Claudio Gomes: talento francese classe 2000

Claudio Gomes

Claudio Gomes

Il centrocampista Claudio Gomes sarà il prossimo talento a lasciare il settore giovanile del PSG, sbarcando in Inghilterra. Il Manchester City, sempre molto attento ai migliori prospetti europei e non solo, è riuscito a strappare a parametro 0 il giovane mediano nazionale francese U18.

Questa “diaspora” di talenti sembra ormai non fermarsi più e Gomes è solo l’ultimo di una lunga lista che vede tra l’altro nomi del calibro di Kingsley Coman, Dan-Axel Zagadou, Mamadou Doucouré, Ballo-Fode Toure e Boubakary Soumare. Sempre più talenti del club parigino, allettati dalle ricche offerte dei cub stranieri e da programmi professionali migliori, decidono di abbandonare la società nella quale si sono formati.

Luis Fernandez, responsabile del settore giovanile del club parigino, aveva così commentato la situazione relativa a Gomes: “Non posso entrare nei dettagli, ma bisogna che questo non si ripeta! Quando vedi un talento trai i giovani, devi anticipare tutti e farne una priorità. Quando un giovane lascia il centro di allenamento, deve essere forte da un punto di vista mentale, calcistico e fisico. Ma dobbiamo fermare questa emorragia dal PSG.” (tratto da RMC)

Nel periodo in cui Patrick Kluivert era dirigente del PSG, il club ansioso di perdere Gomes, aveva cercato di intavolare una trattativa con l’entourage del ragazzo. Successivamente con l’arrivo del nuovo ds Antero Henrique, è stata fatta una prima offerta a giugno e una successiva controproposta a luglio. “Non si sono fatti più sentire e vedere per 3 mesi”, ha affermato a Le Parisien uno dei consiglieri del giocatore. D’altro canto il club smentisce tutto, dicendo che c’erano stati più incontri, ma che si erano conclusi con un nulla di fatto.
“Quando Henrique ha cercato di convincere la famiglia nel mese di novembre e dicembre, i suoi non hanno nemmeno voluto ascoltare la parte finanziaria, volevano solo che gli parlasse di calcio e del piano per la carriera del ragazzo”, ha affermato una persona vicina al giocatore.

Gomes era molto insoddisfatto per la scarsa considerazione di Unai Emery nei suoi confronti (alla sua stessa età Rabiot aveva già debuttato in prima squadra) e del trattamento riservato dal club ad alcuni suoi amici/colleghi del settore giovanile parigino (Callegari e Georgen in primis). E così Arteta non ci ha messo molto tempo a convincere il ragazzo ad accettare il contratto di 5 anni con i Citizens.

Claudio Gomes, originario di Argenteuil (Val-d’Oise) e studente del Terminale ES, ha iniziato a giocare a calcio nell’ASC Val-D’Argenteuil, per poi passare, nel 2010, all’altro club della sua cittadina, l’RSC Argenteuil e infine all’Évreux FC 27, società da dove è stato prelevato dal PSG nel 2013. Gomes è considerato uno dei centrocampisti francesi classe 2000 più interessanti. Capitano della selezione francese Under 18 (ha fatto parte di tutte le selezioni giovanili transalpine), la scorsa stagione ha giocato con la squadra Under 19 del PSG in UYL.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Claudio Gomes è il classico mediano frangiflutti davanti alla difesa, dotato di un buon calcio e di uno spiccato senso della posizione. Fisicamente non è molto alto, ma si fa valere nei contrasti facendo valere la sua grinta, il suo baricentro basso e la sua corporatura massiccia.

Ha una visione di gioco periferica, è un centrocampista estremamente ordinato, che sa alternare con precisione passaggi lunghi e corti, verticalizzando la manovra al momento giusto. E’ dinamico, in possesso di una buona tecnica di base e di discrete capacità balistiche, che però mette alla prova in rare occasioni.
Sa destreggiarsi bene con rapidità ed agilità negli spazi stretti, controllando e proteggendo la palla con maestria.

Gomes può svolgere bene entrambe le fasi, recuperando tanti palloni e facendo ripartire l’azione con buona velocità.
In campo ha sempre dimostrato una personalità spiccata, smarcandosi e venendosi spesso a prendere la palla davanti alla propria area di rigore, non tirandosi mai indietro davanti alle responsabilità.

Tatticamente Claudio Gomes può giocare da vertice basso della mediana di un 4-3-3, ma anche da diga davanti alla difesa di un 4-2-3-1.

(Fonte foto: www.fifa-18.com)

Tashan Oakley-Boothe: talento inglese classe 2000

Tashan Oakley Boothe

Tashan Oakley-Boothe

Tashan Oakley-Boothe è uno degli ultimi talenti prodotti dalla florida Academy del Tottenham, che negli ultimi anni ha lanciato nel mondo del professionismo un campione del calibro di Harry Kane, per non citare i più giovani: Kazaiah Sterling, Kyle, Walker-Peters, Harry Winks, Joshua Onomah e Marcus Edwards.

Oakley-Boothe è uno dei prospetti più apprezzati dal tecnico della prima squadra Mauricio Pochettino, che infatti in più di un’occasione lo ha portato in prima squadra, facendogli fare insieme ai più grandi tutta la tournée estiva della passata stagione.

Oakley-Boothe, il 22 luglio 2017, è stato il primo classe 2000 a scendere in campo con la maglia degli Spurs, anche se solo in una partita amichevole contro il PSG. Tashan, che in prima squadra porta sulle spalle il numero 46, è stato più volte convocato durante la stagione, ma non ha mai avuto l’opportunità di debuttare, rimanendo ogni volta a guardare la partita dalla tribuna.

E’ con le selezioni giovanili inglesi che il talentino del Tottenham ha ottenuto i risultati più prestigiosi, diventando lo scorso anno campione del mondo Under 17 in India sotto gli ordini del tecnico Steve Cooper. Attualmente Tashan fa parte della nazionale Under 18 guidata dal ct Neil Dewsnip.

Nato il primo San Valentino del millennio a Lambeth, Tashan (ragazzo di origini giamaicane) si è trasferito a nord del fiume Tamigi per frequentare la Highbury Grove School, una scuola di specialisti musicali a Islington. Nel settore giovanile del Tottenham, Tashan Oakley-Boothe ha giocato spesso sotto età, riuscendo a non patire nessun imbarazzo neanche nell’Under 18, nonostante avesse 3 anni in meno rispetto ai suoi colleghi.

Nell’Academy degli Spurs, Oakley-Boothe ha giocato in tutte le posizioni di centrocampo, in particolare da numero 8 e da 10, in entrambi i ruoli si è disimpegnato bene, ma è indubbiamente nella posizione da mezzala che il ragazzo rende meglio.

Per somiglianze tecniche e tattiche, Tashan è stato spesso paragonato al compagno in prima squadra Moussa Dembele, pur non essendo alto, forte e creativo come il belga, ma avendo la stessa abilità nel superare di forza l’avversario.

In questa stagione Oakley-Boothe ha anche racimolato 5 presenze in Premier League 2 ed ha avuto la possibilità di giocare in UEFA Youth League con l’Under 19 “Hotspur”. Il prossimo anno, nonostante la grande stima del tecnico della prima squadra Pochettino, Tashan potrebbe “andare a farsi le ossa” al Leeds del “Loco” Bielsa, un tecnico che ha sempre dato molto spazio ai giovani talenti.

Caratteristiche tacniche e tattiche

Oakley-Boothe è un centrocampista versatile che può giocare a centrocampo nella posizione di numero quattro, otto o dieci. È estremamente dinamico e coraggioso, ha personalità e non è raro vederlo effettuare delle giocate di buona qualità tecnica.

Ha grandi capacità fisiche e aerobiche, sa difendere benissimo la palla combattendo su ogni pallone.

In effetti, la principale specialità di Oakley-Boothe è la capacità di “aggredire” l’avversario, rubandogli la palla e ripartendo velocemente in avanti, appoggiando la sfera a un compagno di squadra messo in una posizione migliore.

Questo però non significa che Tashan è solamente un interditore, anzi ha un grande controllo di palla in corsa, un discreto tiro dalla distanza, tecnica e un buon livello di intelligenza tattica, sapendo quando rilasciare la palla e quando tenerla.

Tatticamente può giocare da mezzala di un 4-3-3, come anche da centrocampista centrale di un 4-4-2 o di un 4-2-3-1, modulo che gli consente anche di agire pure da trequartista incursore dietro la punta centrale.

(Fonte foto: www.cartilagefreecaptain.sbnation.com)

Conor Gallagher: talento inglese classe 2000

Conor Gallagher

Conor Gallagher

Conor Gallagher, centrocampista centrale del Chelsea, è stato uno dei protagonisti della vittoria del campionato mondiale Under 17 disputato lo scorso anno in India.

In realtà la mezzala dei Blues è spesso partita dalla panchina, ma ogni volta che entrato in campo ha dato il suo prezioso contributo, palesando le sue buone qualità tecniche e di corsa.

Gallagher è il classico “local boy”, un talento del posto, cresciuto fin dall’età di 8 anni nel settore giovanile del Chelsea. Nato a Great Bookham (dove è nato anche il mitico Roger Waters dei Pink Floyd), Conor fin da piccolo ha dovuto sempre prendere il treno per a andare a Cobham, dove risiede l’Academy del Chelsea, qui ha messo in mostra il suo talento, a tal punto da entrare a far parte delle selezioni giovanili nazionali dei “Tre Leoni”, nonostante nell’Under 18 del suo club, guidata da Mr Jody Morris, ci fosse grande concorrenza nel reparto centrale.

A dire il vero la chiamata per il mondiale Under 17 è arrivata un po’ a sorpresa, ma è stata accolta con grande gioia dai suoi famigliari, in particolare papà Lee e i tre fratelli maggiori, quest’ultimi tutti giovani centrocampisti di Aldershot Town, South Park e Leatherhead.
“Eravamo estasiati quando abbiamo saputo della convocazione di Conor”, ha spiegato suo padre Lee.“È fantastico. Conor è-stato in stand-by per l’Inghilterra, prima lui aveva svolto solo un paio di sessioni di allenamento con la Scozia quando era un po’ più giovane e poi è stato abilitato per giocare con l’Irlanda, ma siamo stati molto contenti di scoprire che era stato chiamato dall’Inghilterra per disputare la Coppa del Mondo. Sono rimasto sorpreso perché pensavo che avrebbero usato gli stessi giocatori che hanno giocato l’europeo e che hanno permesso all’Inghilterra di giocare il mondiale. Ma allo stesso modo, ho sentito che avrebbe dovuto già essere in precedenza nelle squadre nazionali. Lo merita perché è un ragazzo talentuoso, laborioso, un uomo-squadra. Quando lo vedremo con la maglia dell’Inghilterra per la prima volta, penso che sarà molto emozionante per tutta la famiglia. Siamo molto emozionati per lui, non vediamo l’ora. Significa molto vedere tuo figlio giocare per l’Inghilterra. Siamo davvero così orgogliosi di lui e di tutti i ragazzi”, ha concluso il papà Lee. (tratto da getsurrey.co.uk)

Come già accennato, Gallagher al mondiale non ha tradito le aspettative, confermando quanto di buono aveva fatto con la divisa del Chelsea. Quest’anno Conor ha disputato 15 in U18 Premier League, mettendo a segno ben 7 reti e un assist; inoltre ha anche avuto la possibilità di giocare con la squadra Under 19 in UEFA Youth League (i Blues hanno perso in finale contro il Barcellona), totalizzando 7 caps e sfornando 2 assist. A ciò vanno aggiunte anche le 2 presenze nella Premier League 2…non male per un ragazzo di appena 18 anni. Uno score importante che ha permesso a Gallagher di entrare a far parte anche del giro dell’Under 18 inglese.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Conor Gallagher è una principalmente una mezzala che può agire anche da centrocampista centrale in un 4-2-3-1.

Giocatore dotato di una buona struttura fisica e di una potente progressione palla al piede, ha buone qualità tecniche che gli permettono di superare gli avversari quando ha ampi spazi davanti a sé e di mettere a segno un buon bottino di reti.

Conor ha ottimi tempi d’inserimento, sa sorprendere i pacchetti arretrati avversari con improvvise incursioni senza palla, oltre a rendersi pericoloso con dei tiri dalla media-lunga distanza.

Ha grandi capacità aerobiche, è il classico centrocampista britannico che contrasta energicamente e fa ripartire l’azione con notevole velocità, risultando così un giocatore abbastanza completo.

Fisicamente ha già una buona struttura che gli permette di essere competitivo nei duelli corpo a corpo e di farsi valere nel gioco aereo.

Tatticamente può agire in un centrocampo a 3, come anche nel ruolo di centrocampista con attitudini più offensive in un 4-2-3-1. In situazione di particolare emergenza Gallagher è stato anche impiegato da centrocampista esterno destro di un 4-4-2.

(Fonte foto: www.getsurrey.co.uk)

Nicolò Fagioli: talento italiano classe 2001

Fagioli Nicolò

Nicolò Fagioli

Nicolò Fagioli è stato uno dei protagonisti dell’ultimo europeo Under 17 disputato in Inghilterra, che ha visto l’Italia perdere in finale ai calci di rigore contro l’Olanda.

D’altronde Fagioli non è uno sconosciuto per chi segue con attenzione il calcio giovanile nazionale; il ragazzo è infatti già nel giro della Primavera della Juventus, pur essendo ampiamente sotto età ed è anche un habitué delle selezioni nazionali azzurre (dall’Under 15 fino all’Under 17).

Nato a Piacenza il 12 febbraio del 2001, Fagioli ha iniziato a giocare nella squadra della sua città prima di passare a 10 anni alla Cremonese, dove è rimasto per 4 anni, dal 2011 al 2015, fino a quando i bianconeri l’hanno notato e portato a Torino.

Fin da subito Nicolò ha dimostrato di essere un giocatore di livello superiore. Due stagioni negli Allievi lo hanno consacrato come numero 10 (e capitano) e gli hanno permesso di debuttare precocemente nella squadra Primavera. Dove ha esordito anche in ambito internazionale in Youth League al Mini Estadio di Barcellona, contro i “terribili” ragazzi della cantera catalana, futuri vincitori della competizione.

In questa stagione Nicolò si è diviso tra la formazione Primavera e l’Under 17 bianconera, con la quale ha messo a segno 12 gol e un assist in 22 presenze. La prossima stagione, a meno di clamorose sorprese, Fagioli dovrà confermarsi con la Primavera juventina.

“Ha grandi qualità tecniche ed è un calciatore di grande prospettiva. Può ricoprire tanti ruoli, può giocare sia da seconda punta che da punta esterna, e ha importanti capacità balistiche. E’ giovanissimo, e tutto dipenderà dal suo processo di crescita, però intanto è uno dei pochi 2001 che sta giocando in Primavera”, così lo descrive minuziosamente il suo agente Alessandro D’Amico. (tratto da tuttomercatoweb.com)

Nella vita di tutti i giorni Nicolò è un ragazzo semplice, con la testa sulle spalle, che utilizza molto Instagram, dove compare sul suo profilo una bella foto con il mitico ex capitano del Liverpool, Steven Gerrard.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Nicolò Fagioli è un giocatore versatile, che può giocare da playmaker (dove agisce attualmente), trequartista, posizione che occupa in nazionale, da ala e anche da seconda punta.

Molto abile tecnicamente e dotato di un passo veloce, ha una spiccata capacità nell’uno contro uno; quando parte in progressione palla al piede può seminare più avversari nella stessa azione.

Ha notevoli capacità balistiche (come si può notare nel clamoroso palo colpito da centrocampo contro la Svezia all’europeo), sa essere pericoloso sui i calci piazzati e può destreggiarsi bene sia negli spazi stretti che ampi.

Fisicamente può ancora irrobustirsi un po’, anche se sa già difendere molto bene la sfera. Può migliorare nella continuità, in quanto, talvolta, tende a prendersi delle pause nell’arco dei 90 minuti.

E’ un giocatore che ama avere la palla tra i piedi, indietreggiando la sua posizione, venendo a ricevere la palla sulla linea mediana, ma allo stesso tempo conosce i tempi d’inserimento offensivi, sorprendendo così i pacchetti arretrati avversari.

Ha una forte personalità, non sente la pressione, non ha paura di tentare le giocate più difficili nei momenti più complicati del match.

Tatticamente Fagioli può giocare da “regista” in un 4-2-3-1, trequartista e anche da esterno offensivo. In un 4-3-3 può giocare sia da ala destra che sinistra, avendo il passo e le qualità tecniche giuste per agire sulle corsie esterne.

(Fonte foto: www.sprintesport.it)

Logan Delaurier-Chaubet: talento francese classe 2002

Logan Delaurier-Chaubet

Logan Delaurier-Chaubet

Il Bordeaux, in ambito di settore giovanile, sta lavorando molto bene negli ultimi anni e così sempre più talenti dei “Girondins” vengono convocati nelle varie selezioni nazionali transalpine.

Nell’Under 16 che ha disputato l’ultimo Torneo di Montaigu, vi erano due dei più promettenti giocatori che si sono formati calcisticamente nel vivaio del Bordeaux: Amadou Traore (del quale abbiamo la scheda presente nel sito) e Logan Delaurier-Chaubet.

Nato il 22 aprile del 2002 a Rieucros, nel dipartimento dell’Ariège nella regione dell’Occitania, Delaurier-Chaubet ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nel piccolo club dell’US Verniolle: “Ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni a Verniolle (Ariege), dove sono rimasto una stagione prima di andare a per 6 anni a Hers-Coussa. In seguito, ho giocato una stagione a Pamiers nella U15 Honor League e poi sono andato al Pôle Espoir de Castelmaurou per un periodo di due anni. “

Nel periodo di permanenza al Pôle Espoir de Castelmaurou, un centro federale francese, Logan giocava anche per l’SC Balma, club da dove è stato prelevato dal Bordeaux nel luglio scorso.

Delaurier-Chaubet ha avuto una crescita professionale molto rapida, passando in poco più di un anno da una realtà dilettantistica alle prime convocazioni con le nazionali giovanili dei “Galletti”.

Questa veloce escalation nella sua carriera non lo ha però minimamente cambiato, rimanendo il ragazzo di sempre e mantenendo le vecchie amicizie fatte nei piccoli club dove aveva precedentemente giocato, come a Hers-Coussa: “Ho sempre ottimi contatti con i miei ex compagni di squadra ed allenatori. Ci sentiamo spesso al telefono. “

Il periodo al Pôle Espoir a Castelmaurou è stato altamente formativo per Logan, che è cresciuto non solo tecnicamente, ma anche a livello caratteriale. “All’inizio mi è mancata un po’ la famiglia, ma per fortuna il tempo scorre molto in fretta lì, soprattutto perché la settimana è piena e passa molto velocemente. A volte avevamo la possibilità di vedere i genitori il mercoledì, quando giocavamo delle partite amichevoli. A Castelmaurou mi allenavo tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Lunedì ci allenavamo con il gruppo 2001, con i più grandi, poi il martedì ci separavano. Il mercoledì era il giorno del confronto tra il primo e il secondo anno. Anche il fine settimana c’erano allenamenti separati. Un anno siamo andati in Irlanda per un torneo in cui siamo stati in grado di affrontare la nazionale irlandese, i Glasgow Rangers e l’Everton. Abbiamo anche fatto parecchie partite amichevoli contro le squadre giovanili di Châteauroux, Aix en Provence, Talence e contro varie società professionistiche come la T.F.C., il Bordeaux e il Montpellier. “ (tratto da ariegefootjean23.footeo.com)

Il sogno di Logan è sempre stato quello di fare il calciatore professionista (o comunque lavorare nel mondo del calcio) e quando è arrivata la proposta del Bordeaux non ha tentennato ad accettarla, nonostante anche il Tolosa e il Rennes fossero fortemente interessate a lui.

Caratteristiche tecnichee e tattiche

Logan Delaurier-Chaubet è un centrocampista offensivo/trequartista normolineo, dotato di una buona tecnica di base e di una visione di gioco periferica.

Di lui colpisce immediatamente l’eleganza nelle movenze e la capacità di giocare a testa alta.

Ha un buon passo e ottime capacità balistiche, che gli permettono di rendersi pericoloso dalla media-lunga distanza.

Ha “nei piedi” un buon numero di gol, ma non per questo è un giocatore egoista, anzi, nella fase di assistenza, è in grado di mandare in porta i suoi compagni con passaggi illuminanti.

Ha un buon dribbling nello stretto ed anche una discreta progressione palla al piede.

Fisicamente non molto alto, ha bisogno di irrobustire di più la sua struttura corporea.

Tatticamente può rendere al meglio nel ruolo di trequartista di un 4-2-3-1, ma anche da interno di centrocampo di un 4-3-3 può svolgere molto bene i suoi compiti. In ogni caso, Delaurier-Chaubet deve migliorare nella fase difensiva di recupero della palla, rincorrendo maggiormente gli avversari e dimostrandosi più energico negli interventi.

(Fonte foto: www.ariegefoot.fff.fr)

Mohammed Dawood: talento iracheno classe 2000

Mohammed Dawood

Mohammed Dawood

L’Iraq è un paese che ha sempre avuto una grande passione per il calcio, naturalmente la guerra ne ha frenato lo sviluppo, ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo.

In Italia è arrivano il terzino di spinta Ali Adnan e con ogni probabilità vedremo in Europa anche Mohammed Dawood, ala/seconda punta dell’Al-Naft Petrol FC.

I più anziani potevano ricordare le gesta di Younis Mahmoud, che nel 2007 ha segnato il gol della vittoria nella finale della Coppa d’Asia mandando in estasi una nazione dilaniata dalla guerra. Il ritiro dell’attaccante ha lasciato un vuoto importante nel paese, ma ora con Dawood c’è la speranza che questa mancanza possa essere colmata.

Mohammed Dawood ha segnato 6 gol nel campionato asiatico Under 16, torneo nel quale si è imposto come capocannoniere, oltre ad essere votato miglior giocatore.

“Ero veramente felice che la mia squadra abbia potuto vincere il titolo asiatico. E sono stato contento di aver guadagnato il premio di miglior giocatore, oltre ad altri bei riconoscimenti. Grazie a Dio per i nostri risultati. Sono anche consapevole di dover ringraziare il nostro staff tecnico e la mia famiglia per il loro forte sostegno “, ha proseguito: “Ad essere sincero, non mi aspettavo di giocare così tanto nel torneo. E ‘stata la mia prima gara competitiva internazionale e mi sono emozionato. Ero preoccupato perché volevo così tanto essere all’altezza delle aspettative. Ma i nostri allenatori mi hanno incoraggiato in tutto e per tutto e mi hanno dato fiducia. Anche i miei compagni di squadra sono stati di grande aiuto e così abbiamo giocato bene come squadra”. (tratto da football-tribe.com)

Con l’Under 17 del suo paese Mohammed ha messo a segno 6 reti in altrettante partite, trascinando con 3 realizzazioni la sua squadra agli ottavi del mondiale di categoria contro il Mali; un match che il ragazzo ha visto soffrendo dalla tribuna in quanto squalificato. Con l’Under 20 (la sua selezione attuale) è andato in gol in un’occasione nelle due partite finora disputate.

Nato a Bagdad, nel distretto operaio di Al Zafaraniya, l’amore per il calcio di Dawood risale ai giorni trascorsi a giocare nel villaggio di Saida, Al-Oloom wal-Technologia dove era supervisionato da tecnici come l’ex Al Zawraa e star dell’Al Talaba, Amir Naji.

In seguito, Dawood è passato all’Al-Khutoot, dove è rimasto solo un anno prima di passare all’Al-Naft SC, la sua attuale squadra, con la quale ha segnato il primo gol nella Premier League irachena nella stagione 2016/2017, nel febbraio 2017 contro Al-Hussein SC. Dawood, a soli 17 anni, ha segnato altri 9 gol nella sua stagione d’esordio e inoltre ha sfornato molti assist.

All’Al Naft, Dawood è stato schierato sul lato sinistro di un attacco a tre punte insieme a Mazin Fayadh e Ayman Hussein, due giocatori dei quali potrebbe presto seguire l’ascesa alla nazionale maggiore irachena. Mohammed ha favorevolmente impressionato nella sua prima stagione nella massima serie irachena, aiutando il club a lottare fino alla fine per il titolo.

Dawood sogna di ripercorrere le orme del già citato Younis Mahmoud, vero e proprio mito dei “Leoni della Mesopotamia”: “Mahmoud è il mio idolo”, ha detto il ragazzo al sito della FIFA. “Per me è una leggenda che mi ha fornito un’ispirazione coerente come ha fatto per molti altri giovani iracheni.”
Lo scorso anno, Dawood è stato inserito dal popolare giornale britannico “The Guardian”, nella lista dei migliori 60 talenti al mondo classe 2000.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Mohammed Dawood è un’ala/seconda punta molto dinamica, che ama svariare su tutto il fronte offensivo.

Discretamente tecnico, quando ha davanti a sé molto spazio può diventare molto difficile da marcare, avendo una buona velocità di base ed abilità nell’uno contro uno.

Ha un tiro abbastanza forte (è anche un ottimo rigorista), ma soprattutto sa attaccare molto bene la profondità, superando in velocità i più lenti pacchetti arretrati avversari.

E’ un attaccante combattivo, generoso, che non si risparmia mai, che oltre ad essere un buon finalizzatore, sa anche sfornare numerosi assist per i suoi compagni.

Il suo ex allenatore in nazionale, Chatir, lo ha descritto così: “Un ottimo giocatore che studia molto bene gli avversari. Ha un grande talento e può giocare sia dalla parte sinistra dell’attacco, sia su quella destra.”

Ultimamente Dawood è stato impiegato principalmente da punta centrale, anche se la sua versatilità lo porta ad essere utilizzato in tutti i ruoli di un tridente molto offensivo. In passato ha anche giocato da seconda punta, vicino ad un attaccante più strutturato di lui al livello fisico.

(Fonte foto: www.football-tribe.com)

Atalay Babacan: talento turco classe 2000

Atalay Babacan

Atalay Babacan

Atalay Babacan è considerato uno dei migliori talenti turchi classe 2000; pupillo di Fatih Terim che nel corso della passata stagione lo ha spesso fatto “salire” in prima squadra senza però farlo mai debuttare.

Dopo essere stato un buon protagonista dell’Europeo Under 17, Atalay non si è però ripetuto al mondiale di categoria disputato alla fine dello scorso anno in India, dove la sua classe si è vista solo a sprazzi.

Nato a Denizli, il 28 maggio del 2000, quattro giorni dopo che il Portogallo ha eliminato la Turchia all’europeo, Babacan ha iniziato a giocare a calcio per il Denizlispor, club della sua città, ma tre anni dopo è stato ingaggiato dal Galatasaray. Nel club di Istanbul, Babacan ha fatto faville nelle varie categorie giovanili giallorosse, entrando stabilmente nel giro delle diverse selezioni nazionali turche. Con l’Under 15 ha uno score di 5 reti in 5 partite, con l’Under 16 5 marcature in 15 gettoni di presenza e con l’Under 17 ha messo a segno 11 gol in 21 match.

Atalay proviene da una famiglia semplice, entrambi i genitori sono insegnanti (ed ex atleti, il papà era pallavolista) e ha anche un fratello che gioca a calcio a buoni livelli, Alperen Babacan, difensore classe 1997 del Denizlispor e della nazionale turca Under 17.

E’ stato proprio il padre a rendersi conto del talento di Atalay, che già da piccolo calciava molto bene la palla: “In giovanissima età mio padre notò il mio talento, usavo il mio piede sinistro con naturalezza e colpivo bene la palla. All’epoca abitavamo nella provincia di Tavas, non nel centro di Denizli. All’età di 6 anni, ci trasferimmo nel centro di Denizli, perché i miei genitori volevano un’istruzione migliore per noi. Ho un altro fratello, oltre a Alperen, di nome Ahmet. Mia madre e mio padre mandarono i miei due fratelli maggiori alla scuola di calcio dell’Università di Pamukkale. Nel frattempo stavo per ore a guardarli. Behcet Arım, l’istruttore di calcio di mio fratello, un giorno, al termine di un allenamento, mi ha chiamato e mi ha fatto tirare un rigore che ho segnato. Dopo questo fatto ho anch’io voluto giocare a calcio. Così ho iniziato a giocare lì gratis, fino all’età di 12 anni, quando sono passato TFF Futbol Köylerine di Denizli. Una volta diventato più grande, la mia abilità ha cominciato a emergere. Il periodo di permanenza al TFF Futbol Köylerine è stato di due o tre anni.”

Fu Ali Yalcin, responsabile del settore giovanile del Denizlispor a scovare Atalay nel TFF Futbol Köylerine: “Anche il figlio in passato aveva giocato nella mia squadra, un giorno è venuto al campo e mi ha visto giocare, gli sono piaciuto e mi ha invitato al centro sportivo del Denizlispor. Con il Denizlispor siamo arrivati alle finali del campionato Vodafone Cups con gli U13. Lì sono stato selezionato per la partita “All-Star”, in cui i giocatori di maggior successo del torneo si sono confrontati. Una settimana dopo questo torneo, abbiamo partecipato alle finali dei campionati Under 13 turchi. Siamo giunti in finale ma abbiamo perso contro il Bursaspor. Vedendo la mia esibizione lì, il Galatasaray decise di chiamarmi. Dopo le finali, molti club mi volevano, ma il sogno era quello di giocare per il Galatasaray, il club per cui ho fatto il tifo fin da piccolo.”

Al TFF Futbol Köylerine, come anche al Denizlispor, Babacan veniva utilizzato nel ruolo di centrocampista, svolgendo i compiti del regista. La sua posizione è stata spostata più avanti, dietro la punta centrale, solo quando è arrivato al Galatasaray; nello specifico è stato il tecnico dell’Under 15 giallorossa, Unsal Yaşar a prendere questa decisione che ha cambiato la carriera del ragazzo. “In virtù delle mie caratteristiche, gioco ancora alle spalle dell’attaccante. Sfrutto meglio il mio tiro, faccio più assist e in questa posizione ho maggiore fiducia.” (tratto da fanatik.com.tr)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Atalay Babacan è il classico numero 10, un trequartista mancino, brevilineo, dotato di baricentro basso e di tecnica sopraffina, abile nel dribbling, è in grado di mettere a segno un discreto bottino di gol nell’arco di una stagione.

E’ rapido, abile negli spazi stretti come in quelli ampi, Babacan ha una buona visione di gioco e ciò gli permette di mandare in gol con grande facilità i suoi compagni di squadra.

Ha buone capacità balistiche (è pericoloso anche sui calci piazzati), dalla lunga media distanza centra spesso lo specchio della porta. In progressione palla al piede può “aprire” i pacchetti arretrati avversari, in virtù della sua abilità nel dribbling e nella conduzione della palla, che resta sempre incollata al suo “educato” piede sinistro.

E’ un giocatore creativo, un fantasista che non ha bisogno di molto spazio per creare la giocata che può cambiare il verso di una partita.

Non è un giocatore alto e sicuramente deve rafforzare la sua struttura corporea, soprattutto se vuole giocare in campionati atleticamente più impegnativi di quello turco.

Tatticamente Babacan può giocare sia da trequartista di un 4-2-3-1, che da esterno offensivo destro/sinistro sempre nello stesso modulo. In qualche occasione ha anche agito da ala di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.fanatik.com.tr)

John Yeboah: talento tedesco classe 2000

John Yeboah

John Yeboah

John Yeboah è stato uno dei migliori talenti emersi nell’ultimo mondiale Under 17 disputato tra l’altro con una fastidiosa maschera protettiva sul volto.

L’ala destra di proprietà del Wolfsburg, oltre ad aver messo a segno una rete (contro la Colombia), ha impressionato tutti gli osservatori per la notevole velocità abbinata ad un’ottima tecnica di base.

I piccoli tifosi locali, colpiti dalle sue qualità, lo hanno persino paragonato al fenomenale campione brasiliano Neymar. “Quello che i bambini non sapevano, è che per me Neymar è davvero un giocatore di un livello superiore, i suoi dribbling sono incredibili, gli permettono di superare gli avversari spazi molto stretti. Lo guardo spesso su YouTube. “

Certamente, tale somiglianza risulta esagerata, pur essendo il tedesco un giocatore di indubbie qualità tecniche, ma effettivamente c’è un importante punto in comune tra le due ali: entrambe hanno iniziato la loro carriera nel calcio a 5.

Infatti, John Yeboah Zamora, questo è il suo nome completo, figlio di mamma tedesca e padre ghanese, ha iniziato a giocare in strada con gli amici a Veddel ad Amburgo, in seguito, come già citato, ha messo alla prova le sue doti sul campo di calcetto, andando a giocare nell’ SV Rönneburg, in seguito si è trasferito all’ FC Türkiye Wilhelmsburg, un club finanziato dai turchi che a causa del suo sviluppo dei giovani gode di un’ottima reputazione nel nord della Germania. “Sono un calciatore di strada”, dice di sé stesso John. “Con i miei amici ho giocato per tanto tempo in strada, di solito in un piccolo spazio. Sono entrato tardi in un club.” (tratto da dfb.de)

Yeboah ha imparato rapidamente a combinare le sue abilità tecniche con l’atletismo e il gioco di squadra. Il punto di svolta della sua carriera è stato quando ha vinto con Wilhelmsburg U15 un importante torneo di calcio a 5 nel nord della Germania, proprio contro l’U14 del Wolfsburg. In quell’occasione l’allenatore del “Lupi”, Dirk Stammann, venne subito colpito dalle potenzialità di Yeboah e così lo suggerì ai dirigenti del Wolfsburg che lo tesserarono dopo un periodo di prova.

In questa stagione Yeboah ha militato con profitto nella squadra Under 19 del Wolfsburg, mettendo a segno 10 gol e 6 assist in A-Junioren Bundesliga Nord/Nordost, venendo conseguentemente convocato con la selezione Under 18 teutonica, con la quale può vantare 2 reti in 3 presenze.

Con la prima squadra John ha giocato solo un match amichevole contro il Twente, impressionando però l’allora tecnico “dei grandi” Martin Schmidt: “È un talentuoso giocatore a campo aperto, in una squadra devono esserci elementi come lui.”

A febbraio i “Wölfe” hanno vincolato contrattualmente il ragazzo fino al 2021, una mossa intelligente per evitare di perdere uno dei loro migliori talenti, già corteggiato da club stranieri e nazionali. “Sono felice di aver avuto l’opportunità di fare il prossimo passo nella mia carriera con il VfL Wolfsburg, farò tutto il possibile per continuare a migliorare passo dopo passo”, sono state le parole del ragazzo del comunicato sul sito della società biancoverde.

Caratteristiche tecniche e tattiche

John Yeboah è principalmente un’ala destra che ha nella velocità abbinata ad una spiccata capacità nel dribbling, il suo principale punto di forza.

Oltre ad essere difficile da fermare nell’uno contro uno, John sa giocare con entrambi i piedi e ciò lo rende ancora più imprevedibile; può infatti accentrarsi ed andare al tiro con il piede destro ed anche andare sul fondo e sfornare cross invitanti per i compagni di squadra.

Ha un buon senso del gol e al contempo sa anche essere un giocatore determinante in fase di assistenza. Talvolta ha il difetto di eccedere nella giocata ad effetto, gigioneggiando con la palla tra i piedi, perdendo così in concretezza, rallentando lo sviluppo della manovra.

Fisicamente non è un gigante, ma ha una struttura corporea massiccia, esplosiva e un baricentro basso che gli consente di difendere bene la palla.

Tatticamente può giocare sia da ala destra o sinistra di un 4-3-3, che da esterno offensivo di un 4-2-3-1, ma in entrambi i moduli deve applicarsi meglio nella fase difensiva.

(Fonte foto: www.lattenkreuz.de)

Elias Abouchabaka: talento tedesco classe 2000

Elias Abouchabaka

Elias Abouchabaka

Il RB Lipsia lo ha recentemente vincolato fino al 2020, evitando di perderlo a parametro 0 nel corso di questa estate, sarebbe stato un vero peccato, soprattutto per quanto era stato pagato Elias Abouchabaka dal club della famosa bevanda energetica, circa 250.000, un record in Germania per un ragazzo 15enne.

Nato a Berlino, il 31 marzo del 2000, di passaporto tedesco-marocchino, Abouchabaka ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nell’SV Blau-Weiss Berolina Mitte, in seguito nel 2010 è passato all’Hertha Berlino, club da dove è stato prelevato dal Lipsia nel 2015.

Nazionale tedesco Under 15, 16, 17 e Under 18, Elias si è sempre distinto come uno dei migliori talenti teutonici nella sua fascia d’età. Nel corso dell’Europeo Under 17, disputato lo scorso anno il Croazia, ha messo a segno 3 gol e 2 assist in 5 partite, sfoggiando un feeling eccezionale con Arp, il giovane bomber dell’Amburgo. Uno score indubbiamente molto interessante, che ha avuto un suo seguito anche nell’ultima stagione disputata con il suo club di appartenenza, nella quale ha siglato 7 gol e 16 assist in 23 presenze in A-Junioren Bundesliga Nord/Nordost. A questi numeri vanno aggiunti anche il gol e l’assist messi a segno con l’Under 19 del Lipsia in UEFA Youth League.

“Elias è diligente, disponibile e molto concentrato. È un giocatore veloce, ha un pericoloso sinistro e forte in situazioni uno contro uno, può operare su entrambe le fasce, naturalmente avremmo voluto tenerlo”, ha affermato al Berliner Zeitung Jörg Schwanke, che lo ha allenato all’Hertha.

È facile capire perché Abouchabaka fosse così richiesto. Essendo un mancino numero 10, inevitabilmente in patria si sono fatti paragoni con l’attuale nazionale tedesco Mesut Özil. Ma il nativo di Berlino sembra più diretto, è in grado di arrivare in corsa sul fondo campo, fornire assist illuminanti e diventare egli stesso un ottimo finalizzatore.

“Elias è decisamente nella giusta direzione, ha fatto il passo successivo”, ha dichiarato Christian Wück, coach di Abouchabaka a livello internazionale con la Germania Under 17, nel sito web della DFB a febbraio 2016. “Può raggiungere il livello più alto e ha un’abilità tecnica eccezionale con la palla, ha affrontato bene il suo cambio di club”, conclude il tecnico tedesco.

Appassionato di Lionel Messi, del Barcellona e del manager del Real Madrid Zinedine Zidane, all’Europeo U17, con il numero 10 sulle spalle, Abouchabaka ha subito dimostrato il suo notevole tocco di classe, mettendo a segno la prima rete nel netto 7-0 contro la Repubblica d’Irlanda, mostrando dopo il gol un braccialetto dove svelare alle telecamere un messaggio di buon compleanno a suo fratello.

Una simpatica curiosità è legata al talento del Lipsia: nel noto videogioco FIFA 18 la sua CAM (scheda tecnica) ha visto aumentare notevolmente il suo valore e ora ha reso Abouchabaka il giocatore con il maggiore potenziale di crescita nella Bundesliga. (tratto da bundesliga.com)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Elias Abouchabaka è preminentemente un’ala sinistra, che può adattarsi perfettamente al ruolo di trequartista.

Dotato di un fisico longilineo, di una notevole tecnica di base, è un giocatore dalle movenze eleganti, che gioca a testa alta, in possesso di una notevole visione di gioco che gli permette di mandare frequentemente in gol i suoi compagni di squadra.

Ha grandi capacità balistiche, dalla media-lunga distanza Elias diventa un pericolo costante per i pacchetti arretrati avversari, inoltre, essendo in possesso di perfetti tempi d’inserimento offensivi senza palla, si fa spesso trovare pronto in area di rigore, trasformando in gol sia gli assist dei compagni, sia le palle “vaganti”.

Nonostante la mole, Elias ha un buon dribbling stretto, d’altronde la sua notevole tecnica gli permette delle giocate che pochi altri suoi colleghi possono permettersi.

Negli spazi ampi può mettere a frutto la sua progressione palla al piede, anche se nei primi metri non risulta molto veloce.

La sua struttura corporea gli permette di coprire e proteggere bene la sfera e nei duelli fisici è altamente competitivo.

Talvolta ha il difetto di estraniarsi dal gioco, si prende delle pause che probabilmente derivano da una maturità mentale ancora non raggiunta in pieno.

Tatticamente può giocare da ala sinistra di un 4-3-3, come anche da esterno offensivo di un 4-2-3-1, modulo che gli consente di giocare anche da trequartista. In ogni caso Abouchabaka risulta essere più prezioso in fase di costruzione di costruzione del gioco, mentre deve migliorare, non poco, in quella difensiva.

(Fonte foto: www.lattenkreuz.de)

Largie Ramazani: talento belga classe 2001

Largie Ramazani

Largie Ramazani

Largie Ramazani è salito agli onori delle cronache per il suo passaggio, l’estate scorsa, dal Charlton Athletic al Manchester United.

Gli scout dei “Red Devils” avevano avuto la possibilità di ammirarlo in Inghilterra in sole 12 occasioni, delle quali solo in 3 partite il ragazzo era stato impiegato dal primo minuto. Un minutaggio non molto cospicuo, ma che ha permesso a Ramazani di mettere a segno 3 reti e 5 assist, numeri sufficienti a convincere i dirigenti del club di Manchester.

Con la maglia dello “United”, Largie ha confermato le sue buone qualità tecniche e di velocità, racimolando con la squadra Under 18 (da sotto età), 13 presenze, 3 gol e 4 assist, per un minutaggio complessivo di 592 minuti, mettendo a segno una rete ogni 197 minuti.

Recentemente, Ramazani ha fatto parte della spedizione belga che ha disputato l’europeo di categoria in Inghilterra; il talentino non ha fatto vedere tutto il suo potenziale, nonostante la sua nazionale abbia comunque giocato un discreto torneo.

Nato a Berchem-Sainte-Agathe, vicino Bruxelles, da genitori burundesi, Ramazani ha iniziato a giocare a calcio nel florido settore giovanile dell’Anderlecht, dove è rimasto fino a 12 anni, prima di trasferirsi al Charlton, club dove è rimasto fino al luglio dello scorso anno.

Il Manchester United, viste le qualità del ragazzo, nel marzo scorso gli ha fatto firmare il primo contratto da professionista con scadenza nel giugno del 2021 (prima aveva una borsa di studio). ” Sono felice di firmare il mio primo contratto professionale con il Manchester United. Spero che ne arrivino molti altri”, è stato il commento su Instagram del ragazzo dopo essersi vincolato al club di Mourinho.

Largie ha un fratello minore di due anni più giovane, Diamant Ramazani, che attualmente è terzino destro allo Sporting Lokeren.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Largie Ramazani è un’ala, preminentemente sinistra, dotata di una notevole velocità di base e di una discreta abilità nell’uno contro uno.

E’ un giocatore che può risultare poco “leggibile” per i difensori avversari, essendo in grado di giocare la palla con entrambi in piedi.

Partendo da sinistra ha la possibilità di andare sul fondo del campo e crossare, ma anche accentrarsi ed andare al tiro con il piede destro.

Normalmente, preferisce avere la palla tra i piedi, arretrando il suo raggio d’azione, venendo così a raccogliere la sfera sulla metà campo (probabilmente dovrebbe cercare maggiormente lo scatto in profondità senza palla).

Fisicamente minuto, ma massiccio ed esplosivo, Largie soffre un po’ quando ha davanti dei terzini rapidi e più forti atleticamente, ma se il suo dirimpettaio non è abbastanza veloce, sulla fascia di competenza può “fare la differenza”.

E’ un buon crossatore, mentre invece deve migliorare in fase realizzativa, pur avendo un tiro abbastanza potente.

Durante la partita tende a prendersi delle pause, non appoggiando con la giusta intensità l’azione offensiva, ma il suo sostegno alla fase difensiva è sempre presente.

Tatticamente il suo ruolo è quello di ala sinistra di un 4-3-3, ma può tranquillamente agire da esterno di centrocampo si di un 4-4-2.

(Fonte foto: www.twitter.com)