente (con esterni non a “piede invertito”), può essere ancora più determinante nel gioco aereo.

(Fonte foto: www.footboom.com)

Michal Rakoczy: talento polacco classe 2002

Michal Rakoczy

Michal Rakoczy

Nell’ultima partita dell’Ekstraklasa della passata stagione, Michal Rakoczy, talento del Cracovia, ha avuto il suo battesimo nel mondo del professionismo a soli 16 anni e 48 giorni.

Il tecnico del Cracovia, Michał Probierz, gli ha permesso di debuttare nella massima serie polacca all’87esimo minuto del match contro il Pogoń Szczecin.

Il ragazzo, viste le sue notevoli qualità tecniche, che palesa in modo lampante sia nel ruolo di regista, sia in quello di trequartista, era stato aggregato per la prima volta al gruppo dei “grandi” in autunno, ma dall’inverno era diventato parte integrante dello stesso gruppo.

Entrando nel campo non ero nervoso perché pensavo di non avere nulla da perdere”, aveva dichiarato il giovane giocatore. “Peccato che il risultato sia stato molto negativo per noi (una pesante sconfitta per 1 a 4), perché il debutto sarebbe stato più piacevole. Avevo ben lavorato per un buon periodo durante gli allenamenti. Ho saputo del mio possibile esordio solo il giorno prima.”

Prosegue il ragazzo: “C’è sicuramente un grande divario tra livello junior e senior. Cerco di non dare troppa importanza a questo. La più grande differenza è nell’intensità dell’allenamento della prima squadra e nella “fisicità” di questa categoria. Cerco di mantenere la calma. Lavorerò per avere un’altra possibilità, ma ora sono tornato agli juniores, ho ancora diversi incontri importanti, sia tra le classi più giovani che in quelle più vecchie, ma mi considero più parte della squadra che partecipa alla Centralna Liga Juniorów (una sorta di campionato Primavera polacco).”

In questa stagione ha partecipato ancora alla Centralna Liga Juniorów, ma non ha avuto la possibilità di aumentare il numero delle sue presenze in Ekstraklasa, nonostante il Cracovia si trovi in una tranquilla posizione di mezza classifica.

In precedenza punto di forza della nazionale Under 16 polacca, Michal Rakoczy fa attualmente parte della selezione Under 17 del suo paese, con la quale ha collezionato finora 6 presenze e 2 gol, indossando più volte la fascia di capitano.

Rakoczy proviene da Jasło (una città polacca nel voivodato della Precarpazia), cresciuto calcisticamente nel club locale dell’Uczniowskiego Klubu Sportowego, è arrivato al Cracovia nel 2015 dopo aver superato un provino (era stato seguito anche dal Legia).

Nel nuovo club è stato fatto giocare subito con i ragazzi più grandi, ma il disagio maggiore, almeno i primi tempi, è stato quello di lasciare la famiglia a soli 13 anni. Michal non si è pianto addosso, ma si è subito abituato a questa indipendenza dai cari, imparando a fare tutto da solo (ama cucinare e il suo piatto preferito è il risotto con pollo e zucchine).

Sul campo ha spesso vinto trofei individuali e di squadra, attirando l’attenzione dei calciatori più esperti.

Mi trovo bene quando gioco nelle posizioni di numero 8 e numero 10. Da quando ho cominciato a dare calci ad un pallone i miei idoli sono Isco e Toni Kross del Real Madrid”, ha affermato Rakoczy a nowiny24.pl.

“Quando sono arrivato al Cracovia, ho visto Bartek Kapustka. Mi piacerebbe fare come lui, ma preferirei che il mio percorso fosse diverso dal suo. Non voglio andarmene ora. Il mio campionato preferito è la Serie A”, ha dichiarato il ragazzo a gazetakrakowska.pl.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Michal Rakoczy si descrive così: “Sono un centrocampista difensivo, gioco da regista basso o da numero 8. Ho anche giocato da “10”, per me non fa alcuna differenza dove l’allenatore mi mette in mezzo al campo.

Così ne parla il suo allenatore Michał Probierz. “Vedremo come svilupperà. Nella partita contro il Pogoń ha avuto due buone palle che sprecato, in quanto all’inizio aveva un po’ di timore. Il giocatore deve essere costruito. È un talento molto grande, ora tutto dipende dal suo lavoro. Michał è un calciatore di prospettiva. Ha una grande abilità e maturità sul campo nonostante la sua giovane età. È un ragazzo calmo e rilassato. Penso che abbia la possibilità di giocare a grandi livelli in futuro, ma sa bene quanto lavoro ha davanti a lui.” (tratto da gazetakrakowska.pl)

Kordian Wójs, il tecnico degli juniores, si è esprime anche lui in termini positivi sul ragazzo.
È importante nel gioco, sa prendere decisioni giuste e risolvere le situazioni più difficili. È uno dei nostri “figli d’oro” e vogliamo che si migliori. Anche se adesso può sembrare più indietro rispetto ai colleghi più anziani, il tempo è a suo favore.”

Wójs ne ha visti di giovani talenti passare dal settore giovanile del Cracovia, per ultimi Mateusz Klich e Bartosz Kapustka, ma nessuno lo ha colpito come Michal: “Penso che Rakoczy possa essere persino migliore di loro.”

Rakoczy è un centrocampista con compiti di regia, un giocatore che ama costruire il gioco, privilegiando la fase offensiva a quella difensiva.

Dotato di una notevole tecnica di base, è rapido nello stretto, ha un ottimo dribbling ed è dotato di un baricentro basso che gli consente di difendere abbastanza bene la sfera anche quando è pressato.

Nonostante le non lunghe leve, è dotato di una potente progressione palla al piede che gli consente di spaccare centralmente i pacchetti arretrati avversari.

In possesso di spiccate capacità balistiche, sa rendersi pericoloso con delle conclusioni dalla distanza e su calcio piazzato. Inoltre, sa dettare bene i tempi di gioco, è ordinato ed ha una visione di gioco periferica. Si smarca continuamente e chiede sempre la palla palesando una forte personalità.

Fisicamente normolineo, ha bisogno di irrobustire la sua struttura fisica, inoltre, deve talvolta velocizzare le giocate e soprattutto migliorare nella fase difensiva.

Tatticamente il suo ruolo è quello di playmaker in un 4-2-3-1, ma può giocare anche da trequartista, in virtù delle sue abilità sia in fase di realizzazione che di assistenza.

(Fonte foto: www.fakt.pl)

Karamoko Dembele: talento scozzese classe 2003

Karamoko Dembele

Karamoko Dembele

Nel 2013 a soli 13 anni, l’ala del Celtic di Glasgow Karamoko Dembele ha esordito tra i professionisti, confrontandosi con i ragazzi appartenenti alla categoria Under 20 degli Hearts, un traguardo che non sono riusciti a raggiungere neanche i più grandi “fenomeni” del calcio mondiale come Maradona e Messi.

Ciò non vuol dire che il giovanissimo esterno offensivo diventerà sicuramente uno dei più grandi giocatori del globo terrestre, ma indubbiamente denota delle qualità ampiamente al di sopra della media.

Pochi giorni prima di Natale, Dembele ha firmato il suo primo contratto da professionista con il team scozzese, che così si è tutelato dagli attacchi dei più grandi club europei, che già da tempo si erano fatti vivi con l’entourage del ragazzo con il fine di strapparlo ai “Bhoys”.

L’annuncio dell’accordo è stato pubblicato dal Celtic sul proprio sito ufficiale, dove si ricorda che l’attuale ingaggio avrà valore fino al 2021, quando il ragazzo compirà 18 anni.

Di origini ivoriane, Dembele è nato a Londra ma la famiglia si è poi trasferita in Scozia, dove ha cominciato a giocare a calcio con il Park Villa BC. A 10 anni è entrato a far parte dell’Academy del Celtic, dove ha subito palesato le sue indubbie qualità, venendo impiegato stabilmente sotto età nelle diverse categorie.

Ottenere attenzione in giovane età è stato difficile, ma ovviamente ho avuto la mia famiglia che mi ha aiutato in questo. Devi essere forte mentalmente, devi stare calmo e devi solo andare avanti con tutto ciò che fai ogni giorno“, ha dichiarato Karamoko. (tratto da www.bbc.com)

La sua precoce crescita fisica e tecnica gli ha fatto bruciare le tappe e ora sembra pronto per un prossimo debutto in prima squadra nel suo ruolo di ala o centrocampista offensivo. Potrà farlo non appena compiuti i 16 anni, il prossimo 22 febbraio. “Il mio obiettivo è esordire in prima squadra – ha confermato – e cerco di dimostrarlo all’allenatore in tutti gli allenamenti e le partite che gioco con la formazione delle riserve”.

Significa molto per me iniziare la mia carriera professionale al Celtic. Sono venuto qui in giovane età e, dopo tutto quello che io e la mia famiglia abbiamo vissuto insieme, sarà bello renderli orgogliosi. Il mio obiettivo è giocare per la prima squadra, non appena posso, cercherò di entrare tra i professionisti al 100%. Per farlo dovrò fare bene nelle riserve, in ogni sessione di allenamento e in ogni partita. Voglio dimostrare al manager che posso giocare nella prima squadra”, ha chiosato il ragazzo.

Ora Dembele fa parte della nazionale Under 17 scozzese (ha esordito nel 2016, quando ha giocato per la Scozia Under 16 nel Victory Shield), ma in futuro potrebbe decidere di accettare la chiamata da parte della selezione maggiore della Costa d’Avorio (sembra poco probabile), mentre in passato ha già rifiutato la avances della federazione dei “Tre Leoni”, dopo che aveva vestito in un’occasione la maglia dell’Under 15 (in un match vinto 5 a 2 contro la Turchia a St George’s Park).

Nella famiglia di Dembele c’è un altro componente che gioca a calcio, è il fratello Siriki Dembélé (1996), militante nel Peterborough United, anche lui ala destra.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Karomoko Dembele è preminentemente un’ala destra, molto veloce, abile nel dribbling e dotato di una notevole tecnica di base.

Ha grande sensibilità nel trattare la palla, in possesso di spiccate capacità balistiche, può essere molto pericoloso dalla media-lunga distanza con il suo “educato” piede mancino (tira corner e punizioni).

Sa essere molto bravo sia in fase di finalizzazione che in assistenza, purtroppo il suo fisico minuto e ancora un po’ “leggerino”, lo penalizza fortemente nei duelli corpo a corpo. Un problema che è ancora più evidente in quanto Dembele gioca sempre contro ragazzi più grandi di lui.

Sicuramente nei prossimi anni dovrà irrobustire la sua struttura corporea, anche perché nel calcio britannico è molto importante essere competitivo nei duelli fisici.

Ha uno stile di gioco frizzante, fatto di continue accelerazioni e cambi di ritmo, indubbiamente i suoi principali punti di forza sono la velocità e il suo “dribbling sgusciante”.

Ha una personalità spiccata, non ha mai paura di tentare la giocata più difficile e le pressioni sembrano scivolargli addosso.

Tatticamente nel Celtic viene impiegato principalmente da ala destra, dove ha la possibilità di accentrarsi ed andare al tiro con il sinistro. Nelle nazionali scozzesi agisce a tutto campo, godendo di ampia libertà d’azione e questo lo porta spesso a cercare spazio sulla trequarti.

(Fonte foto: www.dailyrecord.co.uk)