Alexandre Fressange: talento camerunese classe 2001

Alexandre Fessange

Alexandre Fressange

Alexandre Fressange è uno dei tanti talenti dell’Academy del PSG che si sta mettendo in mostra all’ICC Cup. Fressange nel corso della passata stagione ha dimostrato di essere un centravanti dal gol facile, mettendo a segno un cospicuo numero di reti, disputando anche un grande Al Kass Tournament in Qatar.

L’attaccante nativo di Trappes (un piccolo comune situato nel dipartimento degli Yvelines), pur essendo uno dei più giovani del gruppo, si è guadagnato un discreto minutaggio, convincendo con le sue prestazioni il nuovo tecnico del PSG, Thomas Tuchel.

Pochi giorni dopo il debutto con la prima squadra, contro il Bayern Monaco al già citato ICC, Alexandre Fressange ha firmato il suo primo contratto (un triennale) con il club parigino; una mossa intelligente da parte della società francese, che negli ultimi anni si è vista “scippare” tanti talenti di valore.

Alexandre ha iniziato a giocare a calcio nell’FO Plaisir, poi è passato all’AC Boulogne-Billancourt ed in seguito, dal 2004, si è diviso tra il centro federale di Clairefontaine e il PSG.

Fressange ha avuto un percorso professionale identico a quello di Jean-Kevin Augustin, ex ragazzo prodigio del vivaio del PSG, ora in forza al Lipsia.
“E’ vero, ho fatto esattamente la stessa traiettoria! Jean-Kevin è un esempio per me. Adoro il suo modo di giocare. Ha un bel carattere, anche se al PSG giocava poco. Non ho mai avuto l’occasione di giocare con lui a causa della differenza di età, ma so dove abitava a Plaisir”.

In realtà il suo idolo è Ousmane Dembele, del Barcellona del quale dice: “Dribbla, accelera il gioco, segna gol decisivi…lo adoro!”

Anche l’esperienza all’AC Boulogne-Billancourt è stata molto importante per la carriera Alexandre: “Ho scelto l’ACBB perché ero certo di evolvere ad un livello più alto ed essere reclutato dagli osservatori del centro federale. Ho lottato ogni giorno per mettermi in mostra. A quel tempo mi seguivano Monaco, Sochaux, Rennes e PSG. Alla fine ho scelto la squadra della capitale per non allontanarmi troppo dalla mia famiglia”.

Lo scorso anno, insieme al compagno di squadra Zagre, è stato convocato per uno stage a Clairefontaine dell’Under 16 transalpina, incontrando molti ragazzi che aveva conosciuto nella sua biennale esperienza precedente. “E’ stato un piacere tornare lì. E’ stato un piacere incontrare le persone che avevo frequentato quei due anni. Mi ricordavo anche il posto della mensa dove mi mettevo sempre seduto. Non potrò mai dimenticare quei bei tempi vissuti con i miei amici!”

Paradossalmente, Alexandre Fressange ha avvertito una maggiore emozione rivivendo qui posti, piuttosto che vestire la maglia della nazionale: “Non ho avvertito particolari emozioni, non più di quelle che sento con la maglia del PSG. Volevo godermi tutto al massimo. E’ andato tutto bene. Le mie buone prestazioni con la selezione dell’IDF hanno certamente contribuito a essere selezionati. Sarebbe presuntuoso per me dire che non ero sorpreso, ma ero certo di avere le mie possibilità e di essere convocato dall’allenatore”.

Tra l’altro Alexandre ha avuto anche l’occasione di incontrare nel test amichevole la squadra Under 17 del PSG, confrontandosi così con i compagni di squadra, che sicuramente ne conoscevano perfettamente i pregi e i difetti.
“Ammetto che non è stato facile incontrarli, perché loro mi conoscono a memoria! Quindi ho dovuto cambiare il mio stile di gioco. Penso di aver fatto una buona partita, così come la mia squadra. Siamo riusciti a mettere in difficoltà il PSG. Hanno avuto problemi e ci hanno offerto molte occasioni”.(tratto da lestitisdupsg.fr)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Alexandre Fressange è preminentemente una punta centrale, anche se nel corso della ICC Cup, con la prima squadra del PSG, è stato utilizzato nel ruolo di trequartista.

Fressange è un attaccante dotato di un buon passo, abbinato ad una buona tecnica di base, ma l’aspetto che colpisce di più di lui è lo spiccato senso del gol. E’ un “rapace d’area di rigore”, sa spesso anticipare il suo marcatore, tagliando con tempismo sul primo palo ed anche eludendo il suo dirimpettaio con efficaci cambi di direzione.

Fisicamente deve ancora irrobustirsi un po’, inoltre non essendo molto alto per una punta centrale (al momento non arriva al metro e ottanta), può sicuramente migliorare nel gioco aereo.

E’ un giocatore dalle movenze eleganti, dotato di un discreto dribbling e di buone capacità balistiche.

Ha sicuramente una personalità forte, come è emerso anche dai match di ICC; le pressioni esterne non lo scalfiscono minimamente, ma anzi sembra essere ulteriormente stimolato.

Tatticamente è una punta centrale che sa scambiare bene la palla con i compagni di squadra, non è un giocatore statico che aspetta i cross in area di rigore, risultando così un attaccante abbastanza completo.

(Fonte foto: www.gulf-times.com)

Esclusive WFS: i migliori talenti dell’Europeo Under 19 2018 in Finlandia

Europeo Under 19

Si è appena concluso in Finlandia l’Europeo Under 19 con la spettacolare vittoria per 4 a 3 ai supplementari del Portogallo contro l’Italia. I portoghesi hanno potuto contare su una rosa ricca di talenti e su un gioco a tratti spumeggiante. Gli Azzurri guidati da Mr Paolo Nicolato hanno comunque dimostrato di non essere da meno, disputando una kermesse continentale su ottimi livelli, non dandosi mai per vinti nei momenti di difficoltà. Gli italiani hanno avuto un percorso netto fino alla finale, perdendo solo dopo i 90 minuti regolamentari nel match conclusivo.  Leggi tutto “Esclusive WFS: i migliori talenti dell’Europeo Under 19 2018 in Finlandia”

Noah Okafor: talento svizzero classe 2000

Noah Okafor

Noah Okafor

Il Basilea non sta attraversando un grande momento, il tecnico della prima squadra Raphael Wicky è stato appena esonerato dopo la sconfitta a Salonicco contro il Paok, nel secondo turno preliminare di Champions League.

D’altronde anche in campionato le cose non stavano andando meglio, con il KO contro il San Gallo alla prima giornata. Così la dirigenza e in particolare il ds Marco Streller, hanno deciso di puntare momentaneamente su Alexander Frei come “traghettatore”.

A Basilea le basi per ottenere dei risultati migliori ci sono tutte, potendo contare anche sul florido settore giovanile del club rossoblu. Tra i tanti prospetti che si sono messi in mostra negli ultimi mesi, figura sicuramente il nome del classe 2000 Noah Okafor.

Noah ha avuto già la possibilità di debuttare in prima squadra (appena 18enne) il 19 maggio scorso, nel match giocato al St. Jakob-Park contro il Lucerna. Il giovane esterno offensivo, con il numero 11 sulle spalle, è entrato nel primo tempo al posto dell’infortunato Elyounoussi e per due volte ha avuto anche la possibilità di dare all’FCB il gol della vittoria.

Ecco cosa ha detto l’allenatore Raphael Wicky dopo l’esordio del giocatore in Super League: “Noah ha fatto un debutto promettente. È stato in grado di mostrare i suoi punti di forza e le sue potenzialità. Deve prendere esempio dai giocatori esperti.”

In questa stagione la dirigenza del team svizzero ha deciso di dare fiducia ai giovani talenti in organico, come si può chiaramente evincere dalle recenti dichiarazioni del ds Streller: “Kevin Bua e Dimitri Oberlin hanno avuto delle statistiche convincenti lo scorso anno, sono pronti a fare un altro passo avanti. E dietro ci sono anche Noah Okafor e Afimico Pululu, due grandi talenti.” (tratto da bzbasel.ch)

Ala di origini nigeriane (ha il doppio passaporto), Okafor è entrato a far parte del settore giovanile del Basilea all’età di 8 anni. Nell’ultima stagione, prima di debuttare con la prima squadra, si è messo in grande evidenza sia in UEFA Youth League, con la squadra Under 19 del Basilea, mettendo a segno 2 gol e 4 assist in 5 presenze, sia nel campionato nazionale U18, dove ha realizzato 8 reti in 12 caps.

Nel vivaio del Basilea sono presenti anche i due fratelli minori di Noah, Elijah e Isaiah.

A gennaio, dopo essere stato aggregato alla rosa dei “grandi”, Okafor ha firmato con il Basilea un nuovo contratto che scadrà nell’estate del 2020, un’operazione intelligente che ha permesso al club elvetico di proteggersi da eventuali “scippi” da parte di club più blasonati (in particolar modo tedeschi) che avevano già puntato il loro talentino.

“Noah è un giocatore molto versatile, un grande talento della nostra società”, ha detto Streller al sito del Basilea dopo aver vincolato il nazionale Under 18 svizzero al club rossoblu.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Noah Okafor è un giocatore duttile che però dà il meglio di sé giocando sulle corsie esterne. Perfetto per svolgere i compiti dell’ala di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1, Noah può adattarsi molto bene anche al ruolo di esterno di centrocampo di un 4-4-2.

E’ un giocatore elegante nelle movenze, veloce, dotato di una buona struttura fisica; sa trattare la palla con dimestichezza, palesando notevoli qualità tecniche.

Abile nel dribbling, sa superare il suo dirimpettaio sia da fermo che in piena corsa, anche se talvolta eccede nelle varie finte e controfinte.

Ha buone capacità balistiche e soprattutto sa effettuare dei cross molto invitanti per i suoi compagni di squadra.

A livello giovanile ha messo in luce una buona qualità in fase di assistenza e anche una discreta precisione “sotto porta”.

Ha una personalità spiccata, come si è notato nel suo debutto nella massima serie svizzera, durante il quale (posizionato sulla fascia destra) ha tentato senza timori le giocate più difficili.

Tatticamente si applica in modo abbastanza attento alla fase difensiva, coprendo le “discese” del terzino sulla sua fascia di competenza.

(Fonte foto: www.hotjist.com)

Emile Smith-Rowe: talento inglese classe 2000

Emile Smith-Rowe

Emile Smith-Rowe

Emile Smith-Rowe è uno dei migliori talenti classe 2000 dell’Academy dell’Arsenal, come sta ampiamente dimostrando all’ICC Cup in svolgimento in questi giorni in varie zone del mondo.

Il giovane prospetto del “Gunners” si è infatti reso protagonista di una splendida rete in occasione del match contro l’Atletico Madrid disputato a Singapore. Una sorta di “missile” dalla distanza che ha lasciato di stucco il portiere avversario Adan.

In questa pre-season Emile Smith-Rowe ha immediatamente catturato l’attenzione del nuovo tecnico dell’Arsenal, Unai Emery, che lo ha subito aggregato alla prima squadra per il match amichevole contro il Boreham Wood.

In realtà Emile si era già allenato più volte con la prima squadra nella passata stagione, ma non ha mai avuto la possibilità di giocare con Ozil e co. in una partita ufficiale.

Successivamente il talentino inglese è stato portato con i grandi in Asia per la tournée estiva e proprio contro i “Colchoneros” ha dato un piccolo saggio delle sue grandi qualità, che nell’Academy del club londinese gli sono valse il pesante paragone con Kevin De Bruyne (e con Jack Wilshere).

Nato a Croydon, una cittadina a sud di Londra, il 28 luglio del 2000, Emile è entrato a far parte del settore giovanile dell’Arsenal all’età di 9 anni. Si è rapidamente affermato come uno dei giocatori più interessanti della Hale End Academy, venendo convocato più volte nelle diverse selezioni nazionali inglesi, dall’Under 16 fino all’Under 18. Emile ha fatto la sua prima presenza con gli Under 23 dell’Arsenal nel 2016/17 a soli 16 anni.

Nell’ultima stagione, tra Under 18 e Under 23 dei “Gunners”, Emile Smith-Rowe ha segnato 13 gol e ha messo a segno 4 assist, dando un grande contributo al raggiungimento della finale FA Youth Cup, persa contro il Chelsea.

“Smith-Rowe è stato fantastico per tutto il percorso che ha portato la squadra in finale. Negli anni ho potuto vedere molti giocatori bravi che non ce l’hanno fatta, ma lui ha qualcosa di speciale rispetto agli altri e ha realmente la possibilità di emergere. Quando si è allenato con la prima squadra, non mi è sembrato fuori posto e questo dimostra che ha una reale opportunità di fare una carriera e di giocare in questo grande club, anche se so che è difficile”, ha dichiarato Jack Wilshere al sito dell’Arsenal dopo la sconfitta della squadra di Emile in FA Youth Cup.

Le sue prestazioni non sono sfuggite neanche agli osservatori di altri importanti club europei, in particolare del Barcellona e degli acerrimi rivali del Tottenham, che nel corso degli ultimi anni hanno cercato con insistenza di “strappare” il talento all’Arsenal. Smith-Rowe ha sempre respinto le offerte giunte dai diversi club, diventando così uno dei beniamini dei sostenitori dei “Gunners”, che stravedono per il loro “local boy”.

Certamente, in questa stagione, non sarà facile giocare in prima squadra per Smith-Rowe, ma Emery ha sempre concesso dello spazio ai giovani talenti e così non è difficile ipotizzare per lui un esordio tra i grandi, magari in Carabao Cup, una competizione che ha spesso permesso ai giovani prospetti di mettersi in mostra.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Emile Smith-Rowe è preminentemente un’ala sinistra, ma può giocare anche nella posizione di trequartista dietro la punta centrale.

Veloce, potente, tecnico ed in possesso di una buona tecnica di base, è dotato di notevoli capacità balistiche (tira anche i calci piazzati), ma anche di una discreta visione di gioco che gli consente di “sfornare” un discreto numero di assist.

Ha una notevole capacità nell’attaccare gli spazi, si fa spesso trovare al posto giusto nel momento giusto quando c’à da mettere a frutto gli assist dei compagni.

E’ bravo nel dribbling in corsa, può superare in velocità più avversari quando parte in “slalom” palla al piede.

Già discretamente strutturato fisicamente, ma può ulteriormente rafforzarsi, Smith-Rowe sa proteggere abbastanza bene la sfera facendo leva sulle gambe potenti.

E’ un giocatore di personalità, generoso, dotato di buone capacità aerobiche e tatticamente intelligente. La sua azione tipo prevede la percussione dalla fascia, con conseguente accentramento e triangolazione con il compagno, pronto poi riservire il talento dell’Arsenal che “sotto porta” sbaglia difficilmente.

Tatticamente Smith-Rowe può giocare in tutti i ruoli dietro alla punta centrale di un 4-2-3-1, ma anche svolgere il ruolo di ala sia destra che sinistra (dove rende meglio) di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.twitter.com)

Arthur Zagre: talento francese classe 2001

Arthur Zagre

Arthur Zagre

Se i francesi sono diventati campioni del mondo lo devono molto alla grande prolificità dei loro settori giovanili, oltre all’efficienza dei centri federali.

In questo contesto, l’Academy del PSG è tra quelle che storicamente rifornisce del maggior numero di talenti le varie selezioni transalpine e tra i prospetti che si sono messi grande evidenza c’è sicuramente il terzino sinistro Arthur Zagre.

Aggregato alla prima squadra in occasione dell’ICC Cup, Zagre ha dimostrato buone qualità tecniche e tanta velocità, convincendo così Mr Thomas Tuchel fin dai primi allenamenti.

Nato a Neuilly-sur-Seine, ma i genitori sono della Burkina Faso, Arthur ha iniziato a giocare nel Courbevoie, dove è rimasto fino a 13 anni.

In seguito è entrato a far parte del vivaio del club parigino, giocando spesso sotto età, attirando conseguentemente l’attenzioni dei ct delle selezioni giovanili francesi, in particolare quello dell’Under 16 Patrick Gonfalone (ora è Giuntini), che lo ha chiamato per uno stage.

I parigini per assicurarsi le prestazioni del ragazzo hanno vinto la concorrenza di Monaco e Sochaux, fortemente interessati ad Arthur, che in quanto tifoso del PSG, ha però preferito trasferirsi nella capitale.

Nel suo percorso formativo con il team rossoblu, Arthur Zagre, pur essendo mancino, ha iniziato a giocare sulla fascia destra a centrocampo. E’ stato con la squadra Under 14 del PSG, sotto gli ordini di Mr Saad Ichalalene, che il ragazzo ha assunto il ruolo di terzino sinistro, in quanto in rosa non c’erano difensori mancini.
“All’inizio ho avuto difficoltà ad accettare il nuovo ruolo, perché pensavo avrei pesato di meno sul gioco offensivo. Ma con il passare del tempo ho visto che questa nuova posizione mi permetteva di spingere molto sulla fascia, mettendomi a mio agio in quanto mancino. Sono rinato! Prima che arrivasse Kurzawa al PSG, adoravo Maxwell per le sue qualità tecniche e soprattutto per la sua grande determinazione. Non mollava mai!” (tratto da lestitisdupsg.fr)

Nell’ultima stagione, Zagre ha disputato su ottimi livelli e da sotto età, 5 partite in UEFA Youth League, mettendosi in grande evidenza anche al prestigioso all’Al Kass Tournament in Qatar. Prestazioni che hanno attirato l’interesse dei maggiori club di Bundesliga, Premier League e anche dei rivali storici del Monaco.

Il direttore sportivo del PSG, Antero Henrique, ha proposto un nuovo contratto al ragazzo, che però ha preso tempo. In caso di rifiuto non sarebbe il primo talento a lasciare il prestigioso settore giovanile parigino. Infatti, negli ultimi anni, un numero crescente di prospetti ha abbandonato il vivaio del PSG in cerca di più spazio (e più soldi) in altri club del Vecchio Continente.

Nel tempo libero Arthur ama giocare a basket ed è grande fan dei Golden State Warriors, dei quali non si perde neanche una partita. A Parigi va spesso a vedere gli incontri del Paris-Levallois, la squadra locale di pallacanestro. Inoltre è una grande amante della musica rap francese, che ascolta sempre durante le lunghe trasferte.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Arthur Zagre è un terzino sinistro brevilineo, tecnico, molto veloce, abile nell’uno contro e in fase di assistenza.

Zagre è considerato il miglior terzino sinistro dell’Academy del PSG, ma indubbiamente deve rinforzare la sua struttura fisica per essere più competitivo tra i professionisti. Inoltre, deve migliorare nella fase difensiva, mentre in quella offensiva è spesso straripante.

Buon crossatore, dotato di discrete capacità balistiche ed abile nel dribbling, nella sua fascia di competenza è in grado di creare costantemente la superiorità numerica.

Ha un grande controllo di palla ed anche quando è in piena corsa non perde mai il contatto con la sfera, che resta sempre “incollata” al suo piede mancino.

Il suo stile di gioco, esuberante e vivace, prevede continue scorribande sulla corsia sinistra, “appoggiando” costantemente la manovra offensiva della sua squadra.

A livello caratteriale non soffre le pressioni esterne, le responsabilità non lo spaventano mai ed inoltre, nei contrasti, palesa sempre una certa grinta e determinazione, doti che compensano la sua fisicità minuta.

Tatticamente è il classico terzino sinistro di spinta, perfetto per un 4-3-3 molto orientato alla fase offensiva. Per caratteristiche tecniche ed aerobiche, Zagre può anche giocare comodamente da esterno di centrocampo “a tutta fascia”.

(Fonte foto: www.africatopsports.com)

Loïc Mbe Soh: talento francese classe 2001

Loïc Mbe Soh

Loïc Mbe Soh

Loïc Mbe Soh, difensore centrale del PSG, è uno dei talenti più promettenti del settore giovanile del club parigino, come dimostra la recente convocazione con la prima squadra all’ICC Cup.

Loïc ha subito conquistato la fiducia del nuovo tecnico Thomas Tuchel, che non a caso lo ha schierato dal primo minuto nel match contro il Bayern Monaco.

Il ragazzo franco-camerunese ha ripagato pienamente la fiducia del suo allenatore, dimostrandosi il migliore tra i tanti giovani schierati in campo, nonostante fosse il più piccolo anagraficamente.

Nato a Souza Gare, in Camerun, il 13 giugno del 2001, in Francia Loic ha vestito la maglia del JS Pontoisienne dal 2009 fino al 2012. In seguito è passato all’SF Courbevoie dove è rimasto solo una stagione, infatti nell’estate del 2013 è diventato un calciatore del PSG. Con la maglia del club parigino ha mostrato subito di essere una spanna davanti agli altri, sia per tecnica che soprattutto per struttura fisica, motivo per cui è stato spesso impiegato da sotto età nelle diverse categorie.

Nell’ultima stagione, Loïc Mbe Soh ha disputato con la squadra Under 19 del PSG tutte le partite di UEFA Youth League, non saltando neanche un minuto e andando a segno in un’occasione contro il Celtic Glasgow.

Naturalmente le sue ottime prestazioni con il club di appartenenza non potevano sfuggire ai selezionatori delle diverse nazionali giovanili transalpine (ha il doppio passaporto francese-camerunese), che lo hanno convocato sia in Under 16 che in Under 17, della quale è anche capitano.

Sul sito della Federazione Calcio Francese, Loic figura come difensore, mentre in quello del PSG è definito attaccante. “In origine ero un attaccante. Anche se gioco difesa, mi piace segnare gol e gonfiare la rete. “, ha affermato recentemente il ragazzo.

I suoi idoli sono Marquinhos e T. Silva: “Ho sempre amato il PSG. Fin da piccolo ho visto le sue partite in TV: ho adorato Ronaldinho. Ovviamente vorrei diventare un professionista e spero di raggiungere questo obiettivo con il PSG “. (tratto da leparisien.fr)

L’ex allenatore delle nazionali giovanili francesi, Patrick Gonfalone, lo descrive così: “Amo questo ragazzo. Sa come fare tutto, è impressionante: è bravo tecnicamente, molto a suo agio tatticamente. Fisicamente, è super-duro. È già molto maturo, molto responsabile. Trasmette la sua forte personalità. I suoi compagni vogliono sempre seguirlo. ”

Caratteristiche tecniche e tattiche

Loïc Mbe Soh è un difensore dalla notevole prestanza atletica, forte fisicamente, veloce, potente ed in possesso di una buona tecnica di base, che certe volte lo porta ad eccedere nelle uscite palla al piede dalla propria area di rigore.

Difficile da battere nel gioco aereo, sa impostare con buona precisione, dimostrandosi un giocatore abbastanza completo considerando la sua giovane età.

Nei duelli corpo a corpo è veramente difficile da superare ed inoltre sa leggere bene l’azione anticipando le intenzioni degli avversari

Il talentino del PSG sa guidare il reparto arretrato con grande personalità e doti da leader, non a caso è stato spesso capitano nelle squadre dove ha giocato.

E’ un giocatore grintoso e determinato, in campo mette sempre la sua grande tenacia, palesando notevoli doti di combattività.

Tatticamente è perfetto per svolgere il centrale di destra di una difesa a 4, ma per caratteristiche tecniche ed atletiche può adattarsi molto bene ad una difesa a 3, sia giocando al centro che da interno destro.

(Fonte foto: www.twitter.com)

Sandro Tonali: talento italiano classe 2000

Sandro Tonali

Sandro Tonali

Sandro Tonali, regista del Brescia, è stato indubbiamente il miglior giovane talento espresso dalla Serie B nel corso dell’ultima stagione.

Prodotto del florido vivaio delle “Rondinelle”, Sandro di è imposto con grande forza tra i professionisti, diventando il primo “millennial” a esordire con la prima squadra, totalizzando a fine stagione 19 presenze, due reti e altrettanti assist. Uno score che gli ha permesso di ottenere anche la convocazione (da sotto età) per l’europeo Under 19 che si sta disputando in questi giorni in Finlandia, dove Tonali sta confermando tutto il suo grande talento.

Nato a Lodi, l’8 maggio del 2000, Sandro Tonali si è sempre distinto nel settore giovanile del Brescia come uno dei prospetti più interessanti, ma il primo tecnico a puntare decisamente su di lui è stato Gigi Cagni.

L’ex allenatore del Piacenza, appena l’ha visto in azione con gli Allievi, in un’amichevole di metà settimana contro la prima squadra, non ha avuto dubbi: “Questo ragazzino adesso verrà spesso ad allenarsi con noi”.

Così, dalla fine di marzo Tonali è entrato stabilmente in prima squadra, ma il debutto tra i “grandi” è avvenuto la stagione successiva, sotto gli ordini del tecnico Roberto Boscaglia, che non ha esitato a “buttarlo nella mischia”, il 26 agosto 2017, a 17 anni, sostituendo al 70′ Matteo Cortesi nel match perso 2-1 contro l’Avellino.

Un esordio in B non dei più facili per il talentino del Brescia, che con la squadra in 10 contro 11 per l’espulsione di Ndoj, ha comunque dimostrato personalità e determinazione.

“Paura di lanciare uno del 2000? Non scherziamo. Avevo bisogno di un coordinatore, di uno che in inferiorità numerica e nella necessità di recuperare mi tenesse la palla. E Tonali ha pure sfiorato il gol”, sono state le parole di Mr Boscaglia a fine partita.

Per le movenze, lo stile di gioco, la tecnica, la folta zazzera e naturalmente la posizione che occupa sul campo, Sandro Tonali è stato paragonato ad Andrea Pirlo, che proprio a Brescia ha mosso i primi passi della sua grande carriera.

Una similitudine confermata anche da Boscaglia: “Tonali diventerà un grande giocatore, non voglio azzardare paragoni ma nelle dinamiche di gioco ha qualcosa come Pirlo. Forse lo imita anche e noi gli abbiamo detto di essere sé stesso”.

Naturalmente le grandi prestazioni del ragazzo hanno attirato l’interesse di molti top club stranieri e italiani. Arsenal, Everton, Manchester City, Atletico Madrid e Borussia Dortmund, oltre a Inter, Roma, Juventus e Milan, sono pronte a sfidarsi per accaparrarsi le prestazioni del giocatore, con le nostre società determinate a non ripetere l’errore commesso con Verratti. Il giocatore ora in forza al PSG, si mise in evidenza nella Serie B italiana con la maglia del Pescara, ma i club nostrani temporeggiarono e mancarono clamorosamente l’affare.

“Il ragazzo è con me da tre anni. L’ho seguito giovanissimo nelle giovanili del Brescia dove ho altri giovani giocatori: adesso su di lui stanno mettendo gli occhi tutte le big. Con Cellino il mio rapporto è ottimo, ma non serve fretta. Sandro deve crescere con calma”, sono stare le dichiarazioni del suo agente, Roberto La Florio al sito gianlucadimarzio.com.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Sandro Tonali è il classico regista, il giocatore in grado di dettare i tempi della manovra sfruttando la sua notevole tecnica di base.

Ha una grande visione di gioco, è preciso sia nei passaggi corti che lunghi, sa svolgere bene entrambe le fasi, dando profondità alla manovra con i suoi lanci illuminanti e allo stesso tempo contrastando con sufficiente energia gli attacchi avversari.

Non è velocissimo, ma riesce comunque a recuperare un buon numero di palloni posizionandosi costantemente sulla linea dei passaggi avversari.

Sa gestire la palla con eleganza ed abilità tecnica, anche negli spazi stretti, destreggiandosi bene anche quando è pressato con decisione dagli avversari.

Ha buone capacità balistiche, ma soprattutto sa sfornare degli assist di precisione “millimetrica” per i suoi compagni di squadra.

Fisicamente può rafforzarsi un po’ anche se, essendo dotato di baricentro basso, sa difendere con maestria la sfera.

Ha una personalità spiccata, in campo non dimostra di essere un 18enne, anzi gioca con grande maturità tecnica e tattica, guidando la squadra nei momenti di difficoltà.

Tatticamente il suo ruolo è quello di regista davanti alla difesa, ma in alcune occasioni ha giocato anche da mezzala; soprattutto in Under 19, quando è stato schierato in campo insieme al romanista Marcucci, anche lui playmaker.

(Fonte foto: www.ilbianconero.com)

Vladyslav Supryaga: talento ucraino classe 2000

Vladyslav Supryaga

Vladyslav Supryaga

Vladyslav Supryaga sta disputando in questi giorni, da sotto età, un grande europeo Under 19 con la maglia della sorprendente nazionale Ucraina.

Nelle prime 2 partite il talentino dell’est Europa ha messo a segno una rete di pregevole fattura contro l’Inghilterra, irridendo con un palleggio il prestante difensore Chalobah (il fratello di quello visto in poche occasioni al Napoli).

La giovane punta fa parte del SK Dnipro-1, club è di proprietà di Maksym Bereza e Hennadiy Polonskyi. Il primo è altresì il figlio del presidente, Yuriy Bereza, che è il capo del Reggimento Dnipro-1, una delle task force speciali della polizia ucraina.

Lo Sportyvnyj Klub Dnipro-1, sportivamente è nato il 6 luglio del 2017, quando ha annunciato di aver acquisito il settore giovanile del Dnipro, partecipando così al campionato 2017-18 di Druha Liha, potendo contare su calciatori di peso per il contesto ucraino come Jevhen Čeberjačko e Serhij Kravčenko.

Tornando a parlare di Vladyslav Supryaga, sappiamo che è nato a Odessa, sul Mar Nero, ha iniziato a giocare a calcio con il Dnipro, club che per inadempienze finanziarie è stato retrocesso in terza divisione e il cui settore giovanile è stato rilevato dall’SK.

Supryaga, nonostante la giovane età, ha già avuto la possibilità di giocare in prima squadra, totalizzando 6 presenze in Coppa d’Ucraina, non riuscendo mai ad andare a segno. Differentemente con le nazionali giovanili ucraine, Vladyslav ha trovato la porta con una certa continuità, segnando 3 reti nella fase di qualificazione all’europeo Under 19 e come già detto, un’altra marcatura nella fase finale in svolgimento in questi giorni.

Il centravanti ucraino può essere una buona occasione di mercato, in quanto il contratto in scadenza nel 2019, può spingere il suo club ad accettare un’offerta non così elevata a costo di non perderlo il prossimo anno a parametro 0.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Vladyslav Supryaga è una prima punta dotata di una buona struttura fisica, con i suoi 182 cm, esplosiva ma soprattutto abile tecnicamente. Nello schema della nazionale U19 ucraina agisce da punta centrale con alle spalle due trequartisti.

E’ un giocatore in possesso di spiccate capacità aerobiche e resistenza allo sforzo; spesso è si trova da solo a gestire la fase offensiva della sua squadra, facendo a spallate con i prestanti difensori avversari.

Supriaha sa proteggere molto bene la palla con il corpo e allo stesso tempo sa attaccare la profondità con decisione e tempismo sfruttando il suo passo veloce.

E’ un giocatore scaltro, astuto, tecnico e dotato di buone capacità balistiche, che gli permettono di essere pericoloso dalla media-lunga distanza.

Potente quando parte in progressione e abile nel dribbling, è un giocatore molto fastidioso da marcare, in virtù del suo notevole dinamismo, abbinato a tecnica e fisicità.

E’ un giocatore che nonostante sia sempre uno dei più giovani in campo, mostra una personalità spiccata, non palesando mai nessun timore reverenziale.

Tatticamente può giocare al centro di tridente offensivo, ma anche da punta unica, con alle spalle dei trequartisti pronti a sfruttare gli spazi che crea con le sue preziose sponde.

(Fonte foto: www.90min.com)