Ben Knight: talento inglese classe 2002

Ben Knight

Ben Knight

I grandi club cercano sempre più di anticipare la concorrenza, investendo cifre considerevoli per giovani talenti che hanno ancora tutto da dimostrare, ma che potenzialmente possono diventare dei veri affari.

E’ il caso di Ben Knight, acquistato nel luglio scorso dal Manchester City che lo ha prelevato dall’Ipswich Town per circa 700.000 sterline, battendo la forte concorrenza del Tottenham.

Gli “Spurs” per convincerlo ad andare nel club del nord di Londra avevano fatto scomodare anche il tecnico della prima squadra Mauricio Pochettino, ma l’intervento dell’argentino non è bastato.

In realtà per il talentino inglese si erano fatti avanti anche Manchester United e i soliti Borussia Dortmund e Monaco.

I “Citizens” hanno sicuramente offerto un contratto più vantaggioso a Knight, ma la scelta potrebbe anche non essere stata molto lungimirante. Molti grandi talenti che fanno parte (o hanno fatto parte) dell’Academy del City quasi mai sono riusciti ad imporsi nella prima squadra di Pep Guardiola, come per esempio il miglior giocatore dell’ultimo mondiale Under 20, Phil Foden.

Knight è stato allenato dall’ex nazionale inglese Kieron Dyer, che ha iniziato anche lui la sua carriera con i Tractor Boys e ora lavora all’Academy. Dyer ha addirittura paragonato Knight a Lionel Messi per la sua abilità e soprattutto per la statura.

Ben Knight è nato a Cambridge ed è cresciuto nella zona della prestigiosa università. Ha iniziato a giocare a calcio da quando aveva 5 anni ed è entrato nell’Academy a 7 anni. Il calcio è sempre stato nel suo sangue, ma lo sportivo più famoso della sua famiglia è lo zio, Nick Knight, che ha giocato a cricket per l’Inghilterra.

“Quando ero più giovane, nonostante avessi segnato molti gol, non pensavo che il calcio sarebbe stato quello che avrei fatto. Poi, circa quattro anni fa, le cose hanno iniziato ad accadere. Ho iniziato a giocare nelle fasce d’età più grandi, ma non ho mai pensato di fare nient’altro a quell’età”, ha confidato al sito del Manchester City il giovane trequartista.

“Mia mamma e mio papà mi hanno sempre aiutato tanto. Ogni settimana, mio padre mi portava a Ipswich quattro volte, il che significava un’ora di viaggio, spero di poterlo ripagare in futuro”, afferma riconoscente Ben, che ha sempre dimostrato di avere un carattere molto maturo.

Essendo trequartista, ha una grande ammirazione per David Silva: “Provo a modellarmi su David Silva. Mi piace giocare come numero 10, facendo continui inserimenti nell’area di rigore. Non sono il più grande, ciò significa che devo essere un po’ più intelligente nel mio approccio.”

“Ho sempre indossato la maglia numero 10, ma dipende da quale posizione ti trovi. Se sei sulla destra prendi il 7, se sei nel mezzo ottieni 10. Io prendo più facilmente il 7 o il 10. Mi piace avere il 10, ma quando sarò grande mi piacerebbe avere la numero 14 che è il giorno quando sono nato o la 22, il numero che preferisco.” (tratto da mancity.com)

Quest’anno Knight è stato aggregato inizialmente alla squadra Under 18 del City, ma ha già avuto la possibilità di giocare ampiamente sotto età in Premier League 2 (dove ha realizzato un assist negli unici 25 minuti disputati) e in UEFA Youth League.

Attualmente Ben Knight fa parte della selezione Under 17 inglese e in passato è stato nel giro dell’Under 16.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ben Knight è un trequartista mancino dal fisico brevilineo, rapido e soprattutto dotato di una notevole tecnica di base.

Abile sia negli spazi stretti che larghi, ama galleggiare sulla trequarti sfornando assist precisi per i suoi compagni di squadra.

Ha buone capacità balistiche, visione di gioco e una forte personalità, che gli consente di tentare spesso le giocate più difficili.

Non è un bomber, ma sa mettere a segno qualche gol di pregevole fattura, raramente le sue realizzazioni sono banali.

Fisicamente ha bisogno di irrobustire la sua struttura corporea, in Premier League i duelli corpo a corpo sono frequenti e per difendere meglio la sfera servono più muscoli e forza nelle gambe.

Knight può giocare da trequartista, come anche da ala destra, dove ha la possibilità di accentrarsi ed andare al tiro con il suo piede mancino.

(Fonte foto: www.zimbio.com)

Dejan Kulusevski: talento svedese classe 2000

Dejan Kulusevski

Dejan Kulusevski

Dejan Kulusevski è uno dei talenti più interessanti del campionato Primavera: il centrocampista offensivo svedese da quando è entrato a far parte del florido settore giovanile dell’Atalanta, raramente ha disatteso le aspettative, palesando un rendimento costante.

Dejan ha sempre messo al servizio della squadra il suo educato piede mancino, la straripante forza fisica e la notevole velocità.

Il club bergamasco lo ha a lungo seguito quando giocava giovanissimo in Svezia nel Brommapojkarna (uno dei migliori vivai del paese scandinavo), il club svedese in cui ha giocato fin da bambino, visionandolo più volte dal vivo con i suoi osservatori, ottenendo sempre relazioni molto positive.

I nerazzurri per portarlo in Italia sono riusciti a vincere la concorrenza dell’Arsenal, un club sempre all’avanguardia nella ricerca dei giovani talenti.
Il Responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, Maurizio Costanzi, lo descrive così: “Contiamo sia sul calciatore che sull’uomo, è un ragazzo che ci ha sempre dato segnali di maturità importanti“.

Kulusevski è un ragazzo con la testa ben salda sulle spalle e con l’obiettivo ben chiaro, inseguendo un sogno coltivato fin da bambino, da quando giocava con la sorella più grande sui campi di periferia di Stoccolma.

Mio papà è nato in Svezia, ma i suoi genitori sono macedoni. Anche mia mamma è macedone, a 20 anni si è trasferita in Svezia. E io sono nato a Stoccolma. Io ho sempre avuto la passione per il pallone: oltre a mio padre, penso me l’abbia trasmessa mia sorella Sandra, quattro anni più grande di me: ha giocato a calcio per dieci anni ed era anche molto brava, ma ora per lei il calcio è solo un divertimento, ci gioca con gli amici. E naturalmente anche con me. Capita ancora: quando torno in Svezia prendiamo il pallone e usciamo a giocare, a qualsiasi ora, anche a mezzanotte”. (tratto da www.atalanta.it)

Prosegue poi il giovane prospetto atalantino: “Lì al ‘Brommo’ ho fatto tutta la trafila a partire dai 6 anni fino all’arrivo Atalanta nel 2016. Il Brommapojkarna ha uno dei settori giovanili più importanti del paese. Pensate che solo per i ragazzi della mia età, la classe 2000, c’erano 25 squadre. Io ho cominciato nella numero 15, ma dopo due mesi mi hanno promosso nella squadra principale della categoria. Nello stesso weekend capitava di giocare al sabato coi 99 e alla domenica coi 2000. Andavamo spesso in giro per l’Europa a fare tornei, anche in Italia. Un paio di volte ho affrontato anche l’Atalanta”. (tratto da www.atalanta.it)

Poi è arrivata l’Atalanta che visionando un torneo del ragazzo in Danimarca, si è totalmente innamorata calcisticamente del ragazzo. In quella kermesse erano presenti gli scout di almeno altri 5-6 importanti team europei, ma alla fine Dejan ha optato per il club italiano, convinto dal progetto e soprattutto dal prestigio del settore giovanile bergamasco.

Kulusevski è molto migliorato durante questi anni in Italia, ma di certo i primi tempi non sono stati facilissimi. Ha sofferto molto la mancanza della famiglia e l’impossibilità di parlare con i compagni, visto che non conosceva ancora l’italiano. Ma poi, anche grazie alla vicinanza del compagno di squadra Nivokazi, è riuscito da imparare la lingua in 5-6 mesi, integrandosi perfettamente nel nuovo ambiente dove ora è di casa.

Dejan è un ragazzo intelligente che conosce già 5 lingue: svedese, macedone, inglese, italiano e tedesco che ha studiato a scuola.

Ha apprezzato Ronaldinho, la cui ammirazione è stata trasmessa dalla sorella, ma ora è un grande estimatore di Hazard e Mbappe, in generale è un fan dei grandi giocatori.

Nel tempo libero segue il basket NBA, gioca alla Playstation e ascolta frequentemente la musica di J. Cole.

Nel suo percorso professionale ha sempre giocato da centrocampista, anche se in inverno, quando si trovava in Svezia, giocava indoor a calcetto. “Lì iniziavo da difensore per poi avanzare partendo da dietro. Mi è servito soprattutto per imparare ad usare la suola”, ha dichiarato il ragazzo ad una bellissima intervista al sito dell’Atalanta.

Nelle varie squadre del settore giovanile dell’Atalanta, Dejan Kulesevski è stato spesso determinante. Negli Under 17, nella stagione 2016/17 ha messo a segno 17 reti in 26 partite.

In Primavera, nella passata annata, il ragazzo svedese ha segnato 5 gol in 27 presenze, ma soprattutto ha “sfornato” ben 10 assist.

Anche in questa stagione Dejan sta dimostrando tutto il suo grande talento, mettendo a segno 2 reti e un assist in 6 presenze, allenandosi sempre più frequentemente con il gruppo di Gasperini, che lo aveva già preso in considerazione nella stagione precedente (era inserito nella lista dell’Europa League).

Nelle selezioni giovanili svedesi Kulusevski è sempre stato una presenza costante, tranne per una breve parentesi con l’Under 16 della Macedonia. Con i “Blågult” (i gialloblu) ha spesso avuto un’intesa perfetta con l’attaccante classe 1999, Joel Asoro, ora allo Swansea. Attualmente il centrocampista atalantino fa parte dell’U19 del paese scandinavo.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Dejan Kulusevski è un centrocampista dalle attitudini prettamente offensive, che può giocare anche da esterno offensivo.

Potente, in possesso di una notevole accelerazione palla al piede, ha una buona qualità tecnica che gli consente di mettere a segno un buon numero di reti e assist.

E’ lampante come al ragazzo piaccia mandare in gol in suoi compagni, vista la frequenza con la quale cerca di verticalizzare il gioco per mezzo di passaggi filtranti illuminanti.

Ha un buon dribbling, che sfrutta soprattutto quando ha campo davanti a sé e ha grandi capacità balistiche, che gli consentono di essere pericoloso dalla media-lunga distanza.

E’ in possesso anche una discreta visione di gioco, non è così raro vederlo effettuare degli interessanti cambi di gioco.

Talvolta s’intestardisce nella giocata individuale, ritardando i tempi del passaggio, facendo troppo affidamento sulla sua grande forza fisica.

Un altro aspetto su cui deve migliorare è la capacità nel saper trattare la palla con il piede destro, in modo tale da risultare meno prevedibile.

Tatticamente Kulusevski è un giocatore duttile: può fare la mezzala con caratteristiche offensive di un 4-3-3, il trequartista incursore di un 4-2-3-1, un ruolo che interpreta molto bene e l’esterno offensivo sia di destra che si sinistra, posizione che ha ricoperto spesso anche con le nazionali svedesi.

(Fonte foto: www.svenskfotboll.se)

Roberto Malaele: talento rumeno classe 2003

Roberto Malaele

Roberto Malaele

Roberto Malaele del Viitorul Constanta, ha debuttato con la prima squadra il 25 ottobre del 2017, nella vittoria del suo team in Coppa di Romania per 4-2 sul CSM Resita a soli 14 anni, sei mesi e 26 giorni.

Roberto ha battuto il record di Nicolae Dobrin che risaliva al lontano 1962, di 14 anni, 10 mesi e cinque giorni e quello fatto poco tempo prima, il 25 ottobre dello scorso anno dal figlio d’arte Ianis Stoica che, oltre a esordire tra i grandi 14, 10 mesi e 23 giorni, era riuscito anche ad andare in gol.

Nipote dell’attore Horațiu Malaele, molto famoso in Romania, Roberto è considerato dallo stesso Gheorghe Hagi, uno dei migliori talenti mai visti negli ultimi anni e che farà una “carriera fantastica”.

Betto“, come lo chiamano i suoi genitori, è sempre stato a contatto con il mondo del calcio dai primi passi nella vita. “Colpa” di suo padre, Lucian Malaele ex stella juniores, che ha raggiunto la massima serie rumena, dove ha racimolato un paio di partite per l’allora Astra Ploiesti (adesso Astra Giurgiu).

Così, a quattro anni e mezzo, Roberto è entrato a far parte della scuola calcio del Luceafărul a Targu Jiu, sua città natale nella regione dell’Oltenia.

“Ero un poco più grande della palla e anche se sembrava un gioco, io sempre la prendevo sul serio. Non mi piaceva perdere neanche la partitella tra amici. In un primo momento ho giocato nella mia categoria di età, ma a poco a poco mi hanno fatto avanzare e ho avuto modo di andare a un torneo in cui gli avversari erano di quattro anni più vecchi “, ricorda Roberto.

Malaele è stato un breve periodo di tempo al Pandurii, dove è stato preso sotto l’ala protettrice di suo padre, ex giocatore dello stesso club. Al Pandurii Malaele Jr era tornato a giocare tra i ragazzi della sua stessa fascia d’età, ma il suo livello era palesemente superiore. Così Gabi Zahiu, scout del Viitorul della zona dell’Oltenia, lo notò facilmente e decise di farlo tesserare nell’estate del 2016 dall’Accademia di Hagi.

Dopo alcuni mesi, il talento è salito a giocare con i ragazzi più grandi di un anno. E dal settembre dello scorso anno è entrato a far parte della prima squadra: “Il mio allenatore, Ionut Mihu, mi ha scritto sul gruppo WhatsApp dicendo che sarei dovuto passare alla squadra maggiore. Ho strofinato gli occhi, non riuscivo a crederci”, ha affermato Roberto Malaele ripensando a quei momenti.

Poi ripensa a quando ha ricevuto la notizia della prima convocazione: “Ero nella stanza d’albergo con la mia famiglia, quando ho sentito il signor Hagi parlarne durante la conferenza stampa. C’è piaciuto tutto, ma ho pensato che al massimo sarei stato in squadra. Speravo di entrare, magari verso la fine della partita, ma mi è capitato dopo soli 66 minuti, mi ricorderò sempre quella cifra. Le emozioni erano enormi. E’ stato difficile per me perché ho dovuto correre il doppio rispetto agli altri. Sono ancora piccolo di altezza, anche se raggiungo i 1,71 centimetri (ora ha acquisito qualche centimetro in più)”, ricorda il ragazzo.

Naturalmente, giocando con giocatori molto più forti ed esperti, Roberto ha dovuto cambiare il suo stile di gioco: “I giovani amano tenere più la palla e dribblare molto, io ho cercato di evitare il contatto e di passare rapidamente, non volevo essere colpito.” (tratto da www.gsp.ro)

Alla fine del match Roberto ha trovato il padre Lucian soddisfatto che lo aspettava davanti allo spogliatoio, una grande soddisfazione visto che il papà è sempre stato molto attento a non far “montare la testa” al figlio.

Anche Hagi ha dato molti consigli al ragazzo, che ammette di avere molta strada da fare. “A questa età mi manca l’esperienza. Il mio obiettivo è quello di imparare il più possibile e giocare delle partite in campionato. Ho previsto di giocare tra i grandi tra almeno un anno e mezzo, a 16 anni… ma forse giocherò qualche amichevole in più prima. ” (tratto da www.gsp.ro)

Sicuramente per lui c’è adesso la UEFA Youth League, dove anche lì è riuscito ad esordire ampiamente sotto età, nel match perso 1 a 0 fuoricasa con la Dinamo Zagabria lo scorso 2 ottobre. Attualmente Malaele è anche nel giro dell’Under 15 della Romania.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Hagi ha presentato Roberto Malaele come un numero otto dalla tecnica eccellente, che gioca come centrocampista proprio come suo padre.

“La mia posizione è un po’ più difensiva, sono come come Vînă e Cicâldău della prima squadra (ora all’Universitatea Craiova). Ma nelle categorie giovanili ho giocato dietro le punte e in un ruolo molto più difensivo, come Nedelcu. Non so qual è il mio forte, ma penso di avere un po’ di tutto. Il mio giocatore preferito è Ronaldo, nel mio ruolo mi piace Modric. E’ normale, perché io sono un fan del Real Madrid. Quando avevo 8 anni, mio padre mi ha portato al Santiago Bernabeu, per una partita contro il Granada. Il mio sogno è quello di arrivare in grandi squadre come il Real Madrid. In Romania ho una preferenza per la Steaua“, ha rivelato Roberto Malaele. (tratto da www.gsp.ro)

Giocatore normolineo è tecnico, abile nei passaggi, dotato di una buona visione di gioco e di una discreta rapidità, è molto bravo nel dribbling negli spazi stretti e sa impostare la manovra con una notevole lucidità, palesando una buona visione di gioco.

Ha un buon tiro, una personalità spiccata, ma ha indubbiamente bisogno di irrobustire la sua struttura muscolare.

Tatticamente il suo ruolo è quello di centrocampista centrale in un 4-2-3-1, ma può anche giocare da mezzala in un 4-3-3.

(Fonte foto: www.fcviitorul.ro)

Ilaix Moriba: talento spagnolo classe 2003

Ilaix Kourouma

Ilaix Moriba

Moriba Kourouma Kourouma, ma chiamato anche “Ilaix”, è l’ennesimo “gioiello” de “La Masia”: il centrocampista blaugrana classe 2003 ha bruciato le tappe giocando spesso sotto età.

Proprio pochi giorni fa ha disputato la sua prima partita in UEFA Youth League contro l’Inter, dove il talentino di origini africane ha destato un’ottima impressione, giocando tutti i 90 minuti e sfornando l’assist del vantaggio.

La prestazione è stata caratterizzata da una buona intensità di gioco, che sembra appartenere a calciatori molto più esperti di lui. Ilaix ha subito 6 falli e ne ha fatti 5, ma soprattutto è sempre stato nel vivo del gioco in una partita molto impegnativa.

Ilaix è salito agli onori delle cronache per una prestazione sbalorditiva contro gli acerrimi rivali del Real Madrid. Con la Juvenil B al torneo ‘The Cup’ di Sant Pol de Mar, Kourouma ha messo a segno ben 3 reti nel 5-0 rifilato in finale alle “Merengues”. Uno dei suoi gol è stato addirittura segnato dal calcio d’inizio, sorprendendo dalla linea di metà campo il portiere del Real Madrid.

Nato a Conakry in Guinea Bissau, ma cresciuto calcisticamente nel Barcellona, Moriba Kourouma Kourouma è finito da tempo nel mirino del Manchester City di Guardiola e del Borussia Dortmund, due club che nel passato hanno già attinto dalla cantera catalana.

A gennaio, al compimento del 16esimo anno d’età Ialix potrebbe lasciare la Catalogna a parametro 0, nonostante i tentativi degli iberici di trattenere il ragazzo che per molti ricorda il primo Yaya Toure o Paul Pogba.

Finora Ilaix Kourouma si sta dividendo tra la formazione cadete A e la juvenil B, in entrambi i casi sta giocando sotto età.

Per intenderci la scorsa stagione giocava sotto età nella squadra del neo juventino Pablo Moreno, con il quale tre anni fa ha giocato anche il “Memorial Nardoni” a Roma.

Per quanto riguarda la scelta della nazionale per cui giocare, il giovane centrocampista finora non è stato mai convocato da nessuna selezione, né quella spagnola, né la guineana.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ilaix Kourouma è un centrocampista molto più alto rispetto dei suoi coetanei ed anche per questo ha giocato quasi sempre sotto età.

Ha una notevole tecnica di base, sa far girare la palla velocemente, è un grande tiratore dalla distanza e ha una visione di gioco a 360°.

I suoi tiri da lontano sono dei veri bolidi che frequentemente si vanno ad insaccare all’incrocio dei pali.

Sa svolgere bene entrambe le fasi, contrastando in modo energico e facendo ripartire l’azione con ordine e precisione, sfruttando sia passaggi corti che lunghi.

E’ un accentratore della manovra, molti palloni passano dai suoi piedi “ispirati”; i compagni si fidano ciecamente di lui e gli danno spesso la sfera nei momenti di difficoltà.

Elegante nelle movenze, imbattibile nel gioco aereo e nei duelli corpo a corpo, protegge molto bene la sfera e, nonostante la mole imponente, sa disimpegnarsi con eleganza anche negli spazi stretti.

Quando ha campo davanti a sé, non è raro vederlo partire in progressione palla al piede. Queste azioni individuali mettono in difficoltà i suoi dirimpettai, che spesso non hanno né il passo né la forza per contrastarlo.

Sa essere pericoloso in zona gol (è un buon realizzatore) e anche determinante in fase di assistenza, per le difese avversarie rappresenta sempre una minaccia.

Pur essendo di piede destro, sa usare con discreta dimestichezza anche il sinistro, con il quale riesce ad effettuare dei buoni cambi di gioco.

Caratterialmente è un leader, si vede immediatamente che la sua presenza in campo è importante per la sua squadra, Ilaix è una guida per i compagni.

Tatticamente il suo ruolo è quello di classico numero 8, Kourouma è un centrocampista box-to-box, che nel Barcellona agisce da mezzala di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.Barcablog.com)

Rayan Cherki: talento francese classe 2003

Mathis Rayan Cherki

Ryan Cherki

Il trequartista dell’Olympique Lione, Mathis Rayan Cherki, a 15 anni e 33 giorni, è diventato il più giovane marcatore nella storia della UEFA Youth League.

Il talentino francese classe 2003 ha trovato la rete al 86 ° minuto del match vinto 4 a 1 fuoricasa contro il Manchester City, la sua è stata la quarta realizzazione dopo quella di Paul Devarrewaere (18 °), di Lenny Pintor (20 °) e di Sofiane Augarreau (87 °).

Cherki è ritenuto in Francia un talento dal futuro assicurato, il suo nome circola già da tempo tra gli esperti di calcio giovanile internazionale.

Già nel 2016 c’erano importanti club europei pronti ad effettuare il classico “scippo” nei confronti della società francese; in particolare Everton e Chelsea si erano fatti avanti con la famiglia del ragazzo che però ha deciso di rimanere al Lione.

Nato il 17 agosto del 2003 a Pusignan, un piccolissimo comune nel dipartimento del Rodano, il giovane talento di origini magrebine ha iniziato a giocare a calcio nell’AS Saint-Priest dove è rimasto fino al 2010, prima di trasferirsi all’OL.

Mathis Rayan Cherki è stato frequentemente votato migliore giocatore dei vari tornei a cui ha preso parte, come all’importante Tournoi International U13 “Maryse Homat” del 2016, perso ai rigori dall’OL in finale contro il Cannes.

Dall’inizio di questa stagione Cherki, insieme agli altri due grandi prospetti dell’Academy lionese, Titouan Thomas (2002) e Florian da Silva (2003), fa parte della squadra di riserva dell’Olympique Lione. Una notevole dimostrazione di fiducia per questi tre giovani giocatori del Lione, che giocando sotto età sono spesso riusciti a fare la differenza, entrando anche nel giro delle selezioni giovanili transalpine.

Nello specifico Mathis Rayan Cherki fa parte della nazionale Under 16 francese del C.T. José Alcocer, con la quale ha collezionato 2 presenze, l’ultima il 27 settembre scorso contro i pari età della Danimarca.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mathis Ryan Cherki è preminentemente un trequartista, ma può giocare anche da esterno offensivo sia destra che di sinistra.

Dotato di una tecnica sopraffina, la palla resta sempre incollata ai suoi piedi “educati”, molto abile nel dribbling, vederlo giocare è un vero spettacolo.

Doppi passi, finte e controfinte, veroniche, sono solo una parte dei tanti “tricks” che il talentino francese mette in mostra in ogni partita.

Nella zona dove agisce fa spesso la differenza, puntando gli avversari in slancio e lasciandoli sul posto grazie alla sua spiccata abilità nell’uno contro uno.

Molto bravo negli spazi stretti, dove mette in mostra la sua grande dimestichezza nel trattare la sfera con la suola della scarpa, sa anche superare i suoi dirimpettai in progressione palla al piede.

E’ veloce, ha buone capacità balistiche, un grande primo controllo e una visione di gioco periferica.

In molti frangenti della partita mostra anche una certa maturità nelle scelte, tranne quando eccede nella giocata ad effetto.

Pur essendo principalmente di piede destro, sa calciare bene anche con il sinistro, come dimostra la bella esecuzione nel gol messo a segno in UYL contro il Manchester City. Un tiro di prima intenzione che si è insaccato all’incrocio dei pali.

Fisicamente ha già una buona struttura corporea (considerando l’età), non si hanno dati precisi sulla sua altezza, ma sembra già superare i 170 cm.

Ha una personalità spiccata, talvolta sembra essere spavaldo e di sicuro le pressioni esterne non lo scalfiscono minimamente.

Tatticamente può fare il trequartista o l’esterno offensivo in un 4-2-3-1, ma può anche agire da ala, sia destra che sinistra, di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.footmercato.net)

Sontje Hansen: talento olandese classe 2002

Sontje Hansen

Sontje Hansen

Recentemente ha fatto un certo scalpore l’esordio nella prima squadra del classe 2002 Ryan Gravenberch, ma forse non ci vorrà molto tempo per vedere tra i grandi un altro suo coetaneo, l’ala sinistra/trequartista Sontje Hansen.

Quest’ultimo è penalizzato da una struttura fisica meno prestante del più giovane debuttante con la maglia dei “Lancieri”, ma Sontje ha comunque delle qualità tecniche e di velocità che pochi altri giocatori possono vantare.

Non è un caso che Hansen stia giocando costantemente sotto età e faccia già parte della squadra Under 19 che sta disputando la UEFA Youth League, dove il suo score al momento è di un gol e un assist in 29 minuti suddivisi in 2 partite.

Hansen è un ragazzo intelligente e sensibile e non nega di sentire la differenza di età con i colleghi: “Mi sento abbastanza giovane nella mia squadra. Alcuni ragazzi hanno già diciassette anni, quindi a volte mi sento un po’ infantile con le mie battute e i miei commenti. ”

Nato a Hoorn, non ha avuto un’infanzia così facile, decisiva per la sua crescita e per quella del fratello Ricky, anche lui calciatore (classe 2000 del Reading), è stata la mamma Sonaida.

Quest’ultima da sola è riuscita a mandare avanti la famiglia, non facendo mancare niente ai propri figli. Ha anche richiesto ad una banca olandese dei prestiti speciali per i minorenni, l’istituto di credito ha poi scelto come testimonial proprio Sontje.

“Siamo orgogliosi di lei”, hanno dichiarato in coro i fratelli Hansen riferendosi alla loro madre. (tratto da www.ajax.nl)

Sontje ha iniziato a giocare a calcio nell’Always Forward, un piccolo club dilettantistico di Hoorn, dove è rimasto fino al 2013. In quell’anno viene notato dagli scout di AZ e Ajax che immediatamente gli fanno fare dei provini. Entrambi i test hanno esiti positivi, ma alla fine Hansen preferisce andare al club di Amsterdam.

Mia madre pensava che l’Ajax avrebbe potuto essere una scelta un po’ troppo ambiziosa, ma io non volevo nient’altro e ho detto loro che gli avrei dimostrato di essere al livello del club. Ora, 2 anni dopo, ho il mio primo contratto”, ha affermato orgoglioso l’attaccante.Infatti, al compimento del 16esimo anno d’età, Sontje ha firmato il suo primo contratto da pro (scadenza 2021); la mamma e il fratello, venuto appositamente dall’Inghilterra, erano naturalmente presenti all’evento.

“L’Ajax ha aiutato tanto Sontje. Sono molto grato a loro per questo. Penso che sia bello che mio fratello abbia firmato un contratto con il miglior club dei Paesi Bassi. Sono orgoglioso di lui. Non glielo mostro sempre, ma è vero. ”, ha dichiarato Ricky.

“Ho avuto la stessa emozione quando lui è andato al Reading. Entrambi vogliamo diventare calciatori professionisti e questi sono i nostri primi passi. Per prima cosa abbiamo sempre giocato a calcio insieme nelle piazze di Hoorn. Ma ora siamo in contatto tra di noi tramite Snapchat. Guardiamo le immagini l’uno dell’altro e ci inviamo principalmente video di Fortnite, un gioco della Playstation”, ha risposto al fratello maggiore il talentino dell’Ajax.

“Sontje è una persona dolce e dal grande cuore. L’Ajax ha davvero aiutato molto Sontje durante il periodo di difficoltà economiche. Sono molto grato allo staff per questo. Per questo motivo ho ringraziato anche Saïd Ouaali. A volte senti storie che Ajax è una società fredda, ma ho avuto un’esperienza completamente diversa. “, ha affermato Sonaida, grandissima tifosa dei “Lancieri”.

Talmente tanto tifosa, che ha persino organizzato una festa di compleanno per i 5 anni di Sontje completamente a tema Ajax, dove tutti erano vestiti con la maglia dei “Lancieri” e tutto a casa Hansen era biancorosso.

All’Ajax mi hanno soprattutto aiutato mentalmente. All’inizio ero indietro, essendo arrivato troppo tardi rispetto agli altri, ora devo ancora fare dei passi avanti, ma sto migliorando. ” (tratto da www.ajax.nl)

Hansen si sta mettendo in mostra a livello internazionale e naturalmente non sono mancate le prime offerte da parte di importanti club spagnoli e inglesi. Il sogno del ragazzo è giocare in futuro in uno di quei campionati, ma ritiene che sia ancora presto per lasciare l’Olanda e ha detto alla madre di respingere ogni “interessamento straniero”.

“Anche a mia madre piacerebbe andare in Spagna, ma il mio obiettivo è sempre quello di giocare in Inghilterra. In Spagna penso che potrei andare al Siviglia o all’Atlético Madrid, non so se riuscirei mai a far parte del Barcellona o del Real Madrid, perché hanno così tanti soldi da poter comprare giocatori più forti di me. La mia volontà è ora quella di rimanere all’Ajax”. (tratto da goal.com)

Sontje Hansen fa parte attualmente della squadra Under 19 dell’Ajax guidata da John Heitinga, dove viene impiegato da mezzala offensiva/trequartista. Nelle nazionali “Oranje” ha giocato con profitto nell’Under 15, 16 e 17.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Sontje Hansen è un giocatore che nel suo percorso nell’Academy dell’Ajax ha cambiato più volte la posizione nello scacchiere tattico.

Partito da punta centrale, il ruolo che preferisce, si è poi trasformato in ala sinistra e centrocampista offensivo. Quest’ultime due posizioni sembrano adattarsi meglio alle caratteristiche fisiche, tecniche e atletiche del ragazzo.

Troppo piccolo per svolgere il ruolo di centravanti (i “Lancieri” hanno Brobbey in quel ruolo), ha però il passo e la qualità per agire in posizioni più defilate, dove ha più spazio a propria disposizione.

E’ molto bravo quando parte in progressione palla al piede e semina in dribbling i suoi dirimpettai, ma sa anche proporsi senza palla e chiedere l’uno-due.

Ha una tecnica notevole che gli consente di mettere a segno delle reti di pregevole fattura.

Abile nei tagli dalle corsie esterne, ha un buon senso del gol e discrete capacità balistiche, mentre invece deve migliorare nelle scelte, nella fase difensiva e soprattutto ha bisogno di rafforzarsi fisicamente.

La sua struttura corporea normolinea, lo penalizza nel gioco aereo, mentre, d’altro canto, lo facilità nella rapidità sia negli spazi stretti che larghi.

Hansen è caratterialmente un ragazzo molto ambizioso, la sua volontà è quella di arrivare il più presto possibile in prima squadra, magari saltando lo Jong Ajax.

(Fonte foto: www.twitter.com)

 

Eduardo Guerrero: talento panamense classe 2000

Eduardo Guerrero

Eduardo Guerrero

Eduardo Guerrero è uno dei migliori giovani talenti centroamericani: l’ala panamense milita attualmente nel Maccabi Tel Aviv Under 19 sta disputando un’ottima UEFA Youth League, avendo segnato ben 4 reti in 2 partite giocate contro l’Anzhi.

Nella nazionale maggiore panamense Guerrero ha già avuto la possibilità di debuttare, in occasione del match contro Grenada il 24 ottobre del 2017.

Nato a Panama City, Eduardo è cresciuto calcisticamente nel Chorillo (conosciuto anche come Union Deportivo Universitario) e mettendosi in evidenza con il club della capitale, è riuscito ad entrare stabilmente nelle selezioni giovanili nazionali.

In particolare al torneo Sub 17 Concacaf, ha catturato l’attenzione di diversi club del Vecchio Continente mettendo a segno 4 marcature.

Il primo club che si è fatto avanti per testare Guerrero è stato il Porto nel febbraio scorso, poi in seguito si è concretizzato l’interesse del Maccabi Tel Aviv, che dopo 3 settimane di prova, ha deciso di prelevarlo in prestito con diritto di riscatto dal Chorillo.

“Eduardo Guerrero è un giocatore che abbiamo provato con il nostro team giovanile per tre settimane e ha lasciato un’ottima impressione. Pensiamo che si adatti perfettamente allo stile di gioco che vogliamo dai nostri giocatori al Maccabi. L’ulteriore sviluppo del club passa anche da acquisti come quelli di Eduardo”, ha affermato il ds del Maccabi Patrick van Leeuwen al sito della società israeliana.

Guerrero si è aggregato ufficialmente al Maccabi Tel Aviv quando la Ligat Ha’Al, la massima serie israeliana, era già iniziata da un paio di giornate.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Eduardo Guerrero è preminentemente un’ala sinistra, posizione che gli permette di accentrarsi ed andare al tiro con il suo piede forte, il destro.

Molto veloce, quando parte in progressione, è veramente difficile da arginare, ha una grande facilità di corsa che gli permette di lasciare sul posto i suoi dirimpettai.

Tecnicamente migliorabile, è in possesso di un discreto tiro e di un buon senso del gol, qualità che in passato gli ha permesso di giocare anche da punta centrale.

Ha uno stile di gioco molto istintivo, fatto di continui scatti e progressioni palla al piede. Spesso gioca sulla linea del fuorigioco e, quando le difese avversarie sono alte, diventa veramente pericoloso essendo velocissimo.

Fisicamente longilineo, ha una buona struttura corporea considerando l’età e sa reggere abbastanza bene l’urto con i difensori più prestanti di lui, proteggendo la sfera co discreta disinvoltura.

Nelle selezioni nazionali panamensi, Guerrero ha dimostrato di essere un giocatore generoso, uno che si sacrifica per i compagni, pur essendo la “stella” della squadra.

Tatticamente la posizione dove rende meglio è quella di ala sinistra di un 4-3-3, ma ha fatto anche l’esterno di un centrocampo a 4, sia a destra che a sinistra.

(Fonte foto: www.panamaamerica.com.pa)

Mikkel Damsgaard: talento danese classe 2000

Mikkel Damsgaard

Mikkel Damsgaard

Mikkel Damsgaard è uno dei talenti che si sta mettendo in maggiore in evidenza nella Superligaen danese, pur facendo parte del Nordsjaelland, una delle squadre europee con la più bassa età media, solo 21,2 anni.

Mikkel ha esordito tra i professionisti il 27 settembre 2017, a soli 17 anni, fornendo un assist nella partita di Coppa di Danimarca vinta 0-4 contro il Vejgaard.

Il 26 novembre dello scorso anno, Damsgaard ha anche debuttato nella massima serie del suo paese, disputando gli ultimi 10 minuti contro l’Horsens portando la maglia numero 27 sulle spalle.

“È stato tutto molto veloce negli ultimi anni e non mi aspettavo che avrei già giocato in Superliga. Il mio debutto è stata una grande esperienza, che non dimenticherò mai “, ha raccontato Mikkel Damsgaard.

Nel gennaio di quest’anno il ragazzo è stato portato a La Manga, nel periodo di pausa invernale, in quella occasione Mikkel ha anche segnato un gol nel test amichevole contro il CSKA Mosca. “E’ stata una grande esperienza segnare contro il CSKA. È una squadra che ha appena giocato in Champions League”.

Il 4 marzo 2018 ha realizzato la prima rete in carriera, nella vittoria esterna contro i Randers e il 10 luglio seguente, ha firmato un quadriennale con la squadra di Farum, venendo definitivamente inserito nella rosa della prima squadra.

“Siamo lieti che uno dei nostri ragazzi dell’Academy abbia dimostrato di poter giocare con la prima squadra nella Superligaen totalizzando già molti minuti in campo. Mikkel ha lavorato bene e con tanta voglia, è cresciuto grazie al lavoro dei nostri allenatori, e nonostante il fatto che ci sia in lui ancora una mancanza di muscoli, ha dimostrato fino a che punto si può arrivare con una grande intelligenza di gioco. Durante tutta la stagione primaverile ha contribuito molto e ci ha convinto delle sue prospettive future. Ora deve rafforzarsi di più e continuare nello sviluppo. Siamo felici di vederlo giocare quattro anni in più nel nostro club”, ha detto il ds del Nordsjaelland, Carsten V. Jensen, al sito web del club.

Nelle ultime due stagioni, il talentino scandinavo è riuscito a totalizzare 34 presenze complessive (non tutte dal primo minuto), mettendo a segno un gol e soprattutto sfornando ben 9 assist.

Attualmente fa parte dell’Under 19 danese ed in passato ha anche racimolato 2 caps con l’Under 18.

Damsgaard si è abituato abbastanza rapidamente al calcio professionistico, anche se all’inizio ha incontrato le normali difficoltà. “Non so dire se il livello mi ha sorpreso, ma è stato difficile abituarsi. L’intensità è incredibilmente alta e devi essere costantemente concentrato al 100% “.

Ha iniziato a giocare a calcio a Jyllinge (la sua città natale), dove è rimasto per otto anni, avendo anche suo padre come allenatore. Durante una partita dello Jyllinge, Damsgaard è stato notato da uno scout dell’FC Nordsjælland, che stava visionando un altro giocatore, ma alla fine ha finito per contattare Mikkel. Nel Nordsjælland è entrato subito a far parte della squadra U12, dove ha messo subito in luce la sua buona qualità tecnica di base.

Mikkel Damsgaard ricorda così i suoi primi passi nel mondo del calcio. “Lo Jyllinge è stato un grande club dove trascorrere l’infanzia ed è stato bello vedere come si è evoluta la squadra mentre ero lì. È stato lì che ho imparato a giocare a calcio “, afferma riconoscente il nazionale Under 19.

Quando è stato scoperto nello Jyllinge, Mikkel Damsgaard giocava a centrocampo, e aveva libertà d’azione su tutto il campo. Ha proseguito a giocare in quel ruolo anche FC Nordsjælland fino a quando l’allenatore della squadra Under 17 lo ha testato in attacco. Un nuovo ruolo dove Mikkel ha subito dimostrato di trovarsi a suo agio.

Ho sempre giocato a centrocampo quindi era abbastanza nuovo per me essere un attaccante. Kasper Wheelman ha voluto che giocassi come un ‘falso 9’ e la nuova posizione mi è piaciuta molto. Lì ho avuto l’opportunità di indietreggiare in campo e ricevere la palla sulla trequarti“, ha raccontato il ragazzo. (tratto da fcn.dk)

Nell’ultimo periodo il tecnico della prima squadra, Kasper Hjulmand, lo ha riportato nella zona centrale del campo, agendo da trequartista/centrocampista offensivo di sinistra, una posizione che sembra calzare meglio alle qualità tecniche e fisiche del ragazzo.

Nella sua pur breve carriera, Mikkel ha già dovuto fare delle dolorose rinunce, prima fra tutte quella dello studio, abbandonando il liceo a causa dei troppi impegni con la prima squadra.

Ho dovuto abbandonare il liceo perché il calcio è diventato una cosa seria. Invece, ho iniziato dei corsi online, dove posso sedermi e fare qualcosa dopo essermi allenato. Quindi ricevo comunque un’istruzione ordinaria”. (tratto da egedal.lokalavisen.dk)

I prossimi obiettivi del giovane talento danese sono quelli di giocare il più possibile in prima squadra, segnare qualche altro gol e riuscire in un futuro non troppo lontano, ad arrivare a militare in qualche importante squadra europea.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mikkel Damsgaard è un centrocampista di costruzione, un organizzatore di gioco.

Il ruolo che ricopre nella squadra di club è quello di centrocampista centrale sinistro in una linea mediana a 3, ma ha le capacità per svolgere il ruolo di trequartista (come è accaduto più volte in nazionale), vista la sua grande dote tecnica e l’ottima visione di gioco.

In futuro, proprio in virtù della sua maturità tecnico-tattica, non è escluso che possa agire da centrocampista con compiti di regia.

Di piede destro, ama giocare la palla toccandola poche volte e spesso facendo dei passaggi rasoterra.

Appena ha possibilità cerca di verticalizzare il gioco, dando grande profondità alla manovra della sua squadra.

Sa muoversi con intelligenza senza palla, specialmente nella fase offensiva, andando a posizionarsi negli spazi vuoti con molto anticipo.

Nella fase difensiva sa muoversi bene di concerto con il suo reparto, ma talvolta manca di cattiveria agonistica in interdizione.

Sa calciare molto bene le palle inattive e ha una buona accelerazione palla al piede, che gli permette di saltare con eleganza i suoi avversari.

Ha una discreta velocità nel lungo, oltre a una media forza nei tiri e nei colpi di testa.

Il suo fisico normotipo non gli impedisce di “gettarsi” all’occorrenza sugli avversari, ma la sua forza fisica è probabilmente il suo “tallone d’Achille” e così ha bisogno di irrobustire ulteriormente la sua struttura corporea per avere maggior successo nei contrasti.

(a cura di Alessio Croce)

(Fonte foto: www.fcn.dk)

Mikhail Ignatov: talento russo classe 2000

Mikhail Ignatov

Mikhail Ignatov

Mikhail Ignatov si sta prendendo la scena del calcio internazionale, il giovane trequartista/mezzala dello Spartak Mosca è ormai in pianta stabile in prima squadra, dove è riuscito a totalizzare 3 presenze e un gol nella Premier Liga (contro l’Enisey Krasnoyarsk) e soprattutto 3 caps in Europa League.

Proprio nella competizione europea ha trovato il debutto tra “i grandi”, in occasione del match perso 2 a 0 contro il Rapid Vienna il 20 settembre scorso.

Nel postpartita del match disputato contro i Rangers di Glasgow in Europa League (terminato 0 a 0), Mikhail ha dimostrato di non essere certamente diplomatico, caricando l’ambiente russo e provocando il tecnico della squadra avversaria, il grande ex capitano del Liverpool, Steven Gerrard.

“Ho giocato contro la squadra di Steven Gerrard l’anno scorso nella UEFA Youth League e abbiamo battuto il suo Liverpool in Russia. Non c’è nulla di speciale o inusuale in lui o nelle sue tattiche. Penso che il risultato di oggi sia stato giusto. Abbiamo giocato un buon secondo tempo e il nostro obiettivo era vincere la partita. A volte è il ritmo è stato molto veloce e ci è voluto un po’ per abituarsi al gioco. Ma a ripensarci, non credo che un punto sia negativo. Pensiamo di essere in una buona posizione in Europa League, dovendo giocare due partite casalinghe, diversamente dai Rangers e dal Rapid Vienna”. (tratto da thescottishsun.co.uk)

Mikhail Ignatov è nato a Mosca il 4 maggio del 2000, fino al gennaio 2015 ha fatto parte del settore giovanile dei rivali cittadini del CSKA, ma poi ha deciso che la strada migliore per lui fosse allo Spartak.

Ignatov fa attualmente parte della nazionale russa Under 19, ma in passato è stato convocato in tutte le diverse selezioni degli “Orsi”, a partire dall’Under 15.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mikhail Ignatov è principalmente una mezzala offensiva, ma è stato impiegato in più di un’occasione da ala destra.

Giocatore dotato di una notevole struttura fisica, con i suoi 188 cm, riesce a dominare nei duelli aerei e negli scontri corpo a corpo.

In possesso di una buona tecnica di base abbinata ad un passo abbastanza veloce nonostante la mole, Ignatov sa farsi valere nell’uno contro uno e soprattutto sa farsi trovare pronto nell’area avversaria con perentori inserimenti offensivi.

Nelle varie categorie giovanili è andato a segno con una certa frequenza, ma anche nella fase di assistenza è un giocatore in grado di fare la differenza, trovando linee di passaggio mai scontate.

E’ elegante nelle movenze, gioca a testa alta, ha buone capacità balistiche e una spiccata facilità di calcio, è un elemento che attira immediatamente l’attenzione.

Ha una forte personalità, le pressioni esterne non sembrano scalfirlo più di tanto, giocando sempre con naturalezza.

Tatticamente può giocare da trequartista in un 4-2-3-1, ma più spesso agisce da mezzala offensiva in un 4-3-3. In alcune circostanze, soprattutto in casi di emergenza, ha giocato da esterno offensivo di destra e sinistra.

(Fonte foto: www.rangersnews.uk)

Ozan Kabak: talento turco classe 2000

Ozan Kabak

Ozan Kabak

Il nome di Ozan Kabak è già noto agli appassionati di calciomercato, infatti la scorsa estate era stato accostato all’Inter nell’ambito dell’operazione Nagatomo, su espressa richiesta di Javier Zanetti, che in precedenza aveva chiesto informazioni all’attuale tecnico del ragazzo, Fatih Terim.

Ora la popolarità del centrale difensivo è ulteriormente aumentata, ha avuto l’occasione di debuttare anche in Champions League, giocando tutti i 90 minuti del match contro lo Schalke 04, terminato 0 a 0.

Ozan è esordito nella Süper Lig turca il 12 maggio scorso, in occasione della partita vinta 2 a 0 contro lo Yeni Malatyaspor, ma il suo debutto tra i professionisti era già nell’aria da tempo, visto l’ottimo rendimento che il difensore centrale ha palesato con tutte le selezioni giovanili nazionali.

Nell’Europeo Under 17, ospitato nel 2017 dalla Croazia, Kabak oltre ad essere capitano della propria squadra, è stato inserito dall’UEFA nell’elenco dei migliori 10 giocatori del torneo. La nazionale U17 turca, arrivando in semifinale al torneo continentale, si è anche guadagnata l’accesso al Mondiale U17 in India, dove però non si è confermata ad alti livelli.

Con le diverse selezioni nazionali turche, dall’Under 15 fino all’Under 18, Ozan Kabak ha segnato 13 reti in 50 presenze, a dimostrazione del suo buon rapporto con il gol.

Attualmente è arrivato a totalizzare 7 gettoni di presenza nella massima serie turca, ma il numero è destinato a crescere viste le indubbie qualità del giovane talento.

Ozan è nato il 25 marzo 2000 ad Ankara, ma la famiglia è di Derik, nella provincia di Mardin. Il padre lavora come direttore di una prigione e proprio per questo si sono dovuti trasferire dopo la nascita del figlio a Silivri, vicino Istanbul. La madre è una casalinga e completano la famiglia una sorella maggiore e un fratello. La sorella frequenta l’università mentre il fratellino Emre, oltre ad andare a scuola, gioca a calcio in un club minore, nella fascia d’età dei 2003.

La passione per il calcio è stata trasferita dal padre, ex calciatore amatoriale, che capendo di non avere il talento giusto per far carriera, ha deciso di appendere presto le scarpette al chiodo.

Fin da piccolo Ozan, dimostrava di avere un talento superiore rispetto ai suoi coetanei, che mostrava soprattutto nelle ore di educazione fisica a scuola. L’allora professore consigliò al padre di iscrivere il ragazzino in qualche scuola calcio, per poter dare sfogo alle sue doti. Così fu segnato alla scuola calcio del Silivrispor.

“Quando ho iniziato a giocare a calcio ero un attaccante. Da bambino ho giocato in tutti i ruoli offensivi. Avevo 11 anni quando sono andato al centro sportivo del Galatasaray. Lì i miei allenatori mi hanno detto che ero in grado di organizzare il gioco, che sapevo difendere e che ero lucido durante la partita. Hanno iniziato a spostarmi in difesa. E da allora sono diventato un difensore”.

Già al Silivrispor, Ozan Kabak giocava sotto età: “Ho avuto l’opportunità di allenarmi con i più grandi al campo di allenamento del Silivrispor. Sono andato anche a giocare qualche partita amichevole e ho fatto un buon lavoro. Il nostro responsabile del settore giovanile, Uğur Alper, ha visto che avevo delle doti e così ha incontrato Nedim Yiğit, che all’epoca faceva parte del Galatasaray e lavorava come allenatore nelle squadre nazionali. Mi hanno chiamato per fare dei provini al centro sportivo Galatasaray. Allora con mio padre ci siamo trasferiti da Silivri a Florya. Con la mia prestazione al mio primo allenamento, sono stato subito in grado di farmi selezionare per la squadra. La mia famiglia ora vive a Tekirdağ a causa del lavoro di mio padre. Ma da un paio di anni mia madre e mio fratello sono venuti da me. Ora siamo a Istanbul. Mio padre viene da noi nei giorni di ferie.”

Il periodo in cui ha vissuto a Tekirdağ è stato il più difficile, in quanto Ozan trascorreva più tempo in mezzo al traffico di Istanbul, che sul campo di allenamento. Era sempre stanco e le sue prestazioni spesso non erano all’altezza.

Posso dire che quel periodo è stato il punto di rottura della mia vita. L’anno seguente mi sono iscritto al liceo scientifico ad Istanbul e ho iniziato a vivere nella foresteria del Galatasaray. Da quando ho iniziato a rimanere nell’accademia di Florya, le mie prestazioni sono migliorate costantemente, mi sono sentito meglio e ho ottenuto maggior successo. Il sostegno della mia famiglia è stato molto efficace in questo senso. In seguito, sono stato invitato al raduno della Nazionale U14 in Italia. Dopo la mia esibizione nello stage, sono stato invitato al raduno della squadra nazionale U15 sotto la direzione di Şenol Ustaömer nel 2015. Come molti dei miei amici della squadra nazionale U17, ho fatto la mia prima partita ufficiale con la nazionale turca nel mese del gennaio 2015, quando abbiamo battuto la Repubblica Ceca per 5-1. Da allora, ho indossato la maglia della mezza luna per 42 partite (ora è arrivato a 50 presenze). Da quando sono convocato nella squadra nazionale, ho giocato tutte le partite a cui ho preso parte.

Caratterialmente si ispira al papà per la forza con cui ha affrontato la vita, ma da calciatore ha una grande ammirazione per il leggendario capitano del Galatasaray Bülent Korkmaz.

“Ho avuto la possibilità di vederlo giocare quando ero molto giovane. Poi ho guardato le vecchie partite. Mi piace la sua ambizione e la personalità in campo. Voglio anch’io stampare il mio nome tra gli indimenticabili momenti del calcio turco. Per quanto riguarda i difensori di oggi mi piace Sergio Ramos, il giocatore spagnolo più forte a livello mondiale.”

I suoi prossimi obiettivi sono quelli di vincere con il Galatasaray, di affermarsi con la nazionale maggiore turca e magari un giorno andare a giocare in Premier League, il campionato che apprezza di più per l’agonismo e per gli stadi sempre pieni. Il suo sogno è quello di giocare insieme in Inghilterra con Atalay Babacan, altro interessante talento turco, suo grande amico. (tratto da www.sabah.com.tr)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ozan Kabak è un difensore in possesso di una buona tecnica di base, forte nel gioco aereo e abbastanza strutturato fisicamente (anche se può ulteriormente irrobustirsi).

Elegante nelle movenze, sa impostare con precisione la manovra, ma soprattutto è bravo nell’anticipo e nella marcatura.

Va un po’ in sofferenza quando si trova ad affrontare attaccanti veloci, ma compensa questo suo difetto con un buon senso della posizione.

E’ molto pericoloso nelle proiezioni offensive sui calci piazzati. Kabak può definirsi un difensore goleador, visto il buon numero di reti messe a segno nel suo percorso giovanile, dove è riuscito spesso a sfruttare la sua stazza e la sua buona elevazione.

Ha una forte personalità, è sempre stato il leader difensivo nelle squadre dove ha giocato. E’ un ragazzo ambizioso, che si pone sempre degli obiettivi per poter migliorare continuamente.

Tatticamente il suo ruolo è quello di centrale di destra di una difesa a 4, anche se nell’esordio in Champions League è stato utilizzato a sinistra, in quanto nella sua posizione preferita c’era il brasiliano Maicon.

(Fonte foto: www.NTVSpor.net.)