Miguel Gutierrez: talento spagnolo classe 2001

Miguel Gutierrez

Miguel Gutiérrez

Miguel Gutiérrez Ortega, più semplicemente conosciuto in Spagna con il nome di Miguel, è considerato da tempo uno dei migliori talenti della cantera del Real Madrid.

Miguel è un difensore polivalente, anche se negli ultimi tempi si è specializzato nel ruolo di terzino sinistro, posizione che gli ha permesso di disputare un europeo Under 17 su ottimi livelli.

La sua scheda tecnica personale nella pagina del sito del Real Madrid andrebbe un po’ aggiornata: “Sono un centrale preciso e mi piace giocare la palla”, una descrizione poco attuale, soprattutto dal punto di vista tattico.

Nato a Madrid, inizia a giocare a calcio all’età di 4 anni, nell’ADYC Pinto, dove è rimasto fino al 2006, quando viene scovato dagli osservatori del Getafe. Con Los Azulones gioca fino al settembre del 2011, in quanto decide di passare alla squadra per cui ha sempre tifato, il Real Madrid. Appena arrivato viene inserito nella categoria Alevín B e da lì inizia tutto il suo percorso formativo nel settore giovanile dei Blancos, fino a debuttare questa stagione con la squadra Under 19 in UEFA Youth League.

La scorsa estate, quando molti dei migliori talenti dei rivali storici del Barcellona decidevano di lasciare “La Masia” allettati da contratti più remunerativi, Miguel, al contrario, è rimasto a “La Fábrica”, riuscendo a resistere alle lusinghe del Manchester United di Mourinho, che aveva fatto visionare più volte il ragazzo in Spagna, dopo un torneo disputato mesi prima in Inghilterra.

Gli inglesi hanno cercato in tutti i modi di convincere il ragazzo e la sua famiglia a lasciare la Spagna, offrendo tanti soldi, garantendo in 3 anni il suo inserimento nella rosa della prima squadra e facendo per mesi una grande pressione, ma il talentino madrileno non ha tradito la sua fede calcistica.

Naturalmente il Real Madrid si è subito affrettato a proporre al ragazzo un nuovo contratto economicamente più vantaggioso, proteggendosi così da ulteriori attacchi da parte delle principali squadre di Premier League.

A “La Fábrica” confidano che il difensore possa rapidamente, in circa due anni, arrivare a giocare nel Castilla.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Il sito del Real Madrid descrive così Miguel: “Difensore polivalente, poiché può agire sia lateralmente che centralmente. Ama prendere la palla da dietro e portala in avanti, dando più soluzioni alla squadra quando il gioco è bloccato. Si distingue tecnicamente e crossa bene”.

Come già detto, Miguel Gutiérrez ha trovato attualmente la sua dimensione tattica nella posizione di terzino sinistro, ruolo che interpreta in modo molto equilibrato, attuando una fase difensiva ben bilanciata a quella offensiva.

Bravo tecnicamente, non è raro vederlo effettuare delle giocate di notevole qualità tecnica sulla sua corsia di competenza.

Sa dribblare l’uomo nell’uno contro uno e allo stesso tempo è difficile da superare per qualsiasi attaccante, essendo rapido e fisicamente abbastanza strutturato.

Veloce, con notevoli capacità aerobiche, abile nel cross e nella conduzione della palla, sa essere competitivo nel gioco aereo e soprattutto sa sfornare dei cross molto invitanti.

E’ un giocatore grintoso, generoso, che colpisce per la calma e la tranquillità che mette costantemente in campo, non perdendo mai le staffe nei momenti di tensione.

Tatticamente il suo ruolo è quello di terzino sinistro di una difesa a 4, ma può adattarsi bene anche alla posizione di centrale mancino di una linea difensiva a 3.

(Fonte foto: www.realmadrid.com)

Arvin Appiah: talento inglese classe 2001

Arvin Appiah

Arvin Appiah

Nell’europeo Under 17 disputato in casa, l’Inghilterra ha messo in mostra alcuni talenti veramente interessanti; il movimento calcistico inglese ha confermato i grandi progressi fatti negli ultimi anni a livello di calcio giovanile, sia a livello di club che di selezioni nazionali.

Nel reparto avanzato l’elemento che si è messo in maggiormente in luce, palesando ottime qualità ed una buona costanza di rendimento, è stata l’ala l’anglo-ghanese del Nottingham Forest, Arvin Appiah. L’esterno destro offensivo è andato a segno contro l’Italia nel girone e ha creato costantemente la superiorità numerica sulla sua fascia di competenza, mandando in frantumi i piani tattici degli avversari.

Per partecipare all’europeo di categoria, Appiah ha dovuto saltare la fase finale del campionato Under 23, dove il talentino dei “Reds” ha giocato ampiamente sotto età.

I tifosi del “Forest” sono ampiamente a conoscenza delle qualità di Arvin, il suo nome circola già da tempo negli ambienti della Nigel Doughty Academy e sperano fortemente che il ragazzo possa seguire le orme dei suoi predecessori: Jordan Smith, Joe Worrall, Matty Cash e Ben Brereton, tutti prodotti del vivaio locale.

La speranza di Appiah di debuttare con la prima squadra non è poi così remota, considerando come nell’ultima stagione un talento dalle caratteristiche simili e di pochi mesi più grande, di nome Ryan Sessegnon, abbia fatto la differenza nella seconda divisione inglese.

Già in questa stagione Appiah, in compagnia dell’altro migliore talento del “Forest”, Virgil Gomis, è stato più volte aggregato alla prima squadra e dopo l’europeo giocato su ottimi livelli le sue possibilità di giocare in prima squadra dal prossimo anno sono notevolmente aumentate, come ha confermato recentemente il tecnico dei “grandi” Aitor Karanka.

“Penso ci saranno entrambi. Penso di sì “, ha detto l’allenatore basco, alla domanda se avranno un ruolo in prima squadra nella prossima stagione. “Perché con un sacco di partite da giocare, ne avremo bisogno. In passato sono stati già coinvolti nelle sessioni di allenamento e nei prossimi mesi, durante la stagione, lavoreranno con noi quando giocheremo di sabato e martedì. Ma non voglio che leggano il giornale e pensino che avranno sicuramente una possibilità, perché si sbagliano. Devono ancora lavorare per questo, devono ancora lavorare sodo per avere la loro opportunità “. (tratto da ghanasoccernet.com)

Caratteristiche tecniche e tattiche

Arvin Appiah è preminentemente un esterno offensivo di destra, ma è stato anche utilizzato sulla corsia opposta e da mezzala destra, sia nel club che in nazionale.

Dotato di un’esplosività muscolare straordinaria, è velocissimo, nell’uno contro uno diventa un’arma letale; quando ha campo a disposizione, dribbla in slancio qualsiasi difensore, facendo la differenza nel suo settore di competenza.

Tecnicamente dotato, ha buone capacità balistiche e tanta forza nelle gambe che gli permette di reggere l’urto contro i difensori avversari più prestanti di lui.

Il suo stile di gioco prevede continue accelerazioni e progressioni palla al piede, che rappresentano una “rasoiata” alle gambe dei difensori suoi dirimpettai, impossibilitati nel reggere l’incredibile frequenza di passo e in continua sofferenza nell’arginare i continui cambi di direzione.

Arvin è un giocatore creativo, poco prevedibile, anche se la sua azione preferita prevede il “taglio” da destra per andare al tiro con il suo piede forte, il sinistro (ma anche il destro non è da sottovalutare).

Fisicamente già ben strutturato, dotato di baricentro basso, difende bene la palla e come già accennato, sa disimpegnarsi alla grande nei duelli corpo a corpo.

Ha un spiccata personalità, è un elemento esuberante, che tenta spesso, senza remore, la giocata più difficile, prendendosi le sue responsabilità nei momenti più complicati del match.

Tatticamente Appiah può svolgere diversi ruoli: l’esterno destro di centrocampo di un 4-4-2, l’ala destra o sinistra di un 4-3-3, l’esterno offensivo di un 4-2-3-1 e infine la mezzala destra di una linea mediana a 3.

(Fonte foto: www.nottinghampost.com)

Alessandro Russo: talento italiano classe 2001

Alessandro Russo

Alessandro Russo

Da piccolo amava giocare a basket, aveva smesso di giocare a pallone, ma per fortuna del Genoa e anche delle nazionali giovanili italiane, Alessandro Russo ha infine optato per il calcio.

L’estremo difensore del “Grifo” è stato uno dei grandi protagonisti della spedizione azzurra Under 17 in Inghilterra, purtroppo non è riuscito a fermare i tiri dal dischetto degli olandesi in finale (nonostante sia un portiere pararigori), ma la sua prestazione è stata eccellente, a tal punto che noi di WFS lo abbiamo inserito nella nostra Top 11.

Nato a Reggio Calabria, da una buona famiglia, Russo ha iniziato con il calcio per poi passare alla pallacanestro, ma poi è stata la società di Carmine Coppola, la F24 Messina, che lo ha reindirizzato con grande successo verso il calcio. Le sue ottime prestazioni con il piccolo club siciliano, hanno attirato l’attenzione dei più grandi team italiani, ma alla fine l’ha spuntata il Genoa, che per prima si era mossa sul ragazzo. La F24 Messina (rinunciando a molti soldi) ha mantenuto la parola data e così i rossoblu sono riusciti a battere la forte concorrenza di Juventus, Roma e Atalanta.

“Quando sono arrivato a Genova ho trovato un gruppo di compagni che arrivavano dalla cantera, io venivo da fuori ma mi sono ambientato immediatamente. Del resto il mio sogno è sempre stato questo, non è mai stato un problema”, ha dichiarato Russo in una recente intervista a buoncalcioatutti.it.

Russo è il primo portiere delle giovanili che il Grifo acquista fuori Genova, dopo Perin (è di Latina) che curiosamente proprio come Alessandro ama follemente il basket, soprattutto i Golden State Warriors di Stephen Curry.

In una intervista di qualche tempo fa, Mattia Perin, parlando di Russo, ha ammesso di conoscerlo molto bene e spera possa fare anche meglio di lui. E Russo, lusingato, ha risposto: “Certo, l’ho sentito e l’ho subito ringraziato per quel che ha detto. Sarà difficile avvicinarmi al suo livello, ma so di dover continuare così”.

Nel 2017 Russo ha vinto il premio di “Miglior portiere” dell’ultima edizione del Torneo Internazionale Carlin’s Boys, prestigiosa manifestazione per le giovanili, vinta proprio dal Genoa, che si disputa nel mese di agosto a Sanremo.

Russo è un pupillo di Gianluca Spinelli, un vero e proprio marchio di garanzia per quanto riguarda gli estremi difensori, che quando stava al Genoa ne seguiva i primi passi (attualmente il preparatore dei portieri lavora al Chelsea).

Caratteristiche tecniche e tattiche

Alessandro Russo è un portiere dalla stazza imponente, alto 1,93 cm e con ulteriori margini di crescita fisica; impressiona oltre che per le qualità tecniche anche per la tranquillità e l’equilibrio con cui interpreta il suo ruolo.

Trasmette una grande sicurezza a tutto il reparto arretrato, uscendo sempre con i tempi giusti, dimostrando buone qualità sia nelle uscite alte che basse.

Esplosivo, dotato di un buon senso della posizione, reattivo e coraggioso; come quasi tutti i portieri moderni si fa trovare pronto anche fuori della propria area di rigore quando la sua difesa gioca alta.

E’ un portiere che rischia veramente poco, dimostrando una notevole maturità nel gestire le situazioni più complicate.

Su un aspetto deve però migliorare, il gioco con i piedi: in più di un’occasione ha sbagliato palesemente la misura dei suoi rinvii.

(Fonte foto: www.pianetagenoa1893.net)

James Garner: talento inglese classe 2001

James Garner

James Garner

“Lì nel mezzo”, come afferma la canzone di Ligabue, si è imposto con grande autorevolezza nel corso dell’europeo Under 17, il mediano del Manchester United James Garner.

Il capitano della selezione dei “Giovani Leoni”, ha sempre orchestrato alla perfezione la manovra della propria squadra e lo ha fatto ancora di più dopo il grave infortunio al compagno di reparto Tommy Doyle.

In Inghilterra Garner gode già di una grande considerazione, avendo vinto da sotto età l’ultima Premier League-North con la squadra Under 18 dei Red Devils, mettendo a segno 4 gol e altrettanti assist.

Inoltre Jimmy ha anche racimolato ben 8 presenze in UEFA Youth League con la squadra Under 19; in ogni competizione dove è stato utilizzato non ha patito minimamente la differenza di esperienza con i suoi colleghi, risultando un giocatore già molto maturo.

Non a caso a fine stagione Garner è stato nominato dal tecnico dell’Under 18, Kieran McKenna, per il “premio Jimmy Murphy” di migliore giovane calciatore dell’Academy dei Red Devils.

Le ottime prestazioni del ragazzo con la maglia del Manchester United gli hanno permesso di partecipare all’europeo di categoria, giocato in casa, con la fascia di capitano al braccio. Purtroppo per lui, la kermesse continentale si è interrotta in semifinale contro i futuri campioni europei dell’Olanda, ma Jimmy ha comunque palesato il suo indiscutibile talento.

E così, al termine della competizione, i dirigenti dei Red Devils si sono affrettati a far firmare il primo contratto da professionista a Garner nella suggestiva cornice dell’Old Trafford, davanti agli occhi soddisfatti dell’ex stella del Man Utd Nicky Butt e di tutti i suoi famigliari.

“Sono felice! Penso che sia ancora più speciale firmare all’Old Trafford. Sarebbe stata comunque una firma speciale anche all’Aon Training Complex, ma questo è ancora più speciale. Vincere il campionato, avere una buona stagione, essere stato nominato per il Giovane Giocatore dell’Anno e ora questa firma, è un periodo perfetto per me. Ovviamente, è un premio per il lavoro fatto sin dagli Under 8 e Under 9. Sono orgoglioso di me stesso e per la mia famiglia, ma penso sia solo l’inizio. Mia mamma, mio papà, mio nonno e la zia sono venuti tutti insieme qui per me, è momento di orgoglio.” (tratto da manchestereveningnews.co.uk e thesun.co.uk)

Una soddisfazione davvero grande per il ragazzino di Birkenhead, nel Merseyside, che ha per idolo Michael Carrick e sogna di seguire le orme di Lingard, Rushford e Scott McTominay, quest’ultimo lanciato nel calcio dei grandi da José Mourinho. “Ovviamente penso che José Mourinho creda nei giovani. Scott McTominay ha giocato quest’anno, ma devi guadagnarti questa possibilità e sto solo cercando di guadagnare la mia”.

Caratteristiche tecniche e tattiche

James Garner è un mediano (con un passato da difensore centrale) dotato di un fisico longilineo e di una buona tecnica di base.

Non è classico centrocampista inglese vecchio stampo tutto grinta e muscoli, ma è anzi un giocatore elegante, che sa svolgere perfettamente i compiti del regista, avendo ottimi tempi di gioco e una visione di gioco periferica.

Sa essere molto preciso e ordinato sia nel gioco corto che lungo (verticalizza spesso il gioco), i suoi cambi di gioco di 30-40 metri sono una “manna dal cielo” per lo sviluppo della manovra della sua squadra.

Ha buone capacità balistiche, un forte tiro dalla distanza, non è velocissimo, ma ha comunque un passo che gli permette di coprire una grossa fetta di campo.

Sa essere energico nei tackle, quando recupera la sfera non la fa attraverso delle rincorse disperate, ma per mezzo di posizionamenti perfetti sulla linea di passaggio degli avversari.

Pur essendo alto e abbastanza competitivo nel gioco aereo, Garner deve sicuramente irrobustire il suo fisico, perché in futuro dovrà probabilmente disimpegnarsi in un campionato atleticamente molto impegnativo come quello inglese.

Ha una personalità spiccata, è un vero leader carismatico, un trascinatore, il classico capitano combattente di stile britannico, dotato di grande appeal nei confronti dei suoi compagni di squadra.

Tatticamente il suo ruolo è quello di mediano/regista davanti alla difesa (in un modulo 4-3-3 o 4-2-3-1), una posizione che interpreta alla perfezione, sapendo abbinare perfettamente la fase difensiva a quella offensiva.

(Fonte foto: www.manutd.com)

Tommy Doyle: talento inglese classe 2001

Tommy Doyle

Tommy Doyle

Tommy Doyle, centrocampista centrale del Manchester City, è indubbiamente uno dei migliori prospetti inglesi, come ha dimostrato l’ultimo europeo Under 17, che ha visto protagonista il ragazzo solo per metà manifestazione.

Purtroppo, si è fratturato l’osso metatarsale, in occasione della terza partita contro la Svizzera; un vero peccato in quanto nei primi di incontri il ragazzo aveva messo a segno 2 reti e un assist.

La sua assenza ha inciso pesantemente sulle sorti della squadra inglese che ha perso un elemento di grande qualità e personalità in mezzo al campo, lasciando la regia del gioco tutta sulle spalle di Jimmy Garner (altro talento molto interessante), appartenente ai rivali del Manchester United.

D’altronde il “pedigree” Tommy è di quelli importanti e di prestigio, infatti è il nipote di due leggende dei Citizens, Mike Doyle e Glyn Pardoe (che nel 1970 si ruppe una gamba facendo un duro tackle a George Best). La mamma Charlotte è la figlia di Pardoe e il papà Scott è naturalmente il figlio di Mike, i genitori del talentino del Manchester City si sono conosciuti da bambini quando i loro padri erano compagni di squadra.

I tifosi del City seguono con particolare attenzione la crescita di Doyle che da alcuni esperti del settore viene descritto come il talento più simile a Steven Gerrard.

D’altronde in questi ultimi anni l’Academy del Manchester City si è infoltita di prospetti fortissimi provenienti da tutto il mondo; la proprietà araba non ha mai badato a spese neanche per il settore giovanile, ma questo ha comportato una scarsa presenza di ragazzi locali nelle diverse squadre del vivaio. L’unico che ultimamente si sta affermando con forza in prima squadra è il “geniale” Phil Foden, pupillo di Pep Guardiola, ma che dai fan del City viene addirittura considerato meno forte rispetto a Tommy Doyle.

I tifosi si identificano principalmente con i “local boy” che vengono considerati come “uno di loro”; Tommy ha tutti questi requisiti essendo da sempre tifoso e calciatore del Manchester City, proprio come il predecessore Foden.

In questa stagione Doyle ha già avuto la possibilità di giocare sotto età nella squadra Under 19 che ha disputato la UEFA Youth League e ha anche giocato un bel numero di partite con la squadra Under 18 oltre a un match in Premier League 2.

Caratteristiche tenciche e tattiche

Tommy Doyle è un centrocampista completo, che pur privilegiando la fase offensiva, sa rendersi molto utile anche in quella difensiva.

Doyle impressiona immediatamente per la personalità e l’autorevolezza con cui gestisce la palla in mezzo al campo, anche in situazioni di particolare pressione e difficoltà ne esce sempre con successo.

Abile tecnicamente, dinamico e con perfetti tempi d’inserimento offensivi, Tommy ha buone capacità balistiche (tira anche i rigori) e sa essere anche un valido assist-man.

Abbastanza rapido di passo, è bravo sia negli spazi stretti che ampi, attira su di sé un “mare” di palloni diventando un catalizzatore della manovra.

Il suo stile di gioco molto dinamico lo porta spesso a prendersi la palla nella propria metà campo, ma poi con grande tempismo, si fa trovare pronto nei pressi dell’area di rigore avversaria (è un vero centrocampista “box-to-box”).

Caratterialmente è un leader, un trascinatore, non ha paura di niente; Doyle dal punto di vista della personalità è il classico giocatore inglese, un combattente che non rinuncia mai al tackle e ai contrasti.

Fisicamente deve irrobustire un po’ la sua struttura corporea, così come deve migliorare nel gioco aereo.

Tatticamente può occupare il ruolo di mediano e centrocampista centrale in 4-2-3-1, ma può anche disimpegnarsi perfettamente da mezzala di un 4-3-3.

(Fonte foto: www.soccer.10ztalk.com)

Nick Shinton: talento belga classe 2001

Nick Shinton

Nick Shinton

Il belga Nick Shinton è stato il miglior portiere dell’europeo Under 17 insieme all’italiano Alessandro Russo, quest’ultimo ha avuto in più il merito di raggiungere la finale della competizione.

L’estremo difensore dei “Diavoli Rossi” si è sempre dimostrato sicuro sia nelle uscite che nel gioco con i piedi, palesando una notevole maturità tecnica.

In patria Shinton è considerato il vero erede di Thibaut Cuortois ed effettivamente il ragazzino di proprietà del Bruges (o Club Brugge) promette veramente bene.

Nick nella sua pur breve carriera ha già cambiato molte squadre. Ha iniziato a giocare a calcio nell’ FCV Dender EH dove veniva seguito da Johnny Van Den Broeck (il suo “scopritore”), poi è passato al Gent ed in seguito al Genk, dove a 14 anni ha attirato l’attenzione di tutti i più importanti club belgi (e non solo). Dopo una lunga ed estenuante trattativa, nel 2016, i dirigenti del Bruges riescono a convincere la famiglia del ragazzo, che nel frattempo aveva ricevuto offerte anche da Anderlecht, Standard Liegi, Zulte Waregem e alcuni team stranieri.

Il Bruges ha puntato su un progetto molto più allettante per il ragazzo, che così ha preferito lasciare i Limburgers, i quali si sono mossi troppo tardi per cercare di trattenere il giovane portiere. Il Genk, infatti, è rimasto spiazzato dalla scelta di Shinton; la delusione per essersi visto privare del diamante grezzo del proprio settore giovanile è stata molto forte e per questo sono anche scaturite alcune polemiche con i dirigenti del Bruges. (tratto da hln.be)

Con i Blauw en Zwart Shinton, Nick ha subito dimostrato di essere qualitativamente superiore rispetto ai suoi compagni e così è stato fatto giocare sempre sotto età, come in occasione dell’ultima stagione trascorsa per intero con la squadra Under 19 del Bruges.

Fisicamente Shinton è molto cresciuto negli ultimi 2 anni, aggiungendo fisicità alla sua già buona tecnica di base; non a caso ha visto incrementare notevolmente le sue presenze nelle varie selezioni nazionali belghe.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Nick Shinton è un portiere moderno, reattivo, coraggioso, abile nelle prese alte e nelle uscite basse, sa giocare molto bene con i piedi e tatticamente è una sorta di difensore aggiunto, giocando spesso al limite della sua area di rigore.

Con il suo piede mancino sa far ripartire velocemente l’azione; i suoi rinvii sono spesso molto precisi, degni del miglior Reina o Alisson.

La sua mole considerevole gli permette di svettare in area di rigore in occasione dei cross e dei calci piazzati, arrivando con le sue mani dove gli altri giocatori neanche possono avvicinarsi.

Tra i pali sembra essere un vero “felino”, ha grande spinta nelle gambe e ciò gli consente di essere molto esplosivo e reattivo.

A livello caratteriale ha sempre mostrato una forte personalità, nel reparto arretrato del Belgio Under 17, Nick era indubbiamente uno dei leader.

(Fonte foto: www.hln.be)

Ajdin Hasic: talento bosniaco classe 2001

Ajdin Hasic

Ajdin Hasić

Ajdin Hasić, ala destra/trequartista della Dinamo Zagabria, è il miglior talento emergente del calcio bosniaco.

Negli ultimi mesi è diventato famoso per un suo splendido gol da centrocampo, che ha sorpreso il portiere danese nel match di qualificazione per l’europeo Under 17.

Hasić ha iniziato a giocare a calcio a Banovići, un posto vicino a Tuzla, ed è sempre stato un fan della Dinamo. Per 12 anni e mezzo ha sempre detto ai suoi genitori di voler giocare con il migliore club croato: “Portami alla Dinamo, voglio provare lì!”

Così i genitori hanno deciso di portarlo ad un provino della Dinamo, non ha neanche avuto bisogno di alzare la voce. Il padre rimase nella miniera di Tuzla e Aydin andò a Zagabria in compagnia di sua madre Sazber, arrivò a Maksimir fece il provino e venne subito preso. Oggi vive con sua madre a Zagabria, la Dinamo, ovviamente, gli ha pagato l’appartamento.

Fabijan Komljenovic, l’assistente dell’attuale tecnico della Dinamo Nikola Jurčević, si è preso particolarmente cura di lui: “Ajdin deve rimanere, sarà un grande giocatore! Ajdin Hasic è il futuro della Dinamo. Non ci vuole particolare coraggio nel dire che lui è il miglior ragazzo della nostra scuola di calcio! Non solo è un talento fenomenale, Ajdin è un bravo ragazzo. Mi piacerebbe avere un figlio come lui”.

Gli attenti conoscitori del settore giovanile della Dinamo Zagabria rivedono in lui alcune qualità di Dybala, soprattutto la capacità nel giocare in tutti i ruoli dietro la punta centrale, la capacità nel dribbling e il saper calciare con entrambi i piedi, anche se è preminentemente un mancino.

A Maksimir affermano che Ajdin è davvero bravo a giocare da numero 10, ma con l’Under 17 bosniaca anche ha dimostrato di essere un’ala destra molto interessante.

“Sono venuto alla Dinamo per diventare un vero giocatore, so che è una lunga strada da percorrere, ma so quello che voglio, ho fissato il mio obiettivo e voglio raggiungerlo. Voglio giocare il più presto possibile per la prima squadra della Dinamo e poi giocare per la squadra nazionale della Bosnia-Erzegovina. La nostra squadra ha un tecnico come Robert Prosinečki che è sempre stato il mio modello! Ero felicissimo quando ha ottenuto l’incarico. Spero di avere la possibilità di incontrarlo.” (tratto da bih.ba)

Recentemente si sono fortemente interessate a Ajdin Hasić le due principali squadre tedesche, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, invogliate ulteriormente a prendere il talento della Dinamo, in quanto prossimo ad ottenere il passaporto croato, che gli permetterebbe di essere tesserato come comunitario.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ajdin Hasić è un talento dotato di una tecnica sopraffina, abile nel dribbling, veloce, discreto finalizzatore e fine assist-man.

Calcia bene le punizioni, ha notevoli capacità balistiche, come dimostra il gol da 60 metri contro la Danimarca, sa spesso effettuare le giuste scelte, illuminando il gioco con lanci precisi e cambi di gioco di rara precisione.

Ha una notevole accelerazione palla ala piede, cambio di passo e nell’uno contro uno crea spesso la superiorità numerica; nell’Under 17 bosniaca, Ajdin è l’elemento in grado di fare la differenza e di illuminare la manovra.

Il suo stile di gioco è poco prevedile, Hasić è una sorta di fantasista, anche se in più di un’occasione tenta la percussione da destra per poi accentrarsi ed andare al tiro con il sinistro.

Fisicamente deve rafforzarsi, ha indubbiamente bisogno di qualche muscolo in più, anche se, in virtù del suo baricentro basso, riesce a difendere molto bene la palla.

Tatticamente Hasić può fare l’esterno offensivo di destra di un 4-2-3-1, ma anche l’ala di un 4-3-3; inoltre può essere utilizzato anche da trequartista dietro una o due punte.

(Fonte foto: www.inmedia.ba)

Ryan Gravenberch: talento olandese classe 2002

Ryan Gravenberch

Ryan Gravenberch

Nella prestigiosa Academy dell’Ajax, il nome di Ryan Gravenberch circola già con insistenza da qualche anno; il centrocampista dalle attitudini preminentemente offensive ha già avuto la possibilità di giocare, a soli 15 anni, con la squadra Under 19 dell’Ajax di Mr John Heitinga.

Avendo un fisico longilineo e forte, il ragazzo non ha patito molto la differenza d’età e in occasione del match di UEFA Youth League contro gli svedesi dell’Hammarby, Ryan è anche andato a segno, diventando il più giovane marcatore della storia della Champions League dei ragazzi.

Numero 18 sulle spalle, Gravenberch è entrato al 75esimo minuto, quanto basta per realizzare una bella rete, quella dello 0 a 4. “Ero già caldo da 35 minuti, ma nel secondo tempo sono entrato in campo. Ho pensato: ‘Se sostituisco l’uomo che ha fatto 2 gol (Ekkelenkamp), allora devo farne almeno uno’, haha! Finalmente, quando sono entrato, ho pensato che fare un gol al debutto sarebbe stato ottimo. Davvero un momento molto speciale. Giocare 2-3 anni sotto età non è normale. Ma per me non importa quanti anni hanno gli altri. Cerco solo di giocare il meglio possibile. Se giochi bene, sei abbastanza grande. I ragazzi dell’Ajax U19 sono fisicamente più forti e il ritmo è molto più alto. Ma contro l’Hammarby sono stato piuttosto bravo. Ho provato ad adattarmi e ho trovato le distanze. Voglio migliorare la mia capacità polmonare in modo da poter correre ancora di più in una gara. “

Ryan è un ragazzo molto ambizioso che ha chiari nella testa i suoi obiettivi: “Il mio obiettivo è quello di entrare stabilmente nell’ Ajax U19 e realizzare il maggior numero possibile di gol. Voglio migliorare me stesso. Voglio ottenere un posto da titolare nell’Ajax U19. Il mio grande piano è raggiungere la prima squadra dell’Ajax entro 2 anni! “

Tatticamente e fisicamente il lungo centrocampista si descrive in modo speciale: “Sono una specie di serpente. Lungo, piuttosto magro, scivolo via dappertutto. Posso imparare molto da Paul Pogba, è anche lui un po’ un serpente, haha. Inoltre, mi piace guardare Andrés Iniesta e Frenkie de Jong. Penso che siano bravi calciatori. “ (tratto da www.ajax.nl)

Ryan ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nello Zeeburgia, una delle piccole realtà di Amsterdam che ha dato più talenti alle squadre professionistiche olandesi. Nel 2010, a 8 anni, viene ingaggiato dai Lancieri e con il club ajacide inizia la sua rapida escalation professionale, che non solo lo porta a debuttare precocemente con l’Under 19, ma gli permette di disputare e vincere un europeo Under 17 da sotto età. Proprio in occasione della finale della kermesse continentale, giocata contro l’Italia, Gravenberch ha messo in mostra tutto il suo grande talento, colpendo la traversa con uno stupendo tiro a giro dalla distanza.

In famiglia Ryan non è l’unico a giocare a calcio, suo fratello maggiore, Danzell, dopo essere cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, ha iniziato un lungo peregrinare in giro per l’Europa ed ora il suo cartellino è di proprietà del Reading. Danzell è super orgoglioso di suo fratello ed è convinto che farà una carriera migliore della sua: “Chi si unisce all’under 19 a quindici anni è ovvio che abbia qualcosa in più. Come fratello maggiore sono orgoglioso di lui e posso solo continuare a supportarlo e a dargli consigli e suggerimenti. Non è un caso che molti dei migliori team europei siano dietro di lui. Ma a casa ne parliamo spesso e sia io che mio padre e mia madre pensiamo sia meglio per lui restare all’Ajax. È un club bello e in due anni può essere già in prima squadra. Ho fiducia in questo”, afferma Danzell in una intervista con Voetbalzone.

In realtà i dirigenti dei Lancieri sono terrorizzati dalla possibilità che il loro talentino possa lasciare Amsterdam in tempi brevi. Infatti, Gravenberch e Mitchell Bakker (altro interessante prospetto dell’Ajax), sono gestiti dal potente agente Mino Raiola, che attualmente è ai ferri corti con la società olandese per la questione Justin Kluivert. Il figlio d’arte non essendo soddisfatto delle proposte fatte dall’Ajax potrebbe andare via in questa sessione di mercato avendo il contratto in scadenza nel 2019. D’altro canto i Lancieri si stanno impuntando e sarebbero disposti a tenere fermo il figlio di Patrick per un anno intero (come è successo per Boilesen), ma questo potrebbe comportare un inasprimento dei rapporti con l’agente del ragazzo che condizionerebbe anche le sorti contrattuali di Gravenberch e Bakker.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Ryan Gravenberch è un centrocampista dalla propensione offensiva, impiegato principalmente nel ruolo di mezzala sinistra.

Dotato di un fisico longilineo e di una buona tecnica di base, sa rendersi molto pericoloso con delle potenti conclusioni dalla distanza.

Ha una buona velocità di base, precisi tempi d’inserimento e una notevole fisicità, che gli permette di vincere agevolmente i duelli corpo a corpo.

Se destreggiarsi bene nello stretto, dribblando con abilità nonostante le lunghe leve e negli spazi ampi può risultare veramente devastante per i pacchetti arretrati avversari, sfruttando la sua potente progressione palla al piede.

Abile nel gioco aereo, quando si proietta in avanti in occasione dei calci piazzati può risultare molto pericoloso.

Può migliorare nella fase difensiva e nella gestione delle energie nell’arco della partita; non a caso durante l’europeo Under 17 non ha mai giocato tutti i 90 minuti, un fattore questo su cui può incidere la più giovane età rispetto alla gran parte dei colleghi.

A livello caratteriale ha sempre manifestato una forte personalità, giocando con grande autorevolezza e sfacciataggine, senza subire la pressione esterna nei contesti agonistici più impegnativi.

Tatticamente può giocare alla perfezione nel ruolo di mezzala sinistra di un 4-3-3, posizione che gli permette di accentrarsi e di andare al tiro con il suo piede forte, il destro. Talvolta è stato impiegato anche nel ruolo di trequartista incursore di un 4-2-3-1, essendo abile negli inserimenti e dotato di discrete capacità in fase di finalizzazione e assistenza.

(Fonte foto: www.twitter.com)

Brian Brobbey: talento olandese classe 2002

Brian Brobbey

Brian Brobbey

Brian Brobbey è stato colui che ha stroncato i sogni di gloria della nazionale Under 17 di Mr Carmine Nunziata; a 6 minuti dalla fine della partita ha fissato il gol sul 2 a 2 mandando gli Azzurri ai calci di rigori. Dal dischetto gli italiani hanno messo a segno solo un tiro dagli 11 metri e così la vittoria finale è andata alla nazionale Oranje.

Brobbey, centravanti dell’Ajax classe 2002, è già noto agli attenti osservatori del calcio giovanile, nelle varie squadre dell’Academy de i Lancieri ha sempre realizzato gol a grappoli, come nell’ultima stagione dove è andato a segno per 28 volte, tra Under 17 e Under 19 diventando capocannoniere dell’Ajax.

Brobbey nasce in una famiglia di calciatori, tre suoi fratelli fanno il suo stesso mestiere: Samuel Brobbey, di 4 anni più grande è un difensore dell’Almere City, Derrick Luckassen, classe 1995, gioca in Eredivisie con il PSV e Kevin Luckassen, il più “anziano” gioca in Inghilterra al Northampton Town. Derrick Luckassen è stato il primo della famiglia a vincere il titolo nazionale. “Appena ha vinto mi sono congratulato con lui. Pensavo che fosse la cosa giusta da fare. Gli ho detto: Congratulazioni, tra due anni sarò lì come campione”, ha dichiarato Brian in una recente intervista.

Nato ad Amsterdam, ma di origini ghanesi, Brian ha iniziato a giocare a calcio nell’AFC Amsterdam e dal 2010 è entrato a far parte del settore giovanile dei Lancieri. Ora il suo sogno è quello di debuttare presto con la prima squadra. “Tra due anni spero di giocare nella prima squadra dell’Ajax”.

D’altronde Brobbey è un ragazzo molto ambizioso e determinato, che fin da piccolo è stato abituato ad uno stile di vita molto professionale, come per esempio per quanto riguarda l’alimentazione. Una dieta a base di frutta e acqua: questa è il segreto per avere i muscoli impressionanti dell’attaccante sedicenne. Ogni mattina inizia con un frutto e un bicchiere d’acqua. “E quando sono al club, mangio un sacco di avocado e verdure. E alla sera broccoli con patate. Questo è ciò che ti rende forte “, ha affermato Brobbey a ajax1.nl.

Per il suo stile di gioco e soprattutto per la sua fisicità è stato paragonato spesso a Romelu Lukaku. “Sì, ho sentito spesso questo paragone. Io sono solo il nuovo Brian Brobbey, non il nuovo Lukaku “, ha detto l’attaccante in una chiacchierata con ELF Voetbal. “Lo ammiro sempre. Mi piace come difende la palla ma soprattutto perché Lukaku è molto bravo.”

Eppure è un altro attaccante per il quale Brian ha una grande ammirazione: “Preferisco guardare Klaas-Jan Huntelaar. Lui è così bravo. Klaas-Jan può tirare perfettamente sia con il sinistro che con il destro. Un giorno dopo un allenamento è venuto da me e mi ha detto scherzando: “Non devi fare un sacco di allenamento per la forza, vero?”

Il nome di Brobbey in ogni finestra di mercato viene accostato a quello dei principali club inglesi, in primis le due squadre di Manchester, ma nelle interviste ripete sempre: “Di queste cose se ne occupa il mio agente. Ma non escludo nulla.”

Caratteristiche tecniche e tattiche

Brobbey è una punta centrale dalla struttura fisica imponente, “con gambe come tronchi d’albero, le braccia come cavi d’acciaio e le spalle così larghe che si trovano in diversi fusi orari” (cit. dal sito ajax1.nl).

Effettivamente a primo impatto Brobbey colpisce per la sua prestanza atletica, che non ha rivali tra i pari età; non a caso viene sempre utilizzato contro avversari più grandi.

Non bisogna pensare però che Brian sia un giocatore tecnicamente sprovveduto, ma anzi ha una discreta tecnica di base (come dimostrano i suoi 3 gol all’europeo di categoria) e anche una sufficiente agilità negli spazi stretti.

Eccezionale nel gioco spalle alla porta, dotato di un grande senso del gol e di una spiccata capacità nel gioco aereo, Brobbey è un giocatore che si fa molto apprezzare anche per il gioco di sponda.

Potente e spesso inarrestabile quando parte in progressione, non è lento, risultando così un perfetto mix tra forza fisica e velocità, che mette a disagio gli interi pacchetti arretrati avversari.

Ha buone capacità balistiche e un tiro abbastanza forte e “pulito”, che innesca spesso dopo essere scattato al limite del fuorigioco; la sua capacità nell’attaccare gli spazi è veramente notevole.

Caratterialmente estroverso e un po’ guascone, Brobbey non risente minimamente delle pressioni esterne, palesando una forte personalità.

Tatticamente è in grado di fare reparto da solo, sfruttando la sua grande fisicità e mobilità; messo al centro di un tridente può risultare un’arma letale.

(Fonte foto: www.modernghana.com)

Moise Kean: talento italiano classe 2000

Moise Kean

Moise Kean

Moise Kean è salito agli onori delle cronache sportive per essere stato il primo classe 2000 a segnare in uno dei cinque principali campionati europei, in occasione della partita Bologna-Juventus del 27 maggio 2017 (terminata 1-2).

Kean, nato a Vercelli, ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nell’Asti, dove viene scovato dagli scout del Torino che decidono di portarlo subito in granata nel 2007.

L’esperienza al Toro dura solo 3 stagioni, nell’estate del 2010, la giovane punta italo-ivoriana passa agli acerrimi rivali cittadini della Juventus. La notizia fa un certo scalpore, anche perché le gesta di Kean a livello giovanile, già avevano avuto una certa risonanza in tutto il panorama calcistico giovanile nazionale.

Con i bianconeri Kean dimostra di essere un bomber inesorabile. Nel 2014 raggiunge la finale del campionato Giovanissimi Nazionali, persa poi contro la Roma.

Kean però si fa notare ancora di più l’anno dopo, nella stessa categoria, segnando 21 gol in 10 partite, e guadagnandosi una promozione alla categoria successiva, gli Allievi Nazionali, con i quali segna 14 gol in 15 presenze. Sia nei Giovanissimi che negli Allievi, Kean gioca sempre contro ragazzi più vecchi di lui. Nella stagione 2015/2016, con la Primavera della Juventus, segna la bellezza di 24 gol in 26 partite.

Naturalmente, dopo aver fatto valanghe di gol nelle varie squadre del settore giovanile della Juventus, il 19 novembre 2016 Kean fa il suo debutto in Serie A con i bianconeri, all’età di 16 anni e 8 mesi, sostituendo all’84’ Mandžukić nella vittoriosa sfida interna contro il Pescara. Pochi giorni più tardi fa il suo esordio anche in Champions League, nella vittoriosa trasferta contro il Siviglia, subentrando sempre all’84’ a Pjanić.

Poco dopo, come già detto, segna il gol storico, record di precocità, contro il Bologna, una marcatura che lo proietta sempre in più all’interno delle dinamiche della prima squadra, dove vi entra stabilmente, pur racimolando solo 4 presenze complessive.

Dopo aver rinnovato il contratto con la Juventus, dopo una trattativa lunga e turbolenta, che ha visto protagonisti la famiglia e il suo agente Mino Raiola, in questa stagione Moise è andato a fare esperienza a Verona. Con gli scaligeri esordisce il 10 settembre, da subentrante nella sconfitta interna contro la Fiorentina; il successivo 1º ottobre sigla il suo primo gol coi veneti, nel 2-2 sul campo del Torino.

In seguito realizza la sua prima doppietta in Serie A il 28 gennaio 2018, nella partita vinta 4-1 sul campo della Fiorentina. Il suo score a fine stagione con la maglia gialloblu è di 4 reti in 19 presenze (ha saltato il finale di campionato per un fastidioso problema agli adduttori).

“Quando ho scelto il Verona non ho fatto calcoli. Sono soddisfatto di questi mesi, ma posso e devo dare di più per la squadra e per i tifosi. Ho 17 anni e so di dover migliorare ancora molto”, sono state le parole del ragazzo in un’intervista fatta alla fine di dicembre al quotidiano Tuttosport.

Kean, come già accennato, è gestito dal potente agente Mino Raiola, con il quale ha un rapporto molto buono, nonostante qualche diatriba passata avuta con il padre del ragazzo Biorou Jean. Anche per il fatto di avere lo stesso procuratore, Moise è stato spesso paragonato a Balotelli: “Mino mi dice sempre di giocare il mio calcio e di prendere esempio da un campione come Ibrahimovic. Ci ha fatto conoscere, andiamo molto d’accordo Zlatan e io. Di Ibra vorrei avere la serietà nel lavoro e la cattiveria. Tra i miei attaccanti preferiti c’è anche Balotelli e pure con lui ho un buon rapporto. Di Mario apprezzo tecnica e velocità. Io nuovo Balotelli? Mi piace Mario. Ma lui è Balotelli e io sono Kean”. (tratto da Tuttosport)

Naturalmente, Kean ha fatto parte di tutte le selezioni giovanili azzurre; attualmente fa parte dell’Under 19 di Mr Nicolato, ma la sua ultima convocazione risale al lontano settembre dello scorso anno, quando purtroppo, lui e Gianluca Scamacca (attaccante ex Roma ora al Sassuolo) sono stati allontanati dal ritiro azzurro per motivi disciplinari, come recita il comunicato della FIGC.

Caratteristiche tecniche e tattiche

Moise Kean è una punta centrale dinamica, potente, che non ama aspettare che la palla gli arrivi tra i piedi, ma anzi preferisce svariare su tutto il fronte offensivo.

Gioca per la squadra, aiuta i compagni che agiscono qualche metro più indietro di lui, fa gioco di sponda e al contempo sa scattare in avanti con potenti progressioni palla al piede.

Tecnicamente valido, Kean ha già una corporatura ben strutturata che gli permette di difendere bene la sfera e reggere l’urto contro i difensori più prestanti della Serie A.

Moise ha senso del gol, corsa, dribbling, visione di gioco, buone capacità balistiche, abilità nel gioco aereo e sa attaccare bene la profondità, risultando così una punta moderna abbastanza completa.

Caratterialmente è un po’ troppo esuberante, aspetto questo che lo ha frenato in più di un’occasione sia quando era nel settore giovanile della Juventus, sia con le nazionali azzurre.

Tatticamente Kean può svolgere il ruolo di punta centrale (ed esterno offensivo) di un 4-3-3, ma sa svolgere bene anche i compiti della seconda punta in 4-4-2, essendo un giocatore molto dinamico.

(Fonte foto: www.uefa.com)