Gustavo: talento brasiliano classe 2002

Gustavo

Gustavo

La scuola dei terzini brasiliani è probabilmente quella che ha trasformato l’interpretazione del ruolo, rendendo il classico difensore esterno, normalmente bloccato nella propria metà campo, un vero e proprio cursore di fascia.

L’ultimo rappresentante di questo stile di gioco spettacolare ed a volte spregiudicato tatticamente, è il giovane Gustavo Garcia dos Santos, più semplicemente Gustavo, prospetto classe 2002 di proprietà del Palmeiras.

Gustavo, nato a San Paolo il 4 gennaio del 2002, è salito agli onori delle cronache per uno splendido e decisivo gol nella finale del Campionato Paulista Under-15. Dopo il pareggio per 0 a 0 dell’andata, Gustavo ha marcato la rete dell’1 a 1 al Majestoso contro il São Paulo. Una realizzazione che ha permesso al team Alviverde di terminare il torneo di Stato in modo trionfale, con un record considerevole di 27 vittorie, tre pareggi, due sconfitte, 122 gol segnati e solo 13 subiti.

Il gol di Gustavo non è stato di certo banale, infatti il ragazzino paulista ha uccellato il portiere avversario Young con uno spettacolare pallonetto da centrocampo, che a molti addetti ai lavori ha ricordato le prodezze passato di Robinho (nel 2015) e Dudu (nel 2017).

“Non lo so, ma penso che il mio gol sia stato migliore,” ha detto ridendo il talentino brasiliano. “È bello avere un’esperienza come questa, specialmente contro il São Paulo, un grande club. Era mia intenzione fare gol in quella maniera. Non ho visto la posizione del portiere, ma ho notato il campo aperto e ho calciato. Ci siamo allenati bene nei tiri, e grazie a Dio, sono riuscito a segnare. Ciò che mi rende più felice è aver portato il titolo alla nostra squadra.” (tratto da www.gazetaesportiva.com)

Successivamente Gustavo ha fatto parte della selezione “Canarinha” Under 16 che ha preso parte al Mondial de Monaigu in Francia. Una kermesse internazionale molto prestigiosa, che ha visto in passato tanti giovani talenti diventati poi campioni affermati.
Nel torneo transalpino, il terzino destro del “Palestra Itália” è stato senza ombra di dubbio il miglior giocatore nel suo ruolo, percorrendo incessantemente la sua fascia di competenza, garantendo tanta qualità alla manovra della sua squadra.

Attualmente Gustavo milita nella squadra Under 17 del Palmeiras, una delle formazioni più forti di tutto il Brasile, essendo ricca di nazionali.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Gustavo è il classico terzino destro brasiliano, molto bravo in fase di spinta, ma migliorabile in quella di copertura.

Bravo tecnicamente, veloce e dotato di inesauribili qualità aerobiche, percorre tanti chilometri sulla corsia di competenza, mantenendo la freddezza sia nel momento del cross che nella finalizzazione (fa qualche gol).

Ha un notevole tocco di palla, è bravo nella conduzione della sfera in piena corsa e sa superare in dribbling gli avversari sia quando è lanciato, sia quando parte da fermo.

E’ un giocatore combattivo, che talvolta eccede nel tackle duro e ciò gli fa rimediare degli inutili cartellini gialli.

Fisicamente normolineo, ha bisogno di rafforzare la sua struttura corporea per essere più competitivo nei duelli corpo a corpo.

Tatticamente il suo ruolo è quello di terzino destro di una difesa a 4, ma in futuro non è difficile ipotizzare per lui uno spostamento sulla linea di centrocampo, anche se per mettere a frutto la sua progressione, ha bisogno di maggiore spazio.

(Fonte foto: www.gazetaesportiva.com)

Harvey Elliott: talento inglese classe 2003

Harvey Elliott

Harvey Elliott

Harvey Elliott, ala destra di 15 anni del Fulham, è diventato il più giovane calciatore nella storia a debuttare nella Carabao Cup e il primo nato nel 2003 a scendere in campo in Inghilterra a livello professionale.

Il 25 settembre nel match di Coppa di Lega contro il Millwall, vinto dai “Cottagers” 3 a 1 fuoricasa, Elliott ha battuto tutti i record esordendo a soli 15 anni e 174 giorni, superando il primato che apparteneva ad Ashley Chambers del Leicester, che aveva 15 anni e 203 giorni quando ha esordito contro Blackpool nel 2005.

Il tecnico del Fulham, l’ex centrocampista della nazionale serba Slavisa Jokanovic, gli ha concesso circa una decina di minuti, “buttandolo nella mischia” al posto di Floyd Ayité.

Il club di Londra continua così la sua tradizione nel lanciare nel mondo del professionismo dei baby talenti, l’ultimo in ordine cronologico era stato il promettentissimo classe 2000 Ryan Sessegnon, che ora si sentirà un po’ più vecchio dopo l’esordio di Elliott…

Il talento nativo di Lewisham (e cresciuto nel Fulham), nei pochi minuti a disposizione, ha dimostrato buona personalità e sprazzi della sua tecnica cristallina. Non a caso è seguito con grande interesse anche da squadre del calibro di Manchester City, Barcellona e Chelsea.

“Harvey è un ragazzo assolutamente positivo e durante gli allenamenti mi dice sempre che mi dimostrerà di essere un giocatore già all’altezza. In questo periodo lo ha fatto e si è meritato questa possibilità. Pensiamo che per lui il futuro possa essere davvero brillante”, ha dichiarato Jokanovic nel post partita.

“È sicuramente un ragazzo di talento, alla fine ha dimostrato una certa qualità, crediamo nelle opportunità di testarlo a livello senior. Ha smistato la palla con qualità e ha mostrato una certa velocità, è una grande opportunità per lui. Crediamo che il futuro possa essere brillante per lui. (Ma) deve essere a scuola (giovedì) mattina. Ha avuto alcuni esami (il martedì precedente). Non volevo metterlo nei guai, gli ho dato l’opportunità di mettersi alla prova a questo livello. Non so se posso usare una parola sbagliata in inglese, ma è arrogante e positivo. Questo ragazzo mostra la personalità, come quando mi ha detto: ” Voglio mostrarti che sono un ottimo giocatore, voglio mostrartelo”. Io ho detto ‘Ok, se riesci a farmelo vedere ti do questa opportunità’. C’è ancora una lunghissima strada davanti a lui per migliorare e per crescere e far parte di questa professione”, ha concluso il tecnico serbo. (tratto da www.belfasttelegraph.co.uk)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Harvey Elliott è un’ala destra di piede sinistro che può agire anche da centrocampista esterno, ma è vicino alla porta avversaria dà il meglio di sé.

Estremamente veloce e tecnico, è in possesso di un piede sinistro con cui può scoccare dei potenti tiri di rara precisione (è abile anche sui calci piazzati).

Dalla media-lunga distanza Elliott è un pericolo costante per le difese avversarie. Può calciare dei “bolidi”, ma anche pennellare delle parabole arcuate che terminano spesso all’incrocio dei pali. Il talentino del Fulham ha in dote un calcio “secco e pulito” che raramente si vede sul rettangolo verde.

Elegante nelle movenze (ricorda in questo Beckham), molto bravo nell’uno contro uno, la sua classica azione prevede la “discesa” sulla sua fascia di competenza con il conseguente accentramento per andare al tiro con il suo piede forte.

Fisicamente normolineo, come è normale che sia per la sua età ha bisogno di rinforzare la sua struttura corporea per resistere meglio ai contrasti. Inoltre, deve migliorare con il destro ed evitare di eccedere nelle azioni personali.

Ha una personalità molto forte, sembra essere spavaldo, di certo non ha paura di fare brutte figure tentando le giocate tecnicamente più complicate.

Tatticamente il suo ruolo è quello di esterno offensivo di destra, ma può svolgere anche l’esterno di centrocampo in un 4-4-2.

(Fonte foto: www.Yahoo Sport UK)

William Saliba: talento francese classe 2001

William Saliba

William Saliba

Il prestante difensore centrale del Saint-Étienne, William Saliba, ha già avuto la possibilità di debuttare in Ligue 1, disputando tutti i 90 minuti della partita del 25 settembre scorso contro il Tolosa, vinta 3 a 2 fuoricasa dai “Verts”.

Saliba è da tempo considerato uno dei migliori giovani talenti del settore giovanile del club che fu di Michel Platini, avendo fatto parte di tutte le selezioni nazionali transalpine, dall’Under 16 fino all’Under 18, della quale è anche capitano.

Nella passata stagione aveva velocemente lasciato la sua categoria, l’U17, per passare all’U19 e poi alla squadra riserve (ha disputato 34 partite complessive), riuscendo in seguito ad ottenere una convocazione con la prima squadra.

In questa stagione è entrato stabilmente nella rosa di Mr Jean-Louis Gasset, che lo ha spesso portato in panchina prima di farlo esordire nell’ultimo match di campionato.

Nel marzo scorso William ha firmato il suo primo contatto da professionista con il Saint-Étienne (scadenza 2021), che così ha respinto le avances di Siviglia e Lipsia che volevano “scippare” l’interessante prospetto al team francese.

“Sono orgoglioso di aver firmato il mio primo contratto professionale con il Saint-Etienne È un onore vedere che l’ASSE conta su di me. Prendo questo primo contratto come un grande segno di fiducia e un passo verso il livello successivo che sarà quello di giocare sul campo Geoffroy-Guichard. Ho già avuto la possibilità di calcarlo partecipando all’allenamento del gruppo pro durante l’ultima partita contro il Lille. L’enorme atmosfera dello stadio, essere stato chiamato a far parte del gruppo a 17 anni, è stata un’ottima prima esperienza, spero di ripercorrere la strada degli altri giovani giocatori passati da qui “, sono state le parole del ragazzo dopo la firma del contratto del marzo scorso. (tratto da www.asse.fr)

Frederic Paquet, direttore generale dei “Verts” ha dichiarato “William ha molte qualità e il fatto che ha firmato il contratto da pro a 17 anni dimostra il valore di tutto il lavoro fatto nel nostro centro di formazione per consentire lo sviluppo di giovani talenti. La sua scelta dimostra che il nostro progetto per lo sport è attraente perché William è stato seguito da diversi club stranieri. Il nostro desiderio è quello di sviluppare il club e renderlo più competitivo affidandoci al know-how del nostro centro di formazione “.

Nato a Bondy, il 24 marzo del 2001, William Saliba ha iniziato a giocare a calcio nell’AS Bondy, dove è rimasto fino al 2014, per poi trascorrere due stagioni all’FC Montfermeil prima di arrivare al Saint-Étienne, scovato da Ludovic Paradinas.

Al Bondy, Saliba ha “sfiorato” l’asso francese Kylian Mbappe: “Quando vedo dove Kylian è arrivato oggi, mi viene ancora più voglia di impegnarmi…Sono nato a Bondy e sono molto legato a loro. Mi diressi istintivamente al calcio all’età di 6 anni e ho firmato la mia prima licenza per il Bondy. Lì ho incontrato nell’U11, Wilfrid Mbappe, padre di Kylian. E’ stato il mio allenatore per un anno o due. E’ stato un vero e proprio allenatore! Lui mi ha insegnato tutto e se sono qui oggi è grazie a lui; come il padre di Kylian è stato il mio allenatore, andavo spesso a casa sua. Prima che lui andasse in un college privato, io e Kylian eravamo nella stessa scuola elementare, già allora dimostrava di essere al di sopra degli altri. Kylian è entrato a far parte di INF Clairefontaine, mentre io sono andato a Montfermeil”.

William Saliba si descrive così in modo telegrafico: “La mia qualità principale è quella di togliere la palla in modo pulito”.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Tre anni fa, il suo allenatore a Montfermeil, Abdel Kaddour lo ha presentato così al sito Poteaux Carrés: “William è abbastanza forte. E ‘un ragazzo che ha un profilo molto interessante, a volte sembra un difensore esperto. Va veloce, è grande fisicamente ed è molto bravo nel gioco aereo. Ha ancora ampi margini di miglioramento. E’ un ragazzo che sa ascoltare, che sa tenere i piedi per terra e rimanere umile, gli piace il calcio, è la sua passione, e onestamente, penso che abbia tutte le qualità per diventare un grande giocatore “.

Ecco invece il parere di Nedder Razik, l’allenatore dell’U17: “William Saliba ha una grande maturità fisica per la sua età, è una “bestia”, è molto forte, ma nonostante le sue dimensioni ha un buon passo e sa costruire il gioco, recuperando correttamente molti palloni. Può migliorare nell’anticipo e nei tempi della giocata. Può giocare solo in difesa, è una roccia, un vero e proprio baluardo difensivo. E’ anche un leader e un giocatore pericoloso quando si proietta in avanti”.

Questa è invece la descrizione che ne fa il collega di reparto di Saliba, il serbo Neven Subotic: “William Saliba mi sembra un buon giocatore. Lo trovo professionale. Ha una buona mentalità. E ‘serio, lavora duro e nel campo non ha paura. Trasmette un sacco di serenità, fiducia. E’ ancora molto giovane, ma ha tutto per diventare un giocatore importante del Saint-Etienne per il futuro, seguendo le orme di Loïc Perrin. Penso che sia sulla strada giusta. ” (tratto da envertetcontretous.fr)

Tatticamente il suo ruolo è quello di centrale di destra di una difesa a 4, eventualmente può adattarsi anche alla posizione di centrale di un pacchetto arretrato a 3.

(Fonte foto: www.les-transferts.com)

Amad Traorè: talento ivoriano classe 2002

Amad Traorè

Amad Traorè

Ormai è noto da tempo come il settore giovanile dell’Atalanta sia probabilmente il migliore in Italia; molti dei più interessanti prospetti del momento sono passati sotto lo sguardo attento degli scout del club bergamasco.

Tra i più giovani talenti, di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossimi anni, va sicuramente preso in considerazione il “fantasista” ivoriano classe 2002 Amad Traorè, fratello di Hamed, già debuttante nella massima serie italiana con la maglia dell’Empoli.

Nato in Costa d’Avorio l’11 luglio del 2002, Amad Diallo Traoré si è trasferito prestissimo in Italia con la famiglia e sin da subito ha mostrato le sue immense qualità. La prima società ad accoglierlo tra le proprie file è stato il G.S. Boca Barco Alpiplast (dove ha giocato anche il fratello maggiore) che l’ha messo in mostra in un Torneo natalizio del 2014 dove il ragazzino, il più giovane in campo, è risultato il migliore del Torneo e miglior realizzatore.

In quella occasione sugli spalti c’erano osservatori e dirigenti di Empoli, Udinese e Atalanta, mentre successivamente la fama del ragazzo è giunta anche a Juventus, Roma, Inter e Milan.

Amad Traoré però la sua scelta l’aveva già fatta ed era ricaduta sull’Atalanta, che difficilmente si lascia sfuggire i talenti dalle più grandi prospettive.

Con i nerazzurri ha iniziato a giocare come mezzala con i pari età nei Giovanissimi Regionali ma in pochissimo tempo ha convinto Mr Lorenzi a promuoverlo con i Nazionali dove ha immediatamente palesato di essere un giocatore fuori dal normale.

Amad si è così laureato miglior giocatore del Memorial Halima Haider (davanti all’altro ivoriano classe 2002 della Roma Mory Bamba) dove ha dimostrato una naturale predisposizione all’azione oltre a una certa destrezza nel calciare con entrambi i piedi.

Nelle Final Eight del campionato di categoria, Traorè è determinante e grazie anche a un suo gol nella Finale Scudetto contro la Roma, giocata da ala sinistra nel 4-2-3-1, i bergamaschi riescono ad assicurarsi il titolo.

La stagione successiva il ragazzo è rimasto stranamente con i coetanei in Under 15, dove ha dimostrato di essere letteralmente una spanna sopra a tutti, palesando come la categoria fosse evidentemente “stretta” per lui.

La scorsa stagione Amad Traorè l’ha passata con l’Under 17 che ha perso la finale scudetto contro la Roma, ma il talentino ivoriano ha mantenuto ottimi standard di rendimento, mettendo a segno 12 reti (di cui proprio uno nella finalissima) in 27 presenze.

Questa stagione dopo aver brillato con la prima squadra in “preseason”, Amed sta facendo la spola tra la squadra Primavera di Mr Massimo Brambilla, dove ha subito sfornato un assist nei soli 23 minuti giocati, e la squadra Under 17, dove ha il notevole score di 3 reti in altrettante partite.

Un aspetto interessante che riguarda Traoré è che ha iniziato l’iter per ottenere la cittadinanza italiana e quindi sarà presto convocabile per la nazionale Azzurra.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Amed Traorè è un esterno offensivo che può giocare anche da mezzala. Dotato di una tecnica sopraffina e di una buona visione di gioco, ha la rara capacità di saper calciare con entrambi i piedi.

Veloce ed in possesso di notevoli doti balistiche, dalla media-lunga distanza può essere un vero e proprio cecchino.

Ha una grande naturalezza sia nella corsa che nella conduzione della palla, a ciò aggiunge anche un’ottima predisposizione al gioco di squadra.

E’ un elemento estremamente dinamico, che non resta largo sulla sua corsia di competenza, ma tende ad accentrarsi “galleggiando” tra il centrocampo e l’attacco. Ama indietreggiare ed impostare la manovra in prima persona, rendendosi determinante sia in fase di finalizzazione che di assistenza.

Ha sempre messo in luce una spiccata personalità, non ha mai avuto paura di prendersi le responsabilità, tentando le giocate più difficili.

Fisicamente non è certo un gigante, deve irrobustire la sua struttura fisica per essere maggiormente competitivo nei duelli fisici.

Tatticamente ha svolto tutti i ruoli dietro la punta centrale. Normalmente viene impiegato da ala sia destra che sinistra, ma ha giocato tante volte anche da mezzala offensiva/trequartista.

(Fonte foto: www.sprintesport.it)

Nishan Burkart: talento svizzero classe 2000

Nishan Burkart

Nishan Burkart

Nishan Burkart, attaccante del Manchester United, è una delle più grandi speranze del calcio svizzero per il futuro.

Nazionale elvetico U19 appartiene alla classe del 2000, della quale fanno parte altri giocatori molto interessanti come Lorenzo Gonzalez del Mancester City e Noah Okafor del Basilea.

Questi “millennials” svizzeri sono anche stati i primi ad aver completato il Footeco, un programma progettato per promuovere i giovani talenti locali.

Questo programma è stato istituito nel 2012 dalla Federcalcio Svizzera con l’obiettivo di migliorare la formazione per gli adolescenti dagli 11 ai 14 anni identificando i primi talenti e offrendo loro un migliore allenamento.

“Siamo fiduciosi che Footeco stia promuovendo il calcio svizzero”, ha affermato Yves Débonnaire, allenatore della nazionale U18. “È troppo presto per trarre conclusioni, ma la nostra impressione iniziale è che l’ampiezza della qualità è in crescita e il numero di giovani talenti disponibili tra cui scegliere quando si selezionano le squadre giovanili nazionali è aumentato”.

Nishan è nato ad Aarau, è figlio di Stefan Burkart, due volte atleta olimpico ed ex detentore del record svizzero dei 100 e 200 metri. Sua madre è Helen Barnett, l’ex atleta britannica dei 400 metri che faceva parte della staffetta svizzera alle Olimpiadi del 1992. “Mio padre avrebbe voluto che anch’io diventassi un atleta di atletica leggera. Per renderlo felice, ho anche preso parte a due o tre gare sprint quando ero piccolo. Ho vinte le gare, ma per me è stato abbastanza, l’ho trovato troppo noioso.” (tratto da credit-suisse.com)

Differentemente Nishan Burkart ha sempre amato il calcio. Quando aveva sette anni, bussò alla porta del club locale, l’FC Urdorf, ma fu respinto a causa della lunga lista d’attesa. Successivamente, ha provato per il ben più importante FC Zurigo. Lì hanno riconosciuto subito il suo talento. Il club lo ha preso dopo una sola sessione di prova.

Da quel momento in poi, il calcio, con tre sessioni di allenamento e una partita a settimana, è diventato una parte definitiva della sua vita quotidiana. “Ha scelto lui stesso questo sport e non ha mai dovuto essere incoraggiato a farlo”, ricorda suo padre. “I miei genitori erano sempre lì per me e mi hanno supportato in modo positivo, ma non hanno mai urlato dal bordocampo o analizzato la mia esibizione durante la cena”, racconta il figlio. “Non volevo queste cose e si sono attenuti ai miei suggerimenti.”

Nel settore giovanile dello Züri, Nishan ha subito messo in luce le sue doti, facendosi il nome di grande assitman e bomber. Nel campionato U15, è stato il miglior marcatore con 25 reti. E quando è stato scelto anche per la nazionale, non è passato molto tempo prima che realizzasse il suo primo gol, arrivato dopo soli 51 minuti contro la Scozia nell’aprile 2014.

Ma l’evento che ha portato Burkart sotto gli occhi degli osservatori dei principali club europei è stato un torneo disputato a Ruggell, in Liechtenstein, dove il ragazzo ha dato spettacolo, con gol, rovesciate, “tricks” di vario tipo e dribbling ad alta velocità. Alla fine del torneo, l’attaccante ed anche capitano dello Zurigo aveva segnato nove gol in sette partite, trascinando la sua squadra alla vittoria della manifestazione. Tra i partecipanti alla kermesse internazionale c’erano squadre rinomate come Manchester City, West Ham United, Werder Brema, Stoccarda e Rapid Vienna.

Subito dopo la grande prestazione al torneo, i primi importanti agenti iniziarono a bussare alla porta di casa Burkart. I vari siti inglesi cominciarono a pubblicizzare il nuovo “superkid svizzero”, etichettato come “il prossimo Theo Walcott”.

Effettivamente, il giovane giocatore svizzero ha una sorprendente somiglianza con l’attaccante dell’Everton. Ha più meno la stessa corporatura e un modo molto simile di giocare a quello del super-velocista Walcott, che il popolare Guardian ha descritto una volta, durante un match dove era marcato in modo stretto, “come un jack russell che insegue una vespa lungo una spiaggia affollata. ”

Le società inglesi più interessate a Nishan erano Southampton, Chelsea, Arsenal e soprattutto Manchester United. Per una volta, le voci erano vere. “Ho visitato ogni club e analizzato la sua infrastruttura mentre ero lì”, ha affermato l’attaccante. “Ho sempre saputo che se avessi dovuto trasferirmi in un club all’estero, sarebbe stato solo in Inghilterra, il paese di origine di mia madre”, ha chiosato Burkart, che fin da piccolo ha sempre parlato inglese in famiglia. Nell’aprile 2016 il ragazzino elvetico prende finalmente la sua decisione e firma quattro anni con il Manchester United.

Allo United, Nishan Burkart ha confermato il suo talento soprattutto nella passata stagione (in precedenza ha avuto un paio di problemi fisici che l’hanno limitato inizialmente), dove ha messo a segno 11 reti e 6 assist in 17 presenze con l’Under 18. Anche questo inizio di anno in Premier League 2 non è stato niente male con un gol e un assist in 2 caps.

Nishan non ha un idolo, un vero modello di ruolo. In termini di giocatori, gli piacciono gli assi di PSG e Barcellona Neymar e Suarez. “Uno è un ballerino, pieno di “tricks”, l’altro un freddo marcatore di ghiaccio. Mi piacerebbe essere una combinazione dei due”.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Il suo ex tecnico, Yves Débonnaire, lo descrive così: “E’ uno di quei giocatori che possono fare la differenza, è un elemento estremamente versatile. Ha la giusta mentalità, spirito competitivo e tecnica. Ma è la velocità la dote che spicca maggiormente. E’ uno dei giovani giocatori più veloci con cui abbia mai lavorato e non solo sulle lunghe distanze, anche perchè è estremamente agile ed esplosivo nei primi metri”.

Burkart è principalmente un esterno destro offensivo anche se può giocare tranquillamente a sinistra e al centro dell’attacco.

Molto difficile da marcare quando ha molto campo davanti a sé, in virtù di una notevole velocità, è anche un giocatore tecnico ed abile nell’uno contro uno.

Pur essendo di piede destro, sa calciare abbastanza bene anche con il sinistro e ciò lo rende ancora più imprevedibile per i pacchetti arretrati avversari.

Tratta la sfera con grande “sensibilità”, non è raro vederlo effettuare “scavetti” e altre giocate di elevata difficoltà tecnica, tutte effettuate con grande rapidità. Ha inoltre grandi capacità balistiche, che lo rendono molto pericoloso dalla lunga distanza.

Come già accennato, ha un buon fiuto per il gol e sa anche essere determinante in fase di assistenza.

Il suo stile di gioco frizzante è fatto di continui scatti e ripetute accelerazioni palla al piede, che spesso spaccano in due le difese avversarie.

Pur essendo normolineo, è dotato di un fisico massiccio, che gli permette di reggere l’urto contro difensori molto più prestanti di lui.

Tatticamente Nishan Burkart sembra adattarsi meglio al ruolo di esterno offensivo di un 4-2-3-1 o 4-3-3, come avviene con le nazionali giovanili elvetiche, mentre con il Man Utd ha spesso giostrato al centro dell’attacco.

(Fonte foto: www.facebook.com)

Bledian Krasniqi: talento svizzero classe 2001

Bledian Krasniqi

Bledian Krasniqi

Bledian Krasniqi, ala destra/sinistra dello Zurigo (attualmente impiegato nel ruolo di centrocampista offensivo), è uno dei migliori giocatori svizzeri dal punto di vista tecnico e già nella passata stagione ha avuto la possibilità di disputare una partita amichevole con la prima squadra. E’ successo in occasione del match contro l’FC Aarau verso la fine di marzo.

Il club svizzero punta forte sul talento di origini kosovare (molti giocatori dello Stato parzialmente riconosciuto sono passati per la Svizzera) e nei primi giorni del mese di luglio gli ha fatto firmare il contratto fino al 2021, per la gioia del presidente zurighese Ancillo Canepa.

“L’FC Zurigo si congratula con Bledian Krasniqi per il suo primo contratto professionale e vuole augurare al ragazzo il meglio per il proseguimento della sua carriera”, è stato lo scarno comunicato sul sito ufficiale dell’FCZ.

Punto fermo delle selezioni nazionali giovanili elvetiche, si è messo in evidenza nell’ultimo europeo Under 17 disputato in Inghilterra, dove la NATI non ha svolto un lungo percorso.

Nato a Einsiedeln, il 17 giugno del 2001, Bledian ha iniziato a giocare a calcio per l’SC Siebnen, dove è rimasto fino al 2009, prima di entrare a far parte del settore giovanile dello Zurigo, diventando campione nazionale elvetico della categoria Under 16.

Come recita il sito del suo club di appartenenza, il suo slogan motivazionale è : “Il successo non è una coincidenza”. Effettivamente il ragazzo ha sempre dato il massimo da quando è arrivato allo Züri, migliorando giorno dopo giorno, nonostante fin da piccolo è sempre stato considerato una sorta di baby prodigio (ci sono alcuni suoi video su YouTube di quando aveva 11 anni).

Nel tempo libero, come molti suoi coetanei, Krasniqi ama giocare alla playstation e guardare il basket della NBA.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Bledian Krasniqi è preminentemente un esterno offensivo che può adattarsi anche ruolo di trequartista.

E’ un giocatore estremamente dinamico, che percorre molti chilometri durante la partita, riuscendo spesso a mantenere un livello qualitativo elevato nelle giocate, essendo un elemento tecnicamente dotato.

Abbastanza veloce, è tatticamente intelligente e disciplinato, Bledian può svolgere con attenzione entrambe le fasi.

In campo dà sempre tutto, non a caso verso la fine delle diverse partite è spesso stremato; la sua generosità, abbinata alle spiccate qualità aerobiche, lo porta a correre anche per gli altri.

Ha buone capacità balistiche (è anche rigorista) e sa rendersi pericoloso dalla media-lunga distanza, inoltre è abile nel dribbling e soprattutto nella fase di assistenza.

Fisicamente normolineo, ha bisogno di rafforzare la sua struttura corporea, oltre ad accelerare i tempi della giocata (talvolta s’intestardisce nella giocata individuale).

Tatticamente il suo ruolo è quello di esterno offensivo (sia di destra che di sinistra) di un 4-2-3-1 e di ala di un 4-3-3, ma in passato ha giocato tranquillamente anche nella posizione di esterno di centrocampo e di trequartista.

(Fonte foto: www.zimbio.com)

Ramires: talento brasiliano classe 2000

Ramires

Ramires

Ramires, così chiamato per la somiglianza all’ex giocatore del Chelsea, è uno dei “millennials” che si sta ritagliando un discreto spazio nella massima serie brasiliana vestendo la maglia dell’Esporte Clube Bahia.

Il centrocampista verdeoro è il fiore all’occhiello del settore giovanile del Tricolor ed ha segnato il suo nome nella storia del Bahia, in quanto è stato il primo giocatore nato negli anni 2000 a esordire in una partita del campionato brasiliano.

Ramires è diventato il quinto giocatore più giovane a giocare nel Brasileirão, dopo Yuri Alberto, Rodrygo e Vinícius Junior (venduti al Real Madrid), Lincoln e infine Paulinho, ora al Bayer Leverkusen.

Eric dos Santos Rodrigues, questo è il suo nome completo, ha avuto la possibilità di debuttare in Série A il 6 settembre scorso, in occasione del match contro lo Sport Recife.

Ramires ha disputato un’ottima partita, andando anche vicino al gol, convincendo i dirigenti del Bahia ad estendere fino al 2022 il suo contratto (sarebbe scaduto nel 2019).

Nella partita successiva Ramires è stato portato in panchina e in seguito contro il Palmeiras ha giocato tutti i 90, sfornando anche l’assist che ha portato in vantaggio i baiani (la partita è terminata 1 a 1). Quattro giorni fa, il talentino del Bahia si è anche tolto la soddisfazione di andare a segno contro il Botafogo in Copa Sudamericana.

“Non ho avuto il tempo di avvertire nessuno, è andato tutto così velocemente. Ringrazio Dio, il club e Enderson (l’allenatore). Ero molto felice e molto sorpreso. Enderson è venuto a parlare con me nel bar, mi ha detto che potevo giocare e che dovevo tenermi pronto. Ma è stata piuttosto una sorpresa per me. Non mi sarei mai aspettato un buon inizio così. Il debutto è stato fantastico, la seconda partita brillante, ora ho fatto l’assist. È il sogno di un bambino. Ho lavorato sodo e continuerò a lavorare “, ha detto il centrocampista. “I compagni si sono complimentati tantissimo, ma devo tenere i piedi per terra a non farmi trasportare dall’euforia “, ha concluso Ramires. (tratto da www.correio24horas.com.bra)

Ramires è nato a Salvador de Bahia il 10 agosto del 2000, è cresciuto nel quartiere di Águas Claras. È arrivato al suo attuale club nel 2011, quando ha catturato l’attenzione di amici e familiari e soprattutto del suo vicino che lo ha portato alla Fazendão.

D’altronde le qualità del ragazzo erano lampanti, fin dall’inizio era un talento naturale. Si notava immediatamente che era più bravo degli altri già da quando faceva parte dell’U-15 e U-17, dove era un titolare inamovibile e ha permesso alla sua squadra di sollevare molti trofei di stato come: Copa Red Ball, Copa Dois de Julho e Copa Metropolitana.

Nel 2017, sempre da sotto età, è stato promosso nella squadra junior che ha partecipato alle competizioni nazionali della categoria sub-20 (Coppa brasiliana e Coppa Nord-Est).

Quest’anno, oltre a continuare a partecipare alle attività con il gruppo della prima squadra, Ramires ha vinto il Baianão Sub-20 ed è stato utilizzato nel gruppo del Campeonato Brasileiro de Aspirantes, nonostante avesse solo 18 anni.

Il centrocampista ha giocato nelle otto partite del Brasileirão Sub-23, quattro da primo minuto e altre quattro da subentrante.

Ramires è un grande fan di Iniesta, Rakitic e Coutinho, anche se, come già citato, da tutti viene paragonato al “Keniota Blu” attualmente in forza al Jiangsu Suning Reserves.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ramires è un centrocampista dinamico, in possesso di una buona tecnica di base e molto abile a verticalizzare il gioco.

Può agire sia davanti alla difesa, nelle vesti di mediano, sia qualche metro più avanti come centrocampista d’inserimento/mezzala.

Fisicamente normolineo, ma dotato di baricentro basso, sa difendere bene la palla e distribuire il gioco palesando un buon ordine tattico e precisi cambi di gioco.

Come gran parte dei giocatori brasiliani, Ramires ha un buon tocco di palla, sa destreggiarsi molto bene sia negli spazi stretti che larghi e nonostante sia di piede destro, sa utilizzare abbastanza bene anche il mancino.

Ha ottimi tempi di smarcamento, sa farsi trovare spesso libero quando il compagno di squadra è in difficoltà e ha bisogno di “scaricare” la sfera.

Sa rendersi pericoloso con conclusioni dalla media-lunga distanza, ma il pezzo forte del suo repertorio è indubbiamente l’assist, in particolar modo il passaggio filtrante smarcante.

Tatticamente sa svolgere con buona intensità entrambe le fasi, facendosi valere nel recupero della palla e subito dopo nel dare profondità alla manovra per mezzo di lanci precisi.

Ramires può giocare sia in una linea mediana di un 4-2-3-1, sia in un centrocampo a tre nel ruolo di mezzala.

(Fonte foto: www.globoesporte.globo.com)

Lucas Benítez: talento uruguayano classe 2002

Lucas Benítez

Lucas Benítez

Lucas Gabriel Benítez Flores, meglio conosciuto come Lucas Benítez, è stato senza ombra di dubbio il miglior giocatore della rosa uruguayana che ha partecipato all’ultimo Sudamericano Under 15, disputato nel novembre scorso in Argentina e vinto proprio dai padroni di casa.

Purtroppo non siamo riusciti a reperire molte informazioni biografiche su questo promettente centrocampista della selezione Charrúa, ma in virtù delle grandi qualità del ragazzo, ci siamo affrettati a raccogliere il maggior numero di notizie disponibili.

Nato l’8 novembre del 2002 a Young, una cittadina di circa 15.000 abitanti, situata nel dipartimento di Río Negro, Lucas Benítez è uno dei più interessanti talenti del Danubio, storica società uruguayana che ha dato numerosi grandi giocatori alla nazionale “Celeste”.

Lucas è entrato ben presto nel giro delle selezioni giovanili del suo paese, con l’Under 15 ha debuttato il 13 luglio del 2016, in occasione di un torneo amichevole che ha visto i giovani uruguagi affrontare una squadra giovanile del Gremio (vittoria 3 a 1 per i brasiliani), sotto gli ordini del C.T. Diego Demarco.

Al Sub 15 gli occhi degli osservatori erano puntati su altri nomi più gettonati della giovane “Celeste” come l’ala sinistra Douglas Arezo (2002) del River Plate (quello uruguayano), autore di 5 gol oppure l’altro esterno offensivo Maximo Alonso (2002) del Peñarol, ma alla fine è emerso maggiormente, per qualità e costanza di rendimento, proprio il “nostro” Lucas Benítez.

Il centrocampista de La Franja (uno dei soprannomi del Danubio) ha spadroneggiato nella propria zona di competenza, non seguito da gran parte dei suoi compagni e così gli uruguayani sono usciti ben presto dalla competizione.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Lucas Benítez è il classico “tuttocampista”, un uomo di regia dalla buona qualità tecnica, ma anche un giocatore in grado di svolgere una discreta fase difensiva.

Abile con entrambi i piedi e solido fisicamente e nei contrasti, sa organizzare bene la manovra non risultando mai scontato.

Ha buone capacità balistiche e sa distribuire il gioco usufruendo di frequenti cambi di gioco.

Energico nel tackle, fondamentale dove palesa la proverbiale “garra Charrúa”, Lucas è un elemento che colpisce per la sua completezza tecnico-tattica.

Conosce i giusti tempi d’inserimento offensivi, non è raro vederlo nell’area avversaria pronto a indirizzare la sfera verso l’estremo difensore rivale e, allo stesso tempo, “liberare” i suoi compagni con precisi passaggi filtranti smarcanti.

In possesso di una velocità normale per il ruolo di centrocampista, Lucas sa farsi valere anche nella fase di non possesso, facendo leva su una fisicità abbastanza sviluppata considerando la sua giovane età.

Tatticamente versatile, può giocare in uno dei due ruoli di una mediana di un 4-2-3-1, ma può tranquillamente agire anche da mezzala in un 4-3-3, dove può mettere a frutto i suoi buoni tempi d’inserimento.

(Fonte foto: www.twitter.com)

Hamed Traorè: talento ivoriano classe 2000

Hamed Traorè

Hamed Traorè

Hamed Traoré è stato il primo calciatore del terzo millennio a giocare con la prima squadra dell’Empoli. Quattro minuti per scrivere la storia, nel match dello scorso anno, in Serie B, contro il Foggia dell’8 ottobre 2017.

Ma per Hamed bruciare i tempi è un’abitudine. In età da Allievo giocava già nella Primavera di Martusciello e la prima apparizione nella prima squadra è stata la logica conseguenza per l’ottimo rendimento ed impegno mostrato in questi anni di settore giovanile.

Lo scorso anno Hamed Traorè è stato anche premiato come miglior giocatore del Torneo di Viareggio. Il giovane talento africano è stato il vero mattatore della semifinale contro il Bruges e scheggia impazzita anche nella finale persa ai rigori contro il Sassuolo.

In questa stagione, il 26 agosto 2018, Traorè ha fatto il suo esordio in Serie A, nella sconfitta contro il Genoa, entrando all’85’ minuto al posto di Zajc, diventando il primo classe 2000 a giocare nella massima serie italiana con la maglia dell’Empoli (e uno dei primi in generale).

Quest’anno il tecnico Aurelio Andreazzoli lo sta impiegando in diversi ruoli, sia da trequartista, la posizione naturale del ragazzo, che da regista davanti alla difesa.

Nato in Costa d’Avorio, ad Abidjan, il 16 febbraio 2000, Hamed Junior Traoré è trasferito giovanissimo in Italia con la sua famiglia, quando era ancora soltanto un bambino. I Traorè si sono stabiliti in Emilia Romagna in un paese a metà strada fra Parma e Reggio Emilia. Come tanti ragazzi è cresciuto giocando a pallone nelle società giovanili dilettantistiche del posto, venendo tesserato dal Boca Barco.

Tre anni fa, dopo un torneo giovanile, il Parma si è fiondata sul ragazzo, ma i contatti avviati con la società emiliana sono tramontati dopo il fallimento del club.

Sebbene l’ex responsabile del settore giovanile parmense Francesco Palmieri si fosse subito trasferito nella vicina Reggio Emilia per lavorare con il Sassuolo, alla fine è stato l’Empoli che è riuscito a spuntarla battendo la concorrenza della società neroverde, ma anche di Milan e Juventus.

“Quando andammo a vederlo (fu segnalato da Giovanni Galli) restammo folgorati. Dopo pochi minuti avevamo già deciso di provare a prenderlo” le parole di Marco Bertelli, il responsabile del settore giovanile azzurro.

“Nonostante sia molto giovane, Traoré ha già una forza fisica spaventosa. Con noi giocava trequartista dietro i due attaccanti, ma penso che sia molto duttile e possa fare anche la mezzala, ad esempio. Per le caratteristiche che ha può essere paragonato a Nainggolan”. Le parole dell’allenatore di Alessandro Dal Canto (ex allenatore Primavera dell’Empoli nella passata stagione) ai microfoni di World Soccer Scouting. “Se non si perde diventerà un giocatore importante” conclude il tecnico.

Hamed è il fratello maggiore di Amad Diallo Traore, trequartista/ala classe 2002 dell’Atalanta, anche lui dotato di qualità tecniche straordinarie, forse anche superiori a quelle del giocatore dell’Empoli.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Hamed Traorè è preminentemente un trequartista, ma negli ultimi mesi sta arretrando sempre più il suo raggio d’azione, trasformandosi in regista e mezzala.

Ha una notevole facilità di calcio, tira punizioni e corner con il destro, ma sa calciare con grande potenza anche di sinistro.

Dotato di una notevole tecnica di base abbinata ad un buon passo, Traorè sa dribblare molto bene sia negli spazi stretti che larghi, rendendosi pericoloso sia in fase di finalizzazione che assistenza.

Nonostante la giovane età ha palesato una spiccata intelligenza tattica ed anche una buona propensione al sacrificio, andando a coprire i vuoti creati dai compagni di squadra.

Fisicamente può irrobustire la sua struttura corporea, il suo fisico longilineo ha bisogno di un po’ di muscoli in più, soprattutto se verrà spostato più indietro nello scacchiere tattico e dovrà così contrastare maggiormente.

Tatticamente può giocare da trequartista in un 4-2-3-1 oltre che da vertice basso e mezzala offensiva di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.zimbio.org)

Vincenzo Millico: talento italiano classe 2000

Vincenzo Millico

Vincenzo Millico

Probabilmente senza la rottura del menisco, avvenuta la scorsa stagione, Vincenzo Millico avrebbe avuto possibilità di debuttare a 17 anni in prima squadra del Torino.

Il ragazzo si è dovuto “accontentare” solo di alcune convocazioni tra “i grandi” (una al derby), soprattutto avvenute a causa dei tanti infortuni occorsi ai giocatori dell’allora tecnico Sinisa Mihajlovic.

E’ particolare il caso infortunio avvenuto a Vincenzo Millico, proprio nel match che vale una stagione, il derby cittadino con la Juventus Primavera.

“Forse il destino voleva che la mia partita durasse solo 8 minuti ma il mio difetto più grande è stato sempre quello di essere testardo e l’illusione di riuscire a correre mi ha fatto credere che non fosse successo niente e forse mi sarei dovuto fermare ma la voglia di giocare una partita così bella in quello stadio era tanta, forse troppa da rimetterci il mio ginocchio… Ora si pensa positivo e si pensa a recuperare con tanta forza e volontà! Un brutto infortunio che non ci voleva, spero di tornare il prima possibile e ce la metterò tutta. E comunque posso dire di aver giocato il derby con crociato rotto!”, ha scritto Millico scherzandoci un po’ sul suo profilo Instagram.

Talmente elevato il tasso tecnico di questa ala, che se avesse militato in qualche altro campionato straniero, con ogni probabilità avrebbe già esordito tra i pro.

Memorabile è stata la sua stagione (2016/17) con l’Under 17 di Sesia dove furono ben 18 i gol messi a segno in campionato, in una stagione che peraltro lo vide mettere già il naso in Primavera con anticipo di due anni.

Gli anni successivi il ragazzo si è confermato su buoni livelli, giovando stabilmente da sotto età nella squadra di Mr Coppitelli, grandissimo estimatore del ragazzo, a tal punto di nominarlo anche capitano.

In questo avvio di stagione, disputato con la Primavera del Toro, Vincenzo sta impressionando con i suoi colpi da funambolo, abbinati ad una velocità straordinaria e la categoria sembra andargli abbastanza stretta.

D’altronde Millico non è un “Carneade”, il suo percorso nel settore giovanile granata è stato costellato di successi, sia personali che di squadra (l’ultimo è stata la vittoria della Coppa Italia della passata stagione). Nelle varie selezioni giovanili italiane, Vincenzo è stato sempre convocato, dall’Under 16 fino all’Under 19.

Nato a Torino il 12 agosto del 2000, Millico ha iniziato a dare i primi calci ad un pallone all’Atletico Mirafiori, poi a 8 anni viene preso dalla Juventus, ma la storia con i bianconeri dura solo 3 anni e il ragazzo passa a titolo gratuito agli acerrimi rivali del Torino.

Un breve passato alla Juventus che forse ha dato fastidio a qualche tifoso del Toro, che non ha apprezzato un “like” del ragazzo ai post ufficiali del club bianconero. Millico ha però voluto immediatamente precisare: “Voglio rispondere a tutte quelle persone che mi hanno insultato o si sono sentite offese perché ho messo dei “mi piace” alla pagina della Juventus. Io non tifo nessuna squadra: se guardate attentamente metto dei like anche a Inter, Roma, Milan e Fiorentina, perché mi piace il calcio in generale. Inizio ad odiare le squadre avversarie solo quando entro nel rettangolo di gioco, mentre fuori da parte mia non c’è nessun astio verso nessuno. Non mi sembra di fare nulla di sbagliato, perché amo semplicemente il calcio”.

Nel suo percorso nel settore giovanile del Toro, Millico è stato spesso corteggiato da altri club, soprattutto stranieri, ma alla fine ha deciso di firmare per i granata il primo contratto da pro con scadenza giugno 2020.

Caratteristiche tecniche e tattiche

È un tipico attaccante esterno da 4-3-3, che gioca preferibilmente a piede invertito, quindi a sinistra, per poter accentrarsi e tirare col destro. Ha tiro, personalità e sfrontatezza; non ha paura di provare giocate anche difficili e di saltare l’uomo. Adesso quel che deve fare lui è imparare da chi gli sta intorno come una spugna. A chi si ispira? Il tipo di giocatore a cui secondo me assomiglia è Insigne. Caratterialmente, per fortuna, è tutto campo e casa. Molto attaccato alla famiglia e determinato. Sa di avere una chance importante e farà di tutto per sfruttarla, ne sono sicuro”, così lo descrive dettagliatamente a toronews.net Gaetano Paolillo, l’agente di Vincenzo Millico.

Effettivamente, Millico è un giocatore in grado di creare la superiorità numerica sulla sua fascia di competenza, sfruttando la sua super velocità e la sua spiccata abilità nell’uno contro uno.

Il suo stile di gioco frizzante, fatto di continui scatti e progressioni sulla fascia, è un vero piacere per gli spettatori che amano i giocatori creativi come lui.

La sua tipica azione prevede lo scatto sulla fascia sinistra, con il conseguente accentramento per andare a concludere con degli spettacolari tiri a giro.

Fisicamente può irrobustire un po’ la sua struttura fisica, in modo tale da essere più competitivo nei duelli corpo a corpo.

Tatticamente perfetto per svolgere il ruolo di ala sinistra di un 4-3-3, ma anche l’esterno offensivo di un 4-2-3-1, in passato ha anche giocato da seconda punta.

(Fonte foto: www.torcidagranata.net)